martedì 12 maggio 2026

La Torregliana

 

La Torregliana 2026: perdersi tra i sentieri dei Colli Euganei per ritrovare il passo

Ci sono gare che si affrontano con il cronometro negli occhi e altre che si vivono con il respiro aperto verso il paesaggio. La Torregliana, andata in scena il 10 maggio 2026 a Torreglia, appartiene decisamente alla seconda categoria: una corsa non competitiva che attraversa l’anima dei Colli Euganei, dove il dislivello non è soltanto una misura tecnica ma un invito a entrare in dialogo con il territorio.

Diciassette chilometri e 670 metri di dislivello positivo possono sembrare numeri severi sulla carta, ma lungo i sentieri euganei diventano qualcosa di diverso: un alternarsi di boschi, strappi improvvisi, tratti corribili e silenzi capaci di rallentare anche il pensiero. Qui il trail non è solo fatica. È orientamento interiore. Un po’ come racconta Franco Michieli nel suo “Per ritrovarti devi prima perderti”: serve accettare di lasciare per un momento le sicurezze, seguire il ritmo della terra e concedersi il lusso di non controllare tutto.

I Colli Euganei, nati milioni di anni fa dall’attività vulcanica, hanno sempre avuto qualcosa di antico e magnetico. Da lontano sembrano onde immobili emerse dalla pianura veneta; da vicino rivelano invece continui cambi di prospettiva. Sentieri stretti che spariscono nel verde, vecchie mulattiere, vigneti aggrappati alle pendici e scorci che all’improvviso si aprono verso Padova e la bassa.

Torreglia, punto di partenza e ritorno della manifestazione, custodisce anche piccole curiosità che spesso sfuggono a chi corre concentrato sul terreno. Il paese è storicamente legato alle acque termali dei vicini centri e alle antiche vie percorse da pellegrini e viandanti diretti verso i monasteri dei Colli. Poco distante si trova il celebre Monte Rua, dove ancora oggi vive una comunità monastica eremita: un luogo che sembra ricordare quanto il silenzio, da queste parti, sia sempre stato considerato una forma di ricerca.

La Torregliana ha saputo mescolare tutto questo: spirito sportivo, convivialità e immersione nel paesaggio. Nessuna esasperazione agonistica, ma il piacere concreto di mettersi alla prova su un percorso capace di chiedere continuità e gambe allenate.

Tra i partecipanti anche Michele Tuffanelli, che ha scelto la prova euganea come test personale:

Beh si sa i Colli Euganei sono sempre un buon test di allenamento né approfitto per testare il mio problema al piede che purtroppo persiste, bel giro quello di fare i 17 km con un discreto d+ fatto in scioltezza”.

Parole che raccontano bene lo spirito autentico di giornate come questa. Non serve vincere per dare senso a una corsa. A volte basta ascoltare il corpo, capire i propri limiti, attraversare la difficoltà senza forzare troppo e lasciarsi accompagnare dal paesaggio.

Ed è forse proprio qui che La Torregliana trova il suo significato più profondo. Nei Colli Euganei ci si perde facilmente: tra i continui saliscendi, nei profumi del sottobosco, nei panorami che distraggono dalla fatica. Ma è uno smarrimento buono, necessario. Perché certi sentieri, prima ancora di portarti al traguardo, riportano verso te stesso.









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