Corriferrara, oltre l’orizzonte: quando correre significa anche partire.
Ci sono settimane in cui i chilometri non si contano soltanto con il cronometro.
Si contano con le strade percorse per raggiungere una gara, con i paesaggi che scorrono dal finestrino, con le albe viste da un luogo diverso dal solito, con il profumo di una città nuova e con quella sensazione, difficile da spiegare, che ogni partenza possa essere anche un piccolo viaggio verso qualcosa che ancora non conosciamo.
È quello che sta succedendo agli atleti di Corriferrara in queste prime settimane della nuova stagione.
L'estate è ormai alle spalle, gli allenamenti cominciano a trasformarsi in obiettivi e le gare tornano a riempire le domeniche. E, insieme ai chilometri, comincia a crescere anche il dislivello. Le gambe chiedono qualcosa in più, la strada diventa più impegnativa, ma cresce anche la voglia di esserci.
Questa settimana sono stati 32 gli atleti impegnati, capaci di percorrere complessivamente 543 chilometri, distribuiti in 8 località, con ben 12.990 metri di dislivello accumulato.
Numeri che raccontano una squadra che sta tornando a correre con intensità, ma che raccontano soprattutto persone.
Persone che partono.
Persone che arrivano.
Persone che, tra una salita e una discesa, continuano a cercare il proprio orizzonte.
Dalla Laguna alle Dolomiti
Il viaggio di questa settimana parte dalla Sardegna, da Elmas, nei pressi di Cagliari, dove il Trofeo della Laguna ha portato gli atleti a confrontarsi con un percorso di 9,6 km.
Dalla laguna alle montagne il passo è grande, ma per chi corre non esistono distanze impossibili quando c'è una gara ad aspettare.
A Pinzolo, nel cuore delle Dolomiti, è andata in scena La Dolomitica, sulla distanza della mezza maratona: 21,097 km.
Qui la corsa assume un significato particolare. Le montagne non sono soltanto lo sfondo della gara: diventano parte del viaggio, presenza costante, compagne silenziose di fatica. Ogni salita obbliga a rallentare, ogni discesa restituisce qualcosa, ogni metro percorso avvicina al traguardo e, nello stesso tempo, lascia negli occhi un paesaggio da portare a casa.
Le strade di casa e quelle da scoprire
Il gruppo Corriferrara ha continuato a muoversi anche nel Veneto e nelle province vicine.
A Pincara, con la Camminata di Pincara, sono stati percorsi 15 km, mentre a Montagnana, con La 10 di Montagnana, altri 10 km hanno attraversato una delle località più caratteristiche del territorio veneto.
Montagnana, con la sua cinta muraria medievale perfettamente conservata, è uno di quei luoghi in cui anche una gara può diventare occasione per guardarsi attorno. Perché spesso si parte per correre e si torna con qualcosa in più: un'immagine, una piazza, un incontro, un dettaglio che non avevamo mai notato.
E poi ci sono le montagne veronesi.
A Velo Veronese, nel territorio della Lessinia, il Lessinia Legend Trail ha portato gli atleti sui percorsi da 30 da 20 e 10 km. Qui il dislivello comincia davvero a farsi sentire e quei 12.990 metri complessivi della settimana acquistano un significato concreto.
La stagione sta entrando nel vivo.
Le gambe lo sanno.
Oltre confine, oltre l'orizzonte
Ma Corriferrara questa settimana non si è fermata ai confini italiani.
Due città europee hanno accolto gli atleti: Lubiana e Vienna.
A Lubiana, capitale della Slovenia, il Lubiana Trail ha regalato 17 km di corsa.
Lubiana è una città che sembra fatta per essere attraversata lentamente: il fiume Ljubljanica, i ponti, il centro storico e il castello che domina dall'alto. Correre in un luogo nuovo significa anche entrare, per qualche ora, nella sua storia e nella sua atmosfera.
E poi Vienna.
Nella capitale austriaca l'Aquathlon ha aggiunto altri 5 km alla settimana.
Due città, due Paesi, due nuovi punti sulla mappa di Corriferrara.
Perché forse è proprio questo il bello di una squadra podistica: non avere un unico traguardo, ma tanti orizzonti diversi.
Una maratona che parla al cuore
A Cesena, invece, la corsa ha assunto un significato ancora più profondo con la Maratona Alzheimer.
La distanza della mezza maratona, 21,097 km, non è soltanto una successione di chilometri. È una corsa che porta con sé un messaggio di solidarietà e sensibilizzazione, ricordando come lo sport possa diventare anche uno strumento per stare accanto agli altri.
E forse è proprio qui che il viaggio trova il suo significato più bello.
Non sempre si corre soltanto per arrivare prima.
A volte si corre per esserci.
Per condividere.
Per sostenere.
Per ricordare.
543 chilometri, ma la strada non finisce qui
Alla fine della settimana rimangono 543 chilometri.
Rimangono 12.990 metri di dislivello.
Rimangono 8 località raggiunte e due città oltre confine.
Ma, soprattutto, rimangono le storie di 32 atleti che hanno scelto ancora una volta di mettere le scarpe, allacciare i lacci e partire.
Il dislivello aumenta.
I chilometri aumentano.
Gli impegni aumentano.
E con loro cresce anche quella bellissima sensazione che accompagna ogni nuova stagione: la consapevolezza che davanti ci sia ancora tanta strada da percorrere.
Forse è questo il senso di correre.
Guardare avanti senza sapere esattamente cosa troveremo.
Superare una salita pensando alla discesa che arriverà.
Arrivare stanchi al traguardo e scoprire che, da qualche parte, abbiamo ancora voglia di ripartire.
Perché ogni gara è un punto sulla strada, ma non è mai la fine del viaggio.
Ci vediamo oltre l'orizzonte.
E intanto, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, Corriferrara continua a partire.

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