mercoledì 29 ottobre 2025

La 10 di Cotignola

 

 “La 10 di Cotignola”: oltre 300 runner in festa tra sport e sorrisi

Cotignola, 26 ottobre 2025 – Una domenica mattina di sole, scarpe allacciate e tanta voglia di correre: così si è presentata Cotignola per l’edizione 2025 de “La 10 di Cotignola”, la gara podistica che ogni anno richiama centinaia di appassionati da tutta la Romagna.

Sono stati più di 300 i partecipanti che hanno preso parte alla corsa, un numero che conferma la crescita costante dell’evento e l’affetto che i runner nutrono per questa manifestazione. Il percorso, di 10 chilometri, ha saputo unire la bellezza del centro storico cotignolese con i tratti più suggestivi della campagna circostante, regalando ai corridori un’esperienza varia e mai monotona.

Le condizioni meteorologiche sono state ideali: temperatura mite, cielo limpido e una leggera brezza autunnale che ha accompagnato gli atleti lungo tutto il tracciato.

“Una bella gara, con tanto entusiasmo”

Tra i volti presenti alla manifestazione anche Simone Deserti, che al termine della prova ha commentato con soddisfazione:

È sempre una bella gara, con qualche salita e discesa. Quest’anno c’erano più di 300 iscritti, con un livello medio-alto. Il meteo era ottimale per questa corsa.

Le sue parole rispecchiano perfettamente l’atmosfera della giornata: una miscela di agonismo e allegria, dove la passione per la corsa si è unita al piacere di condividere un momento di sport collettivo.

Un percorso tra storia e natura

“La 10 di Cotignola” ha proposto un tracciato che ha toccato alcuni dei luoghi simbolo del paese, tra vie storiche e scorci agresti immersi nei colori dell’autunno. Non sono mancati i momenti di leggerezza: un gruppo di partecipanti ha improvvisato un allegro riscaldamento danzante alla partenza, strappando applausi e sorrisi a pubblico e organizzatori.

Una festa per tutta la comunità

L’evento si è concluso nella piazza principale, dove si sono tenute le premiazioni e un ristoro finale con prodotti tipici locali, all’insegna della convivialità romagnola.

Anche quest’anno “La 10 di Cotignola” ha confermato la sua formula vincente: sport, partecipazione e spirito di comunità. Un appuntamento che unisce atleti esperti e semplici appassionati, trasformando la corsa in una festa collettiva.




martedì 28 ottobre 2025

Marcia del gusto

 


Marcia del Gusto 2025: una scampagnata tra vigneti, sorrisi e profumo di polenta

SOSSANO (VI) – Domenica 26 ottobre 2025, con i primi raggi di sole che coloravano di oro i colli Berici, si è svolta la “Marcia del Gusto”, la tradizionale camminata non competitiva che unisce sport, natura e convivialità. Due i percorsi proposti 22 e 13 chilometri  pensati per tutti, dai camminatori più allenati agli amanti delle passeggiate domenicali.

L’atmosfera, come sempre, è stata quella delle grandi giornate d’autunno: aria frizzante, risate tra amici e quel profumo di erba bagnata che sa di libertà. Tra i partecipanti, anche Enrica Massarenti,   che racconta così la sua esperienza:

Partenza all’alba sempre in compagnia della mia amica Monica Gambarin che mi trascina a fare queste gare, lei che preferisce i colli berici vicentini a quelli Euganei. Organizzazione top, 4 super ristori (uno con tanto di polenta e pancetta alla griglia), il percorso bellissimo in mezzo al verde tra vigneti e uliveti – ho visto anche la raccolta delle olive – e colori autunnali che scaldano il cuore (apprezzato il foliage). Corsa e un po’ di camminata nelle salite… c’erano tanti camminatori con le bacchette ed alcuni con il cane. Arrivata stanca ma contenta della mia domenica in compagnia.

Parole che racchiudono perfettamente lo spirito della manifestazione: sport sì, ma senza stress, con il piacere di condividere paesaggi e sapori. I quattro ristori, autentiche “stazioni del gusto”, hanno offerto prodotti tipici locali e un’accoglienza degna della migliore tradizione vicentina.

Tra vigneti e uliveti, con i colli che si tingevano di rosso e giallo, i partecipanti hanno potuto godersi un’esperienza che è molto più di una corsa: una festa dei sensi e dell’amicizia, dove ogni passo sa di autenticità.

La “Marcia del Gusto” si conferma così un appuntamento imperdibile per chi ama la natura, il buon cibo e la compagnia. E mentre Enrica e Monica già pensano alla prossima avventura, Sossano saluta tutti con un arrivederci… magari davanti a un piatto di polenta fumante e un bicchiere di vino novello. 





Varese city run

 


Varese City Run 2025: la mezza che ti fa rivalutare la pianura padana

VARESE – Domenica 26 ottobre 2025, tra salite, discese e una discreta dose di autolesionismo sportivo, si è corsa la Varese City Run, la mezza maratona da 21,097 km che ha messo alla prova (e in certi casi in ginocchio) centinaia di runner con la discutibile idea di farsi del bene... correndo.

Tra i coraggiosi c’era anche Federico Oliani, che ha sintetizzato così la sua esperienza:

Varese City Run… una gara per masochisti o sprovveduti (…tipo me!). Dovevo fare un lungo di 30 km e, non sapendo né leggere né scrivere, ho scelto una mezza che mi permettesse di vedere una mia amica di Milano. Varese? Perfetto!
Perfetto un cavolo!

Già, perché il percorso della City Run – due giri da 10 km tra il centro e le colline – ha regalato emozioni forti… soprattutto ai quadricipiti. “Forse era meglio guardare il percorso prima – continua Olianiperché mi sono ritrovato sulla stessa salita otto volte di fila (grazie al riscaldamento di 9 km… sì, nove). Una mazzata fisica e mentale che manco il circuito dell’inferno di Dante.”

Il tracciato, definito “molto tecnico”, ha alternato i primi chilometri tortuosi per le vie del centro a un lungo rettilineo in salita, “monotono e senza punti di interesse, se non la voglia di arrivare in cima per poter finalmente scendere”.

Insomma, non proprio la vetrina più suggestiva per una città che, come ricorda Oliani, “avrebbe potuto offrire panorami e percorsi decisamente più belli”. Ma si sa, la sofferenza unisce i runner più della birra al traguardo.

Alla fine, però, tutto si perdona:

Sopravvissuto al lungo, medaglia presa… a posto.”

E con questo spirito da reduce soddisfatto, la Varese City Run si chiude nel segno della fatica, dell’ironia e di quel sottile piacere di avercela fatta nonostante tutto. Perché in fondo, correre a Varese è un po’ come la vita: ti illude di essere in piano, e poi ti regala una salita dietro l’altra.







Quando correre significa donare: il cuore grande di Corriferrara

 

C’era un’aria diversa, la mattina di domenica 26 ottobre a Ferrara. Non era la solita brezza che accompagna le scarpe degli atleti sulla strada, né il consueto profumo di fatica e libertà che ogni allenamento porta con sé. Stavolta, nei cuori dei corridori di Corriferrara, batteva qualcosa di più forte: la volontà di fare del bene insieme.

Il ritrovo, come sempre, era lo stesso: sguardi complici, battute leggere, attesa del lanciarsi nella corsa. Ma negli occhi si leggeva un sentimento profondo, un motivo più alto del semplice restare in forma.
Quel giorno, infatti, ogni passo, ogni respiro, ogni goccia di sudore erano dedicati a una causa che parlava di vita, di speranza, di scienza e di amicizia.

L’iniziativa era nata da  Federico Bellini, atleta di Corriferrara e medico, un uomo che conosce bene il valore della salute e della solidarietà. Federico aveva un sogno: organizzare una raccolta fondi per la Fondazione Cova, che da anni si impegna nella prevenzione e nello studio delle malattie dell’apparato respiratorio.
Un sogno semplice e grande, come solo i sogni più veri sanno essere.

Massimo, il presidente della società, ricevuta la proposta, non esitò un istante: Lo facciamo, disse, e la notizia(tramite la chat ufficiale), corse veloce come il vento tra gli atleti.
E i nostri atleti, dal cuore generoso, risposero in massa. Si presentarono numerosi, sorridenti, pronti a donare il proprio tempo, la propria energia, il proprio entusiasmo.

Quel giorno, Ferrara vide correre non solo gambe allenate, ma anche cuori uniti. Ogni passo risuonava come un battito d’amore, ogni sguardo d’intesa come una promessa di solidarietà.
Non c’erano classifiche, né cronometri: solo l’emozione di sentirsi parte di qualcosa di grande, di bello, di giusto.

E alla fine, quando il sole calava sulle mura antiche della città, rimase negli occhi di tutti una luce diversa, quella che nasce solo quando si fa del bene. E, citando  Federico:

Perché lo sport può far bene non solo a te stesso, ma anche agli altri.

Ed è proprio vero.
Quel giorno, Corriferrara non ha solo corso.
Ha dimostrato che lo sport, quando è vissuto con il cuore, diventa un gesto d’amore che sa arrivare lontano proprio come un respiro profondo, libero e pieno di vita.





Ombre e Sole sulla Strada del Reno – Du Pas Par Calderara 2025

 

L’alba su Calderara era di quelle che non fanno rumore. Il giorno si è alzato lento, come un vecchio atleta che si allaccia le scarpe senza fretta. L’aria sapeva di nebbia, carburante e silenzio. Da qualche parte, un aereo decollava dall’aeroporto vicino, fendendo l’alba con il suo rombo metallico.

Sulla terra piatta di Bologna, invece, si correva. Lì, tra capannoni e strade deserte, il tempo sembrava sospeso. Eppure, i battiti dei podisti rompevano il silenzio, come cuori che non si arrendono al logorio dei giorni.

Sabato 25 ottobre 2025 si è corsa la Du Pas Par Calderara, un nome che suona quasi come un avvertimento: “Due passi per Calderara, ma ogni passo pesa”. Una gara dal sapore antico, fedele alla tradizione di un podismo che non ha bisogno di luci al neon o effetti speciali. Solo asfalto, respiro e determinazione.

Tra i protagonisti, sei atleti della Corriferrara, schierati nella mezza maratona. La distanza ideale della fatica moderna, 21 chilometri e spiccioli in cui ognuno combatte contro sé stesso più che contro il cronometro.
Spicca il risultato di Laura Marcone, seconda di categoria F60, che con passo silenzioso ma deciso ha tagliato il traguardo come una veterana dei deserti urbani. Dietro il sorriso, la determinazione di chi sa che ogni gara è una piccola guerra vinta.

Sul fronte della non competitiva da 12 km, Andrea Rubbini   ha corso come si corre per ricordare cosa significa essere vivi: “Bella e storica manifestazione del podismo bolognese ,ha detto, molto partecipata e ben organizzata. In una splendida giornata di sole ho corso la 12K in compagnia, con un buon tempo finale. L’anno prossimo tenterò la mezza.”

Una promessa, ma anche una dichiarazione di intenti.

Franca Panagin, voce lucida e sincera, ha lasciato un resoconto che suona come una pagina di diario:

Questa mattina, su suggerimento di Otto, siamo partiti per Calderara sul Reno, paese a pochi km da Bologna, vicino all’aeroporto. Per la prima volta ho partecipato alla maratonina omonima. Corsa non particolarmente suggestiva, completamente pianeggiante, lontano dal centro del Paese. Consigliabile a chi deve preparare una maratona o vuole fare un personal best. Partenza e arrivo dal centro sportivo, con spogliatoi e docce calde , gradite da tutti. Buona organizzazione, supportata dai numerosi volontari lungo il percorso (due giri). Gradito anche il pacco gara, composto da prodotti alimentari. Peccato per la scarsa partecipazione. Personalmente, nonostante la forma non al top, il tempo è stato il migliore delle ultime tre.”

Parole semplici, ma cariche di verità. Calderara non regala emozioni facili: niente panorami mozzafiato, niente folle oceaniche. Solo chilometri, sudore e quel silenzio interrotto dal rumore delle scarpe che mordono l’asfalto.

La Du Pas Par Calderara 2025 non sarà ricordata per la folla, ma per ciò che ogni atleta ha portato dentro di sé lungo il percorso.
In un mondo che corre sempre più veloce, loro hanno scelto di farlo con un senso.

E mentre il sole si alzava sopra il Reno, dissolvendo la bruma, restava solo una certezza: anche nelle corse più piatte, ci sono storie che salgono verso l’alto.











sabato 25 ottobre 2025

Allenamento collettivo domenica 26 ottobre 2025: Tutte le info

Allenamento Collettivo Solidale – Corriferrara – 26/10/2025

Allenamento Collettivo Solidale

Ferrara – Corriferrara Home • Domenica 26 Ottobre 2025
Ritrovo ore 9.00 • Partenza ore 9.30

Allenamento aperto a tutti i livelli con gruppi per ritmo gara: 4.00 • 4.30 • 5.00 • 5.30 • 6.00 • 6.30 • 7.00.
Adesioni totali: 93.

Allenamento solidale a favore della Fondazione Sergio Cova (sostenuta da Federico Bellini).
In sede sarà presente una cassettina per le donazioni. Ristoro finale insieme 🍕🥤

📍 Percorsi disponibili
  • 6 km – Livello 1, tra Mura e Parco Urbano
  • 8 km – Sede → Azzo Novello → Parco Urbano → Via Gramicia → Via Conchetta → ritorno
  • 11 km – Ingresso Parco → Via degli Orti → Via Canapa → Motorizzazione → ritorno
  • 15 km – Via Gramicia → Via Calzolai → ciclabile campeggio → ritorno
  • 18 km – Anello Parco (piscina e ritorno) da ripetere 2 volte
Apri la traccia su Garmin Connect
💧 Punti acqua

Punti acqua disponibili a:

1,6 km 6,8 km 10,3 km 13,9 km 15,5 km 17 km

🧡 Allenamento tecnico

Livello 1: 10’ camminata + 5×(6’ corsa lenta + 1’ camminata) + 5’ camminata
Percorso tra le Mura e il Parco Urbano

Livello 2:

  • 8 km – 2 km RL + (4000m RA + 500m RM + 500m RG) + 1 km RD
  • 11 km – 2 km RL + (4000m RA + 500m RM + 500m RG) + 3 km RA + 1 km RL
  • 15 km – 2 km RL + 2×(4000m RA + 500m RM + 500m RG) + 3 km RL
  • 18 km – 2 km RD + 3×(4000m RA + 500m RM + 500m RG) + 1 km RD
⚙️ Tabella ritmi di riferimento
RGRLRA (4km)RM (500m)RG (500m)
4.005.004.404.204.00
4.305.305.104.504.30
5.006.005.405.205.00
5.306.306.105.505.30
6.007.006.406.206.00
6.307.307.106.506.30
🏞️ Dati altimetrici

Distanza totale: 18,69 km
Dislivello positivo: +63 m
Dislivello negativo: -63 m
Quota minima: 1 m s.l.m.
Quota massima: 11,8 m s.l.m.

💬 In sintesi
  • 📍 Partenza e arrivo: Corriferrara Home
  • 🕘 Ritrovo ore 9.00 – Partenza ore 9.30
  • 💧 6 punti acqua lungo il percorso
  • 💙 Allenamento solidale a favore della Fondazione Sergio Cova
  • 🍕 Ristoro finale tutti insieme in sede

Un’occasione per allenarci, divertirci e fare del bene insieme – come solo la famiglia Corriferrara sa fare! 💙

giovedì 23 ottobre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara – Settimana di chilometri e silenzi, di salite e respiri

È stata una settimana densa, viva, in cui gli atleti Corriferrara hanno camminato e corso come chi risale un pensiero, come chi cerca nel movimento il senso di una forma più pura.
Hanno macinato chilometri e dislivelli, attraversando montagne, colline e pianure: la corsa come esperienza del mondo, come immersione nella materia viva della terra.

Da Castel del Rio, dove il Trail del Marrone profumava di bosco umido e castagne, fino alle salite dolci e antiche di Monteortone, tra i vapori termali e il respiro della collina.
A Imola, nel Giro dei Tre Monti, i passi hanno battuto forte sull’asfalto e sui sentieri, salendo e scendendo come onde di un mare appenninico.
C’è stata poi Parma, con la sua maratona: strade larghe, passi misurati, il corpo che impara a durare.
Più lontano, a Lavarone, il Drago Vaia Trail ha fatto sentire il respiro del vento nei boschi spezzati e rinati.
E poi Roma, che accoglie ogni corsa come un rito antico.
E infine Amsterdam, piatta e luminosa, dove la maratona è diventata un viaggio tra canali e nuvole.
Fino a Dovera, dove la pianura lombarda ha mostrato un paesaggio da riscoprire, fatto di orizzonti quieti e strade che si perdono nel cielo.

Sono stati 64 atleti a muoversi in questa geografia interiore e collettiva, portando con sé la maglia biancoblu come un filo che li unisce.
In tutto, 1.069,45 chilometri e 22.601 metri di dislivello: Numeri che raccontano la misura dell’impegno, ma non la profondità dell’esperienza.
Perché la corsa, quando si fa così lunga e condivisa, smette di essere solo sport: diventa un modo di abitare il mondo.
Una settimana, otto località, una sola direzione: avanti, verso sé stessi.

Sul podio, nomi che brillano come piccole luci nella nebbia del mattino:
al Giro dei Tre Monti, Paolo Callegari, secondo di categoria, e Paola Pantaleoni, terza;
alla Parma Marathon, Chiara Rosignoli, prima nella sua categoria, esempio di forza e costanza.

E oltre i risultati, resta ciò che non si misura: il passo che diventa respiro, la salita che diventa pensiero, la fatica che diventa presenza.
Ora la settimana si chiude, ma resta un’eco leggera, come il vento dopo la tempesta.









martedì 21 ottobre 2025

Colliamo le Terme

 

“Colliamo le Terme”: 18 km di sorrisi, natura e amicizia sui Colli Euganei

Monteortone (PD), 19 ottobre 2025

Una domenica d’autunno di quelle che sanno di libertà, risate e scarpe infangate. Così si è svolta l’edizione 2025 di “Colliamo le Terme”, la gara non competitiva di 18 chilometri tra i sentieri e i panorami mozzafiato dei Colli Euganei, con partenza e arrivo a Monteortone.

Tra i tanti partecipanti, anche Enrica Massarenti e Monica Gambarin, inseparabili compagne di corsa e di avventure, che hanno condiviso una giornata dal sapore di scampagnata tra amiche.

Bella domenica in compagnia di Monica Gambarin. Le corse ludico motorie sui colli Euganei meritano sempre ha raccontato Enrica,  apprezzato il foliage e i colori autunnali. Ben 3 i ristori lungo il percorso oltre a quello finale. Portata a casa, anche se in parte ho camminato visto che avevo un ginocchio che implorava pietà, soprattutto nelle discese. Divertita e distrutta.

Il paesaggio dei Colli Euganei, vestito dei suoi colori autunnali più intensi, ha accolto i partecipanti tra profumi di bosco, foglie croccanti e panorami che sembravano dipinti. Un percorso vario, con salite generose e discese impegnative, ma sempre accompagnato dall’allegria contagiosa dei gruppi di camminatori e runner.

I ristori, ben distribuiti lungo il tragitto, sono stati vere e proprie tappe di convivialità: un bicchiere di tè caldo, una fetta di torta, una battuta e via di nuovo sui sentieri.

Alla fine, più che una gara, “Colliamo le Terme” si è rivelata una festa della natura e dell’amicizia, un’occasione per rallentare, respirare e godersi il piacere di muoversi insieme in uno degli angoli più belli del Veneto.

Divertite, forse un po’ distrutte, ma con il cuore pieno di entusiasmo, Enrica e Monica portano a casa non solo una medaglia ideale, ma anche un ricordo da incorniciare: quello di una domenica perfetta tra colli, chiacchiere e foglie d’oro.







Parma Marathon, Chiara Rosignoli 1^ di categoria nella maratona.

 

La Corsa dei Forti – Cronaca della Maratona di Parma 2025

Nella mattina del 19 ottobre dell’anno 2025, la città di Parma si destava tra le prime brume d’autunno.
Il sole, ancora timido, illuminava le cupole e le pietre rosa del Battistero, mentre un fremito di vita correva per le vie: era l’ora della Maratona di Parma, la grande tenzone dei moderni cavalieri della corsa.

Quattro furono le prove, quattro i campi di battaglia dove i corridori misurarono la propria forza e la propria anima:

  • la Maratona di 41,195 chilometri,

  • la sfida dei 32 km,

  • la prova dei 24 km,

  • e la corsa dei 10 km, rapida come una lancia scoccata all’alba.

Tra la folla di guerrieri in scarpe leggere, i vessilli della Corriferrara si alzarono fieri, portati da atleti venuti dal grande fiume per conquistare Parma con il passo e con il cuore.


Le Dame della Corsa

Tra le figure più luminose del giorno, spiccarono tre eroine.

Trombini Sara, valorosa nella distanza dei 32 km, salda come una torre nella pianura padana;

Michela Guarise, impegnata nella prova dei 32 chilometri, levò parole di soddisfazione che sanno di verità e di riconoscenza:

Trenta e due: ottima organizzazione!”
Così parlò la dama ferrarese, rendendo omaggio alla cura e alla bellezza di una gara disegnata come un mosaico perfetto tra le vie e i ponti ducali."

E poi venne l’epopea di Chiara Rosignoli, chiamata dal destino a una prova più grande della misura umana.
Fino al quarantesimo chilometro, la corsa fu splendida come un sogno; ma un errore di percorso, crudele come un vento contrario, la condusse, insieme ad altri atleti, a percorrere due chilometri in più.
Eppure Chiara, come una paladina in armatura di volontà, non vacillò: corse, lottò, e alla fine trionfò.

Ella stessa raccontò la sua impresa con voce ferma e limpida:

“Bellissima gara… fino al quarantesimo, dove poi hanno fatto sbagliare strada a me e ad altri atleti, facendoci fare due chilometri in più.
Sono contenta ugualmente, perché ho raggiunto un PB in maratona, che purtroppo sa di ultramaratona: 44 km in 3:17.
Mi dispiace non avere la certificazione del tempo, ma felice di avere la certificazione del tempo sulle gambe: 3:09.

E così, nonostante l’inganno del destino, Chiara Rosignoli conquistò il 1° posto di categoria, scrivendo il proprio nome tra le leggende di Parma.


Il Canto dei Compagni d’Arme

Ma nessuna impresa è mai solitaria, e la gloria corre anche nei passi di chi condivide la via.
Con Trombini SaraGuarise Michela e Rosignoli Chiara, sventolarono i vessilli biancoblu di Corriferrara anche grazie a:

  • Casoni Lorenzo, cavaliere della 24 km, che affrontò la fatica con cuore saldo e passo costante;

  • Oliani Federico 


     che ottiene la sua migliore prestazione sulla distanza, racconta così: "Personale inaspettato mi sono iscritto a questa gara per fare riposare le gambe e per andare a mangiare con due mie colleghe di parma....mai mi sarei aspettato di fare il personale senza alcuna preparazione se non quella per la maratona di dicembre. 🤣🚀 Complici Un po' la mattinata fredda e un po' il percorso tecnico pieno di curve, salite e discese alla fine le gambe hanno girato bene e mi hanno regalo il mio personal time sui 10km! Organizzazione molto curata dall inizio alla fine, percorso di gara da rivedere (a metà gara ci siamo ritrovati in mezzo ad altre tre gare più lente e abbiamo dovuto fare lo slalom tra i runner)...però va bè...quando si fa il bp tutto il resto passa in secondo piano 🤣"

  • Danu Diana,  fiera nella prova dei 10 km, leggera e veloce come vento sul greto del Po.


Sotto un cielo di ottobre, tra profumo di tortelli e di foglie bagnate, Parma celebrò i suoi eroi della corsa.
E quando le strade tornarono silenziose, restò nell’aria il ricordo dei passi, del coraggio e di un’impresa che profuma di leggenda.

Così si chiuse la giornata, e così rimarrà scritta nei cuori: E fu gloria, e fu Parma.







19^ Marcia UN PAESAGGIO DA RISCOPRIRE

19ª Marcia “Un Paesaggio da Riscoprire” – Dovera (CR), 19 ottobre 2025
Una scampagnata allenante tra natura, sport e… un pizzico di adrenalina!

Domenica 19 ottobre, Dovera ha accolto centinaia di appassionati per la 19ª edizione della marcia non competitiva “Un Paesaggio da Riscoprire”, appuntamento ormai immancabile nel calendario podistico cremasco. L’aria frizzante d’autunno, il cielo terso e i colori dorati della campagna hanno offerto lo scenario ideale per una scampagnata allenante, dove sport e socialità si sono intrecciati in perfetta armonia.

Tra i vari percorsi proposti, il più impegnativo 21 chilometri tra strade sterrate, cascine e filari di pioppi, ha attirato i runner desiderosi di testare la propria condizione in vista delle mezze maratone autunnali della zona.

Tra loro anche Michele Burgio,  che ha condiviso la sua esperienza con tono ironico e appassionato:

In vista delle prossime due gare di mezza maratona del mio territorio, la Laus Half Marathon di Lodi e la Maratonina di Crema, mi alleno in queste manifestazioni sempre sentite localmente e dai grandi buffet a fine corsa. Organizzazione ottima con tre ristori per i 21 km. Unico neo il passaggio tra le campagne cremasche con in bella vista cacciatori intenti nelle loro attività, che non rendeva serena la corsa, però ha fatto decisamente aumentare il passo.”

Le parole di Burgio riassumono perfettamente lo spirito dell’evento: una corsa senza l’assillo del cronometro, ma con il gusto di condividere fatica e sorrisi lungo sentieri che raccontano l’identità rurale del territorio.

L’organizzazione, curata nei dettagli, ha garantito ristori ben forniti e un’accoglienza calorosa, tipica delle manifestazioni popolari che uniscono sportivi, famiglie e semplici amanti della natura.

Al traguardo, tra un piatto di torte casalinghe e una chiacchierata tra amici, la sensazione comune era quella di aver vissuto una giornata di sport genuino, dove il piacere del movimento si sposa con la scoperta o riscoperta di un paesaggio che continua a sorprendere per la sua quieta bellezza.

La marcia di Dovera si conferma così non solo un evento sportivo, ma anche un piccolo rito autunnale: un’occasione per allenarsi, divertirsi e sentire il territorio sotto i propri passi.