giovedì 27 aprile 2023

Un viaggio chiamato 50 km di Romagna



Castel Bolognese (Ra) - La 50km di Romagna è quasi un viaggio onirico, in alcune fasi condito da allucinazioni ed esperienze ultrasensoriali; è una corsa con sé stessi (e contro sé stessi), una competizione che non inizi mai con un obiettivo di tempo ben definito: per la maggior parte degli atleti amatoriali che la corrono, arrivare in fondo e riuscire ancora a camminare fino a farsi mettere la medaglia al collo, è già un traguardo, qualcosa per cui chiunque avrebbe firmato, il giorno prima; è una sfida con una quantità infinita di incognite, dove occorre allenamento e preparazione alla distanza, ma serve anche conoscenza su come affrontare le salite e le discese, nonché una bella dose di tenuta mentale. Una gara che al suo interno racchiude diverse frazioni che la rendono unica. Volete bene a qualcuno? Portatelo a correre la 50km di Romagna! Volete male a qualcuno o, ad esempio, avete l'amico calciatore che sostiene di esser stanco dopo 90 minuti di partita? Ugualmente: portatelo sulle strade della Romagna e godetevi lo sgomento nei suoi occhi durante le varie fasi della corsa.

Semplicemente, la 50 di Romagna è una ultramaratona: è vero che sono "solo" 8 km in più di una maratona convenzionale, ma la salita e la discesa dal Monte Albano la rendono sempre una gara imprevedibile, oltre alle tante trappole nascoste qua e là sul percorso.
50 km di Romagna che nell'edizione 2023, parafrasando un titolo di un film è diventata "50 sfumature di grigio"; già, perché questa edizione di una delle ultramaratone più amate d'Italia è stata contraddistinta da meteo instabile e cielo plumbeo fin dalle prime fasi della gara, e il tanto temuto temporale di metà giornata si è abbattuto sugli atleti proprio nella fase più complicata della gara, ovvero in prossimità della salita/discesa al Monte Albano.

Circa 1350 gli atleti che alle 8.30 in punto hanno preso il via da Piazzale Bernardi a Castel Bolognese per la gara competitiva, oltre a tutti coloro che hanno preso parte alla ludico-motoria di 11 km sulle strade della valle del Senio.
I primi km della 50km di Romagna sono un bagno di pubblico, nell'anello che si percorre all'interno di Castel Bolognese; dimenticando per un momento di dover correre per 50 km e con un'altimetria piuttosto importante, sembrerebbe di essere alla partenza di una maratona internazionale in una grande capitale europea: il pubblico assiepato su entrambi i lati della strada ed all'interno di ogni rotonda sostiene gli atleti, che in questo modo "si fanno distrarre" ed incoraggiare, senza rendersi conto che se ne sono andati i primi tre chilometri di gara ("beh, dai: ne mancano soltanto 47!").

Si esce da Castel Bolognese seguendo la valle del Senio, in un tratto del percorso che comincia a regalare i primi saliscendi leggeri, un ottimo riscaldamento per le gambe in vista della salita più dura: qui alcuni atleti cominciano a pagar pegno del tempo instabile, e più di uno deve fare qualche fermata per aver preso colpi d'aria nella prima fase di gara. Senza nemmeno rendersene conto si arriva a Riolo Terme, dove gli atleti ricevono un altro bagno di folla, nel paese vestito a festa per la Festa della Liberazione: come da tradizione la 50 km di Romagna si corre di 25 Aprile e da queste parti si avverte forte il senso di patriottismo e l'orgoglio di quella che fu la Resistenza, molte finestre sono listate dal tricolore, mentre in strada i corridori cominciano a formare un lungo serpentone di atleti in fila indiana, non più la massa informe o i piccoli gruppetti dei primi chilometri.

Abbandonata Riolo Terme, ci si avvia per Borgo Rivola per poi giungere a Casola Valsenio: le pendenze cominciano ad aumentare e i km sulle gambe cominciano a farsi sentire, sebbene siamo appena alla distanza della mezza maratona; qualche runner comincia ad alternare corsa a camminata, mentre il cielo si fa scuro e si addensano nubi che non promettono nulla di buono. Anche il passaggio a Casola Valsenio è estremamente piacevole per i partecipanti alla gara, con tanto pubblico, ed il centro cittadino variopinto da una festa patronale, con bancarelle e giostre a riempire gli spazi della piazza principale. Siamo alle fasi cruciali della corsa, o almeno a quelle più impegnative: infatti, dopo un piccolo ristoro uscendo da Casola, si affronta una bellissima discesa in un vicolo medievale fino ad immergersi nella natura, costeggiando per un breve tratto il Senio ed infine guadandolo su un ponte ad altezza fiume; da qui, tornantone che reimmette sulla strada statale ed inizia la fatidica salita al Monte Albano: siamo solo al km 25, ovvero metà gara.
Inizia a piovere, dapprima con qualche gocciolone sporadico, poi in modo decisamente intenso. Ognuno sale come può con le energie che ha: qualcuno con passettini brevi e corsetta continua, qualche altro in camminata veloce; chi a sensazione, e chi controllando le pulsazioni per non affaticarsi troppo. La pioggia diventa ben presto un temporale di proporzioni importanti, e i runners più previdenti che avevano portato con sé una mantellina in plastica, perdono ben volentieri trenta secondi del loro tempo per indossare indumenti protettivi, e ripararsi quanto più possibile dal maltempo. Tirano due o tre saette che non cadono lontane dalla strada in cui ci troviamo e mentre si sale è inevitabile andare col pensiero a certe epiche imprese in montagna del Giro d'Italia o del Tour de France; tanti ciclisti, salendo per le stesse strade verso il Monte Albano incitano i corridori, ed il podista si nutre di queste cose, e anziché avvilirsi per il tempo inclemente, trova sempre maggiori motivazioni per raggiungere la vetta, ed infine il traguardo: questa non è una gara che si corre tutti i giorni, e sappiamo che ricorderemo questo giorno fino alla fine dei nostri giorni, per cui ognuno dà fondo a tutte le energie fisiche e mentali, fino a raggiungere la vetta del Monte Albano, che segna il superamento dei 30 km ("dai, manca meno di una mezza maratona"). Stoici anche i fotografi ufficiali che resistono nelle loro posizioni, ingobbiti sotto un ombrellino con il quale cercano di ripararsi mentre cercano di portare a termine il proprio lavoro.

Ristoro in vetta, (fondamentale in gare come questa alimentarsi in continuazione e gestire bene l'apporto di sali minerali ed acqua, senza esagerare), quando anche qualche piccolo granello di grandine comincia a rimbalzare sull'asfalto e fra i piedi dei runners; meglio rimettersi in moto subito, ed iniziare la velocissima discesa verso Zattaglia, un toccasana per lasciare andare le gambe dopo le fatiche della salita; normalmente sarebbe una discesa da fare "a tutta", ma continua a piovere/grandinare abbondantemente e occorre guardare dove mettere i piedi, per non rischiare di scivolare sul brecciolino, o di finire coi piedi completamente fradici in uno dei tanti rivoli che si formavano qua e là, lungo la carreggiata stradale. Si arriva comunque a Zattaglia senza nemmeno accorgersene, e finalmente la pioggia dà tregua agli atleti: non esce mai un sole convincente, il cielo resta denso di nuvole e l'aria frizzante; gli atleti, completamente zuppi, devono anche cautelarsi e stare attenti a non prendere freddo o colpi d'aria, dato che siamo al 35° km, manca ancora parecchio al traguardo ed ora più che mai è essenziale poter disporre di tutte le proprie energie residue.

Questa è la fase della gara "maledetta" da ogni atleta (salvo quelli che in passato hanno già affrontato la 50km di Romagna e conoscono il percorso): ci troviamo infatti nel tratto fra Zattaglia e Villa Vezzano, che sulla altimetria del sito organizzatore dell'evento viene riportato come un tratto in continua, seppur blanda, discesa; invece fra il km 37 e soprattutto al km 39 ci si trova ad affrontare un paio di salite, non lunghissime ma intense, che fanno male a chi ha già quasi una maratona sulle gambe. Il turpiloquio fra sé e sé è ancora ammesso, e succede di superare qualche atleta straniero ed intuire che anche nella sua lingua esotica sta maledicendo quegli ultimi metri di inaspettata ascesa. A Villa Vezzano si tagliano i 42 km e, sebbene la collina lasci definitivamente spazio alla pianura regolare, molti runners entrano in crisi, faticando ad immedesimarsi in quegli 8 km che vanno oltre la distanza canonica della maratona.

Il tratto fra Tebano e Biancanigo è tradizionalmente con vento contro, che non aiuta quando si è arrivati al fondo delle proprie forze, ma di certo non è nulla rispetto alla tempesta affrontata in collina. Qui si cerca soprattutto di guardare il meno possibile il contachilometri, che sembra non andare mai avanti col conteggio della distanza: è un lungo conto alla rovescia, in cui si comincia mentalmente a giocare anche sulla numero di minuti di corsa che restano da percorrere; la fame qui può giocare brutti scherzi ed è facile trovarsi da un momento all'altro con un buco allo stomaco che ti inchioda le gambe, per cui meglio sfruttare gli abbondanti ristori che sono stati piazzati dall'organizzazione, ad una distanza di circa quattro chilometri l'uno dall'altro.

Ma chi è arrivato fino al 48° km di certo non si fa sfuggire il traguardo: nessuno si ritira in queste fasi della gara; anzi, l'atleta che ha corso davanti a te per buona parte della gara va in crisi, e tu passandogli a fianco lo sostieni e lo inciti, facendogli riprendere la corsa.

Si arriva nuovamente al rettilineo verso Castel Bolognese, il pubblico torna numericamente straordinario e molto rumoroso; altri podisti che hanno già terminato la gara ti incitano mentre vanno a recuperare il loro zaino; ricambi l'applauso, sottolineando la loro eccezionale performance. In lontananza si vedono i gonfiabili prima del traguardo, e ritrovi in te stesso energie che credevi di aver terminato: qualche runner che ti inseguiva, morso dalla tarantola in vista della linea di arrivo, prova una bella progressione per guadagnare una posizione generale, ma tu ne hai anche per rilanciare lo sprint e mantenere la tua (sudatissima) posizione. Gli ultimi metri sono una bolgia: centinaia di persone che applaudono (proprio te!); senti anche gridare il tuo nome, ma tutto è confuso tra l'emozione di aver compiuto un impresa e l'adrenalina di aver portato a termine una gara così straordinaria.

E' tempo di alzare le braccia come se avessi vinto tu, pensando solo in un momento successivo a fermare lo sportwatch ed il tuo tempo ufficiale di corsa. E' tempo di medaglia (come sempre, bella!), di abbondante ristoro e di un tempo indefinito per stare seduti e recuperare dalle proprie fatiche, mentre ci si complimenta con compagni di squadra, amici e conoscenti, o soltanto l'atleta che riconosci e che ha corso gran parte del percorso assieme a te.

9 gli atleti Corriferrara che hanno preso il via e sono giunti al traguardo ai quali vanno, senza distinzioni, i nostri più grandi complimenti per aver terminato questa bella impresa sportiva.
Alex Collina

CLASSIFICA https://www.endu.net/it/events/50-km-di-romagna/results

P.Gen
Pett
Atleta
P.Cat
P.Sex
Tempo
296897EVANGELISTI MATTEO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
106
VA
25904:27:45
+1:38:21
Foto
 
Dettaglio 
3681034COLLINA ALEX
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
128
VA
31504:36:18
+1:46:54
Foto
 
Dettaglio 
562F246RINALDI LAURA
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
77
DU
7704:56:18
+2:06:55
Foto
 
Dettaglio 
574427ZAMBONI MICHELE
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
199
VA
49404:57:16
+2:07:52
Foto
 
Dettaglio 
603252CAVALLINI VITTORIO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
178
VB
51904:59:39
+2:10:15
Foto
 
Dettaglio 
1061348FRANCESCHINI MICHELE
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
329
VB
85406:01:42
+3:12:19
Foto
 
Dettaglio 
111993BALBONI ALESSANDRO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
346
VB
89606:19:38
+3:30:15
Foto
 
Dettaglio 
1122F162GONZALEZ GARCIA LAURA
ESP, ATLETICA CORRIFERRARA
224
DU
22406:20:44
+3:31:20
Foto
 
Dettaglio 
1123530SCIAVICCO GUIDO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
316
VA
89906:20:45
+3:31:21
Foto
 
Dettaglio 

50 KM ROMAGNA 25/04

PUNTI

KM

D+

TEMPO

MEDIA

PARZ.

Bonus D+

EVANGELISTI

939

50,000

650

04:27:45

05:21,3

906

33

COLLINA

930

50,000

650

04:35:39

05:30,8

897

33

RINALDI

905

50,000

650

04:56:18

05:55,6

872

33

ZAMBONI

904

50,000

650

04:57:16

05:56,7

871

33

CAVALLINI

901

50,000

650

04:59:39

05:59,6

868

33

FRANCESCHINI

826

50,000

650

06:01:42

07:14,0

793

33

BALBONI

805

50,000

650

06:19:38

07:35,6

772

33

GONZALEZ

804

50,000

650

06:20:44

07:36,9

771

33

SCIAVICCO

804

50,000

650

06:20:45

07:36,9

771

33


Sarnico-Lovere: sono 3 i Corriferrara al traguardo



Gara molto bella seppur quasi completamente sulla statale. Molto panoramici gli ultimi 5 km dove il percorso di gara abbandona la strada principale per una stretta stradina incastonata tra la scogliera ed il lago; peccato che essendo negli ultimissimi km il cervello abbia ormai poco sangue per godersi appieno quello spettacolo.
Da segnalare che, rispetto all'edizione 2015, quest'anno l'illuminazione delle gallerie non era stata sabotata quindi tutta la gara si è svolta per il meglio.
Marco Gianantoni

CLASSIFICA https://www.endu.net/it/events/sarnico-lovere-run/results

P.Sex
Pett
Atleta
P.Cat
Tempo
388800ROSATI MATTIA
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
64
SM40
01:56:38
+38:55
Dettaglio 
435799GIANANTONI MARCO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
74
SM40
01:57:51
+40:08
Dettaglio 
10511041PIRAZZI LORENZO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
132
SM55
02:15:57
+58:14
Dettaglio 

SARNICO-LOVERE 23/04

PUNTI

KM

TEMPO

MEDIA

PARZ.

ROSATI MATTIA

926

25,250

01:56:26

04:36,7

926

GIANANTONI MARCO

923

25,250

01:57:38

04:39,5

923

PIRAZZI LORENZO

880

25,250

02:15:42

05:22,5

880


Boston marathon 2023: presente Laura Varolo

 

Ti posso dire che sono andata in guerra. Per la mia preparazione purtroppo non sono riuscita a portare a casa di meglio. L"ho quasi tutta camminata.... a metà percorso avevo gambe e mani iper gonfie.... non so perché...
Ho preso acqua... vento....freddo... ma vedere gente comune che da quando siamo partiti a quando siamo tutti arrivati era lì comunque ad incitarti ed applaudirti. Lungo tutto il percorso la stessa gente voleva la tua mano... metteva musica a tutto volume.... i bambini ti davano fette di pan carré con marmellata e burro di arachidi, liquirizia, fette di arancia, mandarini, cetriolini sottaceti (avevo una fame da matti.. ho mangiato anche quelli ).
Insomma dopo 6 ore e 20 ho finito la mia agonia... è stata un'esperienza indimenticabile, mi porto a casa questo.
Purtroppo quando sono arrivata le medaglie erano finite, me la spediscono a casa. Ho fatto la guerra di 42 km a Boston!
Laura Varolo

BOSTON 18/04

PUNTI

KM

D+

TEMPO

MEDIA

PARZ.

Bonus D+

VAROLO LAURA

694

42,195

300

06:20:00

09:00,3

679

15







mercoledì 26 aprile 2023

Padova maratona e mezza maratona

Dopo mesi di allenamento arriva il giorno della gara sulla distanza regina. Le premesse non erano delle più rosee contando la settimana negli states e il ritorno in Italia di ieri a mezzogiorno in pieno jet lag. Dormito malissimo in aereo il venerdì notte e pochissimo il sabato.
Nonostante tutto viene fuori una bella gara, corsa col cuore e con la consapevolezza di essermi allenato duramente per essere qui.
Il ritmo è buono e al 20° riesco a raggiungere un gruppetto che vedevo in lontananza fin dai primi km, resto con loro fino al 30° quando la maratona si unisce alla mezza e si perdono un po' tutti i riferimenti, esce fuori il sole e il caldo si fa sentire , bisogna zigzagare tra le persone per mantenere il ritmo alto e i km iniziano a diventare lunghissimi.
Passo dopo passo arrivo al 40° quando le energie finiscono , l'ultimo gel preso ormai 5 km prima ha perso il suo effetto e solo in questi ultimi due km perdo più di 40 secondi sul ritmo gara.
Non guardo più l'orologio , non guardo il passo o i battiti, bisogna solo stringere i denti ed arrivare alla fine.
Poi si gira l'angolo, vedo Giulia Stacco e il traguardo dietro di lei a poche centinaia di metri, è fatta!!!
Chiudo in 2 ore 47 minuti e 57 secondi , migliorando di quasi 3 minuti l'ultimo primato personale, con una media di 3'58" , la prima maratona sotto i 4'/km.
Dopo 3 bottigliette di thè e altrettante d'acqua, 2 banane e due mele ritrovo Giulia, la tensione scende , l'emozione è tanta e la ringrazio per esserci sempre.
Domani ferie, ora un po' di meritato riposo.
Davide Rossi

Particolarmente sentita per me questa gara per due motivi: il primo, la presenza di un caro amico che ho coinvolto in questo sport da 5 mesi a questa parte; il secondo è legato all'anno scorso, in quanto mi infortunai giusto 5 giorni prima di corre "La mezza del Santo". 
Arrivati a Padova il giorno prima per cercare di essere riposati, io e Zazza ci siamo presentati nelle rispettive gabbie ognuno con il proprio obbiettivo. Appena entrato in griglia mi sentivo in forma, sapevo che ci eravamo allenati bene, e riscaldati il giusto, non restava che dimostrare a noi stessi di saper superare la barriera che la nostra testa aveva posto come limite.
"Eccoci, siamo qua", pensai "dai spara" cercavo di caricarmi in tutti i modi, poi finalmente lo sparo e via di corsa per i miei 21 km..."ma cosa mi succede, sono contratto, mi sento di legno e mi sembra di avere una scopa nel c..o" (sensazione confermata da un video visto dopo la gara), a questo la paura improvvisa di forzare quanto pensato a causa di un problemino muscolare in via di guarigione. "Calma calma, vediamo come vanno i primi tre chilometri poi se me la vedo brutta passo al piano B" continuavo a ripetermi.
Macino strada e dopo i primi tre chilometri il crono da segnali confortanti (leggermente sopra ritmo rispetto alla mia strategia di gara) ma soprattutto cominciavano a sciogliersi le gambe. Ottimo. Fino al 12° km buonissime sensazioni, riuscendo a rimanere sempre leggermente sopra ritmo. Dal tredicesimo chilometro sono entrato in gestione correndo chilometro dopo chilometro sul ritmo che avevo prestabilito. Al ventesimo chilometro la fatica era tanta, i sanpietrini anche, ma cercavo di reggere, sapevo di avere il mio Personal Best a portata di mano, non dovevo crollare.
L'ultimo chilometro ho cercato di spingere quanto più ne avevo, poi ho visto il curvone che immetteva sulla piazza: "ci siamo, dai che brucio il PB di Bologna non regolamentare (percorso più breve) che ho ancora sullo stomaco", poi ad un tratto dal pubblico" dai Whighy dai" guardai tra la gente e vidi gli amici di sempre con le braccia alzate che gridavano il mio soprannome, FANTASTICI! Erano accorsi con tutta la famiglia per vedermi e per vedere il debutto di Zazza alla sua prima mezza. UNICI. Grandissima e graditissima sorpresa.
Inutile dire che ad un tratto la fatica svanì non mi restava che lanciarmi verso il mio nuovo PB (01:33:19). Poi dopo essermi rifocillato, l'attesa, la grande gioia nel vedere Zazza tagliare il traguardo con il sorriso e il grande abbraccio coi nostri amici. Giornata indimenticabile.
Riccardo Zoccante

La mia prima mezza maratona. Partendo da zero ho cominciato ad allenarmi 5 mesi fa con l'aiuto dell'amico Riccardo Zoccante. Sembrava impossibile e invece i sacrifici fatti e la costanza hanno permesso questo mio primo grande traguardo. Ho concluso in 2 ore e 12 min senza intoppi, senza arrivare morto. Sono super soddisfatto, ed ho abbassato il mio precedente tempo fatto in allenamento di un bel po'. Grande gara. Davide Zanin

La mia prima maratona! Finalmente il coronamento di un progetto cercato e costruito con tenacia e calcolo grazie alla sapiente esperienza dei miei coach: Stefano che mi ha seguito passo per passo anche fisicamente e che mi ha fatto il regalo di seguirmi in bici lungo gli otto ultimi chilometri fino a lanciarmi al traguardo e Raul con i suoi preziosissimi consigli e tutto il suo incitamento.
Una gara bellissima e piena di calore da parte di tutte le persone lungo il percorso!
Giulia Migliori