martedì 6 ottobre 2026

Imola, Tre Monti.

 

TRE MONTI DI IMOLA: QUANDO I PODISTI DIVENTANO PILOTI

Ci sono gare nelle quali il luogo della partenza è già capace di regalare un'emozione prima ancora che inizi la corsa. Il Giro dei Tre Monti di Imola, disputato il 4 ottobre 2026, appartiene certamente a questa categoria.

Partenza e arrivo all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari: per un podista significa vivere, almeno per qualche ora, la sensazione di essere un pilota. Al posto del rombo dei motori ci sono il respiro, il battito del cuore e il rumore ritmico delle scarpe sull'asfalto, ma l'adrenalina è la stessa.

Il percorso, lungo 15,3 chilometri con circa 250 metri di dislivello, porta infatti gli atleti ben presto fuori dal circuito, attraverso un paesaggio collinare affascinante ma tutt'altro che semplice. Le salite impegnative obbligano a dosare le energie, mentre discese e cambi di ritmo mettono alla prova gambe e concentrazione.

È proprio questo il fascino del Giro dei Tre Monti: partire da un luogo che appartiene alla storia dell'automobilismo e poi affrontare un percorso nel quale è la natura a dettare il ritmo.

QUELLA CURVA CHE FA TACERE IL CRONOMETRO

Tra i tanti momenti della gara ce n'è però uno che ha un significato particolare per chiunque ami lo sport: il passaggio alla curva del Tamburello.

Per gli atleti non è una curva come le altre.

È il luogo che conserva il ricordo di Ayrton Senna, scomparso proprio lì durante il Gran Premio di San Marino del 1994. Un nome che continua a evocare talento, coraggio, velocità e, soprattutto, una tragedia che ha segnato profondamente la storia della Formula 1.

Passare correndo in quel punto significa inevitabilmente rallentare per qualche istante con il pensiero, anche quando le gambe continuano a spingere.

Il cronometro corre, ma la memoria corre ancora più veloce.

E forse è proprio questa una delle caratteristiche più belle del Giro dei Tre Monti: riuscire a mettere insieme competizione e memoria, fatica e spettacolo, sport e territorio.

CORRIFERRARA, DUE PODI

In questo scenario speciale, Corriferrara ha raccolto due importanti piazzamenti di categoria.

A salire sul podio sono stati Paola Pantaleoni, seconda di categoria,   e Matteo Marangoni, terzo di categoria. 

Per Paola, quella di Imola è stata una giornata da ricordare, non soltanto per il risultato, ma anche per la particolare atmosfera della manifestazione. E sono le sue stesse parole a raccontare meglio di qualsiasi cronaca le emozioni vissute durante la gara:

“Giro dei tre monti di Imola 2026: gara unica come location e percorso, faticosa ma sempre bellissima! Giornata con un clima spettacolare: la chiudo seconda di categoria e con mezzo minuto in meno dello scorso anno  premiazioni sul podio dei piloti.”

Un commento che racchiude perfettamente lo spirito della giornata: la fatica delle salite, la bellezza del percorso, una giornata dal clima ideale e quella soddisfazione speciale di essere riuscita a migliorare di mezzo minuto il tempo dello scorso anno.

SUL PODIO DOVE SALGONO I CAMPIONI

E poi arriva la premiazione.

Per un atleta amatore, abituato a correre soprattutto per passione, amicizia e voglia di mettersi alla prova, salire sul podio dell'Autodromo di Imola ha un sapore difficilmente descrivibile.

È lo stesso luogo nel quale hanno ricevuto riconoscimenti alcuni dei più grandi protagonisti dell'automobilismo mondiale. Qui, per una volta, al posto delle tute ignifughe ci sono canotte da running e scarpe da gara; al posto del volante ci sono le medaglie e il sudore di una corsa lunga oltre quindici chilometri.

E così Paola Pantaleoni e Matteo Marangoni hanno avuto il privilegio di vivere una premiazione davvero particolare: salire sul podio dei piloti dopo aver affrontato, con le proprie gambe, il loro personale Gran Premio.

IMOLA, UNA CITTA' CHE CORRE NELLA STORIA

Imola è una città nella quale lo sport sembra essere parte integrante del paesaggio.

La Rocca Sforzesca, le colline, il fiume Santerno e l'Autodromo raccontano epoche differenti, ma tutte contribuiscono a costruire l'identità di questo territorio.

Il circuito, intitolato a Enzo e Dino Ferrari, è diventato nel tempo uno dei luoghi più conosciuti del motorsport internazionale. Ma durante il Giro dei Tre Monti cambia la musica: niente motori, niente pneumatici fumanti, niente semafori che si spengono.

A dare il via alla sfida sono migliaia di battiti cardiaci.

E quando la corsa ritorna sul circuito, verso il traguardo, dopo le salite e la fatica, il podista può finalmente sentirsi un po' pilota.

Non ha guidato una monoposto.

Ha guidato se stesso.

E forse è proprio questa la vittoria più bella: arrivare sul rettilineo dell'Autodromo con la consapevolezza di aver superato le proprie curve, le proprie salite e i propri limiti.

Perché a Imola, almeno per un giorno, anche il cuore può correre a tutta velocità.











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