martedì 6 ottobre 2026

Trail dei Folendari

 

Trail dei Folendari: sulle montagne della Lessinia, dove ogni sentiero racconta una storia

C’è un momento, nel trail, in cui la gara smette di essere soltanto una gara. È quando il rumore dei passi sulla terra prende il posto dei pensieri, quando una salita sembra non finire mai e una discesa costringe a scegliere con attenzione ogni appoggio. È allora che la montagna comincia a parlare.

È quello che è successo domenica 4 ottobre 2026 a Cerro Veronese, nel cuore della Lessinia, per il Trail dei Folendari, appuntamento ormai particolarmente apprezzato dagli amanti della corsa in natura. Un territorio dove prati, boschi, contrade e sentieri si intrecciano in un paesaggio che conserva ancora qualcosa dell'antica montagna veneta.

E proprio qui, dove la Lessinia sembra essere stata disegnata apposta per mettere alla prova gambe e testa, gli atleti di Corriferrara hanno affrontato le diverse distanze proposte dagli organizzatori.

Tre percorsi, tre diversi modi di vivere il trail: 10 km con 550 metri di dislivello, 20 km con 1.100 metri di dislivello e la prova più impegnativa, 30 km con 1.700 metri di dislivello.

Numeri che, per chi corre su strada, possono sembrare quasi astratti. Per chi affronta un trail, invece, raccontano immediatamente una storia fatta di salita, respiro corto, quadricipiti messi alla prova, discese tecniche e quella particolare soddisfazione che arriva soltanto quando finalmente si vede il traguardo.

I 10 chilometri: brevi solo sulla carta

Sulla distanza più corta, quella da 10 km e 550 metri di dislivello, Corriferrara è stata rappresentata da Filippo Ferrari e Stefania Bruschi, capace di conquistare un ottimo secondo posto di categoria.

Dieci chilometri in montagna, però, non sono mai semplicemente dieci chilometri. La distanza conta relativamente quando il sentiero comincia a salire e il dislivello presenta il conto. Qui ogni metro guadagnato in salita diventa un investimento da recuperare nelle discese, dove velocità e tecnica devono procedere insieme.

Sui 20 chilometri, gambe e testa

Nella prova da 20 km e 1.100 metri di dislivello, Corriferrara ha schierato Ilenia Ferrari ed Elisa Romani, con quest'ultima protagonista di una bella prestazione impreziosita dal secondo posto di categoria.

Ilenia, al termine della gara, racchiude in poche parole ciò che rende speciale una giornata di trail:

"Gara stupenda in posti bellissimi e organizzazione top! ".

Una frase breve, ma che contiene gli ingredienti fondamentali di una corsa in montagna: la bellezza del territorio, la qualità dell'organizzazione e quella sensazione di aver trascorso qualche ora immersi in un ambiente diverso dalla quotidianità.

I 30 chilometri: quando la montagna presenta il conto

Poi ci sono i 30 km e 1.700 metri di dislivello, la distanza nella quale il trail diventa soprattutto una sfida con se stessi.

A rappresentare Corriferrara è stato Michele Tuffanelli, che conosce bene il Trail dei Folendari e che anche quest'anno ha scelto di tornare sui sentieri della Lessinia.

Il suo racconto restituisce perfettamente il significato di questa gara e, soprattutto, il rapporto particolare che si crea tra un runner e un percorso che già conosce:

"Giornata splendida per correre un Trail in Lessinia... Trail dei Folendari uno di quelli che aspetti,vuoi per l'ambiente,per l'organizzazione e soprattutto per i bellissimi sentieri dove non mancano salite e discese più o meno tecniche, anche quest'anno ci torno anche per il cambio di percorso veramente più bello e molto più duro poi mi ero prefissato un tempo ma si sa ogni gara non è mai uguale e quest'anno hanno aggiunto qui 2 km di salita finale che mi hanno fatto saltare il mio crono che mi ero prefissato, ma chi mi conosce sa che sono molto esigente e mai contento di me stesso... ma al dì là di questo gara sempre bellissima... complimenti a tutti i Corriferrara presenti anche con dei podi ."

Sono parole che raccontano un aspetto molto particolare del trail: il cronometro è importante, ma non è mai l'unico giudice.

Michele aveva un tempo in testa. Aveva costruito la gara anche pensando a quel risultato. Ma la montagna, come spesso accade, aveva altri programmi. Due chilometri aggiuntivi di salita finale hanno cambiato i conti e reso ancora più duro il percorso.

Ed è proprio qui che il trail insegna una delle sue lezioni più belle: non si corre soltanto contro il tempo, ma anche con il percorso. E il percorso può cambiare, sorprendere, chiedere qualcosa in più proprio quando le gambe iniziano a essere stanche.

Il fatto che Michele parli di un percorso "più bello e molto più duro" dice molto dello spirito di chi ama queste competizioni. Nel trail la fatica non è necessariamente un nemico: qualche volta è proprio ciò che si cerca.

I Folendari e la montagna delle leggende

Cerro Veronese si trova nel cuore della Lessinia, un altopiano ricco di testimonianze della cultura montanara, di antiche contrade e di tradizioni tramandate attraverso generazioni.

E in una terra così, non potevano mancare storie e leggende.

La Lessinia è da sempre una montagna popolata dall'immaginario: racconti di anguane, misteriose creature legate alle acque e ai boschi, leggende di spiriti e presenze notturne e storie nate nelle lunghe sere d'inverno, quando nelle contrade il racconto orale era una delle forme principali di intrattenimento.

Anche il nome Folendari richiama una tradizione profondamente legata alla montagna e alla sua gente. Il termine evoca l'antico mondo dei foli, le strutture dove l'acqua veniva utilizzata per azionare grandi magli destinati alla lavorazione della lana e dei tessuti. È un richiamo a una Lessinia laboriosa, nella quale l'acqua, i boschi e la pietra rappresentavano risorse fondamentali per la vita delle comunità.

Oggi quegli stessi territori diventano il teatro di una sfida completamente diversa: non più il lavoro quotidiano della montagna, ma la corsa attraverso i suoi sentieri.

Eppure qualcosa è rimasto immutato.

La fatica.

Perché secoli fa erano gli abitanti della Lessinia a confrontarsi quotidianamente con salite, boschi e sentieri per lavorare e vivere, oggi sono i trail runner a percorrerli alla ricerca di una sfida personale.

Una domenica targata Corriferrara

Dal 10 km al 30 km, Corriferrara ha dunque portato il proprio entusiasmo sui sentieri veronesi, con Filippo Ferrari, Stefania Bruschi, Ilenia Ferrari, Elisa Romani e Michele Tuffanelli protagonisti di una giornata nella quale non sono mancati risultati importanti, con due secondi posti di categoria conquistati da Stefania Bruschi ed Elisa Romani.

Ma forse il risultato più significativo è proprio quello che si legge nelle parole di Michele: il desiderio di tornare, di affrontare nuovamente quei sentieri, di misurarsi con un percorso conosciuto e scoprire che può ancora sorprendere.

Perché è questa la magia del trail.

La montagna non promette mai una gara facile. Promette però una storia da raccontare.

E domenica, sui sentieri del Trail dei Folendari, gli atleti Corriferrara quella storia l'hanno scritta ancora una volta con le proprie gambe, il proprio sudore e quella voglia di arrivare in fondo che, in montagna, vale spesso più di qualsiasi cronometro.






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