martedì 5 maggio 2026

28^ Correre in pineta.

 

Nel cuore del Delta, dove l’acqua racconta storie antiche e la terra sembra nascere ogni giorno dal respiro del fiume, sorge Porto Viro. Un luogo che porta nel nome il segno di una trasformazione epocale: il celebre “Taglio del Po” del 1599, quando la Serenissima deviò il corso del grande fiume per proteggere la laguna di Venezia dall’interramento.

Prima di diventare Porto Viro, queste terre erano conosciute come Donada e Contarina: nomi che ancora oggi evocano comunità rurali, legate ai ritmi lenti della bonifica e alla fatica condivisa. Qui il Po non è solo un fiume, ma una presenza viva, che plasma la memoria collettiva e accompagna ogni storia, anche quelle più contemporanee.

Ma lungo questi argini, tra nebbie basse e acque lente, non mancano racconti sospesi tra realtà e leggenda. Si narra, ad esempio, che nelle notti d’inverno il fiume restituisca voci lontane: sarebbero quelle dei barcaioli e dei lavoratori della bonifica, inghiottiti dalle acque o dalla fatica, che ancora vegliano sui loro luoghi. Alcuni parlano della “donna del fiume”, una figura silenziosa che appare tra i canneti nelle sere più umide, come a proteggere il Delta o a mettere in guardia chi non rispetta i suoi equilibri.

Un’altra storia, tramandata tra le famiglie locali, racconta di luci misteriose che danzano sopra le valli nelle notti senza luna: fuochi fatui, certo, ma per molti segni di anime inquiete o spiriti della terra strappata all’acqua. Leggende che, vere o no, contribuiscono a rendere questo territorio ancora più affascinante, dove natura e memoria si intrecciano senza soluzione di continuità.

E proprio tra queste acque e queste pinete si è svolta, il 3 maggio 2026, la 28ª edizione di “Correre in Pineta”, gara podistica di 7,6 km che ha saputo unire sport e territorio in un racconto fatto di passi, respiro e natura.

Il percorso, disegnato su due giri tra i sentieri della pineta, ha offerto ai partecipanti un’esperienza immersiva: aghi di pino sotto i piedi, il silenzio interrotto solo dal ritmo della corsa, e qua e là funghi nascosti tra le radici. Ma non è stata una gara semplice: le insidie del terreno, con radici affioranti e tratti tecnici, hanno richiesto attenzione e determinazione.

Angelo Visentin ha descritto bene l’atmosfera della giornata:
Gara molto sentita e partecipata, molto competitiva con nomi e tempi importanti nei primi arrivati. Percorso misto pineta, pacer di Elisa Ferrari.

Una competizione dunque, ma anche un momento di condivisione, come racconta Sara Melloni, con uno sguardo più intimo e personale:
Prima tappa Circuito Gabbiano - Porto Viro. Recentemente le mie amiche ed io abbiamo deciso di partecipare a questo circuito di gare nel meraviglioso Delta del Po. Oggi il percorso consisteva in due giri in pineta: aghi di pino, silenzio e funghi, ma anche insidiose radici. Durante il primo giro sono stata abbastanza gagliarda, mentre per il secondo ho selezionato il modello protezione caviglie. Sono stata superata da molti anziani e incoraggiata dai responsabili della segnalazione del percorso. Non ho vinto niente, o meglio, ho vinto una giornata di sole e buona compagnia, come ha scritto mia madre in un messaggio che mi è arrivato al ritorno.

Parole che restituiscono il senso più autentico della corsa: non solo classifica, ma esperienza, emozione, comunità.

A sottolineare il valore dell’evento anche Denis Grandi:
Ottima location presso il Centro Sportivo ‘Murazze’, gara bella e partecipata essendo la prima del Circuito Polesano ‘Il Gabbiano’ e con livello di atleti veramente buono sia al maschile che al femminile. A dare lo start come ulteriore ciliegina sulla torta il campione europeo di maratona Iliass Aouani, ragazzo davvero molto semplice, simpatico e disponibile con tutti. Percorso su due giri con il tratto in pineta molto impegnativo.

E così, tra memoria e presente, Porto Viro continua a raccontarsi. Dalle grandi opere idrauliche del passato alle leggende sussurrate tra i canneti, fino alle corse tra i pini di oggi, resta un luogo dove ogni passo. lento o veloce che sia, sembra seguire il ritmo antico del fiume.






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