domenica 16 novembre 2025

Vertikal del Gervero

 

Vertikal del Gevero 2025: dove la notte incontra la montagna

Cison di Valmarino, 15 novembre 2025 
Il bosco profuma di umido, il respiro crea nuvole di vapore nella sera che cala, e una fila di luci frontali si raduna ai piedi del Gevero come guerrieri pronti alla salita. È qui che si è svolto il Vertikal del Gevero 2025, una gara breve solo sulla carta: 5 km per 1000 metri di dislivello, un’ascesa brutale e magnifica che porta gli atleti dal fondo valle fino alla cima illuminata come un faro nella notte.

Il sentiero, tutto single track e spesso esposto, ha messo alla prova gambe, fiato e coraggio. Il buio della sera, lungi dall’essere un limite, ha trasformato la gara in un’esperienza mistica, quasi primordiale: solo il cono di luce della frontale e l’ombra della montagna davanti a sé.

“Bello bello bello… uno spettacolo” – Il racconto di Michele Tuffanelli

Tra i partecipanti, Michele Tuffanelli ha vissuto la gara come un’avventura totale, raccontandola così:

"Bello bello bello lo volevo questo vertikal spettacolare anche perché per me la partenza sotto sera con la frontale è una novità. Quando alla partenza si vede quella luce che si accende lassù dove devi arrivare fa veramente impressione 😳. Ma via, si parte: i primi tre km scorrono via tranquilli stando attento dove mettere i piedi, sempre in single track e spesso esposti. Poi eccoli gli ultimi due km: il quarto su roccia, spesso dovendo arrampicarsi; gli ultimi 250 micidiali su un pratone praticamente a faccia a terra, con un gran tifo che ti carica a mille e ti tira su a quella luce che vedevi da laggiù piccola piccola. Veramente uno spettacolo… terzo tempo rispecchia la gara, con polenta e ragù top."

Un racconto che condensa tutta l’essenza del Vertikal del Gevero: la sfida, la fatica che brucia, la gioia di vedere la meta sempre più vicina, e quel misto di paura e entusiasmo che solo un vero verticale può regalare.

La magia di una gara notturna

Salire di notte cambia tutto.
Il bosco si stringe, i suoni diventano più intensi, la percezione del vuoto e delle pendenze si amplifica. Ogni passo è un piccolo atto di fiducia. E quando la luce in cima, minuscola all’inizio, diventa sempre più vicina, la montagna sembra rispondere allo sforzo degli atleti.

Gli ultimi 250 metri, un muro erboso che pare verticale, sono già destinati a entrare nella leggenda della gara: mani a terra, gambe che urlano, pubblico che incita. Un rito di passaggio, più che un finale.

Un arrivo che sa di montagna

Come ogni evento che si rispetti nelle Prealpi Trevigiane, anche il “terzo tempo” è stato all’altezza della sfida. Polenta fumante,   ragù corposo e quell’atmosfera da famiglia allargata che accomuna chi ha appena condiviso un’avventura vera.

Conclusione

Il Vertikal del Gevero 2025 non è stato solo una gara: è stato un piccolo viaggio nella notte, una salita verso una luce lontana, una sfida con sé stessi.

Chi c’era, lo sa: certe emozioni non si misurano in chilometri o dislivelli, ma nel battito del cuore mentre si guarda la cima… e si continua a salire.






sabato 15 novembre 2025

“Bicchieri, Battaglie e Buone Gambe: la Festa degli Eroi Corriferrara”

 

Corriferrara Heroes: l’assemblea dei valorosi al Ristorante Ottocento

C’era un’aria da Corte di Versailles, ma con più carboidrati e decisamente più endorfine, quando i 250 atleti di Corriferrara hanno varcato le porte del Ristorante Ottocento di Ostellato. Una folla degna di una parata regale, ma armata non di sciabole, bensì di forchette ben appuntite e sogni sportivi già pronti per il nuovo anno.

La cena di fine anno podistico ha riunito corridori e ciclisti come un’unica, gloriosa brigata: un esercito che in gara indossa l'uniforme biancoblu, oggi si è unito nel celebrarsi e nel prendersi bonariamente in giro… come ogni vera famiglia dovrebbe fare.

Premi, giovani promesse e cavalieri su due ruote

Le premiazioni sono state il vero torneo della serata.
Tra gli applausi che rimbombavano come tamburi di battaglia, sono stati proclamati i giovani eroi:

  • Miglior atleta Under 10: Valarini Leonardo, la cui energia farebbe invidia persino ai destrieri reali.

  • Miglior atleta Under 15: Delli Gatti Marco, elegante come un giovane cadetto pronto all’accademia.

  • Miglior atleta Under 18: Corà Alberto, che corre con la disciplina di un cavaliere e la spensieratezza di chi ha ancora il mondo ai piedi.

Per la legione dei ciclisti:

  • Miglior ciclista da corsa: Fazzi Denis, che sul suo bolide sembra quasi volare.

  • Miglior ciclista MTB: Fabbri Gino, che affronta i sentieri come un duellante affronta la polvere del campo.

E poi i podisti, tantissimi i premiati, per chilometri, prestazioni e fasce d’età: una lunga teoria di eroi in tenuta leggera, ciascuno con la propria storia da raccontare… e i propri acciacchi da condividere con orgoglio.

La maglia degli eroi: un’armatura moderna

Il presidente Massimo Corà, con la solennità di un generale e la grazia di chi sa quanto sudore c’è dietro ogni traguardo, consegnava la maglia speciale:
“Corriferrara Heroes”.

Un gesto che aveva il sapore antico dell’investitura: non un’armatura scintillante, ma un simbolo di responsabilità semplice e nobilissima, rispetto, fair play, impegno, gioia.
Il codice cavalleresco dei corridori, insomma.

Lo speaker e l’arte delle emozioni

A dominare la scena con ironia teatrale è stato Nicola Bianchi, speaker e abile “duellante di parole”.
Tra una portata e l’altra , inseguiva emozioni a caldo, strappava sorrisi, scioglieva timidezze e trasformava i racconti degli atleti in piccole avventure epiche.

E intorno, vino e birra scorrevano generosi, come nei banchetti degli eroi dopo una battaglia gloriosa.

Il sigillo finale

La torta, sfarzosa come solo una celebrazione sportiva sa essere, con candele scintillanti e il simbolo Corriferrara svettante come uno stendardo, ha sancito la fine della cerimonia.
Una dolce conclusione, un promemoria che sì, i vincitori cambiano ogni anno… ma ciò che rimane costante è il legame tra gli atleti.

Perché la vera forza di Corriferrara non è nelle gambe né nei polmoni, ma nel correre insieme.

 Lady Oscar avrebbe detto:

Si può correre per vincere, si può correre per migliorarsi… ma la verità, rivelata in questa serata come in un colpo di scena di palazzo, è che i veri eroi non sono quelli che arrivano primi.
Sono quelli che arrivano insieme.

giovedì 13 novembre 2025

Riepilogo attività settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Settimana Corriferrara – tra podi, strade e orizzonti

C’è chi dice che correre sia un modo per perdersi.
Noi pensiamo invece che sia un modo per ritrovarsi, magari dietro una curva, tra la nebbia di Ferrara o il profilo dei colli padovani.

È stata una settimana fruttuosa per i nostri colori: 99 atleti, 5 località, 1595 chilometri percorsi, e un dislivello che sembra un romanzo: 4.500 metri di emozioni verticali.

A Ferrara, tra mura antiche e strade che profumano di storia, i nostri si sono distinti come capitani d’altri tempi.


🏆 Patrizia Bigoni sale sul podio come 3ª assoluta e 2ª di categoria,
Aniello Sarno e Alessandro Medri conquistano la vetta delle rispettive categorie,
mentre Denis Grandi, Matteo Benetti, Laura Garcia Gonzalez, Lucia Scagliarini, Alessio Zambrini e Michele Longhi completano il bottino d’onore con piazzamenti da veri corsari del podismo.

Tra i più giovani, al Trofeo Città di Ferrara,
Leonardo Valarini è 2° tra gli esordienti,
e Marco Delli Gatti 3° tra i ragazzi  segni che il futuro, per Corriferrara, ha già gambe veloci.

Intanto, a Ravenna, tra i mosaici e l’eco del mare, ben 60 atleti Corriferrara hanno preso parte alle varie distanze della Maratona, Mezza Maratona e 10 km, portando la nostra bandiera a correre tra storia e respiro di mare.

Al Trail di San Martino di Carbonara di Rovolon, i sentieri del Veneto hanno messo alla prova fiato e cuore, mentre a Mezzolara, nel Trofeo Massimo Miccoli, Paola Pantaleoni ha trionfato con eleganza conquistando la 1ª di categoria.
A Granarolo Faentino e Crema, tra colline e pianure, i nostri passi hanno continuato a intrecciarsi come righe di un’unica lunga storia arancione.

In questa settimana di strade e di gloria, ogni atleta Corriferrara ha scritto un piccolo frammento di avventura.
Perché, come direbbe Corto Maltese, “non è importante dove si corre, ma con quale spirito si attraversa il mondo.”












mercoledì 12 novembre 2025

Trail di San Martino: cuore, gambe e Colli Euganei

 

Trail di San Martino: dove la fatica diventa poesia

C’è un momento, appena prima del via, in cui il respiro del bosco sembra fondersi con quello dei corridori. È mattina presto a Carbonara di Rovolon, e il cielo dei Colli Euganei ha quel colore   che solo novembre sa regalare: un grigio tenue, che profuma di pioggia e di foglie bagnate. Il Trail di San Martino non è una gara qualsiasi. 

È una di quelle corse che senti nella pelle, negli occhi, nel cuore. 17 chilometri, 900 metri di dislivello, una lunga carezza  a tratti ruvida, a tratti dolce  tra castagni, corbezzoli e silenzi.

Il bosco si apre, e i passi diventano tamburi. Le prime salite bruciano: 500 metri di dislivello nei primi 4,5 chilometri che piegano le gambe ma accendono l’anima. Il fiato corto, il battito forte. La terra che scivola sotto le scarpe. Eppure, c’è una leggerezza inspiegabile: come se ogni sforzo fosse un ritorno a casa.

Correre nel Parco dei Colli Euganei è un po’ come tornare a casa, su sentieri conosciuti” dice Renato Finco, il viso arrossato, il sorriso ancora vibrante di adrenalina. “Tra i castagni e i corbezzoli multicolore, Gara tosta con un D+ 500m nei primi 4.5 km che ha scaldato i muscoli adrenalina a mille, emozionato  quasi come  a un concerto degli AC DC , sempre meraviglioso.

E in effetti, c’è qualcosa di rock in questa corsa: le salite che bruciano, il sudore che scende, la fatica che vibra nel petto come una chitarra elettrica. Ma c’è anche dolcezza , quella dei panorami che si aprono all’improvviso, dei sorrisi scambiati tra sconosciuti, del silenzio del bosco dopo il traguardo.

Nel Parco dei Colli Euganei la fatica diventa poesia, e chi corre lascia dietro di sé una scia invisibile fatta di terra, sudore e gratitudine. Perché ci sono luoghi che non si attraversano soltanto: ti attraversano loro.








martedì 11 novembre 2025

Maratonina città di Crema

 

Maratonina di Crema 2025 – Emozioni e record personali nella città del Torrazzo

Domenica 9 novembre 2025, la città di Crema ha accolto con il suo fascino autunnale la tradizionale Maratonina di Crema, gara podistica sulla distanza di 21,097 km che ogni anno richiama centinaia di runner da tutta Italia. Strade e piazze del centro storico, con i loro scorci rinascimentali e l’inconfondibile profilo del Duomo di Santa Maria Assunta, hanno fatto da cornice a una mattinata di sport, passione e condivisione.

Crema, cuore pulsante della pianura lombarda, è una città che unisce storia e leggenda. Si racconta che il suo nome derivi dal termine celtico “cremen”, ovvero “collina”, in riferimento al piccolo rialzo su cui sorge il centro storico, oppure da un’antica figura mitologica, la fanciulla “Crema”, amata da un eroe padano e divenuta simbolo di grazia e tenacia , proprio come quella mostrata dai tanti atleti che hanno affrontato la mezza maratona.

Tra i protagonisti della giornata, il nostro Michele Burgio che ha vissuto una gara indimenticabile, centrando l’obiettivo di migliorare il proprio personal best. Ecco le sue parole a caldo:

Finalmente arrivo alla mia ultima mezza dell’anno con l’intento di migliorare il mio PB. Giornata autunnale con tanta partecipazione e diversi atleti di spicco. Rispetto alla mia precedente mezza, di un paio di settimane fa, volevo divertirmi e sentire bene le emozioni che ti infonde la corsa — soprattutto quell’ultimo km nel cuore del centro storico: fantastico! Migliorato il mio PB di alcuni minuti e gestito molto meglio le difficoltà durante la corsa. Tutto molto bello. Ottima organizzazione, numerosi gli atleti delle competitive e non, insomma una corsa da consigliare!

Parole che riassumono perfettamente lo spirito della Maratonina di Crema: una competizione curata nei dettagli, dove l’impegno sportivo si intreccia con la bellezza del luogo e con l’entusiasmo del pubblico. L’energia dei partecipanti, le vie accese dai colori delle divise e il calore degli spettatori hanno reso ancora una volta questa manifestazione un appuntamento imperdibile per chi ama la corsa e le emozioni autentiche.




Maratona di Ravenna, storie di sport e amicizia.

 

Ravenna, città del Paradiso. Tra mosaici, anime in corsa e l’eco di Dante

Là dove le tessere d’oro dei mosaici bizantini riflettono la luce dell’eterno, Ravenna si è fatta ancora una volta tempio di bellezza e fatica, accogliendo  domenica 9 novembre 2025  la Maratona di Ravenna Città d’Arte.
Sotto lo stesso cielo che vide Dante Alighieri trovare il suo ultimo rifugio e comporre il Paradiso, centinaia di anime in corsa hanno celebrato la propria ascesa laica, tra storia, sudore e spirito di fraternità.

Fra le vie ornate da mosaici e memorie, la città  dove ogni pietra racconta un canto, ha accolto anche la Corriferrara, forte di 60 atleti impegnati tra maratona, mezza maratona e la 10 km non competitiva. Una sinfonia di colori e passi, di sorrisi e fatica condivisa.


Luce di performance e amicizia

Tra le stelle di questa giornata, quattro nomi hanno brillato con la luce del loro personal best:

  • Renato Negri, protagonista di una maratona di forza e lucidità, capace di firmare un nuovo traguardo personale.

  • Caterina Maietti, che ha migliorato il proprio PB, con la grazia di chi corre col cuore più che con il cronometro.

  • Federico Oliani, capace di trasformare ironia e fatica in successo.

  • Sara Sacchelli, che in Ravenna ha trovato la magia dell’insieme e la conferma del proprio valore.

  • Andrea Rubbini che con l'aiuto di Sara ed Ilaria ottiene il PB sulla distanza

  • Accanto a loro, il sorriso e l’emozione del debutto: Cristian Mantovani,   al suo esordio nella mezza maratona, ha corso con cuore e gratitudine, raccontando un’esperienza fatta di gioie, dolori e meraviglia. Un primo passo che diventa canto di iniziazione, là dove sport e arte si fondono in un’unica, luminosa emozione.

  • E ancora, la gioia condivisa di Andrea Rubbini, che nella mezza dei 21,097 km ha ritrovato l’entusiasmo del ritorno a Ravenna, la forza della compagnia e la felicità di un PB conquistato insieme a Sara e Ilaria,  sigillando la giornata con una piadina, una birra e il sorriso della medaglia. Un arrivederci già scritto per il 2026, con lo sguardo rivolto chissà  verso la distanza regina.

Ma il vero canto di questa giornata è quello dell’amicizia, che come nel Paradiso dantesco si fa forza motrice di ogni conquista.
È la storia di Chiara Rosignoli, che da atleta si è trasformata in coach per l’amico Juri Gianella: un obiettivo fissato a 1:40, superato oltre ogni attesa con un incredibile 1:33:42, suggellato da un arrivo mano nella mano e gli occhi al cielo. 

Un gesto che pare un verso scritto da Dante stesso: «L’amor che move il sole e l’altre stelle».

E poi c’è la storia di Laura Varolo, pellegrina della maratona, che ha affrontato i 42 km e 195 metri come un cammino interiore. Accanto a lei, un altro atto di amore sportivo e umano: l’amico Antonangelo, pacer delle 4 ore e 30, che vedendola in difficoltà ha rinunciato al proprio obiettivo per accompagnarla fino al traguardo
Un passo dopo l’altro, fino all’ultima falcata, ha scelto di mettere l’amicizia davanti al tempo, l’anima davanti al risultato.
In quell’arrivo condiviso si è compiuta la loro vittoria: non quella segnata dal cronometro, ma quella scolpita nel cuore.


Le voci degli atleti

Sara Sacchelli:
"Ravenna è magica. Nonostante il porfido, nonostante qualche pecca sui ristori, nonostante il percorso non troppo veloce. Però si corre sempre insieme. Ci si porta al traguardo l’uno con l’altro. Poi quest’anno prime partecipazioni alle gare per gli amici della running school e ti senti parte di una squadra fantastica. Medaglia bellissima e un PB per tutti che aiuta l’autostima (grazie alle mie lepri!!)."

Caterina Maietti:
"Partita poco convinta anche perché c’era veramente tanta tanta gente ne è uscito un bel tempo migliorando il mio PB anche se di poco. La medaglia è sempre bella."

Cristian Mantovani:
"E' stata la mia prima mezza maratona,   per descrivere tutte le emozioni, le gioie, i dolori, nella fase di preparazione sono contentissimo di aver partecipato e ottenuto il tempo che mi ero prefissato nonostante tutto. Il contesto che combina sport e cultura e le varietà di monumenti storici si incontrano nel percorso assieme al clima della gente della musica ha reso questa giornata direi per me indimenticabile."

Laura Varolo:
"Oggi 9 novembre ho corso la maratona di Ravenna.... percorso tra mosaici bizantini, parco ,ma anche tanti km in rettilinei deserti resi meno faticosi dalle persone sempre sorridenti dei ristorie dalle persone in gara con le quali si condividono sensazioni ed emozioni. Sapevo sin dalla partenza che sarebbe stata una gara dura, perché non avevo una preparazione adeguata ma il mio motto è sempre arrivare... non si molla... arrivo o correndo o camminando. Purtroppo non ho molto tempo per allenarmi ma a me piacciono molto le gare lunghe perché la fatica è l'unica cosa che mi toglie l'attenzione tutto lo stress dei pensieri negativi. Il corpo ha presentato presto il conto e il percorso è diventato presto una via crucis personale. Ma proprio quando meno te lo aspetti le cose possono cambiare... il mio caro amico, che mi ha preparato per la mia prima maratona a Roma.... faceva il pacer delle 4 ore e 30... lui che aveva la preparazione per portare a termine il suo obiettivo , quando mi ha vista in difficoltà ha scelto di sacrificare il suo obiettivo per portare a termine il mio. È rimasto al mio fianco passo dopo passo. Arrivare al traguardo non è stato solo completare 42 km 195 metri ma avere avuto la dimostrazione di un amico che ha messo il mio obiettivo di arrivare... davanti al suo. Le imprese si realizzano grazie anche alla forza che di danno gli altri. Il vero trionfo non è stato quello del tempo segnato dal cronometro ma dalla profonda amicizia del mio caro amico Antonangelo che mi ha accompagnato fino all' ultima falcata."

Chiara Rosignoli:
"Una gara per me un po diversa! Da coach. Un obbiettivo fissato a 1.40, ma felicemente centrato a 1:33:42. dopo mesi e tabelle fatte per Juri Gianella, felicità per lui e tanta soddisfazione per me."

Federico Oliani:
"In realtà mi sono iscritto solo perché mi mancava l’ambita medaglia con il mosaico... e mi sono ritrovato al mattino presto con 7 gradi, vento, una indigestione dal sushi del giorno prima e solo una canotta smanicata perché 'tanto c’è caldo'. Correre veloce o farsela addosso, non c’era alternativa: ed ecco come ho fatto il personale. Ciliegina sulla torta: Arrivo alle 11 sotto l’arco di arrivo e giustamente mi dicono che le navette partiranno tra un’ora. Panico. Mi avvio velocemente alla macchina che avevo lasciato all’expo... sudato e congelato. La vera gara di velocità inizia adesso: arrivare alla tazza di casa prima dell’inevitabile. Missione compiuta."

Sara Previati:
"Sempre bella come gara anche se a mio avviso l'organizzazione del post gara potrebbe migliorare (scomodo il ritorno al Pala De Andrè) comunque la corsa tra le vie storiche ha sempre il suo fascino e la medaglia è il TOP!"

Andrea Rubbini:
"Distanza dei 21.097Km, domenica torno a Ravenna pieno di entusiasmo ed in piacevolissima compagnia 😊.
La giornata va in maniera spettacolare: una grande festa del running, super partecipata e ben organizzata, conclusa con un PB (soprattutto grazie a Sara e Ilaria con cui ho condiviso praticamente tutti i 21K) ed una super piada&birra con medaglia al collo!
Appuntamento già in calendario per il 2026, con un pensiero alla distanza regina.."

Maria Giuseppina Santoro :

Per quanto mi riguarda una maratona del genere (organizzata nel miglior dei modi)era la prima volta che la facevo da quando a settembre  mi sono iscritta al corso di fitwalking sono stata a Formignana (6 km)Quella di Castenaso(11 km)e quella di Calderara(10 km)ma questa di Ravenna è  stata spettacolare camminare sul Darsena è  stato fantastico vedere quelle panchine fatte con il mosaico(l unica cosa che mi ricordo perché avevamo un obiettivo io e le 2 ragazze che erano con me ed era quello di fare 10 km in meno di 1 ora e 45 minuti...e udite udite....Ce l' abbiamo fatta 1 ora e 37 min.). Siamo tornate a casa felici e con una medaglia stupenda come la città che ci ha ospitato


Epifania finale

E così, tra mosaici che riflettono la luce del cielo e le parole di Dante che ancora abitano l’aria, la Corriferrara ha scritto un nuovo canto della sua commedia sportiva.
In Ravenna, città del Paradiso, ognuno ha corso la propria parabola, e nell’intreccio di amicizie, sorrisi e sacrifici, ha trovato la sua piccola eternità.
























lunedì 10 novembre 2025

Trofeo città di Ferrara 1^ Tappa

 

Il richiamo della terra: la corsa campestre del Santuario del Poggetto

C’è qualcosa di primordiale nella corsa campestre. Niente asfalto, niente linee bianche, niente cronometri ossessivi: solo il respiro, il battito del cuore e il fango che ti risucchia i piedi come a ricordarti che, prima di tutto, sei parte della terra.
Domenica 9 novembre 2025, ai piedi del Santuario della Madonna del Poggetto (FE), quel richiamo antico ha risuonato forte. È stata la prima tappa del Trofeo Città di Ferrara, e il prato sacro che circonda il santuario si è trasformato in un’arena viva, piena di gambe, fiato e passione.

Una grande partecipazione ha animato la giornata: giovani promesse, veterani dal passo esperto, e un folto gruppo di atleti Corriferrara, capaci di portare i colori sociali sul podio in quasi ogni categoria.


I protagonisti Corriferrara

Il vento e la terra hanno premiato chi non ha avuto paura di sporcarsi, di spingere, di lasciare tutto là, tra le zolle e l’erba umida.
Ecco i nostri podisti sul podio:

  • Patrizia Bigoni – 3ª assoluta, 2ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Alessandro Medri – 1° di categoria

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Matteo Benetti – 2° di categoria

  • Laura Garcia Gonzalez – 2ª di categoria

  • Lucia Scagliarini – 3ª di categoria

  • Alessio Zambrini – 3° di categoria

  • Michele Longhi – 3° di categoria

  • Valarini Leonardo – 2° di categoria esordienti

  • Delli Gatti Marco – 3° di categoria ragazzi

Una squadra compatta, capace di lasciare il segno in ogni fascia d’età, a dimostrazione che la passione per la corsa non ha confini.


Le voci dal fango

«È stato bellissimo tornare nella mischia. Per migliorare ci sarà tempo...»
Così ha commentato il presidente della Corriferra Massimo Corà, sintetizzando in poche parole lo spirito della giornata: più che la prestazione, conta esserci, sentire di nuovo l’adrenalina e la comunità che solo una campestre sa creare.

Alessandro Medri, tornato a calcare i percorsi sterrati dopo una lunga pausa, ha raccontato:
«Ritorno alle campestri dopo molto tempo. Gara dura ma con belle sensazioni. Non vedo l’ora di fare le prossime due...»

E Denis Grandi ha aggiunto un pensiero che sa di speranza:
«Prima tappa di tre del Trofeo Città di Ferrara di corsa campestre con la classica apertura al Santuario del Poggetto ed una partecipazione soprattutto nelle categorie giovanili molto buona come ormai non si vedeva da qualche anno... Sicuramente un buon segnale di ripresa (si spera) per il movimento crossistico provinciale che nell’ultimo periodo stava faticando un pochino. Giornata bella e frizzante, mi sono divertito.»


Più che una corsa

La campestre non è solo una gara: è un ritorno all’essenza.
È correre con il fiato corto e la mente libera, affondare nella terra e sentirsi vivi. È ricordarsi che, prima di ogni podio, di ogni medaglia, di ogni tempo ufficiale, c’è la gioia pura del movimento.

Al Santuario del Poggetto, quella gioia è tornata a farsi sentire forte, mescolata al profumo dell’erba e alla voce dei ragazzi che si rincorrono.
Un segnale che il cross ferrarese è più vivo che mai  e che la strada, anzi il sentiero, è tracciato.