giovedì 10 settembre 2015

Marcialonga: 26 km fra Moena e Cavalese


Da sempre il nome “Marcialonga” era per me una grande, massacrante, gara di sci di fondo sulla distanza di 70 km, che può annoverare nel suo albo d'oro, campioni del calibro di Maurilio De Zolt o Giorgio Vanzetta; poi, l'anno passato, scopro che esiste (fortunatamente dal chilometraggio più ridotto) anche una Marcialonga Running e domenica 6 settembre ho testato con mano (o forse sarebbe meglio dire “ho corso”) questo evento.
Utilizzando per una lunga parte della gara, una bellissima pista ciclabile, partendo dalla bella Moena, il percorso si snoda tra la Val di Fassa e la Val di Fiemme, passando per l’abitato di Predazzo arrivando, dopo circa 26km, in quel di Cavalese.
Da molti è raccontata come una bellissima gara con una prima parte tutta in discesa, per i primi 21 km circa, e poi, solo salita fino all’arrivo, e guardando le varie locandine disseminate lungo il percorso ed in quel di Moena, la gara viene proprio rappresentata in questo modo, ma….. e mi rivolgo specialmente a coloro che non l’hanno ancora mai fatta, non fatevi trarre in inganno…. Non è proprio così!
Da Moena si parte in leggera discesa per circa un km, poi, lasciando il centro abitato ed entrando nella pista ciclabile, inizia la gara vera e costeggiando il torrente Avisio, ecco la ciclabile e si comincia a correre in un piccolo paradiso, dove la natura la fa da padrone, senti lo scorrere dell’acqua, il verde è l’unico colore che ti circonda, ed oltre alla compagnia degli altri podisti, solo tanti alberi ti sono vicini.
Il percorso però, dalla ciclabile, perde quella bella discesa iniziale e comincia un lungo tratto di falsopiano, dove è continua l’alternanza di saliscendi, anche perché sono diversi i ponti sul torrente da attraversare.
Poco oltre metà gara il paesaggio cambia, e se possibile, diventa ancora più bello.
Se fin dall’inizio corri con la montagna alla tua sinistra, quando si è in prossimità di Predazzo, questa si fa da parte, per arrivare in un grande prato, e se si ha la fortuna (come è capitato a noi), di correre in una bellissima giornata di sole, i mille colori della natura immediatamente ti restituiscono il sorriso e la fatica, quasi per incanto, scompare (temporaneamente!).
Quindi arrivi a Predazzo che ti accoglie in una gran festa, con ristori, musica, la gente che ti applaude e, quando riesce a leggere il tuo nome sul pettorale, a scandirlo a gran voce.
Dopo riprende il solito saliscendi, più o meno marcato, finché al km 21,097 ecco lo striscione della mezza maratona (dove viene rilevato l’intermedio), e dulcis in fundo….. la salita!!!! Gli ultimi km sono di sola, continua, perdurante, senza soste, salita, fin sotto il traguardo, posto in pieno centro a Cavalese.

La descrizione del tracciato meritava una menzione a parte, ma ora facciamo un passo indietro e torniamo alla vigilia in quel di Moena.
Lasciata l’afa ferrarese, in compagnia di Barbara, Angela ed Ugo, Moena ci accoglieva nel primissimo pomeriggio (attorno alle ore 14.00) con un’aria a dir poco fresca e con un cielo, coperto quasi completamente da nuvole scure e minacciose.
Causa segreteria organizzativa chiusa per la pausa pranzo, una osteria era l’unico luogo che poteva accoglierci, e così, tra un tagliere di salumi e decilitri di birra, arrivava il momento per il ritiro del pettorale, nella cui zona avremo successivamente incontrato altri nostri compagni come il buon Partel ed il duo Manuel & Ale.
Con un venticello sempre più fresco che accompagnava il passare del tempo, la decisione di andare a Cavalese, dove era fissata la nostra base, presso l’albergo Stellune (che alla fine risulterà essere un covo di ferraresi, perché oltre a 6 Corriferrara, quel tetto accoglieva anche tutti i rappresentanti del Phoenix Team) prendeva il sopravvento.
La serata si concludeva poi a tavola, in quel di Cavalese, dove venivamo raggiunti anche da Paolo Callegari e dal duo Franzini/Carlini.
La mattina si apriva con un dubbio amletico, che tenuta di gara mettere? Fuori un bellissimo sole illuminava la valle, ma la temperatura era piuttosto rigida (non arrivava ai 10°)…..alla fine dopo vari consulti ed ipotizzando di essere dei veri grandi atleti che non temono il freddo, optavo per una via di mezzo, canotta Corriferrara con manicotti al seguito.
Il più tranquillo di tutti nello scegliere la mise podistica, era il nostro amico Zecchini (anche lui presso il nostro hotel), il quale salendo direttamente da Portogaribaldi, aveva portato con se solo scarpe e pantaloncini e per forza costretto ad utilizzare per la gara, la canotta griffata “Marcialonga”, presente nel pacco gara.
A colazione finita, non restava che recarci all’autostazione e da qui Moena.
Foto di gruppo e via ai blocchi di partenza. Se Moena è una cittadina viva e ricca di colori di suo, la mattina della partenza lo era ancora di più….non esisteva la strada ma solo un enorme tappeto di tanti colori tutti vivi e festanti fra cui le canotte Corriferrara!!!
Alla fine primo dei nostri, come capita spesso, il grande Paolo Callegari, già alla sua terza partecipazione davanti a Manuel Di Barbora all’esordio qui; per quanto mi riguarda invece, ho preso la Marcialonga come un utile allenamento in funzione degli obiettivi di novembre, correndola in compagnia di Barbara e dell’Ale Ferrari e godendomi il paesaggio….. ma solo dei primi 22 km perché la salita finale…..la raccomando!!!!
La Marcialonga è di certo una gara impegnativa ma che merita di essere fatta almeno una volta, la salita finale è scoraggiante, ma per i luoghi, l’ottima organizzazione durante tutto il percorso, la lotteria finale, un notevole pasta party e non ultimo, un ricco pacco gara come non se ne vedono spesso, fanno passare in secondo piano l’erta finale.
Dimenticavo....il martedì ti arriva a casa tramite la posta, il quotidiano locale (“Trentino”) del lunedì con l'articolo della gara.
Alessandro Polesinanti



Per quanto faticosa sia...alla Marcialonga non riesco a trovar difetti: bello il contesto, organizzazione impeccabile nel pre e post gara, durante la gara ristori allestiti a distanze non sempre regolari l’uno dall’altro, ma presenti proprio nel punto in cui la fatica fatta ti porta a desiderarlo, pacco gara ricco, pasta party semplice e buono...
Niente da dire.... perfino il sole era presente dopo un sabato che sembrava quasi novembre.... l’unica 'pecca' l’arrivo in salita (novità di quest’anno) che poi non è una pecca ma una sfida al nostro orgoglio di podisti... sì, perché dopo 3 km di salita finale e una leggera discesa che ti rinvigorisce... in quegli ULTIMI 300 mt ancora di salita che ti portano al traguardo tra la gente...non ti puoi fermare.
Marcialonga mi piaci....non c'è due senza tre.
Angela Leonardi

Moena-Cavalese: un tracciato entusiasmante, una giornata di sole settembrino, un'organizzazione "trentina", quindi ineccepibile. Per 22 chilometri le scarpe rotolano tra paeselli, valli e lungo il torrente Avisio.
Poi la salita. E che salita! Ma c'è la gente che ti incoraggia e allora vai verso il traguardo che quasi non te ne accorgi. Bellissima gara. E poi...pasta party? Mavala'. Meglio i canederli
Molto meglio...
Paolo Azzolini



VIDEO

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CLASSIFICA COMPLETA

ARTICOLO 2014 - 12ª MARCIALONGA RUNNING: BENETTI MIGLIORA, BORGHI OTTIMO ESORDIO


















FOTO di PAOLO FRANZINI


















FOTO di ATLETICA MONTI PALLIDI




P.C.

martedì 8 settembre 2015

STRAFEXPEDITION: GRANDI EMOZIONI SUI SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA






Domenica si è tenuta, con partenza ed arrivo ad Asiago, la 2^ edizione della STRAFEXPEDITION, gara di corsa in montagna che si disputa sull'Altopiano per ricordare una delle pagine più tristi scritte nella storia italiana e per ribadire una volta di più la follia di tutte le guerre.

La Strafexpedition (Spedizione Punitiva), lanciata dagli austroungarici contro l'esercito italiano il 16 giugno 1916, portò, una decina di giorni dopo, alla conquista di Asiago e alla ritirata delle truppe di Cadorna fino all'estremità meridionale dell'altipiano...Fu, insieme a Caporetto, una delle sconfitte più cruente della Grande Guerra e costò all'Italia migliaia di morti.

Si poteva scegliere fra il percorso di 58 km che comprendeva Cima 12 e il Monte Ortigara e la versione "corta" di 40 km con 1550 mt di D+, opzione questa a cui hanno aderito 3 dei nostri ragazzi, Massimo Corà, Alessandro Fardella e Pierluigi Ceccarelli.
Il primo a tagliare il traguardo con il tempo di 5.12'15" che gli valgono la 33^ posizione è Massimo Corà, mentre Alessandro fardella e Pierluigi Ceccarelli arrivano insieme in 5.47'54" crono che gli vale la 52^ e 53^ posizione. Vittoria nei 40 km per Riccardo De Bortoli in 4.02'39" mentre fra le donne successo per Irene Frizzo in 4.49'12". 84 gli atleti arrivati.
Nella 58 km invece taglia per primo il traguardo Jimmy Pellegrini in 6.38'43" mentre fra le donne è Andrey Sophie a vincere in 8.08'11", 224 arrivati.

Ecco il bel commento alla gara di Fardella:

"A me piacciono tutte le gare perche' mi piace correre fondalmente,ma alcune mi rimangono particolarmente nel cuore.e' il caso di questa strafexpedition,40 km con 1550 m di dislivello, sull altopiano d asiago e sui sentieri della grande guerra nel centesimo anniversario del suo inizio. si parte presto e fa freddo, ma basta fare la prima curva e iniziano le sorprese, fuochi d artificio sullo sfondo del campanile d asiago e il freddo si fa meno pungente.poi si sale in mezzo al bosco mentre alle nostre spalle comincia ad albeggiare e con un tempismo che sa di sceneggiatura studiata si arriva al forte interrotto, il forte che domina asiago e ci accoglie un alba che fa presagire una giornata splendida. e intanto si continua a salire, ora in fila indiana, camminando, quasi tutti in
silenzio su per la mulattiera e il pensiero non puo non andare a quegli alpini che 100 anni fa percorrevano le stesse mulattiere in fila indiana per andare al fronte di quella folle guerra...si continua a salire fino al 18esimo km poi si costeggia la montagna dominando la valle sottostante. al 20 esimo si arriva al bivio, quasi tutti hanno scelto il percorso dei 58km, certo si passa sul monte ortigara e su cima 12 due dei monti simbolo della grande guerra...noi invece si inizia a scendere fino al passaggio piu emozionante di tutta la gara, l attraversamento delle trincee, e una volta di piu ci si rende conto dell assurdita della guerra...insomma una gara che e' piu di una gara.almeno lo e' stata per me.."

E quello di Corà:


"Una delle emozioni più grandi mai provate sportivamente parlando, 40 km con 1550 D+ in compagnia di ottimi compagni di viaggio, partendo quando ancora il buio avvolge Asiago e il cielo è illuminato solo dalla luce delle lampade frontali e dai fuochi d'artificio alla nostra partenza scandita dal suono della tromba! Le prime luci dell'alba quando già siamo nei boschi e la città è bellissima sotto di noi, correre fra i sentieri, i forti e le trincee della Grande Guerra, poi le salite e la fatica che ti avvolge e alla fine l'emozione più grande di tutti, arrivare per la prima volta mano a mano con i miei bimbi e il bacio di Erica subito dopo... 5.11'40" da pelle d'oca!!!! Grazie Stafexpedition!!!!"

Bravissimi ragazzi!!!!

STRAFEXPEDITION 40 KM 1550 D+
1° DE BORTOLI 4.02'39" (6'03")
33° CORÀ MASSIMO 5.12'15" 7'48" (+1'45") 40+15+12
52° FARDELLA ALESSANDRO 5.47'54" 8'41" (+2'38") 40+15+7
53° CECCARELLI PIERLUIGI 5.47'54" 8'41" (+2'38") 40+15+7





lunedì 7 settembre 2015

Trail dell'Abbazia: a Zola Predosa Gianantoni primo dei nostri



Questa domenica ho partecipato al “Trail dell'Abbazia” a Zola Predosa (Bo). Il percorso di 14 km e con un dislivello positivo di 470m e si snodava nelle colline attorno a Zola attraversando i vigneti ed i campi della zona con partenza e arrivo vicino alla Chiesa del Paese dove si teneva anche la festa dello sport.
L'evento comprendeva anche una "sudatina" da 9km. Pacco gara composto da bottiglia di vino, pacco di biscotti artigianali e per i primi 70 pre-iscritti una mortadella Alcisa da mezzo chilo.
La gara si è presentata, a mio avviso, molto simile al Dozza Wine Trail con un primo passaggio su asfalto per poi scivolare via tra single track e vari sali scendi fino ad incontrare lungo il percorso 3 strappi al 4°, 6° e 10° chilometro dove le salite si sono fatte sentire per quanto impegnative.
Vittoria finale al solito Jacopo Mantovani della Gabbi che in 58’47” bissa il successo dell'anno scorso.
Oltre a me (crono fermato su 1h28’29”) della Corriferrara erano presenti anche Marco Gianantoni (che ha chiuso in 1h15’01”) col quale ho corso i primi chilometri, Simone Furini (1h28’28”), col quale ho chiuso la gara e Carlo Tenedini (1h34’44”).

Alla fine come diceva Simone è stata "la domenica mattina ideale", una bella giornata e un buonissimo ristoro hanno fatto da cornice ad un evento molto bello per il Trail bolognese, o per quello che può permettersi.
Unico dispiacere, che non è riuscito a rovinarmi la giornata, un "sorpasso" subìto da un altro concorrente che ha pensato bene di mandarmi quasi a sbattere contro un traliccio dei vigneti pur di superarmi… magari la foga del pezzo di crostata in più fa brutti effetti alla gente.
Andrea Masetti

CLASSIFICHE COMPLETE

ARTICOLO 2014 - TRAIL DELL'ABBAZIA: UN GRUPPETTO ALLARGATO PER LA CORRIFERRARA

TRAIL ABBAZIA km 14 D+470
31°
 GIANANTONI MARCO
1h15'01'' 5'21"/km +1'10'' 14+4+13
96°
 FURINI SIMONE
1h28'28'' 6'19"/km +2'08'' 14+4+8
97°
 MASETTI ANDREA
1h28'29'' 6'19"/km +2'08'' 14+4+8
124°
 TENEDINI CARLO
1h34'44'' 6'46"/km +2'35'' 14+4+5
 1° class. Jacopo Mantovani
58'47" 4'11"/km





P.C.

8ª Enotturna di Soave: una bella corsa per Garbellini


Venerdì 4 settembre è andata in scena l’8a edizione della “Enotturna” a Soave (VR), corsa podistica competitiva di 9 km organizzata dal GSD Valdalpone De Megni con la collaborazione di Pro Loco Soave e Gruppo Alpini Soave.
Percorso ondulato circolare di 3 km D+145m da ripetere tre volte, intervallato da tre salite impegnative ad ogni giro, che si snodava interamente all’interno del paese medievale e attorno alle mura scaligere per poi salire fino all’entrata del castello che sovrasta la cittadina. Passaggio quest’ultimo suggestivo e pittoresco, effettuato anche in occasione della partenza del trail di maggio “Soave-Bolca” e quale passaggio della Montefortiana/Maratonina Falconeri di gennaio.
Partenza alle ore 20.30 dal corso principale del paese, al via circa 200 atleti (162 finisher).
Non pensavo fosse una gara così impegnativa, pur conoscendo Soave mi aspettavo un percorso più pianeggiante e invece già dopo 300 metri dal via subito la salita killer fatta di ciottoli, gradini e buche che portava in cima al castello (peraltro tipica stradina stretta medievale dove superare i concorrenti era praticamente impossibile).
Una volta arrivati in cima (dove dal secondo giro in poi arrivava prima la lingua che l’atleta) si scendeva in picchiata su strada asfaltata in curva per poi risalire verso il castello dalla parte opposta.
Si passava all’interno della parte alta del paese tra vicoli strettissimi, curve e un suolo prettamente di sampietrini, ciottoli e lastroni di marmo bello liscio.
Si scendeva nuovamente ai piedi del castello costeggiandolo, per poi girarci attorno all’interno del parco adiacente su suolo erboso fino a passare dal via nuovamente.
Il continuo saliscendi, cambi di direzione e cambi di suolo hanno messo a dura prova ogni singolo atleta, dal primo all’ultimo, tutti arrivati al traguardo quasi muti dalla fatica.
Il percorso è veramente bello e l’organizzazione pure, è una di quelle gare da fare almeno una volta nella vita più per il contesto storico-paesaggistico che per il tracciato in se.
Per quanto mi riguarda, il primo giro l’ho fatto a passo di “perlustrazione” per capire poi come gestire il resto della gara, e quando mi son imbattuto nella prima terrificante salita sapevo che a lungo andare non avrei avuto molte chance di spingere come avrei voluto.
Oltretutto, il meteo è stato clemente fino alla fine del secondo giro e poi ha ben pensato di sfogare un po’ di pioggia giusto durante gli ultimi 3 km.
La parte centrale del tracciato nel cuore della città era a tratti pericoloso con la pioggia, proprio per via dei lastroni di marmo anche in alcune curve in discesa.
Unica pecca l’illuminazione. Il primo giro si correva con ancora un po’ di luce crepuscolare, ma gli altri due erano quasi al buio dato che i lampioni erano pochi e facevano una luce più da lanterna (e quindi da atmosfera) che luce vera. Aspetto segnalato da parecchi atleti agli organizzatori, soprattutto nella prima discesa del castello dove non si vedeva nulla ma si seguiva la scia di chi correva davanti a te…se si beccava una buca sarebbero stati dolori!
Ma il contesto suggestivo ha poi fatto la sua parte facendo dimenticare a tutti queste “pecche” organizzative.
Chiudo la mia prestazione in 40’52”, 55° assoluto e 12° di categoria, soddisfatto ma alquanto provato.
Pacco gara con bottiglia di vino DOC Soave bianco in memoria del 40° anniversario della Montefortiana, due bottiglie di birra Dreher, red bull e succhi di frutta.
Ristoro finale…due etti di spaghetti al ragù e acqua a volontà.
A prescindere dalla fatica del percorso, è un evento che consiglio a tutti.
Per la cronaca sportiva, la vittoria in campo maschile va all’atleta Mattia Guglielmi dell’U.S. Intrepida di Verona che chiude in 31’42” con una volata pazzesca all’ultimo km a spese di Isacco Piubelli del GSD Biasin Illasi (31’53”). In campo femminile vittoria facile per Maurizia Cunico (Vicenza Marathon) che stoppa il crono in 38’32”.
Marcello Garbellini

CLASSIFICA


SOAVE km 9 D+145
55°/12°
 GARBELLINI MARCELLO
40'52" 4'32"/km 9+1+6



P.C.

Camminata di Ponte Alto (MO) - Più di 1900 podisti per il gran finale


Mini Top Runner entra in gara
Domenica mattina ha avuto luogo la finale del circuito "Trofeo Berlinguer", più di 1.900 podisti convenuti complice la bella giornata e la location "facile" con ampio parcheggio e servizi.
Monia Lollino e Romano Gagliardi, in preparazione della RTU di domenica prossima si sono cimentati sul percorso medio-lungo di 11km (provando a "sgambare" un po'), Lorenzo in particolare si dimostra pronto per l'esordio in gara (senza ausilio di passeggino) visto che si fa il riscaldamento sia con la mamma (di corsa) che con il papà (spingendo il passeggino) e "rubandomi" il posto di spingitore.
I percorsi, tutti ben assortiti di strada, sterrato, argini e saliscendi, sono vari e, per questa volta, non abbiamo fatto il lungo (di 17,5) pur faticando il giusto (Lorenzo nel frattempo si riposa come sempre) cullato alternativamente da papà (mentre la mamma prova il motore in solitaria) e poi da mamma (mentre papà ..rifiata).
Un ottima mattinata di corsa...per riprendere le buone e sane vecchie abitudini

Lollino si riscalda

Riscaldamento (..e papà "pattumato") spingitore
...prova di sprint finale






CAMMINATA DI PONTE ALTO - MODENA 11,5KM NC 
MONIA BORGHI 11
ROMANO GAGLIARDI 11