martedì 18 novembre 2025

Bondeno 2^ tappa città di Ferrara

 

Campestre di Bondeno, 16 novembre 2025 – Quando la fatica profuma di avventura.

A Bondeno, dove il vento scivola tra i filari e il Po sembra osservare silenzioso ogni impresa umana, la corsa campestre non è mai soltanto una gara. È un richiamo antico, simile a quello che spingeva i ragazzi della via Pál a difendere il loro campo di battaglia: un misto di orgoglio, amicizia e coraggio.

Così, nella fresca mattina del 16 novembre, la seconda Campestre – Trofeo Città di Ferrara ha portato sull’erba umida un brulicare di magliette colorate, risate, fiato corto e occhi pieni di determinazione. Bondeno, con il suo carattere semplice e generoso, ha accolto tutti come si accoglie una piccola festa popolare: senza clamori, ma con l’autenticità di chi conosce il valore delle cose fatte con il cuore.

I podi Corriferra: la banda dei tenaci

E come in ogni bella storia di squadra, anche qui ci sono stati i “capitani”, gli eroi del giorno che, senza sventolare bandiere ma stringendo i denti, hanno conquistato i gradini più alti del podio:

  • Sarno Aniello – 1° di categoria

  • Medri Alessandro – 1° di categoria

  • Callegari Paolo – 1° di categoria

A seguire, con lo stesso spirito battagliero:

  • Gonzalez Garcia Lucia – 2^ categoria

  • Rinaldi Laura – 2^ categoria

E ancora, a completare una giornata ricca di metallo e soddisfazioni:

  • Scagliarini Lucia – 3^ categoria

  • Benini Elisa – 3^ categoria

  • Grandi Denis – 3° categoria

I giovani: il futuro che corre veloce

Se gli adulti hanno mostrato forza ed esperienza, i più giovani hanno portato in gara qualcosa di ancora più prezioso: lo stupore e l’incoscienza felice di chi corre “perché sì”, come avrebbero fatto Nemecsek e i suoi compagni.

Tra gli esordienti, Valarini Leonardo ha centrato un bel 2° posto di categoria, mentre tra i Pulcini il piccolo Bubola Gregory Arthur ha ottenuto un brillante 3° posto.
Piccoli guerrieri che già imparano ciò che la campestre insegna meglio di qualunque maestro: a crescere non solo nei piedi, ma nel carattere.

I commenti dal campo: la voce degli eroi del fango

Le parole degli atleti raccontano, più dei risultati, ciò che davvero è accaduto.

Massimo Corà, senza filtri, ci restituisce la verità genuina della corsa:“Oggi alla seconda campestre Trofeo Città di Ferrara pitona colossale! Ma è proprio questo il bello! Bisogna riabituarsi alle gare, alla fatica cattiva, a tribolare e stringere i denti! Complimenti agli organizzatori perché il percorso era stra bello!”Un racconto che profuma di terra, di respiro caldo, di quel “tribolare” che forma i veri corridori.

Sul versante delle sensazioni ritrovate, arriva la voce di Giovanni Simone, per gli amici, John Simon: “Torno a gareggiare per la mia 1^ gara corta dell’anno e dopo gli infortuni devo dire che mi sono divertito. Campestre gradevole dove potevo spingere anche di più; comunque buone sensazioni e bravi per un’ottima organizzazione. Un caro saluto, il vostro John Simon.”

E infine il commento tecnico e brillante di Alessandro Medri, fresco vincitore di categoria: “Gara con bel percorso tecnico che richiede ritmo e forza. Un'altra tappa positiva prima della campestre finale a Ferrara.”

Conclusione: ciò che resta

Al termine della giornata, quando le bandane sono ormai fradice e le scarpe raccolgono più terra che battiti, ciò che rimane davvero è lo spirito della campestre: quell’alchimia di fatica e gioia che trasforma un gruppo di corridori in una piccola comunità. Bondeno ha regalato campi, curve, polvere e vento. Gli atleti ci hanno messo gambe, sudore e cuore. Il resto è storia, una storia semplice, ma piena di vita, come quelle che si raccontano nelle sere d’inverno, quando si torna a casa con la certezza di aver lottato, e vinto, tutti insieme.















36^ Super Maratonina Monte delle 3 Croci

 

36ª Super Maratonina “Monte delle 3 Croci” – Scandiano, 16 novembre 2025

Una gita tra colline, storia e… tanta acqua!

La 36ª edizione della Super Maratonina Monte delle 3 Croci di Scandiano si è trasformata, per molti partecipanti, in una vera e propria gita collinare dal sapore autunnale: pioggia insistente, foglie dorate e sentieri che profumavano di bosco. Una corsa di 24 chilometri, con un dislivello totale di 450 metri, che ogni anno richiama appassionati del “collinare reggiano” desiderosi di immergersi in paesaggi unici.

Saliscendi tra vigneti e storia

Il tracciato si snoda tra le colline che circondano Scandiano, terra natale di Matteo Maria Boiardo e culla di castelli, borghi e tradizioni enogastronomiche. Il nome “Monte delle 3 Croci” deriva dalla presenza, sulla sommità, di tre croci in legno poste come segno votivo e divenute oggi un simbolo del territorio.   


Da lì, nelle giornate limpide, si apre un panorama vastissimo sulle prime propaggini dell’Appennino reggiano e sulle distese di vigneti del Lambrusco.

Quest’anno però, il cielo ha deciso di fare il dispettoso: nuvole basse e pioggia fitta hanno accompagnato gli atleti per quasi tutta la durata della corsa.

Il racconto di Vittorio Cavallini

Tra i protagonisti della giornata c’era anche Vittorio Cavallini, 


 che descrive così l’esperienza:

Gita a Scandiano per un collinare, bagnato! Ventiquattro km di saliscendi, non troppo lunghi, con l’ultima salita che terminava al 19 km. Peccato per il meteo, la pioggia non si è fermata nemmeno quando è uscito un timido sole. Le nuvole non ci hanno permesso di godere del panorama: toccherà tornare l’anno prossimo!

Un racconto che restituisce perfettamente l’atmosfera della giornata: faticosa, certo, ma con quel fascino da escursione invernale che solo le colline emiliane sanno regalare.

Curiosità sul percorso

  • Il Monte delle 3 Croci è uno dei punti panoramici più amati dai locals per le camminate del weekend.

  • Durante la maratonina si attraversano zone storicamente legate alla produzione del balsamico e del Lambrusco Grasparossa.

  • Il tratto di salita finale, pur non troppo ripido, è noto tra i podisti come “la muraglia dolce”: non spezza le gambe, ma si fa sentire… soprattutto dopo 19 km di collinare!

  • Con il sole, dalla cima si può vedere perfino il profilo della Rocca di Scandiano.

Una gita che lascia il segno

Nonostante il meteo capriccioso, la 36ª edizione ha confermato il fascino intramontabile di questa manifestazione: un mix di sport, natura e tradizioni locali che attira ogni anno chi ama la corsa come forma di viaggio.

E, come dice Vittorio… toccherà tornare l’anno prossimo. Magari con un cielo più gentile e un panorama finalmente all’altezza delle attese.



lunedì 17 novembre 2025

Maratona di Verona, la pioggia non ferma i nostri atleti.

                                           

                                                  

Verona, città d’amore e pioggia: la maratona del 16 novembre 2025 raccontata come un poema.

Verona è una città che non si limita a essere sfondo: avvolge, racconta, ispira. Le sue pietre antiche custodiscono storie d’amore, i suoi ponti respirano i secoli, e persino la pioggia, quella pioggia che il 16 novembre 2025 ha battezzato ogni atleta, sembra avere un carattere proprio, quasi volesse partecipare alla corsa, ricordando a tutti che la bellezza spesso vive nel sacrificio.

In questa cornice romantica e tempestosa, Corriferrara ha scritto una pagina indimenticabile, presentandosi con 5 atleti nella maratona, Ion Coban, Gianluca Sanfilippo, Michela Guarise, Angelo Visentin(al suo esordio nella regina) e Federico Oliani  e con 9 atleti nella mezza maratona, tra conferme e splendidi esordi.

La maratona: la regina bagnata

Sfidare i 42,195 km nella città di Romeo e Giulietta significa entrare in una narrazione più grande: ogni ponte ha un valore, ogni curva un ricordo.
Sfidarli sotto una pioggia incessante significa trasformare la gara in un poema epico.
Eppure Corriferrara ha acceso Verona con due prestazioni splendide:

  • Ion Coban – 2:56:17

  • Gianluca Sanfilippo – 2:58:36

Restare sotto le tre ore nella gara regina non è mai un dettaglio. È un sigillo. Un’impresa. Un patto stretto con la strada, con la fatica e con sé stessi. Farlo nonostante la pioggia battente rende tutto ancora più epico.

A completare la giornata, l’entusiasmo, l’autoironia e l’avventura vissuta da Federico Oliani, che ha lasciato un racconto degno di una piccola epopea moderna.


I commenti degli atleti 

Federico Oliani:
“L'ultimo lungo: corsa di sopravvivenza sotto l'acqua.   Che ci sarebbe stata pioggia lo si sapeva da una settimana...che sarebbe diventata una gara di nuoto invece non me lo immaginavo. Iscritto alla Verona marathon per fare l'ultimo lungo prima di Valencia. Il piano era semplice: 35km di corsa e poi gli ultimi 7 camminando fino all'arrivo per beccarsi la medaglia. Va tutto secondo i piani fino appunto al 35esimo...un po' di pioggia alternata a sole che mi costringe a mettere e togliere l impermeabile ma tutto molto affrontabile...mi fermo inizio a camminare, rubo qualche decina di barrette al ristoro (devo pur ammortizzare l'iscrizione e neanche cento metri sorpresa: siamo entrati in una base dell'esercito italiano con 2/300 militari in divisa in riga che facevano tutti il tifo...vuoi non correre? Eh va be facciamoci pure questo km e mezzo ancora...che vuoi che sia? Esco dalla base, riprendo a camminare e inizia una pioggia battente...sto iniziando a congelare e a farmela addosso....il che mi costringe a corricchiare stanco morto fino all'arrivo. Medaglia bellissima, experience invece.... indimenticabile diciamo”

Sanfilippo Gianluca:
“Prima volta che corro una maratona sotto la pioggia, fondo abbastanza scivoloso.  Non sono riuscito a migliorarmi, ma almeno sono stato sotto le tre ore.”

Michela Guarise:
“Maratona bagnata, maratona fortunata”… peccato per la pioggia ma mi ha portato bene! 5^ maratona conquistata.

Angelo Visentini:

Prima maratona pioggia ed emozione


La mezza maratona: tra esordi ed emozioni

Nel mosaico di strade che compone Verona, anche i nove atleti della mezza hanno dato vita a una sinfonia di impegno e soddisfazioni.
Per Lilia Agachi e Michele Bulzoni è stato un giorno speciale: il loro esordio ufficiale.

Entrambi hanno onorato la gara con entusiasmo e determinazione, vivendo Verona come un battesimo agonistico reso ancor più memorabile dall’acqua che scendeva come un sipario teatrale.

Bulzoni Michele:
“La mia prima mezza maratona ufficiale! Obiettivo sotto le due ore centrato!”

Lilia Agachi:
“Domenica ho corso la mia prima mezza maratona a Verona.  Un'esperienza fantastica, emozionante, spettacolare nonostante il diluvio a fine gara. L'unico obiettivo era arrivarci e prendere quella medaglia, sono orgogliosa di esserci riuscita grazie anche a Ion, mio supporter numero uno.”


Quando la pioggia diventa poesia

Verona, quel giorno, brillava d’acqua.
Le strade sembravano specchi, i ponti fili d’argento, le mura un sipario antico che accoglieva gli atleti come attori in una tragedia romantica. 
Ma Corriferrara non ha soltanto corso: ha vissuto, ha resistito, ha celebratoE la pioggia, anziché spegnere gli entusiasmi, li ha trasformati in ricordi indelebili.

Perché nelle città che parlano d’amore, perfino le tempeste diventano poesia.











36^ Marcia di Sant'Andrea e la patata merica.

 


36ª Marcia di Sant’Andrea – Anguillara Veneta, 16 novembre 2025

Dove la corsa incontra la tradizione… e la patata merica.

Chi corre lo sa: ci sono gare che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma rituali che profumano di casa. La Marcia di Sant’Andrea di Anguillara Veneta, giunta quest’anno alla sua 36ª edizione, è proprio una di quelle. Una domenica che, per noi podisti, ha il sapore della tradizione, della campagna veneta, dei sentieri morbidi lungo l’Adige e, soprattutto, della celebre “patata merica” che qui è molto più di un prodotto locale: è un simbolo, un’identità.

Le nostre atlete e i nostri atleti si sono cimentati sulle distanze di 12 e 18 km, percorsi misto–campestri che scorrono tra argini, tratturi e scorci d’acqua che riconciliano lo spirito. Terreni vari, paesaggi aperti, silenzi interrotti solo dal ritmo dei passi: il tipo di corsa che fa respirare libertà.

Le parole di Franca Panagin

A raccontare l’essenza della giornata, ci pensa come sempre Franca, con quel suo modo unico di trasformare una corsa in un quadro:

"Quando senti nominare Anguillara Veneta, pensi subito alla corsa di Sant'Andrea, più conosciuta col nome 'Corsa della patata merica'. Infatti Anguillara, paese della bassa Padovana lungo il fiume Adige, è famosa per la coltivazione delle patate americane o patate dolci. Da più di trent'anni, la seconda domenica di novembre richiama nel piccolo paese podisti provenienti dai paesi vicini e non solo, attirati dalla bella manifestazione sportiva, con percorsi misto campestri lungo il fiume Adige e il Gorzon. Quest'anno il meteo è stato particolarmente clemente; infatti, a differenza delle edizioni precedenti, c'era solo una leggera foschia e la temperatura abbastanza piacevole. All'arrivo i partecipanti sono stati accolti da un ricco ristoro: oltre al solito panino e ai biscotti, hanno trovato un'ottima torta di patate americane fatta dalle brave volontarie. Infine sono stati estratti dei premi tra i partecipanti, e la fatica fatta per portare a termine il percorso lungo (18 km) è stata ripagata da un bel cotechino."

Una corsa che è un abbraccio

E davvero Anguillara Veneta, ogni anno, ci accoglie così: con semplicità, sorrisi e quella generosità tipica dei paesi di fiume. L’atmosfera è quella familiare delle manifestazioni genuine, dove chi organizza mette cuore e dove chi corre ricambia con entusiasmo.

La leggera foschia del mattino e la temperatura insolitamente mite hanno reso la marcia ancora più piacevole, accompagnando gli atleti tra campi e argini senza fatica eccessiva. E poi il ristoro finale… quello sì che merita una menzione speciale: la torta di patate americane, morbida e profumata, ormai attesa quanto la corsa stessa.

A chiudere la mattinata, la classica estrazione dei premi, coronata dal cotechino che quest’anno ha premiato chi ha affrontato con caparbietà i 18 km del percorso lungo.

Conclusione

La Marcia di Sant’Andrea non è solo una non competitiva: è un appuntamento con la nostra passione, con la terra veneta, con una comunità che da oltre trent’anni celebra la corsa come festa. E, come sempre, già non vediamo l’ora dell’edizione 2026. 







domenica 16 novembre 2025

Vertikal del Gervero

 

Vertikal del Gevero 2025: dove la notte incontra la montagna

Cison di Valmarino, 15 novembre 2025 
Il bosco profuma di umido, il respiro crea nuvole di vapore nella sera che cala, e una fila di luci frontali si raduna ai piedi del Gevero come guerrieri pronti alla salita. È qui che si è svolto il Vertikal del Gevero 2025, una gara breve solo sulla carta: 5 km per 1000 metri di dislivello, un’ascesa brutale e magnifica che porta gli atleti dal fondo valle fino alla cima illuminata come un faro nella notte.

Il sentiero, tutto single track e spesso esposto, ha messo alla prova gambe, fiato e coraggio. Il buio della sera, lungi dall’essere un limite, ha trasformato la gara in un’esperienza mistica, quasi primordiale: solo il cono di luce della frontale e l’ombra della montagna davanti a sé.

“Bello bello bello… uno spettacolo” – Il racconto di Michele Tuffanelli

Tra i partecipanti, Michele Tuffanelli ha vissuto la gara come un’avventura totale, raccontandola così:

"Bello bello bello lo volevo questo vertikal spettacolare anche perché per me la partenza sotto sera con la frontale è una novità. Quando alla partenza si vede quella luce che si accende lassù dove devi arrivare fa veramente impressione 😳. Ma via, si parte: i primi tre km scorrono via tranquilli stando attento dove mettere i piedi, sempre in single track e spesso esposti. Poi eccoli gli ultimi due km: il quarto su roccia, spesso dovendo arrampicarsi; gli ultimi 250 micidiali su un pratone praticamente a faccia a terra, con un gran tifo che ti carica a mille e ti tira su a quella luce che vedevi da laggiù piccola piccola. Veramente uno spettacolo… terzo tempo rispecchia la gara, con polenta e ragù top."

Un racconto che condensa tutta l’essenza del Vertikal del Gevero: la sfida, la fatica che brucia, la gioia di vedere la meta sempre più vicina, e quel misto di paura e entusiasmo che solo un vero verticale può regalare.

La magia di una gara notturna

Salire di notte cambia tutto.
Il bosco si stringe, i suoni diventano più intensi, la percezione del vuoto e delle pendenze si amplifica. Ogni passo è un piccolo atto di fiducia. E quando la luce in cima, minuscola all’inizio, diventa sempre più vicina, la montagna sembra rispondere allo sforzo degli atleti.

Gli ultimi 250 metri, un muro erboso che pare verticale, sono già destinati a entrare nella leggenda della gara: mani a terra, gambe che urlano, pubblico che incita. Un rito di passaggio, più che un finale.

Un arrivo che sa di montagna

Come ogni evento che si rispetti nelle Prealpi Trevigiane, anche il “terzo tempo” è stato all’altezza della sfida. Polenta fumante,   ragù corposo e quell’atmosfera da famiglia allargata che accomuna chi ha appena condiviso un’avventura vera.

Conclusione

Il Vertikal del Gevero 2025 non è stato solo una gara: è stato un piccolo viaggio nella notte, una salita verso una luce lontana, una sfida con sé stessi.

Chi c’era, lo sa: certe emozioni non si misurano in chilometri o dislivelli, ma nel battito del cuore mentre si guarda la cima… e si continua a salire.






sabato 15 novembre 2025

“Bicchieri, Battaglie e Buone Gambe: la Festa degli Eroi Corriferrara”

 

Corriferrara Heroes: l’assemblea dei valorosi al Ristorante Ottocento

C’era un’aria da Corte di Versailles, ma con più carboidrati e decisamente più endorfine, quando i 250 atleti di Corriferrara hanno varcato le porte del Ristorante Ottocento di Ostellato. Una folla degna di una parata regale, ma armata non di sciabole, bensì di forchette ben appuntite e sogni sportivi già pronti per il nuovo anno.

La cena di fine anno podistico ha riunito corridori e ciclisti come un’unica, gloriosa brigata: un esercito che in gara indossa l'uniforme biancoblu, oggi si è unito nel celebrarsi e nel prendersi bonariamente in giro… come ogni vera famiglia dovrebbe fare.

Premi, giovani promesse e cavalieri su due ruote

Le premiazioni sono state il vero torneo della serata.
Tra gli applausi che rimbombavano come tamburi di battaglia, sono stati proclamati i giovani eroi:

  • Miglior atleta Under 10: Valarini Leonardo, la cui energia farebbe invidia persino ai destrieri reali.

  • Miglior atleta Under 15: Delli Gatti Marco, elegante come un giovane cadetto pronto all’accademia.

  • Miglior atleta Under 18: Corà Alberto, che corre con la disciplina di un cavaliere e la spensieratezza di chi ha ancora il mondo ai piedi.

Per la legione dei ciclisti:

  • Miglior ciclista da corsa: Fazzi Denis, che sul suo bolide sembra quasi volare.

  • Miglior ciclista MTB: Fabbri Gino, che affronta i sentieri come un duellante affronta la polvere del campo.

E poi i podisti, tantissimi i premiati, per chilometri, prestazioni e fasce d’età: una lunga teoria di eroi in tenuta leggera, ciascuno con la propria storia da raccontare… e i propri acciacchi da condividere con orgoglio.

La maglia degli eroi: un’armatura moderna

Il presidente Massimo Corà, con la solennità di un generale e la grazia di chi sa quanto sudore c’è dietro ogni traguardo, consegnava la maglia speciale:
“Corriferrara Heroes”.

Un gesto che aveva il sapore antico dell’investitura: non un’armatura scintillante, ma un simbolo di responsabilità semplice e nobilissima, rispetto, fair play, impegno, gioia.
Il codice cavalleresco dei corridori, insomma.

Lo speaker e l’arte delle emozioni

A dominare la scena con ironia teatrale è stato Nicola Bianchi, speaker e abile “duellante di parole”.
Tra una portata e l’altra , inseguiva emozioni a caldo, strappava sorrisi, scioglieva timidezze e trasformava i racconti degli atleti in piccole avventure epiche.

E intorno, vino e birra scorrevano generosi, come nei banchetti degli eroi dopo una battaglia gloriosa.

Il sigillo finale

La torta, sfarzosa come solo una celebrazione sportiva sa essere, con candele scintillanti e il simbolo Corriferrara svettante come uno stendardo, ha sancito la fine della cerimonia.
Una dolce conclusione, un promemoria che sì, i vincitori cambiano ogni anno… ma ciò che rimane costante è il legame tra gli atleti.

Perché la vera forza di Corriferrara non è nelle gambe né nei polmoni, ma nel correre insieme.

 Lady Oscar avrebbe detto:

Si può correre per vincere, si può correre per migliorarsi… ma la verità, rivelata in questa serata come in un colpo di scena di palazzo, è che i veri eroi non sono quelli che arrivano primi.
Sono quelli che arrivano insieme.

giovedì 13 novembre 2025

Riepilogo attività settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Settimana Corriferrara – tra podi, strade e orizzonti

C’è chi dice che correre sia un modo per perdersi.
Noi pensiamo invece che sia un modo per ritrovarsi, magari dietro una curva, tra la nebbia di Ferrara o il profilo dei colli padovani.

È stata una settimana fruttuosa per i nostri colori: 99 atleti, 5 località, 1595 chilometri percorsi, e un dislivello che sembra un romanzo: 4.500 metri di emozioni verticali.

A Ferrara, tra mura antiche e strade che profumano di storia, i nostri si sono distinti come capitani d’altri tempi.


🏆 Patrizia Bigoni sale sul podio come 3ª assoluta e 2ª di categoria,
Aniello Sarno e Alessandro Medri conquistano la vetta delle rispettive categorie,
mentre Denis Grandi, Matteo Benetti, Laura Garcia Gonzalez, Lucia Scagliarini, Alessio Zambrini e Michele Longhi completano il bottino d’onore con piazzamenti da veri corsari del podismo.

Tra i più giovani, al Trofeo Città di Ferrara,
Leonardo Valarini è 2° tra gli esordienti,
e Marco Delli Gatti 3° tra i ragazzi  segni che il futuro, per Corriferrara, ha già gambe veloci.

Intanto, a Ravenna, tra i mosaici e l’eco del mare, ben 60 atleti Corriferrara hanno preso parte alle varie distanze della Maratona, Mezza Maratona e 10 km, portando la nostra bandiera a correre tra storia e respiro di mare.

Al Trail di San Martino di Carbonara di Rovolon, i sentieri del Veneto hanno messo alla prova fiato e cuore, mentre a Mezzolara, nel Trofeo Massimo Miccoli, Paola Pantaleoni ha trionfato con eleganza conquistando la 1ª di categoria.
A Granarolo Faentino e Crema, tra colline e pianure, i nostri passi hanno continuato a intrecciarsi come righe di un’unica lunga storia arancione.

In questa settimana di strade e di gloria, ogni atleta Corriferrara ha scritto un piccolo frammento di avventura.
Perché, come direbbe Corto Maltese, “non è importante dove si corre, ma con quale spirito si attraversa il mondo.”












mercoledì 12 novembre 2025

Trail di San Martino: cuore, gambe e Colli Euganei

 

Trail di San Martino: dove la fatica diventa poesia

C’è un momento, appena prima del via, in cui il respiro del bosco sembra fondersi con quello dei corridori. È mattina presto a Carbonara di Rovolon, e il cielo dei Colli Euganei ha quel colore   che solo novembre sa regalare: un grigio tenue, che profuma di pioggia e di foglie bagnate. Il Trail di San Martino non è una gara qualsiasi. 

È una di quelle corse che senti nella pelle, negli occhi, nel cuore. 17 chilometri, 900 metri di dislivello, una lunga carezza  a tratti ruvida, a tratti dolce  tra castagni, corbezzoli e silenzi.

Il bosco si apre, e i passi diventano tamburi. Le prime salite bruciano: 500 metri di dislivello nei primi 4,5 chilometri che piegano le gambe ma accendono l’anima. Il fiato corto, il battito forte. La terra che scivola sotto le scarpe. Eppure, c’è una leggerezza inspiegabile: come se ogni sforzo fosse un ritorno a casa.

Correre nel Parco dei Colli Euganei è un po’ come tornare a casa, su sentieri conosciuti” dice Renato Finco, il viso arrossato, il sorriso ancora vibrante di adrenalina. “Tra i castagni e i corbezzoli multicolore, Gara tosta con un D+ 500m nei primi 4.5 km che ha scaldato i muscoli adrenalina a mille, emozionato  quasi come  a un concerto degli AC DC , sempre meraviglioso.

E in effetti, c’è qualcosa di rock in questa corsa: le salite che bruciano, il sudore che scende, la fatica che vibra nel petto come una chitarra elettrica. Ma c’è anche dolcezza , quella dei panorami che si aprono all’improvviso, dei sorrisi scambiati tra sconosciuti, del silenzio del bosco dopo il traguardo.

Nel Parco dei Colli Euganei la fatica diventa poesia, e chi corre lascia dietro di sé una scia invisibile fatta di terra, sudore e gratitudine. Perché ci sono luoghi che non si attraversano soltanto: ti attraversano loro.








martedì 11 novembre 2025

Maratonina città di Crema

 

Maratonina di Crema 2025 – Emozioni e record personali nella città del Torrazzo

Domenica 9 novembre 2025, la città di Crema ha accolto con il suo fascino autunnale la tradizionale Maratonina di Crema, gara podistica sulla distanza di 21,097 km che ogni anno richiama centinaia di runner da tutta Italia. Strade e piazze del centro storico, con i loro scorci rinascimentali e l’inconfondibile profilo del Duomo di Santa Maria Assunta, hanno fatto da cornice a una mattinata di sport, passione e condivisione.

Crema, cuore pulsante della pianura lombarda, è una città che unisce storia e leggenda. Si racconta che il suo nome derivi dal termine celtico “cremen”, ovvero “collina”, in riferimento al piccolo rialzo su cui sorge il centro storico, oppure da un’antica figura mitologica, la fanciulla “Crema”, amata da un eroe padano e divenuta simbolo di grazia e tenacia , proprio come quella mostrata dai tanti atleti che hanno affrontato la mezza maratona.

Tra i protagonisti della giornata, il nostro Michele Burgio che ha vissuto una gara indimenticabile, centrando l’obiettivo di migliorare il proprio personal best. Ecco le sue parole a caldo:

Finalmente arrivo alla mia ultima mezza dell’anno con l’intento di migliorare il mio PB. Giornata autunnale con tanta partecipazione e diversi atleti di spicco. Rispetto alla mia precedente mezza, di un paio di settimane fa, volevo divertirmi e sentire bene le emozioni che ti infonde la corsa — soprattutto quell’ultimo km nel cuore del centro storico: fantastico! Migliorato il mio PB di alcuni minuti e gestito molto meglio le difficoltà durante la corsa. Tutto molto bello. Ottima organizzazione, numerosi gli atleti delle competitive e non, insomma una corsa da consigliare!

Parole che riassumono perfettamente lo spirito della Maratonina di Crema: una competizione curata nei dettagli, dove l’impegno sportivo si intreccia con la bellezza del luogo e con l’entusiasmo del pubblico. L’energia dei partecipanti, le vie accese dai colori delle divise e il calore degli spettatori hanno reso ancora una volta questa manifestazione un appuntamento imperdibile per chi ama la corsa e le emozioni autentiche.