martedì 6 gennaio 2015

Trofeo Epifania: Corriferrara porta le Befane a Tamara


Bella mattinata a Tamara per il 21° Trofeo dell’Epifania, gara che storicamente riapre la stagione dopo il periodo delle festività Natalizie.
Giornata fredda, -3° di primo mattino, ma un bel sole che non ha scoraggiato i veramente tanti podisti che come non mai hanno presenziato a questa gara. Non si ricorda infatti in anni recenti così tanta partecipazione a questa prima gara dell’anno, anche agevolata dal fatto che a differenza degli altri anni non si è corsa nello stesso giorno la competitiva di Pozzonovo (Pd), che come documentato dai nostri atleti si è disputata domenica scorsa. Andando ancor più indietro anni fa si svolgeva pure in concomitanza il circuito della Befana a S.Pietro in Casale.
Primi a partire i bimbi che si sono dati battaglia sulla distanza di 2 km, dove la nostra Sofia Zaghi dopo le campestri comincia a prenderci gusto con i piazzamenti di rilievo e si aggiundica il 3° posto nella propria categoria, battendo anche bambine più grandi di lei. 5° posto per Martina Zaghi.
Alle 9:30 il via della 10,5 km, con un gruppo impressionante di podisti che disegnava un lunghissimo serpentone per la viuzza che portava verso l’aperta campagna. Dopo qualche centinaio di metri il freddo non si fa più sentire così pungente fino ad arrivare al giro di boa in cui cambiando direzione ci si ritrovava con una leggera brezza frontale che ha un po’ raffreddato i motori.
Per il nostro gruppo un numero altissimo di partecipazione anche probabilmente per testare la gamba in funzione dell’imminente Maratonina d’inverno; 46 iscritti, che alla fine è valso la 4a posizione nella classifica di società, ma se si contano le effettive presenze a mio avviso eravamo sul podio.

Venendo alla gara, osservando le classifiche parziali dei primi arrivati, eccellente prova di Filippo Perin che arriva 6° assoluto; al 12° posto a conferma di un ottimo stato di forma arriva Cristiano Ferraresi (2 anni fa con lo stesso tempo io arrivai 20°…) mentre fra le donne si ferma un gradino al di sotto del podio la corsa di Giulia Bellini ma nulla poteva contro le 3 che l’hanno preceduta.
Nota a margine, ma non meno significativa, come testimoniano le immagini abbiamo portato a Tamara anche un pizzico di simpatia con 4 autentiche Befane a dare una nota goliardica alla gara; prestazione da sottolineare per aver corso per tutti i 10,5 km con un abbigliamento non molto consono alla corsa.
Veramente una bella mattinata di corsa con tanta tanta gente.
(Paolo Callegari)


Scritto da Daniele Trevisi:
Inizia al meglio l’anno podistico con il grande successo della corsa dell’epifania svoltasi ieri mattina a Tamara. Oltre 600 gli iscritti alla gara come sempre ben organizzata dai podisti Tamaresi Sergio Vaccari e Giuseppe Goberti supportati dal Gp Oras Copparo; ed è stato molto bello vedere diverse persone vestite da Befane correre per tutti gli 11 km del percorso in una mattinata decisamente fredda ma soleggiata, tanto da non ”incutere timore” neppure ai numerosi bambini che hanno gareggiato nella minipodistica.
Battuto il record di presenze, l’edizione 2015 verrà ricordata anche per il suo arrivo “in coppia” nella gara competitiva, dove i 2 più forti Podisti Ferraresi hanno deciso di non “darsi battaglia” e tagliare vittoriosi insieme da amici (anche se rivali nello sport) quali sono.
Magagnoli aveva vinto anche l’anno scorso, in volata su Luca Facchinetti dove terzo fu proprio Massimo Tocchio già vincitore delle edizioni 2009 e 2012, alle loro spalle staccato di una trentina di secondi il sorprendente Paolo vitali che sta attraversando un meritato “momento di grazia”, una “seconda gioventù”, ottenendo anche tempi di tutto rispetto nelle mezze maratone.
Nella gara femminile vittoria piuttosto agevole per Maurizia Patracchini che ha preceduto senza grossi affanni Sonia Marongiu e l’ottima Erika Cazzadore che ha ben difeso i colori della Salcus.
Domenica importante appuntamento con la “storica” Maratonina d’inverno giunta alla 31^ edizione che si svolgerà come sempre a San Bartolomeo in Bosco.



Minipodistica Km 2:
Cat A:
1 Simone Massarenti Atl. delta
2 Arif Iljazi Salcus
3 Giovanni Suman Assindustria Rovigo
4 Mirko Boschet Podisti Adria
5 Lorenzo Mastellari Invicta
Cat B:
1 Adam Mastellari
2 Alessandro Zuffoli Faro
3 Hany Faid Berra
4 Federico Zuffoli Faro
5 Giorgio Chiozzi Invicta
Cat C:
1 Eser Malacarne Atl Estense
2 Elena Bonafe Atl Delta
3 Anna Mangolini Atl Delta
4 Federica Camattari Invicta
5 Hiba Faid Berra
Cat D:
1 Ueda Hiljazi Salcus
2 Sofia Zanon Berra
3 Sofia Zaghi Corriferrara
4 Bianca Totaro Atl Delta
5 Martina Zaghi Corriferrara

Assoluti maschili Km 10,5:
1 Massimo Tocchio Salcus 34,57
2 Rudy Magagnoli Contr S Giacomo 34,57
3 Paolo Vitali Atl Delta 35,27
4 Angelo Marchetta Pol. Molise 36,13
5 Stefano Coreggioli Salcus 37,32
6 Filippo Perin Corriferrara 37,41
7 Michele Bombonati Salcus 38,14
8 Federico Soriani Quadrilatero 38,42
9 Gianpaolo Ferrari Salcus 38,45
10 Davide Liboni Faro 35,50

11 Daniele Di Fresco Faro 39,14
12 Cristiano Ferraresi Corriferrara 39,17
13 Alessandro Bonfatti Finale Emilia 39,24
14 Alessio Zambrini Salcus 39,32
15 Domenico Luciani Gabbi 39,51

Assoluti Femminili Km 11:
1 Maurizia Patracchini Invicta 42,58
2 Sonia Marongiu Atl Brentella 43,30
3 Erica Cazzadore Salcus 44,57
4 Giulia Benini Corriferrara 46,13
5 Filomena Marsiglia Pod.Pontecchio 47,59
6 Cinzia Fogli Atl Delta 48,28
7 Maddalena Penzo Triathlon 48,50
8 Paola Pantaleoni Invicta 48,57
9 Zuzana Slobodova Quadrilatero 49,14
10Mara Simoni Faro 49,34

Veterani:
1 Paolo Toscano Virtus Este 40,03
2 Stefano Bonazzi Quadrilatero 41,02
3 Lorenzo Andreose Salcus 41,04
4 Andrea Zeri Faro 41,16
5 Moreno Libanori Salcus 41,19







FOTO ROSSELLA GRANDI (Podisti Tagliolesi)












lunedì 5 gennaio 2015

LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 13

13° PUNTATA – IL CARDINALE E LA LANA

Palazzo Riminaldi
 
Oggi ho voglia di inforcare la mia Bianchi, è troppo tempo che è ferma in garage, un po' di movimento farà bene ad entrambi.
Da Via Boschetto mi dirigo verso Via Comacchio, quindi la ciclabile di Via Ravenna, ma il rosso semaforico, sul ponte di San Giorgio, mi obbliga ad una fermata.
Mentre un via vai continuo di auto, sfreccia tra via Volano e via Colombarola, la sosta è salutare per le mie mani, per un attimo possono assaporare il tepore delle mie tasche, i guanti li lascio sempre a casa...se lo dicessi a mio nonno saprei già la sua risposta: “par ioc an fa mai l'alba”.
Dopo questa perla di saggezza popolare, arriva il verde e si riparte, la zona est di Ferrara è ancora la mia meta.


Da Via San Maurelio a Via Porta Romana e quindi Via Formignana, ma prima di entrarci è di rigore una brevissima sosta.
Non c'è targa, non c'è una lapide e nemmeno altre indicazioni evidenti, ma se ci fermiamo all'inizio della strada, sulla sinistra, al civico 88, e ci soffermiamo a scrutare il portale marmoreo della casa, ci appaiono due curiose immagini scolpite.
Durante dei lavori di manutenzione dell'edificio, sono venuti alla luce questi simboli, in pratica delle primitive insegne commerciali, questa era l'abitazione di un costruttore di balestre di casa D'Este.



Lasciando all'immaginazione come poteva essere questa bottega, il mio biciclo scalpita per ripartire e così mollo le briglie e le prime pedalate sulla via Formignana prendono forma.
Fino al '300, oltre alla strada, vi era anche una Porta Formignana, all'altezza dell'incrocio con via Cisterna del Follo.
L'origine del nome deriva probabilmente dal Console romano Firminiano che, attorno al 900 d.c., aveva possedimenti nella nostra provincia, anche se, in passato, qualcuno ha supposto la presenza in città di una famiglia Formignani, ma in realtà tracce vere di questo casato non ci sono e nemmeno si hanno notizie del periodo nel quale abbia vissuto a Ferrara, quindi prendiamo per buona la tesi del Console Romano e, sempre con la nostra viva immaginazione, non sarebbe brutto pensare che anche la nostra amata città, sia stata attraversata da generali come Massimo Decimo Meridio di “Gladiatore” memoria, e che, durante un passaggio, si sia presentato davanti al nostro Console Firminiano e si sia presentato esclamando le sue famose parole: “Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio” .
Il clacson di un'auto però mi riporta alla realtà, continuo a pedalare e, attraversata via Carlo Mayr eccomi al termine della strada.
Smonto dalla bici e prendo contromano Via Cisterna del Follo, la meta è Palazzo Diotisalvi Neroni.
Palazzo Diotisalvi Neroni
 
Questo edificio diede anticamente anche il nome a questa strada, successivamente mutato in
Cisterna del Follo.
Il nome che tutt'ora porta, deve essere fatto risalire al secolo XIV, quando in queste zone esisteva una cisterna, un pozzo, per lavare la lana grezza e per follare i panni, pratica con la quale se ne condensava il pelo.
Bastano pochi passi ed immediatamente la torre del palazzo appare ai nostri occhi.
Se si eccettuano quelle del Castello, questa è l'unica rimasta in città, le altre sono state abbattute nei secoli o trasformate in campanili (come quelle delle chiese di S.Paolo e S.Gregorio).
La sua prima pietra venne posata nel 1469 quando Borso d'Este, decise di dare una dimora a tale Diotisalvi Nerone, un fiorentino che nel 1460 scappò a Ferrara dopo aver partecipato alla congiura dei Pitti contro casa Medici.
Successivamente passò di mano più volte, finché ne divenne proprietario Francesco d'Este, che costruì una serie di giardini per collegarlo con l'abitazione della figlia, Marfisa d'Este.
Nel 1643, gli Estensi, o meglio il ramo estense che rimase a Ferrara (i Cybo, eredi di Marfisa), cedette il palazzo al conte Borso Bonacossi, la cui famiglia ne restò proprietaria fino al 1911 quando passò al Comune di Ferrara.


Dopo anni di abbandono, iniziò un lento, ma graduale opera di recupero, che si concluse nel 2000 e che lo ha portato ad essere la sede dei Musei Civici di Arte Antica.
Al suo interno è oggi ospitata anche la collezione Riminaldi, una preziosa raccolta di sculture in marmo, piccoli bronzi, raffinati arredi, mosaici e dipinti, collezionati dal Cardinale Gian Maria Riminaldi.
Questo è un altro personaggio ferrarese poco noto, ma che merita qualche riga, anche perché sotto la sua spinta, un suo erede, alcuni decenni dopo la sua morte, iniziò un'importante opera di carattere artistico rimasta incompiuta, opera che è agli occhi dei ferraresi tutte le volte che passeggiano sull'amato “listone”.

Entrata Palazzo Riminaldi

 
Gian Maria Riminaldi nacque a Ferrara nel 1718, a 14 anni si trasferì a Modena per gli studi che continuarono poi a Ferrara; una volta terminati, intraprese la carriera religiosa.
Dal 1746, la sua carriera ecclesiastica fu un continuo crescendo che avanzò di pari passo con gli interessi per arte, storia e architettura.
A partire dal 1770 riorganizzerà da Roma tutta la vita politica e culturale dell’Università di Ferrara, seguì inoltre i lavori di Palazzo Paradiso (all'epoca sede universitaria), e alimentò la biblioteca con continue donazioni, in particolar modo tra il 1780 ed 1783.
Il 14 febbraio 1785, Papa Pio VI lo elevò al rango di Cardinale, carica di cui non poté fregiarsi per molto tempo, in quanto, soli 4 anni dopo, a Perugia, cessò di vivere.
Le sue spoglie verranno poi portare nella Chiesa di S.Francesco, nella cappella di famiglia.

Ed ora andiamo sul Listone.

L'opera di cui accenniamo, purtroppo solo iniziata e mai portata a termine, riguarda la loggia dei merciai, cioè la fila dei negozi addossati al nostro duomo.
Poniamoci con la via San Romano alle spalle, e guardiamo i negozi da sinistra a destra, catalizzando l'attenzione sulla parte superiore della loggia. 

Particolare della Loggia dei Merciai

Le prime vetrine, partendo dalla piazza della Cattedrale, sono sormontate da archi, anche se parzialmente chiusi, ed un muretto (che l'usura del tempo e la scarsa manutenzione, non ci permettono più di definirlo bianco), mentre quelle successive, hanno una copertura abbastanza classica e di archi non c'è traccia, questa è l'opera di cui parliamo.
Al tempo della corte Estense, tutta la copertura della loggia era come la prima parte, questo perché era utilizzata come balcone su cui la corte saliva, quando sulla piazza si svolgevano giochi, oppure sfilate o altre manifestazioni similari, poi, nei secoli successivi, a causa di terremoti, incendi, incuria, questa sorta di lungo balcone subì innumerevoli danni, a tal punto che si procedette al rifacimento delle coperture sul tipo di quelle che vediamo nella parte destra, in quanto più semplici da realizzare e meno costose.
Come si può leggere da una lapide posta agli inizi della loggia, ormai dimenticata e piuttosto bisognosa di una pulizia, ma fortunatamente ancora ben leggibile, nei primi anni '40 dell'800, l'allora Gonfaloniere (sindaco) della città, Ippolito Saracco Riminaldi (nipote del nostro Cardinale), per dare maggior lustro alla città e provare a ridare alla piazza, la bellezza rinascimentale persa, decise di ricostruire la copertura della loggia riportandola alle origini.

E' curioso notare come la lapide porta l'anno di inizio lavori, ma la data di termine è assente, proprio perché l'idea del Riminaldi è rimasta una bella incompiuta. 


Ed anche per oggi abbiamo finito.

Alla prossima

Alessandro Polesinanti






domenica 4 gennaio 2015

POZZONOVO, Marcia della Befana


Domenica 4 gennaio il calendario prevedeva poco in generale, a Ferrara addirittura nessuna gara in programma.
Così in 4 abbiamo preso la direzione Padova per una marcia Fiasp a carattere assolutamente non competitivo come contraddistingue le corse organizzate da questa federazione.
Pozzonovo, pianura padovana prima di Monselice, 14a Marcia della Befana. Questa manifestazione è sempre stata corsa al pomeriggio del 6 in versione competitiva, una bella gara corta e veloce alla quale partecipai 4 anni fa.
Per la prima volta invece quest’anno è stata cambiata la data ed è passata ad una versione assolutamente non competitiva con 3 diversi chilometraggi, come prevedono le marce Fiasp che spopolano nel Veneto.
6-12-18 km (alla fine saranno “solo” 17), con partenza libera dalle ore 8 alle ore 9, così che ognuno è assolutamente libero di correre in libertà senza orari da rispettare. E come sempre queste manifestazioni forse proprio per  via del non agonismo sfrenato cui siamo invece abituati dalle nostre parti portano al via quasi sempre più di mille podisti fra chi corre e chi preferisce anche solo camminare in compagnia in allegra scampagnata con amici e parenti.
Tutta altra mentalità, tutto un altro genere di manifestazioni rispetto alle nostra gare. Diverso spirito di affrontare questo sport che è bello anche se praticato solo per fare semplicemente attività motoria all’aria aperta soprattutto per chi magari non è in grado di correre.
Rimarco anche il fatto che a queste manifestazioni solitamente in cambio dell’iscrizione si riceve il semplice e solo ristoro (sempre molto abbondanti) mentre per avere anche il premio si paga una quota superiore.
A Pozzonovo il costo per i non tesserati Fiasp era di 2,50 euro e non prevedeva nessun premio di partecipazione, se non un panino all’arrivo. Paghi il servizio  di chi organizza la manifestazione e lo trovo assolutamente condivisibile.
Dalle nostre parti il podista ferrarese oltre a pagare 2,50 di iscrizione pretende anche un premio adeguato in cambio, se no si lamenta…e da organizzatore ne so qualcosa.
Venendo a Pozzonovo, Zaghi, Negri e Cazzola arrivano in loco alle ore 8 e partono subito, io arrivo poco dopo e parto una mezzoretta dopo e al mio passo di 4’45” al km non faccio altro che superare gente che era già in pista da molto prima per affrontare i 6 o i 12 km camminando o corricchiando molto piano.
Il percorso è misto fra strada e campagna, con alcuni tratti in mezzo a campi arati che per  chi è partito di buon ora ha trovato ancora completamente ghiacciati ed ha evitato il fango, non è stato così per chi ha scelto di partire alle ore 9…
Pure la strada in alcuni punti all’ombra era simil pista di pattinaggio, perché era molto più freddo che non a Ferrara e la campagna era completamente brinata.
Al secondo ristoro (erano 3 lungo il percorso dei 17 km) trovo Marika, mi dice che gli altri sono avanti ma calcolo che non riuscirò a raggiungerli, sono partito almeno 15’ dopo di loro. Una bevuta ed una foto in compagnia e proseguo.
Il percorso è vario e anche nella distanza più lunga pieno di gente che corre (qui i camminatori non ci sono, affrontano sempre i percorsi più corti) e quindi riesco sempre a correre in compagnia di qualcuno. I km sono sempre segnalati, ma se alcuni erano veramente precisi altri erano veramente improponibili e fra 2 cartelli a volte c’erano si e no 3-400m. Proprio giunto all’arrivo trovo Ugo e Matteo che erano proprio appena arrivati e decidiamo di tornare indietro a recuperare Marika e facciamo quindi un altro paio di km in compagnia.
Alla fine panino, vin brulè, pasta asciutta a volontà e un premio a sorpresa per chi aveva il numero giusto che consisteva in un sacchetto di mele. Tutto sommato è stata una mattinata diversa dalle solite in un ambiente a noi poco famigliare ma una bella corsa/allenamento fatta in compagnia.
(Paolo Callegari)



POZZONOVO km 17 NON COMP.
1CAZZOLA MARIKA17
2ZAGHI MATTEO17
3NEGRI UGO17
4CALLEGARI PAOLO17