Trail Alpino di Castelgomberto 12 aprile 2026
11 km | 400 metri di dislivello | spirito alpino, fatica e fratellanza
Certe giornate non si misurano solo in chilometri o metri di dislivello. Si misurano in strette di mano, pacche sulle spalle, sorrisi sporchi di fatica e quel senso di appartenenza che solo gli Alpini sanno regalare. E così è stato domenica 12 aprile a Castelgomberto, tra le dolci ma insidiose colline vicentine, dove è andata in scena la prima edizione del Trail Alpino.
Undici chilometri sulla carta, quattrocento metri di dislivello dichiarati. Numeri che potrebbero ingannare i meno esperti, ma che sul campo hanno raccontato tutt’altra storia: sentieri stretti, pietraie traditrici, saliscendi continui che non ti lasciano mai davvero respirare. Un percorso “corto ma cattivo”, come si direbbe tra chi la montagna la vive davvero.
E poi c’è Castelgomberto, terra che profuma di storia e di racconti. Qui, tra boschi e contrade, si narra ancora di antichi passaggi di soldati e viandanti, e qualcuno giura che nelle giornate di nebbia si possano quasi sentire gli echi di passi lontani. Forse è suggestione, forse è solo il cuore che batte forte… ma quando corri in questi luoghi, qualcosa dentro si accende.
A dare il tono alla giornata, però, non è stato solo il tracciato. È stato lo spirito alpino. Quello vero. Quello fatto di cameratismo, di voglia di stare insieme, di condividere fatica e gioia senza troppe parole.
Lo racconta bene Michele Tuffanelli,
uno dei protagonisti della giornata:
“Sarà perché le prime edizioni mi attraggono sempre, sarà perché quando ci sono di mezzo gli Alpini non puoi mancare… o sarà semplicemente perché condividere questa passione con Letizia è sempre bello. Poi vederla arrivare scortata da un alpino e un bersagliere, contenti e sorridenti nonostante la fatica… sì, la fatica! Perché non facciamoci ingannare dai km e dal D+, il tracciato era bello insidioso.
Per quanto mi riguarda mi sono divertito tirandola un po’ in discesa su dei bei single track di pietraia… ma il clou di giornata arriva al terzo tempo e pasta party organizzato dagli Alpini… vi lascio solo immaginare.”
E in quelle parole c’è tutto. La corsa, sì. Ma anche qualcosa di più grande.
Perché il Trail Alpino di Castelgomberto non è stato solo una gara. È stato un ritrovo. Un brindisi alla passione condivisa. Un momento in cui il tempo si ferma e contano solo le persone, le storie e quella tavolata finale dove la stanchezza lascia spazio alle risate.
Il “terzo tempo”, come sempre, ha fatto il suo dovere: piatti pieni, bicchieri alzati
e racconti che già diventano leggenda. Perché quando ci sono di mezzo gli Alpini, si sa, nessuno torna a casa da solo… e nessuno torna a casa senza un ricordo in più. E se questa era solo la prima edizione, c’è da scommetterci: Castelgomberto ha già acceso qualcosa che durerà nel tempo. Proprio come le storie che nascono nei posti veri, tra la terra, la fatica e il cuore.





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