domenica 1 febbraio 2026

Maratona di Dubai, per Corriferrara presente Laura Varolo

 


Dubai, dove la corsa incontra il miraggio

C’è un momento, tra la notte che lentamente si ritira e l’alba che accende l’orizzonte, in cui Dubai sembra sospesa nel tempo. È l’ora in cui il deserto trattiene il respiro e i grattacieli, sentinelle di vetro e acciaio, vegliano su migliaia di atleti pronti a partire. Così, il 1° febbraio 2026, negli Emirati Arabi Uniti, si è svolta la 25ª edizione della Maratona di Dubai, una gara che è molto più di una competizione: è un viaggio iniziatico tra luce, sabbia e resistenza.

Dubai è terra di estremi. Qui tutto è grandezza, altezza, audacia. Un tempo, tra queste dune, si narravano leggende di carovane e di città nate come miraggi, rese reali solo dal coraggio di chi osava attraversare il deserto. Correre a Dubai è proprio questo: inseguire un miraggio sapendo che, chilometro dopo chilometro, diventerà realtà.

La Maratona di Dubai, evento di prestigio internazionale organizzato sotto l’egida del Dubai Sports Council e con il patrocinio della famiglia reale di Dubai, è oggi una delle competizioni più veloci e affascinanti del panorama mondiale, capace di attrarre ogni anno atleti d’élite internazionali. La direzione dell’evento è stata affidata a Peter Connerton, event director che ha saputo orchestrare una macchina organizzativa complessa con precisione e visione.

Per gli atleti italiani, la trasferta è stata curata da Ovunque Running, che ha accompagnato i partecipanti in questa avventura nel cuore del Medio Oriente, permettendo loro di vivere l’evento non solo come gara, ma come esperienza condivisa e immersiva.

La partenza è stata fissata alle 6:30 del mattino, quando il cielo era ancora scuro e l’aria sorprendentemente fresca, intorno ai 10°C. Un contrasto effimero, perché il sole del deserto non tarda a farsi sentire. Fondamentale, lungo tutto il percorso, il supporto umano: la guida Anna, presenza costante e premurosa, ha accompagnato gli atleti alla partenza e li ha poi attesi tutti, fino all’ultimo corridore, regalando sorrisi e foto ricordo, come talismani da portare a casa.

Tra i protagonisti di questa avventura c’era Laura Varolo, atleta della Corriferrara, che ha vissuto sulla propria pelle l’essenza più autentica di questa maratona.

«Dubai dove tutto ha una grandezza e altezza estrema… questa mattina si è svolta la 25ª edizione della maratona…»

Laura ha concluso la sua prova in 5 ore e 45 minuti, quando la temperatura aveva ormai raggiunto i 27°C e l’umidità toccava l’85%. In queste condizioni, l’acqua diventa un bene prezioso, quasi sacro, come un’oasi lungo un’antica rotta carovaniera.

«Tantissimi ristori… l’acqua era essenziale… appena ci bagnavamo la bocca e la pelle, subito ci asciugavamo», racconta, restituendo tutta la durezza e la magia della sfida.

Il percorso, sviluppato avanti e indietro lungo una strada a quattro corsie, con due dedicate ai runner e due al traffico, poteva sembrare monotono nella struttura, ma lo sguardo veniva catturato da grattacieli infiniti, simbolo di una città che cresce senza limiti. Intorno, un tifo caloroso e coinvolgente ha accompagnato ogni passo, spezzando la fatica e alimentando l’energia degli atleti.

Correre a Dubai significa attraversare un confine invisibile: quello tra il deserto delle leggende e la città del futuro, tra l’antico silenzio delle sabbie e il battito moderno di una metropoli globale. È scoprire che, anche in un luogo dove tutto è smisurato, la vera grandezza resta l’esperienza umana.

Come dice Laura, con la semplicità di chi ha conquistato il proprio miraggio:
«Bellissima esperienza.»

E in quelle parole c’è tutta la magia di una maratona che profuma di sabbia, avventura e sogni portati lontano dal vento del deserto.