Quando la strada continua a chiamare: il vento di Corriferrara
Ci sono settimane in cui correre non significa soltanto mettere un piede davanti all’altro. Significa ricordarsi che, anche quando l’estate rallenta il mondo, dentro di noi qualcosa continua a muoversi.
È il vento che passa tra i sentieri, la strada che sale, il respiro che diventa più profondo mentre il paesaggio cambia. È quella piccola, ostinata felicità di esserci.
E così, mentre agosto invita alla pausa, gli atleti di Corriferrara continuano a macinare chilometri, salite e sogni.
Nel riepilogo della settimana del 9 agosto 2026 sono stati 13 gli atleti impegnati, capaci di percorrere complessivamente 175 chilometri e di affrontare ben 6.500 metri di dislivello positivo, distribuiti in cinque località e in gare molto diverse tra loro: dalla corsa su strada al trail, dalla pianura alle montagne.
Cinque luoghi, cinque storie, ma lo stesso desiderio: andare.
A Zampine di Stienta, la 59ª Corsa di Ferragosto ha portato gli atleti sul percorso di 6 chilometri, in una delle classiche appuntamenti estivi del podismo polesano. Una gara breve solo sulla carta, perché sei chilometri sotto il sole di agosto possono chiedere gambe e cuore.
Ed è proprio qui che è arrivata una delle belle conferme della settimana: Elisa Ferrari, con una prova convincente, ha conquistato il 2° posto di categoria.
Ma Elisa non è un episodio isolato. È ormai una presenza che torna, settimana dopo settimana, a raccontare una delle realtà più belle di Corriferrara: le sue atlete continuano regolarmente a salire sul podio. Non importa se la gara sia veloce e pianeggiante o se il percorso chieda di arrampicarsi verso la montagna: c'è sempre una donna Corriferrara pronta a lasciare il proprio segno.
E forse è proprio questo il dato più significativo. Dietro ogni medaglia non c'è soltanto un risultato: ci sono allenamenti quando sarebbe più facile rimandare, sveglie presto, chilometri percorsi senza applausi, fatica accettata come parte del viaggio.
Poi c'è Levico, dove la strada si è trasformata in montagna con l'Ultra Trail Panarotta, 42 chilometri immersi nello scenario trentino e 2.700 metri di dislivello positivo. Un viaggio lungo, fatto di boschi, sentieri e salite, dove la montagna non concede scorciatoie e insegna una delle regole più antiche della corsa: non si conquista il percorso, lo si attraversa.
La Panarotta, con le sue pendici che dominano l'Alta Valsugana, è un territorio in cui il paesaggio sembra costruito apposta per ricordare all'uomo quanto sia piccolo davanti alla natura. Eppure è proprio lì che il corridore ritrova una grandezza diversa: quella di continuare quando le gambe chiedono di fermarsi.
Da Levico ad Ascoli Piceno, precisamente a Forca di Presta, porta d'accesso ai paesaggi spettacolari dei Monti Sibillini. Qui è andato in scena il Festival dei 2 Parchi, con una prova di 13 chilometri e 700 metri di dislivello positivo.
Ed è qui che è arrivato il risultato più importante della settimana per Corriferrara: Raffaella Marino ha conquistato il 2° posto assoluto.
Un podio che vale doppio, perché arrivato in un contesto dove la classifica deve fare i conti con salite, dislivello e sentieri. Forca di Presta è uno di quei luoghi nei quali la montagna sembra avere una voce propria: davanti si aprono i grandi spazi dei Sibillini, e il corridore capisce che la gara non è soltanto contro il cronometro, ma anche con il proprio limite.
A Rimini, invece, il mare ha accompagnato i 12 chilometri della Guarda Rimini, riportando la corsa verso un ambiente completamente diverso. Qui il paesaggio cambia ancora: l'orizzonte si apre, l'aria profuma di estate e il movimento della città si mescola a quello dei podisti.
Infine Monte Sant'Angelo, nel cuore del Gargano, con la CIV Corrimonte e i suoi 9,9 chilometri. Un territorio ricco di storia e spiritualità, dove il bianco della pietra e il verde della montagna raccontano secoli di passaggi, pellegrini e leggende. Anche qui Corriferrara ha lasciato le proprie impronte.
Cinque località, dunque. Ma soprattutto cinque modi diversi di intendere la corsa.
E dentro questo viaggio c'è una certezza che merita di essere sottolineata: le atlete Corriferrara continuano a essere protagoniste.
Raffaella Marino, seconda assoluta. Elisa Ferrari, seconda di categoria. Due podi che si aggiungono a una lunga scia di risultati femminili e che raccontano una squadra dove le donne non sono semplicemente presenti: sono protagoniste, competitive e capaci di rinnovare continuamente la tradizione del gruppo.
Forse correre è proprio questo.
Non cercare sempre una ragione per arrivare primi, ma trovare ogni volta una ragione per partire.
E quando agosto distende il suo caldo sulle strade, quando le città rallentano e le vacanze sembrano suggerire di fermarsi, loro continuano.
Con il sole negli occhi, la salita davanti e il vento che arriva da chissà dove.
Perché certe passioni non hanno bisogno di molto.
A volte basta una strada.
A volte basta un sentiero.
E, forse, basta continuare a mangiare il vento.
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