martedì 23 dicembre 2025

Corrida del Progresso

 

Corrida del Progresso – Castelmaggiore (BO), 21 dicembre 2025
Quando la nebbia avvolge la campagna e l’anno chiede il suo ultimo respiro

C’è qualcosa di speciale nelle gare di fine anno. Hanno il sapore dei bilanci, delle promesse sussurrate al futuro, dei chilometri corsi non solo con le gambe ma con il cuore. La Corrida del Progresso, andata in scena il 21 dicembre a Castelmaggiore, è stata tutto questo: una corsa immersa nella nebbia della pianura bolognese, scintillante di pettorali e di storie, capace di richiamare oltre 800 atleti competitivi in un paesaggio che sembrava sospeso nel tempo.

La Corrida non è una gara qualunque. Nata come corsa popolare, legata allo spirito cooperativo e al lavoro delle campagne, porta nel nome l’idea di movimento, crescita, comunità. Correre qui, tra strade bianche, argini e lunghi rettilinei, significa fare i conti con se stessi e con l’inverno, quando l’aria è fredda e il silenzio amplificato dalla nebbia rende ogni respiro più intenso.

I risultati: Corriferrara protagonista

Ottima la partecipazione della Corriferrara, che ha schierato circa cinquanta atleti, quasi tutti impegnati nella prova competitiva. Un colpo d’occhio importante, una presenza compatta e rumorosa anche quando la voce si perde nella foschia.

Tra i risultati individuali spiccano le vittorie di categoria di Rosanna Albertin ed Emanuela Marangoni, entrambe capaci di dominare con grinta e lucidità, e il prestigioso 2° posto di categoria conquistato da Sandro Prini, a coronamento di una gara solida e combattuta.

Voci dalla nebbia, storie che restano

La Corrida del Progresso è anche fatta di racconti, di emozioni che meritano di essere ascoltate.

Andrea Rubbini,  alla sua prima Corrida, racconta così l’impatto con questa gara unica:

«Prima partecipazione alla “Corrida”… arrivo e penso: “ma quanta gente c’è per una gara di campagna in mezzo alla nebbia?!?” Tutti 800+ partono competitivi… Ilaria mi raggiunge dopo poche centinaia di metri e mi spinge per i primi 8 km ad un bel ritmo 💪🏼, poi rallento un po’, giusto quel che basta per chiuderla con un super PB! Insomma, chiudo il 2025 in bellezza con 7 mezze ed una maratona! Non l’avrei mai pensato quando due anni fa mi sono unito alla neoattivata Running School di Altedo… una grande soddisfazione e un grande ringraziamento a Veronica e a tutti i compagni di viaggio».

Accanto ai personal best, ci sono traguardi che valgono una vita intera, come quello raccontato da Jennet Tedros


alla sua prima mezza maratona:

«È stata la mia prima mezza maratona. È stato incredibile ed emozionante. Ringrazio Andrea che mi ha spinta verso il traguardo facendomi stare sotto le 2 ore».

Parole semplici, cariche di orgoglio e gratitudine, che raccontano perfettamente lo spirito di questa gara e di questo gruppo. 

C’è poi chi ha scelto di correre non per il cronometro, ma per la compagnia, come racconta Sara Sacchelli:

«La Corrida del Progresso ha sempre segnato l’ultima gara dell’anno, l’ultima per tentare un PB con il botto. Invece per me è stata solo compagnia (e coraggio) al mio “vecchio” compagno di corsa, un po’ scarico da piccole sfortune. Alla fine ho corso 21 km al suo fianco e ci siamo ripromessi un 2026 pieno di nuovi personal best!! Buon anno a tutti!»

E a sintetizzare lo spirito di gruppo ci pensa Stefano Naldi, con poche parole che valgono più di mille classifiche:

«Figo! Bello aver corso tutti in gruppo fino alla fine!»

Ultima corsa, primo passo

La Corrida del Progresso si conferma ancora una volta come l’ideale linea di confine tra ciò che è stato e ciò che verrà. Si corre nella nebbia, sì, ma con lo sguardo già rivolto al nuovo anno. Tra personal best, podi di categoria, chilometri condivisi e sogni appena accennati, Castelmaggiore ha salutato il 2025 nel modo migliore possibile: di corsa, insieme.
















lunedì 22 dicembre 2025

Babbo Christmas Run, il trionfo dello spirito natalizio.

 


🎄🎅 Babbo Christmas Run: corsa, sorrisi e spirito natalizio sui Colli Euganei 🎅🎄

Il 21 dicembre 2025 Bastia di Rovolon si è trasformata in un allegro villaggio natalizio a cielo aperto grazie alla Babbo Christmas Run, gara non competitiva di 14 km che ha unito sport, festa e convivialità nel cuore dei Colli Euganei. Un appuntamento ormai atteso da tanti runner, che hanno scelto di salutare l’anno sportivo correndo… con il sorriso e magari con un cappellino da Babbo Natale in testa 🎅😂.

Il percorso, collinare e vario, ha regalato scorci suggestivi tra vigneti, strade panoramiche e saliscendi tipici della zona, rendendo la corsa non solo allenante ma anche affascinante. Un tracciato ideale per chi vuole mantenere le gambe attive durante le festività e prepararsi al meglio alla nuova stagione sportiva.

A raccontare perfettamente lo spirito della giornata è stato Michele Tuffanelli, che insieme a Letizia ha preso parte alla 14 km, commentando con la consueta ironia e passione:

"Beh, in questo periodo dell'anno bisogna anche prenderla alla leggera e in modo goliardico (vedi foto allegata 😂🧑‍🎄) 

 e sfruttare un bel collinare sui colli euganei per preparare l'anno che verrà (ct), così io e Letizia decidiamo di partecipare alla 14 km di un bel collinare vario e allenante. Buone festività a tutti i Corriferrara."

Parole che racchiudono l’essenza della Babbo Christmas Run: una corsa senza stress da cronometro, dove contano soprattutto la compagnia, il divertimento e la voglia di stare insieme condividendo la passione per la corsa.

Tra risate, costumi natalizi e aria frizzante di dicembre, Bastia di Rovolon ha salutato così il 2025 sportivo, lasciando nei partecipanti ricordi felici e tanta motivazione per l’anno che verrà.

🎄✨ Buone feste e… buone corse a tutti! ✨🎄










Rovigo Xmas Run, correre e divertirsi. Complimenti agli organizzatori.

 

🎄 Xmas Run Rovigo: correre con il sorriso nel cuore del Natale 🏃‍♂️🎅

Domenica 21 dicembre 2025, Rovigo si è trasformata in un grande palcoscenico di festa, sport e spirito natalizio grazie alla Xmas Run, gara podistica non competitiva sulle distanze di 10 e 5 km. Un appuntamento ormai immancabile per chi ama correre… ma anche divertirsi!

Tra i tantissimi partecipanti, ha portato con orgoglio i propri colori anche Corriferrara, presente con una decina di atleti pronti a vivere una mattinata all’insegna del movimento e dell’allegria. L’evento, ottimamente organizzato e gestito dalla Run It Rovigo, ha saputo coinvolgere podisti di ogni età e livello, offrendo a tutti l’occasione perfetta per fare attività fisica e, allo stesso tempo, dare ufficialmente il via ai festeggiamenti natalizi.

🎅 Il colpo d’occhio è stato davvero suggestivo: una marea di cappellini rossi, offerti in omaggio come riconoscimento per la partecipazione, ha formato un lunghissimo serpentone colorato che ha animato le vie della città. Il percorso, ben segnalato, ha attraversato diversi angoli di Rovigo splendidamente addobbata per il Natale, regalando un’atmosfera magica a ogni passo.

📸 Prima della partenza e anche dopo l’arrivo, molti podisti non hanno resistito alla tentazione di immortalare il momento con foto ricordo tra i vari allestimenti e temi natalizi sparsi per la città: sorrisi, abbracci e tanta voglia di condividere la bellezza di una giornata speciale.

☕ All’arrivo, ad attendere i partecipanti, un ristoro ricco e apprezzato, con tanto di vin brulè, perfetto alleato contro la fresca giornata invernale e ideale per chiudere la corsa con un brindisi in compagnia. 

Positivo anche il commento di Angelo VisentiniDimenticato di inserirla nel breve termine, Bellissima gara ed un’ occasione per salutare l’ anno vestito da babbo natale. Ottima compagnia ed organizzazione, bella scampagnata .

👏 Complimenti sinceri all’organizzazione per la riuscita dell’evento! Ora lo sguardo è già rivolto al prossimo grande appuntamento: Rovigo in Love, la mezza maratona competitiva in programma l’8 febbraio 2026. Un’altra occasione per correre, emozionarsi e vivere lo sport con passione.

Nel frattempo, la Xmas Run ha lasciato il segno: una corsa che ha saputo unire sport, Natale e convivialità… proprio come piace a noi! 🎄🏃‍♀️✨



























giovedì 18 dicembre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Cronache di corsa e di cuore: la settimana Corriferrara

Vi sono settimane, care lettrici e cari lettori, che non si limitano a scorrere sul calendario, ma vi lasciano impressa l’orma, come fango d’inverno su uno stivale consumato. Così è stata l’ultima settimana podistica di Corriferrara, un piccolo romanzo corale fatto di fiato corto, scarpe vissute e speranze che corrono più veloci del tempo.

Otto località, come capitoli sparsi lungo la penisola, hanno accolto i nostri atleti. Dalle rive severe e scintillanti di Torbole, dove il Garda Trentino Xmas Trail (30 km) ha messo alla prova uomini e donne tra salite che parevano non finire mai, fino alle strade amiche e severe di Ferrara, che con il Trofeo Città di Ferrara (5,75 km) e il Test sui 3 km ha osservato i suoi figli correre come se fossero tornati a casa dopo un lungo viaggio.

A Tavernelle, tra i sentieri del Tabernulae Trail (20,61 km), la terra ha chiesto rispetto e forza; ad Arquà Petrarca, luogo che ancora sussurra versi antichi, la Marcia di Arquà (13 e 19 km) ha unito poesia e sudore. Thiene, con la sua Stragiaxa (10 km), ha offerto strade rapide e pensieri brevi, mentre Reggio Emilia, solenne come un vecchio patriarca, ha accolto maratoneti e mezzofondisti nella Maratona e Mezza (42,195 e 21,097 km), dove ogni chilometro è una promessa mantenuta a fatica.
E poi Ponte Nuovo, teatro del 32° Cross UISP (4,5 e 3 km), dove il fango non distingue tra veterani e giovani, ma rende tutti uguali davanti alla fatica.

In totale, 173 atleti hanno scritto questa storia collettiva, percorrendo 879,997 chilometri e accumulando 2.609 metri di dislivello: numeri che, come spesso accade, dicono poco se non li si immagina tradotti in respiri, in cuori che battono all’unisono, in mani tese all’arrivo.

E come in ogni buon racconto, non sono mancati i protagonisti saliti alla ribalta.
Sarno Aniello, primo di categoria, ha corso con la determinazione di chi conosce il proprio destino.
Medri Alessandro, doppio trionfo: primo di categoria e campione provinciale veterani, esempio di come l’esperienza sappia ancora insegnare al tempo a rallentare.
Rinaldi Laura ed Emanuela Marangoni, seconde di categoria, hanno dimostrato che la costanza è una forma silenziosa di coraggio.
Grandi Denis, secondo di categoria, ha lottato chilometro dopo chilometro, senza mai cedere.
Scagliarini Lucia e Gonzalez Garcia Laura, terze di categoria, hanno onorato il podio con tenacia e sorriso.

E poi i più giovani, che sono sempre il futuro narrato al presente:
Bubola Gregory Arthur, primo tra i primi passi,
Valarini Leonardo, terzo tra gli esordienti,
Delli Gatti Marco, terzo tra i ragazzi.
In loro si intravede già il capitolo che verrà.

Così si chiude questa settimana Corriferrara: non con un punto fermo, ma con una virgola. Perché la corsa, come la vita nei romanzi di Dickens, è fatta di fatiche e speranze, di strade dritte e deviazioni inattese. E già domani, ne siamo certi, qualcuno tornerà a correre per aggiungere un’altra pagina a questa instancabile storia.











Test 3000(Il Palio dei Tre Chilometri in Piazza Ariostea)

 


Il Palio dei Tre Chilometri in Piazza Ariostea
Cronaca epica di una sfida di velocità sotto il cielo di Ferrara

Nel cuore antico di Ferrara, là dove le mura respirano versi e la terra stessa pare ricordare le ottave dell’Ariosto, Piazza Ariostea si fece arena e teatro. Non cavalli lanciati al galoppo, non gonfaloni al vento delle contrade, ma oltre cento atleti, armati soltanto di fiato, gambe e coraggio, si diedero battaglia nel Palio di velocità dei 3 chilometri, corso il 17 dicembre 2025.

Fu giorno d’inverno, eppure caldo d’animi: gli atleti di Corriferrara e della Running School risposero alla chiamata come paladini di tempi moderni. Cento cuori, cento promesse, un solo anello di terra battuta da domare con il passo e con l’ardire. Ognuno, al via, non correva contro l’altro soltanto, ma contro sé stesso, contro il dubbio che morde, contro la fatica che assedia.

E quando il silenzio si ruppe e il cronometro prese a scandire il destino, la corsa divenne poema.

Tra tutti, Pierre Casole emerse come cavaliere fulmineo: leggero nel gesto, feroce nella determinazione. Domò i tre chilometri in 10 minuti e 25 secondi, con una media di 3’28” al chilometro, lasciando sulla piazza l’eco dei suoi passi e negli occhi degli astanti la meraviglia. Fu vittoria netta, come stoccata ben assestata, degna del Palio che questa piazza consacra da secoli.

Non meno gloriosa fu l’impresa tra le donne, dove Lucrezia Berghenti corse con grazia e forza, intrecciando eleganza e tenacia. Il suo tempo, 11 minuti e 27 secondi, media 3’49” al chilometro, raccontò di una prova condotta con sapienza e cuore, esempio limpido di valore e disciplina.

Ma non solo i vincitori meritano canto. Tutti gli oltre cento  atleti furono protagonisti di questa novella moderna: chi strinse i denti nell’ultimo giro, chi trovò il ritmo quando il fiato sembrava tradire, chi tagliò il traguardo con un sorriso stanco e vero. In Piazza Ariostea, per una sera, la corsa fu poema cavalleresco, e ogni atleta ne fu verso essenziale.

Così Ferrara aggiunse una pagina alla sua storia: non scritta con inchiostro, ma con sudore; non declamata, ma corsa. E l’Ariosto, se avesse potuto, forse avrebbe sorriso, vedendo che ancora oggi, nella sua piazza, si combattono Palî  degni di memoria.



Uccellatori Lisa 15.46   5.15    868

mercoledì 17 dicembre 2025

Maratona di Reggio Emilia

 

Maratona di Reggio Emilia 2025: cuore, fatica e determinazione nella Città del Tricolore

Reggio Emilia non è solo una città: è un simbolo. Qui, dove nel 1797 nacque il Tricolore, ogni passo sembra portare con sé un frammento di storia, di identità e di orgoglio. Correre per le sue vie significa attraversare piazze che parlano di unità e determinazione, valori che ben si sposano con lo spirito della maratona. E domenica 14 dicembre 2025, sotto un cielo invernale capace di essere duro ma sincero, la Maratona di Reggio Emilia ha regalato emozioni profonde e autentiche. Tra i protagonisti anche Corriferrara, presente con passione e spirito di squadra. Sulla distanza regina della maratona hanno preso il via Chiara Rosignoli e Vittorio Cavallini, mentre sulla mezza maratona ha difeso i colori del gruppo Francesco Altavilla. Tre percorsi diversi, un’unica anima: quella di chi corre non solo per il tempo, ma per il significato di arrivare fino in fondo.

Il racconto di Chiara Rosignoli: quando la testa guida il cuore oltre il limite

La gara di Chiara è stata tutto fuorché semplice. Lei stessa lo racconta con una sincerità disarmante, che profuma di esperienza e umanità: “Premetto… non tutte le ciambelle riescono con il buco…”

Chiara affronta la maratona come allenamento in vista di una grande sfida futura, condividendo i primi chilometri con i pacer delle 3h15’, poi fermandosi per aspettare Mirko Corazza, alla sua prima maratona, decisa e istintiva, preparata in appena due settimane. Una scelta coraggiosa, forse incosciente, ma tremendamente vera. Dal 25° chilometro in poi, però, la gara cambia volto. I problemi gastrointestinali trasformano la corsa in una battaglia dura, metro dopo metro. Dal 28° al 38° chilometro è un susseguirsi di crisi, di fermate, di pensieri bui. Al 38° arriva persino l’idea del ritiro, mai sperimentata prima. Il corpo dice stop. Ma Reggio Emilia insegna che arrendersi non è scritto nel DNA di chi corre sotto il Tricolore. Dopo pochi minuti Chiara riparte, ripetendosi una frase che diventa un mantra: “Dobbiamo portarla alla fine.” Rischio, sì. Testardaggine, forse. Ma anche una forza mentale che va oltre la nausea, oltre il dolore. Insieme, Chiara e Mirko arrivano al traguardo, uno accanto all’altra, stringendo una maratona sofferta ma conquistata in 3h33’40’’. Le foto raccontano più delle parole: sorrisi stanchi, occhi lucidi, felicità vera. È la seconda maratona su cinque del circuito Hyper – Maratone dell’Emilia-Romagna portata a casa. Un altro tassello di un cammino lungo, impegnativo, ma carico di senso.

Uno sguardo avanti

Reggio Emilia resta alle spalle, ma ciò che ha lasciato dentro no. Ora lo sguardo è già rivolto al futuro: febbraio 2026 profuma di nuove sfide, di allenamenti da valutare con intelligenza e rispetto del corpo. Sullo sfondo, un sogno che fa tremare le gambe solo a nominarlo: la 100 km del Conero.

Come il Tricolore nato in questa città, anche questa maratona è stata fatta di colori forti: il rosso della fatica, il bianco della sofferenza, il verde della speranza. E i nostri atleti, ancora una volta, hanno dimostrato che correre è soprattutto un atto di cuore e determinazione.









martedì 16 dicembre 2025

Trofeo Città di Ferrara, Alessandro Medri campione provinciale categoria veterani

 

                                                     Grazie a Massimo Zanella per le foto.

Trofeo Città di Ferrara: quando il cross diventa racconto

C’è un modo speciale di correre d’inverno, quando la terra restituisce ogni passo e il respiro disegna nuvole leggere nell’aria. Domenica 14 dicembre 2025, il Parco Urbano di Ferrara si è trasformato in un palcoscenico naturale per l’ultima prova del Trofeo Città di Ferrara, una giornata in cui la corsa campestre ha saputo unire tecnica, fatica e bellezza.

Le gare si sono susseguite come capitoli di un romanzo corale, con distanze pensate per ogni età e categoria: dai Pulcini sui 300 metri, agli Esordienti sui 600, quindi Ragazzi e Cadetti sui 1.500 metri, gli Allievi sui 3 km, fino al gran finale di Senior e Veterani sui 6 km. Un mosaico di passi, emozioni e storie che hanno attraversato prati, curve e leggere salite.

Il percorso e l’organizzazione, curati con attenzione e passione dalla società Quadrilatero di Ferrara, hanno fatto la differenza: tracciato tecnico e selettivo, logistica impeccabile e un ristoro accogliente, capace di riportare sorrisi e calore dopo lo sforzo.

Si temeva la nebbia, compagna abituale dei dicembre ferraresi, ma il cielo ha regalato una sorpresa: sole pieno, aria limpida e temperature gentili. «Sempre bello correre all'interno del Parco Urbano con un percorso tecnico e impegnativo quanto basta per una gara di cross. Si temeva la nebbia e invece la ciliegina di una bellissima giornata di sole e nemmeno troppo freddo per essere a metà dicembre. Positiva anche la partecipazione di pubblico e delle tante categorie giovanili in gara», ha commentato Denis Grandi, cogliendo lo spirito di una domenica riuscita.

A impreziosire il racconto, la prova maiuscola del nostro portacolori Alessandro Medri   che, classificandosi 1° di categoria in questa ultima gara del Trofeo, ha conquistato il titolo di Campione Provinciale nella categoria Veterani. Una vittoria costruita curva dopo curva, con la pazienza di chi conosce la durezza del cross. «Campestre tecnica e dura per le molte curve e salite. Sono contento di aver vinto il titolo di campione provinciale di corsa campestre della categoria veterani maschile», le sue parole, semplici e piene di sostanza.

Il cross non è mai una carezza, e lo sa bene Laura Rinaldi: «Faticosa come ogni cross ma bel percorso». In quella frase c’è tutto: la fatica che pesa e la bellezza che ripaga.

Atleti sul podio

  • Sarno Aniello – 1° di categoria

  • Medri Alessandro – 1° di categoria e Campione Provinciale Veterani

  • Rinaldi Laura – 2ª di categoria

  • Marangoni Emanuela – 2ª di categoria

  • Grandi Denis – 2° di categoria

  • Scagliarini Lucia – 3ª di categoria

  • Gonzalez Garcia Laura – 3ª di categoria

  • Bubola Gregory Arthur – 1° di categoria Primi Passi

  • Valarini Leonardo – 3° di categoria Esordienti

  • Delli Gatti Marco – 3° di categoria Ragazzi

Il Trofeo Città di Ferrara si chiude così, con le scarpe infangate e il cuore leggero. Perché il cross è questo: una sfida ruvida e sincera, che chiede rispetto e restituisce verità. E al Parco Urbano, per un giorno, ogni passo ha raccontato una storia.







Marcia di Arquà, Corriferrara a premio come società.

                              

La Marcia di Arquà, tra colli e versi

Nel dì quattordici di dicembre, quando l’anno già piega verso il suo silenzio d’inverno,
ad Arquà Petrarca, borgo caro ai sospiri e alla memoria del Poeta,
si levò il passo lieto e concorde della Marcia di Arquà, non per gara d’aspri primati,
ma per amor di strada, di colle e di respiro condiviso.

Qui, dove Francesco cantò d’amore e d’ascesa interiore,
i Colli Euganei  offrirono ai corridori il loro volto più nobile:

sentieri di terra e tratti d’asfalto,
salite che domandano cuore e discese che donano visione.
Sopra, un sole limpido; sotto, la nebbia della Pianura,  
come un mare immobile da cui emergono colli-isole,
quasi leggende antiche di giganti addormentati o di fuochi vulcanici domati dal tempo.

Due i cammini proposti:
19 chilometri con 500 metri di dislivello, per chi ama la fatica piena e meditata;
13 chilometri con 300 metri di dislivello, per chi cerca misura senza rinuncia.
In entrambe le distanze, passo dopo passo,
si scriveva un canzoniere fatto di fiato, terra e amicizia.

Tra i protagonisti, Corriferrara,
che con 16 atleti impegnati sulle due prove
seppe onorare il percorso e la compagnia,
tanto da meritare il premio per società,
segno non di vanità, ma di presenza viva e condivisa.

Così commentò Renato Finco, con parole che già paiono rima sciolta:

“Sempre bello correre sui colli euganei con un bel sole e paesaggi surreali sopra la nebbia della Pianura.
Corsa mista sterrato e strada molto partecipata, bel gruppo

  e premio di società in natura: vino dei colli da dividere per un terzo tempo allegro.”

E davvero, come nei Trionfi, dopo la Fatica venne la Gioia:
un vino dei colli, rosso di terra e di sole,
diviso in un terzo tempo che fu riso, racconto e promessa di ritorno.

Così Arquà, ancora una volta,
non fu solo luogo, ma verso;
non solo corsa, ma memoria in movimento,
dove ogni passo, se ascoltato, può ancora parlare la lingua gentile di Petrarca.