Tutti insieme per la Bassa: quando correre significa condividere
Ci sono domeniche in cui si corre per inseguire un tempo, altre in cui si corre per conquistare un traguardo. E poi ci sono quelle in cui si corre semplicemente perché stare insieme, passo dopo passo, può trasformarsi in qualcosa di ancora più importante.
È questo lo spirito che ha accompagnato la prima edizione di “Tutti insieme per la Bassa”, manifestazione ludico-motoria non competitiva che si è svolta domenica 20 settembre 2026 a Sant’Urbano, in provincia di Padova, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore di AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Una giornata nata all’insegna dello sport, ma soprattutto della solidarietà, con tre percorsi di 6, 12 e 18 chilometri, capaci di coinvolgere un grande numero di partecipanti.
E tra loro non potevano mancare i colori della nostra squadra, con Franca Panagin e Otto, impegnati sul percorso più lungo, quello di 18 chilometri.
Correre nella Bassa, tra acqua, storia e memoria
Sant’Urbano è un territorio particolare, quasi disegnato dall’Adige. Il comune non presenta un unico grande centro abitato, ma è formato da diversi nuclei che si sviluppano lungo la riva sinistra del fiume. Una caratteristica che racconta bene l'anima di questa parte della Bassa Padovana: un territorio fatto di strade, campi, argini, acqua e piccoli paesi, dove la storia sembra scorrere insieme al fiume.
Qui l'Adige non è soltanto un elemento geografico, ma da secoli rappresenta una presenza capace di condizionare la vita delle comunità, le attività agricole e persino le vicende storiche del territorio.
Sant’Urbano fu infatti per lungo tempo un vero crocevia di strade e vie d’acqua. La località di Carmignano, una delle più antiche del territorio, è documentata già nell’XI secolo e conserva tracce della presenza romana.
E proprio questa terra di passaggi e di racconti custodisce anche una curiosa leggenda rurale: quella di Pechéte, personaggio della tradizione locale che, secondo la leggenda, amava correre a piedi nudi tra i campi e lungo i corsi d’acqua del Bosco dei Lavacci. Le sue piccole impronte, in dialetto “pechéte”, sarebbero rimaste nella memoria popolare insieme al richiamo dei bambini che lo cercavano.
Una storia che, raccontata oggi, sembra quasi fatta apposta per una giornata di corsa: piccoli passi, grandi distanze e quella voglia di andare incontro al paesaggio senza fretta.
Sport e beneficenza: due strade che si incontrano
Ma il vero protagonista di questa domenica non è stato il cronometro.
Lo ha raccontato bene Franca Panagin, con parole che racchiudono il significato della giornata:
“Sport e beneficenza: due fattori che uniti garantiscono un successo.”
Per Franca, la manifestazione è stata una piacevole scoperta già dalla sua prima edizione:
“Domenica, nella bella cornice del centro sportivo di Sant’Urbano, si è tenuta la prima edizione di Tutti insieme per la Bassa, manifestazione ludico motoria per la raccolta fondi per AISM. Come prima edizione, dal gran numero di partecipanti, direi che è stato un gran successo.”
Parole semplici, ma che restituiscono perfettamente l'atmosfera vissuta dai partecipanti: quella di una grande festa dello sport, dove il risultato più importante non si misura in minuti e secondi, ma nella partecipazione e nella capacità di trasformare una corsa in un gesto concreto di solidarietà.
Dalla banda al ristoro: una festa lunga 18 chilometri
E se il percorso rappresentava il cuore sportivo della manifestazione, l'accoglienza ha fatto il resto.
La partenza è stata accompagnata dalla musica della banda e dalle majorette, regalando ai partecipanti un avvio festoso e decisamente particolare.
Poi via, lungo i chilometri della Bassa, con Franca e Otto impegnati sul percorso da 18 chilometri.
Una distanza che, pur trattandosi di una manifestazione non competitiva, permette di assaporare davvero il territorio: il ritmo diventa più rilassato, lo sguardo può fermarsi sul paesaggio e ogni tanto c'è anche il tempo per scambiare una parola con chi corre accanto.
E alla fine, come in ogni buona storia podistica che si rispetti, ad attendere i partecipanti c'era la ricompensa più universale dopo tanti chilometri: un ottimo e abbondante ristoro.
Lo sottolinea ancora Franca:
“Partenza salutata dalla banda e dalle majorette, arrivo da un ottimo e abbondante ristoro.”
Il chilometro più importante
A Sant’Urbano, domenica, il chilometro più importante non era necessariamente l'ultimo.
Era quello percorso insieme agli altri.
Perché manifestazioni come “Tutti insieme per la Bassa” ricordano una delle ragioni più belle per cui si continua a correre: la possibilità di utilizzare una passione personale per costruire qualcosa che appartiene a tutti.
Franca e Otto hanno portato i colori della squadra lungo i 18 chilometri, ma soprattutto hanno portato con sé il messaggio più importante della giornata: si può correre per stare bene, per incontrarsi, per conoscere un territorio e, nello stesso tempo, per aiutare chi ha bisogno.
E forse è proprio questa la magia della corsa.
Alla partenza si è tutti insieme.
Sul percorso ognuno trova il proprio passo.
Al traguardo, però, ci si ritrova ancora una volta dalla stessa parte.
Tutti insieme, davvero.


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