Trotterellata di Sala Bolognese: 12 chilometri di natura, sorrisi e chiacchiere. Quando correre è soprattutto un piacere da condividere
Ci sono domeniche in cui il bello non è arrivare primi, ma godersi ogni passo, lasciarsi sorprendere dal paesaggio e condividere la strada con gli amici. È questo lo spirito che rende speciali le manifestazioni podistiche non competitive, come la Trotterellata, che si è svolta domenica 18 ottobre 2026 a Sala Bolognese, sulla distanza di 12 chilometri.
Una mattinata dedicata al movimento, alla compagnia e al piacere di stare all'aria aperta, lontano dalla pressione del cronometro e dalla frenesia della prestazione a tutti i costi. Perché, ogni tanto, anche chi ama correre ha bisogno di rallentare, alzare lo sguardo e ricordarsi che il bello di questo sport non si misura soltanto in minuti e secondi.
Dodici chilometri per riscoprire il piacere di guardarsi intorno
Il percorso della Trotterellata ha regalato ai partecipanti un piacevole alternarsi di strade asfaltate e tratti sterrati immersi nel verde, offrendo l'occasione di immergersi nella natura e assaporare il territorio con un ritmo più disteso.
In una gara competitiva, spesso lo sguardo è rivolto in avanti, al passo da mantenere, alla distanza che manca e al tempo da raggiungere. In una non competitiva, invece, c'è spazio anche per osservare ciò che ci circonda, scambiare qualche parola, scherzare con chi corre al nostro fianco e concedersi una pausa mentale dalla quotidianità.
Si corre, si cammina, si chiacchiera. E se il ritmo rallenta perché c'è qualcosa di bello da guardare o un'amica con cui condividere un racconto, non è certo un problema: fa parte del divertimento!
A raccontare questa atmosfera è Samantha Fusco, che ha apprezzato tanto il tracciato quanto lo spirito della manifestazione:
«Bellissimo percorso immerso nel verde , tra sterrate e asfalto...ristoro molto ricco ma soprattutto è la compagnia che fa la differenza.»
Parole semplici, ma capaci di racchiudere il senso più autentico di queste giornate. Il percorso può essere bello, il ristoro generoso e l'organizzazione curata, ma sono le persone incontrate lungo la strada a trasformare una corsa in un ricordo da portare a casa.
Perché condividere chilometri significa anche condividere fatiche, risate, confidenze e quella piacevole sensazione di sentirsi parte di un gruppo.
Sala Bolognese, tra campagna, storia e tradizioni
La Trotterellata si è svolta a Sala Bolognese, nel territorio della pianura bolognese, un ambiente in cui la dimensione rurale conserva ancora un fascino particolare.
Qui il paesaggio è fatto di campi coltivati, strade di campagna, corsi d'acqua e scorci in cui la vita sembra seguire ritmi diversi da quelli dei centri urbani più affollati. Un territorio pianeggiante, ideale per chi ama scoprire il piacere della corsa senza dover affrontare salite impegnative, ma anche per chi desidera semplicemente trascorrere qualche ora all'aperto.
Sala Bolognese custodisce inoltre un interessante patrimonio storico e artistico. Tra i suoi luoghi più significativi spicca la Pieve di Santa Maria Annunziata e San Biagio, un edificio religioso di antiche origini che testimonia la storia del territorio e il ruolo delle pievi nella vita delle comunità locali.
Queste chiese, per secoli punti di riferimento non soltanto spirituali ma anche sociali, raccontano un mondo in cui le persone si incontravano, si riconoscevano e costruivano relazioni attorno alla propria comunità. Un valore che, in fondo, ritroviamo ancora oggi nelle manifestazioni podistiche di paese, capaci di riunire persone diverse attraverso una passione condivisa.
E mentre si percorrono strade asfaltate e sentieri sterrati, si ha l'opportunità di apprezzare proprio questo: un territorio che non offre soltanto chilometri da percorrere, ma anche angoli da scoprire e tradizioni da conoscere.
Samantha e Maria Giuseppina: quando le chiacchiere fanno parte del percorso
Se c'è un'immagine che racconta perfettamente lo spirito della Trotterellata, è quella di due amiche che affrontano i 12 chilometri insieme, alternando passi, sorrisi e conversazioni. Perché non tutte le corse devono essere una sfida contro il tempo: alcune sono soprattutto un'occasione per stare bene.
Per Maria Giuseppina Santoro, alla sua prima partecipazione alla manifestazione, l'esperienza è stata decisamente positiva:
«È il primo anno che partecipo a questa manifestazione il percorso è bellissimo tanti pezzi immersi nella natura e soprattutto ben segnalati.Ero insieme alla mia amica di gare Samantha Fusco e quindi le chiacchiere non sono mancate🤣🤣all' arrivo abbiamo mangiato una crescentina buonissima. Sono contenta di aver partecipato.»
Il suo racconto restituisce tutta la spontaneità di una mattinata riuscita: la bellezza del percorso, la tranquillità di trovare indicazioni chiare e la compagnia di un'amica con cui il tempo passa senza quasi accorgersene.
E poi, naturalmente, il meritato premio all'arrivo: una crescentina buonissima!
Perché anche il ristoro finale ha il suo fascino. Dopo aver trascorso una mattinata all'aria aperta, non c'è niente di meglio che ritrovarsi, scambiare impressioni sul percorso e concedersi una specialità della tradizione emiliana. La crescentina, con le sue varianti e le sue denominazioni locali, è una presenza immancabile nella cultura gastronomica della zona: un piccolo piacere che rende ancora più gustosa la conclusione della giornata.
E diciamolo: quando si corre in compagnia, le chiacchiere possono essere talmente coinvolgenti da far dimenticare persino quanti chilometri mancano all'arrivo! Naturalmente, purché il fiato sia sufficiente per parlare e correre contemporaneamente.
Il valore di una corsa senza pressione
La Trotterellata ci ricorda quanto siano importanti le manifestazioni non competitive nel mondo del podismo. Sono appuntamenti aperti a chi ama correre, a chi preferisce camminare, a chi vuole mantenersi in movimento e a chi, semplicemente, cerca un'occasione per trascorrere del tempo in buona compagnia.
Non c'è bisogno di inseguire un primato personale o di confrontarsi con gli altri. Qui il risultato più importante è riuscire a vivere la mattinata con serenità, godendo del percorso e delle persone che lo condividono con noi.
Questo non significa che manchino l'impegno e la soddisfazione di completare la distanza. Significa, piuttosto, dare alla corsa un significato più ampio: non soltanto allenamento e prestazione, ma anche benessere, amicizia, scoperta e socialità.
In un periodo in cui tutto sembra richiedere velocità, obiettivi e risultati immediati, concedersi dodici chilometri senza l'assillo del cronometro può diventare un piccolo lusso. Un modo per ritrovare il proprio ritmo, respirare aria buona e ricordarsi che non sempre bisogna arrivare prima degli altri per sentirsi soddisfatti.
Il traguardo più bello? Quello condiviso
La Trotterellata di Sala Bolognese si conclude così attraverso le testimonianze di Samantha Fusco e Maria Giuseppina Santoro: un percorso apprezzato, la natura come compagna di viaggio, un ristoro ricco e una buona crescentina a suggellare la mattinata.
Ma soprattutto, il piacere di esserci.
Perché le corse non competitive hanno una capacità speciale: trasformano una semplice domenica in un'occasione per stare insieme, regalano momenti di leggerezza e permettono di vivere lo sport senza dimenticarne la dimensione più umana.
E allora, ben vengano le sterrate, i tratti asfaltati, i ristori generosi e le amiche che non smettono mai di chiacchierare!
Alla fine, i dodici chilometri si esauriscono, le scarpe tornano a riposo e la giornata prosegue. Restano però i sorrisi, i ricordi e la voglia di partecipare ancora.
Perché, a volte, la corsa più bella non è quella in cui si va più forte, ma quella in cui ci si gode ogni passo. E se lungo il percorso ci sono un bel paesaggio, una buona compagnia e una crescentina ad aspettarci all'arrivo, allora la domenica ha davvero tutti gli ingredienti per essere perfetta.









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