giovedì 28 aprile 2022

50 km di Romagna, strepitosa prestazione di Rosanna Albertin alla sua prima Ultra.


50 km di Romagna... La mia prima ultra... Bella (ciò che mi ha impressionato maggiormente è stata la stratigrafia dei gessi ed i calanchi), faticosa, emozionante e divertente... Bello rivedere tanti amici.
Rosanna Albertin

2° gara obiettivo completata ✔️più o meno come pensavo ❤️ne ho fatte tante delle gare ma come durezza questa è quella più tosta che io abbia mai fatto, camminato molti tratti in salita per paura di bruciarmi poi, e ho fatto bene li ho corsi con le gambe ma soprattutto con la testa in particolar modo gli ultimi 3 km... si sembrano pochi ma dopo 47 km sono un infinita agonia...
Un ringraziamento speciale a Cristiano Campagnoli mi ha fatto compagnia fino al 38° km circa poi come giusto ne aveva di più....
Grazie a tutti per i messaggi di incoraggiamento mi hanno aiutato a portarla a termine.... Ricordate che se la maratona è dura questa è micidiale ma nonostante tutto mi sono divertito😁😁❤️🏃‍♂️😍
Fabio Bonazza

Sempre bellissima. Denis Grandi

50 km di Romagna, la mia prima Ultra a quasi 65 anni mi ha regalato moltissime emozioni. Per l’occasione, per festeggiare il mio ingresso nella categoria anziani, hanno allungato il percorso di circa 600/700 mt (causa frana) sembrano pochi metri, ma quando sei programmato fisicamente e mentalmente per i 50, questo tratto in più si fa sentire. Naturalmente nulla da imputare all’organizzazione, hanno dovuto adattarsi anche loro.
È stato molto bello ritrovare gli amici di Ferrara (Sandro, Rosy, Simona e Cristiano) e Comacchio (rappresentati da Fabio in preparazione 100 Passatore), con i quali ci siamo intrattenuti prima della partenza e con Fabio e Cristiano abbiamo anche fatto circa 16 km insieme, poi motori differenti hanno fatto la differenza, il mio non passa il collaudo e ho dovuto staccarmi da loro.
Rosy è andata a razzo per tutta la gara, ottenendo un tempo strepitoso. Ottime prestazioni anche per gli altri amici, mi fa piacere soprattutto per Fabio così ha un’idea di come affrontare il suo prossimo durissimo impegno.
La mia gara è stata tra alti e bassi, non solo per le salite che hanno fiaccato le velleità di conquista relative a tempi memorabili, il D+ a seconda dei Garmin era tra i 600 e 635mt, anche perché con la deviazione abbiamo fatto una discesa ripidissima. Non sono mancate le visioni durante la lunga salita, mi sentivo un po’ Fantozzi durante le sue epiche imprese sportive. Il mio obiettivo era quello di arrivare e quindi tenevo duro, con la mente meno lucida, vedendo i cartelli dei km sfasati rispetto al mio Garmin, pensavo fosse un problema solo mio, allora con fare fantozziano ho chiesto ad alcuni podisti:”ssscusi Maestà, anchee a Lei, risulta un differente chilometraggio?” Rassicurato dalle spiegazioni, ho mentalmente aggiunto i metri al mio cervello oramai fuso, calcolo difficilissimo quando sei al trentesimo chilometro.
Ho visto molta gente colpita da crampi, soprattutto una ragazza verso il km 47, urlava veramente tanto, il suo compagno cercava di rassicurarla provando anche a cercare di lenire il dolore, aveva la gamba completamente rigida, inoltre in strada non c’era uno spazio abbastanza largo per adagiarla e le macchine passavano nei 2 sensi. Mi sono fermato per sincerarmi delle sue condizioni, le ho dato qualche consiglio su come intervenire (cosa che comunque stava già tentando di fare il suo compagno), e poi ho proseguito per completare gli ultimi km. Spero abbiano risolto, bloccarsi quasi alla fine è spietato.
È stato bello vedere un signore anziano che davanti alla sua casa (al quarantanovesimo km) ha allestito un tavolino con bicchieri di plastica e serviva l’acqua agli oramai disidratati podisti, informandoci nello stesso tempo che mancavano ancora 1500 mt. Rinvigorito e rinfrescato, ho proseguito verso la fine della gara, incoraggiato dai messaggi delle amiche Beba e Cate che si informavano delle mie sorti.
Sul rettilineo di arrivo, ho trovato Cristiano che mi fotografava e Simona che mi riprendeva in video. Vedendo la mia andatura, nessuno ha avuto il coraggio di farmi il test antidoping.
Gara dura ma bella, soddisfazione personale, forse è stato più difficoltoso rivestirsi, notavo che in molti avevamo problemi a indossare i pantaloni o allacciarsi le scarpe, eravamo ingessati, ognuno cercava soluzioni di appoggio alternative per limitare al massimo i movimenti. Birra post gara con Simo e Cristiano, rientro a Ferrara e per cena reintegro potente.
Gigi Medas

Una bella Corsa allenante tra le colline romagnole, ben organizzata, in una gradevole mattina di primavera. Questa è stata la mia 50 di Romagna 2022. Ho fatto il pieno di km nelle gambe e nei polmoni e di bei paesaggi negli occhi e nel cuore. Bei paesaggi caratterizzati dai gessi, dai calanchi, dai tanti ordinatissimi vigneti, qualche campanile e qualche chiesa più o meno diroccata qua e la.
Partenza da Castel Bolognese, passaggio per Riolo Terme al 10° km, dove inizia una dolce corribile salita fino a Casola Valsenio. Un km di discesa, strada interrotta causa frana, quindi piacevole deviazione attorno ad un laghetto per la pesca sportiva (che ci è costato circa un km in più rispetto ai 50 attesi) e la salita di monte Albano, quella meno corribile!
Poi la corribile discesa dove a poco a poco si iniziavano ad intravvedere, tra una collina e l'altra, scorci sempre più ampi della nostra pianura padana. Si esce dalle colline per entrare nella pianura dove si corrono gli ultimi 8 km pianeggianti e, se vogliamo anche noisetti, a parte l'ultimo km pieno di adrenalina.
Nei primi 23 km i ristori erano ogni sei km, ma nei rimanenti 27 erano ogni tre o quattro km, forniti di sali ed in alcuni, per chi lo chiedeva, anche di birra!
Due note critiche: i 10 km tra Riolo Terme e Casola Valsenio erano su una strada larga ma abbastanza trafficata e, da bravi runnes, li abbiamo corsi in single track sulla sinistra. Il ristoro finale era composto da una pastina tipo fiesta, una mela, un succo di frutta ed una bottiglia di acqua. Fortuna che a Castel Bolognese birra e piadine non mancano!!
Bello il pacco gara: uno zaino con lo scomparto per le scarpe.
Che dire: da rifare!!!
Vittorio Cavallini

CLASSIFICA https://www.endu.net/it/

P.Gen
Pett
Atleta
P.Cat
P.Sex
Tempo
176F20ALBERTIN ROSANNA
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
25
DU
2504:28:38
+1:35:56
Foto
 
Dettaglio 
36469PRINI SANDRO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
116
VB
30604:56:20
+2:03:38
Foto
 
Dettaglio 
410389GRANDI DENIS
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
131
VB
34005:01:43
+2:09:01
Foto
 
Dettaglio 
454361BONAZZA FABIO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
149
VA
37505:08:41
+2:15:59
Foto
 
Dettaglio 
748433CAVALLINI VITTORIO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
243
VB
61305:50:26
+2:57:44
Foto
 
Dettaglio 
907228GARDIN MARCELLO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
290
VB
73506:17:20
+3:24:38
Foto
 
Dettaglio 
94633MEDAS LUIGI VIANELLO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
98
VC
76206:29:35
+3:36:53
Foto
 
Dettaglio 
DNF113BALBONI ALESSANDRO
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
-
VB
--
-
Foto
 
Dettaglio 

CASTEL BOLOGNESE 25/04

PUNTI

KM

D+

TEMPO

MEDIA

PARZ.

Bonus D+

ALBERTIN ROSANNA

940

50,600

600

04:27:53

05:17,6

910

30

PRINI SANDRO

907

50,600

600

04:55:34

05:50,5

877

30

GRANDI DENIS

900

50,600

600

05:01:21

05:57,3

870

30

BONAZZA FABIO

892

50,600

600

05:07:52

06:05,1

862

30

CAVALLINI VITTORIO

844

50,600

600

05:48:27

06:53,2

814

30

GARDIN MARCELLO

812

50,600

600

06:15:29

07:25,2

782

30

MEDAS LUIGI

796

50,600

600

06:28:45

07:41,0

766

30









Rock&Roll Madrid Half Marathon 2022: vamos con Zaipol ed Ale!



Ancora miracoli in terra spagnola.
Questa volta lo scenario è nella capitale, Madrid. Nella città che ha visto l'Italia Campione del Mondo nel 1982 e l'Inter Campione d'Europa 2010, si ripete il rituale di qualcosa di non spiegabile con la logica.
E' un racconto molto personale, impregnato di iella e riscatto, scaramanzia del podista, misticismo, pioggia e sudore, paella ed antidolorifici. Se vi aspettate una narrazione fatta solo di andatura, tempi al chilometro e tecnicismi da runner, skippate pure all'articolo successivo.
Partiamo da lontano, circa una settimana prima, per spiegare come quel che è successo sia ancora oggi oggetto di indagini dall'Accademia delle Scienze featuring Mulder & Scully: parto per lavoro in Spagna, il giorno di Pasquetta (che felicità); durante la notte precedente, mi salta un'otturazione fatta da poco ad un molare... non c'è rimedio: parto per una settimana fuori dal mio paese con un dente martoriato, unico salvagente una scorta di antidolorifici che conservo preziosamente come la coperta di Linus.
La settimana (in Fiera a Madrid) procede molto velocemente, fra pioggia incessante e qualche allenamento lento e divertente con amici e colleghi; ora capisco il detto popolare "Madrid: 9 mesi di inverno, e 3 mesi di inferno", qui veramente si passa da un tempo estremamente variabile, alla canicola più atroce dell'estate.
Arriva il venerdì e convivo con il mio dolore al dente: ok che son pazzo, ma in queste condizioni non posso correre... pazienza che l'iscrizione è costata cara, ma la percentuale di possibilità che io corra si riduce ogni giorno di più. Arriva a Madrid anche la Zaipol, che mi messaggia e chiede di farle da pacemaker personale per farle fare il PB: sinceramente sono messo così da schifo che le rispondo che probabilmente in questo momento lei va di gran lunga più veloce di me. In quel momento lo credo veramente, e vedo complicato anche far fare 1h55 alla Zaipol!
Trascorre un'altra giornata ed arriva il sabato, vado a ritirare il pettorale ed il pacco gara, il dolore è leggermente calato ma non scomparso, e ogni tanto mi arrivano delle fitte che mi vengono i lacrimoni a palla come in Pollon.
All'Expo Marathon ritiro tutto: pettorale, maglietta, bracciali, gadgets, e proprio mentre sto per prendere i gel per la gara (che poi non userò) vengo colto da visioni mistiche: mi appare a mezz'aria l'ologramma di Eliud Kipchoge che mi annuncia l'imminente miracolo in gara e la prestazione. Do la colpa alla paella della sera prima ed al pesce probabilmente avariato e non ci faccio troppo caso: se la chiudo sotto le due ore ho già fatto un miracolo.
Termina la fiera e tutti i colleghi mi abbandonano: l'ultima sera a Madrid la passo cenando con una pizza (sorprendentemente buona) ed una birra, prima del rituale della preparazione del vestiario per la gara: piove da 5 giorni di fila, ma per domenica mettono bel tempo; si correrà col sole, ma lecito non aspettarsi un gran caldo. Vado a dormire abbastanza presto, o almeno provo, visto che nelle vicinanze dell'hotel sembra ci sia il ritrovo annuale dei giostrai, ed una martellante musica da autoscontri trapassa i vetri fino all'una passata.
Domenica 24 Aprile, ore 6.45: l'iPhone mi sveglia al rasserenante canto di Rock or Bust degli AC/DC; i miei vicini di stanza di hotel "scancarano" un po'. Non ho dolore o quasi, ma stamattina staccare la testa dal cuscino risulta più complicato. Spalanco le tende ed il cielo è terso, anche se il sole ancora non vuol saperne di montare sul carro di Apollo e salire in cielo. Mi vesto, applico il pettorale, cerotti vari, doppio nodo ai cordoni delle scarpe; ho portato con me la canotta Corriferrara Special Edition Top Runner 2018: con questa divisa ho fatto le migliori prestazioni (ma in fondo noi runner non siamo mica scaramantici!). Dopo una leggera colazione (e le fisiologiche conseguenze del caffè...), scendo in strada e salgo in Metro per dirigermi a Paseo de la Castellana, zona della partenza: ormai sarà venuto a Madrid una trentina di volte fra lavoro e tempo libero, mi sento di casa come in nessun'altra città europea, uso i mezzi con disinvoltura. Appena finito di dirmelo, gonfiandomi il petto come Conor McGregor alla pesa, che dopo una stazione mi fanno scendere dal vagone: ci sono dei lavori sulla linea 8 e non si può proseguire; dovremo salire su un bus fino alla stazione di Colombia, poi riprendere nuovamente la metro. Un po' smarrito mi ritrovo fuori sulla pensilina e le porte scorrevoli mi si chiudono dietro le spalle; altra gente è scesa dal treno col mio stato d'animo, tra cui un ragazzone di due metri con zainetto, Asics ai piedi e calzoncini corti, e l'aria di chi non ha troppa familiarità con le lingue romanze.
Parliamo un po' ed assieme ci diamo man forte per trovare il mezzo di superficie che ci porta a Colombia, poi decidiamo che in Metro è sufficiente arrivare a Gregorio Marañon per essere vicini al via.
Non ci presentiamo mai (e tutt'ora non so il suo nome), però sulla carrozza della metro mi racconta che è rimasto folgorato dal calore della mezza maratona di Napoli, e che ha fatto varie gare internazionali; mi spiega che è tedesco e lavora a Valencia: è arrivato con un volo la mattina stessa e deve ritirare il pettorale al banco degli atleti Elite; dentro di me penso che quindi non la correrà piano, ma allo stesso tempo mi chiedo se effettivamente gli verrà dato il pettorale, vista la chiusura mentale di certi eventi internazionali in materia di consegna del kit gara.
Mi dice che non ha preparato meticolosamente la gara, e quindi oggi la correrà "con calma" in 1h20' / 1h25': dentro di me riecheggia un "me cojoni" che fa rigirare nella tomba il signor Miguel de Cervantes Saavedra. Mi chiede come intendo correrla io. Sono certo che mi vede tracagnotto e sovrappeso, probabilmente ancora col volto gonfio da una settimana di tribolazioni odontoiatriche, però non posso fare a meno di bluffare: "mah... pensavo di farla in 1h45', con calma" (sì, tanto quando mi vedi arrivare paonazzo al traguardo in 1h58'???). Il miglior tempo in mezza degli ultimi 6 mesi è 1h51' e giunsi al traguardo con un gibbone adagiato sulle spalle! Ricordatevi questo particolare e tenetelo a mente: anche nel bluff, avere equilibrio e non esagerare può salvarvi da figure indecorose.
Arriviamo in zona partenza: immaginatevi 45.000 persone assiepate in una sola strada! Per fortuna la 10 km (competitiva) è già partita alle ore 8, e quindi almeno 10mila persone sono già sulle strade della capitale a zampettare allegramente. Tanta gente assieme non l'avevo mai vista, nemmeno in un video di Malena La Pugliese.
Fa freddo, per essere fine aprile. Indosso solamente canottiera e bracciali e spero vivamente che la gara sia in gran parte al sole, perché all'ombra si gela.
Accompagno il nostro amico teutonico al ritiro dei pettorali e... colpo di scena! Il suo pettorale NON C'E'! Lo aiuto un po' ad interagire in spagnolo con gli organizzatori, ma niente da fare: non salta fuori! "Provate ad andare a chiedere là", e poi "no, andate a sentire a quel gazebo", e ancora "provate a rivolgervi allo Sportello di attenzione del runner", ma nulla: il suo pettorale non si palesa! Mostra in tutte le occasioni la mail dell'organizzazione in cui gli dicono che potrà recuperare il pettorale al banco dei runner elite, ma ugualmente non se ne cava niente di buono. In quell'occasione mi sembra di capire che si chiami Philipp.
Il tempo stringe, mancano 10 minuti all'inizio della gara, io devo ancora consegnare la sacca con gli indumenti e raggiungere la gabbia 3 (ho bluffato anche all'atto dell'iscrizione); a Philipp (chiamiamolo così, ormai...) dicono che se vuole la può correre lo stesso senza pettorale, ma ovviamente non avrà medaglia, ne il tempo ufficiale. Mi metto nei suoi panni e so che io andrei in escandescenza, mentre lui gestisce l'informazione con grande self control.
Non faccio in tempo ad arrivare al gate 3 che la gara è già iniziata: in pratica parto dalla gabbia 6, dove ci sono i runner che completano la distanza in 2h30/3 ore. Philipp decide che, dato che gli è andata in vacca la gara e forse tutto il weekend, la correrà con me. Bene, ma non benissimo: ricordo in quel momento di avergli detto che la farò in 1h45' comodo, e sono con le spalle al muro davanti ad un plotone d'esecuzione che spara pallottole misura "figura di merda".
Partiamo. Abbiamo davanti all'incirca 35.000 atleti: camminatori, nordic walkers, gente che si è comprata le Nike Vaporfly per finire una mezza maratona in 2h50': Philipp ed io andiamo piano (i primi km a 5'45"/km ma sembra di essere salmoni che risalgono i fiumi, in un continuo spostamento a destra e sinistra della carreggiata. Spero che il ritmo blandissimo faccia desistere Philipp dal correrla assieme a me tutto il tempo, ma ogni volta che accelero per intrufolarmi in qualche spazio lasciato libero, lo trovo sempre sorridente dietro me. Tocca andare.
In certi momenti vorrei essere l'astronave dei videogame anni '80, tipo Space Invaders, ed abbattere gli ostacoli anziché aggirarli.
Madrid è a 700 metri di altitudine, su di un altipiano: le sue strade sono contraddistinte da un continuo saliscendi: la conosco bene e so di non aspettarmi una Berlino, perfettamente piatta. Infatti i primi km fino al 5 sono in leggera salita.
Superiamo il Santiago Bernabeu e le pendenti torri Kio in Plaza Castilla, e poi finalmente si svolta e si scende un po', verso le 4 torres. Prendo ritmo, mi metto a viaggiare a 5'00" al km: andatura scellerata con la quale non finirò la gara ma almeno tengo fede a quanto detto al compagno di corsa. Come un novello Fantozzi ("Io sono stato Azzurro di sci") al km 7 scambio anche due battute con Philipp: "Bene, ora finalmente mi sono scaldato, non ho più le gambe imballate"; la realtà dei fatti è che il motore era al massimo, e in sala macchine gli uomini buttavano carbone a pieno regime nella caldaia. Laconicamente lui mi risponde "Ok, è piacevole fare una mezza maratona ad un ritmo così lento: vedo cose della città che diversamente non osserverei"; io penso che faccio fatica a tenere la testa alta, e per la maggior parte del tempo guardo l'ondeggiare ritmico delle punte delle mie scarpette giallo fluo sull'asfalto. Mi chiedo quando confesserò la mia bugia... Ma non rallento, anzi dall'8° km inizio a viaggiare a 4'40", ovviamente senza velleità di staccare l'amico Philipp. Passiamo i pacers delle 4h15" (maratona), poi 4h, poi i "sub 4h" ed infine quelli di 3h45"
Da un cavalcavia al km 9 superiamo la zona della partenza, e ormai siamo al 10° km (51' netti), inizia la seconda metà di gara e ancora tanti parziali sotto ai 5'00": dentro di me mi dico che non li faccio nemmeno in allenamento, e aspetto solo il momento dello schianto.
Al 15° km colpo di scena: svolta a destra, e ristoro (in una delle peggiori salite); io prendo acqua a sinistra, Philipp va a destra. Mi attardo a prendere un bicchiere di sali minerali, ed il gap fra noi due diventa di circa 100 metri, troppo per me (in salita poi...); lo vedo che si volta un paio di volte a cercarmi fra la folla, alzo il braccio, ma siamo in troppi e non mi vede; pensa che io sia finito davanti a lui e riprende la sua marcia con passo leggero.
Adesso sono da solo e il rischio è un decadimento delle prestazioni, non avendo più lo stimolo di reggere la sontuosa balla raccontata nel pregara; supero un momento di appannamento al km 16, dove i maratoneti svoltano a destra, mentre noi della mezza maratona proseguiamo dritto; commovente il nostro applauso agli eroi che devono affrontare altri 25 km prima di tagliare il traguardo.
Dal 17° al 20° continuo a fare dei parziali abbondantemente sotto i 5'00"/km (e mi chiedo se gli antidolorifici possono essere annoverati come doping) ma non raggiungo più Philipp. Peccato, lo avrei salutato volentieri dopo
La strada si restringe, sempre più pubblico si accalca ai lati della carreggiata e grida "vamos campeones", "Sì que puedes" e altri slogan del genere; qualche runner indossa magliette da calcio, e volano dei "viva Betis" e "vamos Atleti" che è un piacere... uno spettatore resta impresso nella mia mente, con un cucchiaio di legno a battere su una casseruola da forno. E' una bolgia, è l'ultimo chilometro e mezzo ed è tutto in salita, ormai ho i pistoni fuori dal motore, il volto disteso come l'Estasi di Santa Teresa del Bernini. Sono sotto al traguardo, o forse è il cancello del paradiso perché mi sembra di sentire gli angeli suonare le trombe dell'apocalisse.
Rispetto ai normali 21,097 km ho corso oltre duecento metri in più per scartare le persone, ma il crono che mi si palesa davanti è irreale (per le mie attuali condizioni): 1h47'36". Non è neanche lontanamente il mio PB è di solito non festeggio mai, ma questo 3454° posto (su 14690 partecipanti) merita un arrivo a braccia alzate! Anche Philipp se fossimo arrivati al traguardo assieme, non avrebbe potuto percularmi per una prestazione del genere! Il Garmin mi suggerisce 3 giorni di riposo, come dire "per favore smettila che è meglio!"
Mi mettono la medaglia al collo, mi rifilano banane ed altra frutta, prodotti vari per il recupero post gara. Un paio di selfie prima di raccogliere la mia sacca e tornare verso l'hotel. In metropolitana, diversi anziani mi chiedono come sia andata la mia corsa, forse per l'abbigliamento da runner, forse per il volto sfigurato, forse per la puzza da sudore che emano; fatico a rispondere, ho dentro un turbinio di emozioni come dopo ogni gara, e penso a come poteva andare, e la seconda vita che invece mi è stata regalata. Rispondo che è andata benissimo, molto meglio di quanto potessi aspettarmi, e che Madrid è magica come sempre, ha un'energia perpetua che non si ferma mai, 24 ore su 24.
Splende un caldo sole ora su Madrid, c'è appena un filo di vento.
Doccia, check out, chiavi in mano e cinture allacciate: si riprende a lavorare, anche se è domenica ed anche se sono veramente esausto. Il viaggio sull'autostrada A2 da Madrid a Barcellona è ancora contraddistinto dall'adrenalina post gara, tanto che non ho nemmeno appetito, e passo il tempo a rispondere alle telefonate degli amici che mi chiamano per complimentarsi, anche loro sorpresi da una performance tale. Arrivo a Barcellona dopo quasi 6 ore di viaggio con il mio furgone e solo allora mi rendo conto di non aver fatto nemmeno una pausa per fare pipì.
Ora manca solo da prendere un volo, un'oretta di auto, e domattina mi sveglierò nell'abbraccio di mia moglie e le feste della mia bambina, che mi chiederà subito dopo di vedere "la medaglia della corsetta in Spagna".
Alessio Montanari



“Chiedimi se sono felice? Si lo sono ..!!”
Oggi 24 aprile a Madrid ho corso la mia seconda mezza maratona dell’anno (dopo Napoli il 27 febbraio e la maratona di Siviglia il 20 dello stesso mese).
Che dire ho iniziato il 2022 con il botto!!
Non ho fatto il PB perché Madrid è una gara tecnica e poi perché mi sono preparata poco anzi per niente, ma è stata un’emozione unica dal primo all’ ultimo km .
Sveglia all’ alba; con gli altri amici Travel marathon, saliti sul bus ci dirigiamo verso la zona di partenza presso Paseo de la Castellana in prossimità della Plaza de Cibeles .
Consegna sacca con effetti personali; preparazione di rito riscaldamento e passa il tempo in un nano secondo..quasi non me ne accorgo
La carica è tanta accentuata da note musicali sempre più intense e forti!!
31 Mila partecipanti tanta roba che dire non avevo mai visto una fiumana di gente per una competizione podistica: podisti provenienti da ben 86 paesi ..d’altronde Madrid e una grande metropoli..e dopo l’era covid credo fosse tanto contesa e ambita .Si avvicina ad intervistarci “Telecinco” canale Televisivo spagnolo, probabilmente attratti dalla nostra maglia Italia..un augurio da parte loro a divertirvi durante la performance.
Un attimo di silenzio e lo sparo dà inizio ufficialmente alla 42 km; sono esattamente le ore 9:00!!
Prima che partiamo noi della mezza ce ne vuole a far smaltire 13 Mila maratoneti.
Ore 9:30 tocca a noi.. dalla seconda griglia mi auto declasso in sesta per stare vicino ai miei compagni di avventura Giorgia e Ferny ..
Al via si inizia a correre ..neanche duecento metri e sento già tirare i polpacci.
Ferny l‘amico spagnolo mi consola spiegandomi che è normale, considerato che Madrid si presenta con molti falsi piani ..il dislivello per tutta la gara è notevole. Un saliscendi continuo e tenere il passo a volte è stato faticoso per la miriade di gente che ti intralciava il cammino!
Km dopo km avanzo con leggerezza e serenità ..il polpaccio dx come sempre inizia un po’ a farsi sentire ..ma stavolta so come affrontare il tutto :”Keep Calm Zaipol” tieni il passo, non esagerare l’importante è finirla ..
e così riprendo in mano la situazione fino al 15esimo km in cui iniziano a volare improperi rientrati grazie al tifo incoraggiante degli spagnoli “animo amigo, animo”. Eh di diciamolo francamente ti mettono una carica addosso senza eguali ..e così riprendo il mio obiettivo e lo perseguo fino alla fine !
Arrivo al traguardo con un finale mozzafiato nel verdissimo Parque del Retiro !!che dire ancora una volta 2:05:02 secondi..chiedimi se sono felice?
Quando la corsa è vita.. Si lo è, perché se il destino è stato crudele con me io non mi arrendo, ma lotto e continuerò a farlo per te ❤️
Grazie di cuore a Atletica Corriferrara e@Travelmarathon.it per non fare torto a nessuno oggi vi ho portato in gara con me

Graziella Stefania “Zaipol” Zappalà



MADRID 24/04

PUNTI

KM

D+

TEMPO

MEDIA

PARZ.

Bonus D+

MONTANARI ALESSIO

907

21,097

300

01:47:36

05:06,0

892

15

ZAPPALA' GRAZIELLA

858

21,097

300

02:05:02

05:55,6

843

15