domenica 28 giugno 2026

Corsa del pescatore

 

La Corsa del Pescatore, quando il cuore corre al ritmo della Sacca

Ci sono gare che si ricordano per il cronometro e altre che restano impresse nell'anima. La Corsa del Pescatore, disputata il 27 giugno 2026 a Scardovari sulla distanza di 8,5 chilometri, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Qui non si corre soltanto lungo un percorso. Si attraversa una terra che vive in simbiosi con l'acqua, dove il mare e la laguna hanno modellato il paesaggio e il carattere della sua gente. La Sacca di Scardovari, regno delle celebri cozze e delle ostriche del Delta del Po, è molto più di uno scenario: è una compagna di vita, una presenza silenziosa che accompagna generazioni di pescatori e famiglie, custode di racconti, sacrifici e tradizioni. Si narra che i tramonti sulla Sacca siano capaci di fermare il tempo e che il vento porti ancora le voci di chi, per secoli, ha affidato il proprio destino alle acque. Non stupisce, allora, che gli abitanti la chiamino con affetto la loro Regina.

In questo scenario unico sono arrivati anche i nostri atleti, protagonisti di una serata ricca di emozioni e di ottimi risultati. Da sottolineare soprattutto le prestazioni delle nostre donne, salite con merito sul podio di categoria: Rosanna Albertin ha conquistato il 1° posto di categoria, mentre Elisa Benini ha ottenuto uno splendido 3° posto di categoria, confermando ancora una volta il valore e la determinazione delle nostre atlete.

Ma ci sono giornate in cui la classifica racconta solo una parte della storia. Il resto lo scrivono i luoghi, gli incontri e le sensazioni che una corsa riesce a regalare.

Le parole di Sara Melloni   raccontano meglio di qualsiasi cronaca lo spirito della serata. E, soprattutto, ci riportano con dolcezza agli anni Ottanta quando tutto sembrava procedere con un ritmo più umano, le sere d'estate avevano il sapore delle feste di paese e ogni momento veniva vissuto senza fretta, assaporando il tempo e le cose semplici.

"Sulla pagina Instagram veniva definita "la corsa più bella del mondo", e credo non si siano allontanati tanto dalla realtà oggettiva. Quello che ho capito è che nel profondo Veneto le persone sono molto legate al loro territorio e quando, con quel poco fiato che avevo, ho detto ad una ragazza del posto che "il tramonto toglieva il fiato", 

  lei mi ha risposto che mi trovavo davanti alla loro Regina: la Sacca di Scardovari. È stata una serata bellissima. Rosi ha ottenuto un buon risultato e io anche, considerato che mi ero data come obiettivo la sopravvivenza. Poi, abbiamo fatto una gita negli anni Ottanta: fiera, autoscontro, calcinculo, zucchero filato, cagnolini da importunare e piadina una in due perché io non amo la silhouette della porchetta e Rosi predilige le proteine e le maltodestrine. Ho pensato a tante cose, ma soprattutto che la corsa continua a darmi belle esperienze, e che se un giorno avrò un innamorato, lo porterò lì."

Ed è proprio questo il fascino della Corsa del Pescatore: non soltanto una manifestazione sportiva, ma un piccolo viaggio dentro un territorio autentico, dove il tramonto sulla laguna sembra rallentare il tempo e ricordarci che le emozioni più vere hanno bisogno di essere vissute con calma.

Tra il profumo del mare, il sorriso della gente e la magia della Sacca, ogni passo diventa un ricordo. E forse è questo il segreto di Scardovari: farti sentire ospite per un giorno e, senza quasi accorgertene, lasciarti andare via con la voglia di tornare.














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