giovedì 23 ottobre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara – Settimana di chilometri e silenzi, di salite e respiri

È stata una settimana densa, viva, in cui gli atleti Corriferrara hanno camminato e corso come chi risale un pensiero, come chi cerca nel movimento il senso di una forma più pura.
Hanno macinato chilometri e dislivelli, attraversando montagne, colline e pianure: la corsa come esperienza del mondo, come immersione nella materia viva della terra.

Da Castel del Rio, dove il Trail del Marrone profumava di bosco umido e castagne, fino alle salite dolci e antiche di Monteortone, tra i vapori termali e il respiro della collina.
A Imola, nel Giro dei Tre Monti, i passi hanno battuto forte sull’asfalto e sui sentieri, salendo e scendendo come onde di un mare appenninico.
C’è stata poi Parma, con la sua maratona: strade larghe, passi misurati, il corpo che impara a durare.
Più lontano, a Lavarone, il Drago Vaia Trail ha fatto sentire il respiro del vento nei boschi spezzati e rinati.
E poi Roma, che accoglie ogni corsa come un rito antico.
E infine Amsterdam, piatta e luminosa, dove la maratona è diventata un viaggio tra canali e nuvole.
Fino a Dovera, dove la pianura lombarda ha mostrato un paesaggio da riscoprire, fatto di orizzonti quieti e strade che si perdono nel cielo.

Sono stati 64 atleti a muoversi in questa geografia interiore e collettiva, portando con sé la maglia biancoblu come un filo che li unisce.
In tutto, 1.069,45 chilometri e 22.601 metri di dislivello: Numeri che raccontano la misura dell’impegno, ma non la profondità dell’esperienza.
Perché la corsa, quando si fa così lunga e condivisa, smette di essere solo sport: diventa un modo di abitare il mondo.
Una settimana, otto località, una sola direzione: avanti, verso sé stessi.

Sul podio, nomi che brillano come piccole luci nella nebbia del mattino:
al Giro dei Tre Monti, Paolo Callegari, secondo di categoria, e Paola Pantaleoni, terza;
alla Parma Marathon, Chiara Rosignoli, prima nella sua categoria, esempio di forza e costanza.

E oltre i risultati, resta ciò che non si misura: il passo che diventa respiro, la salita che diventa pensiero, la fatica che diventa presenza.
Ora la settimana si chiude, ma resta un’eco leggera, come il vento dopo la tempesta.









martedì 21 ottobre 2025

Colliamo le Terme

 

“Colliamo le Terme”: 18 km di sorrisi, natura e amicizia sui Colli Euganei

Monteortone (PD), 19 ottobre 2025

Una domenica d’autunno di quelle che sanno di libertà, risate e scarpe infangate. Così si è svolta l’edizione 2025 di “Colliamo le Terme”, la gara non competitiva di 18 chilometri tra i sentieri e i panorami mozzafiato dei Colli Euganei, con partenza e arrivo a Monteortone.

Tra i tanti partecipanti, anche Enrica Massarenti e Monica Gambarin, inseparabili compagne di corsa e di avventure, che hanno condiviso una giornata dal sapore di scampagnata tra amiche.

Bella domenica in compagnia di Monica Gambarin. Le corse ludico motorie sui colli Euganei meritano sempre ha raccontato Enrica,  apprezzato il foliage e i colori autunnali. Ben 3 i ristori lungo il percorso oltre a quello finale. Portata a casa, anche se in parte ho camminato visto che avevo un ginocchio che implorava pietà, soprattutto nelle discese. Divertita e distrutta.

Il paesaggio dei Colli Euganei, vestito dei suoi colori autunnali più intensi, ha accolto i partecipanti tra profumi di bosco, foglie croccanti e panorami che sembravano dipinti. Un percorso vario, con salite generose e discese impegnative, ma sempre accompagnato dall’allegria contagiosa dei gruppi di camminatori e runner.

I ristori, ben distribuiti lungo il tragitto, sono stati vere e proprie tappe di convivialità: un bicchiere di tè caldo, una fetta di torta, una battuta e via di nuovo sui sentieri.

Alla fine, più che una gara, “Colliamo le Terme” si è rivelata una festa della natura e dell’amicizia, un’occasione per rallentare, respirare e godersi il piacere di muoversi insieme in uno degli angoli più belli del Veneto.

Divertite, forse un po’ distrutte, ma con il cuore pieno di entusiasmo, Enrica e Monica portano a casa non solo una medaglia ideale, ma anche un ricordo da incorniciare: quello di una domenica perfetta tra colli, chiacchiere e foglie d’oro.







Parma Marathon, Chiara Rosignoli 1^ di categoria nella maratona.

 

La Corsa dei Forti – Cronaca della Maratona di Parma 2025

Nella mattina del 19 ottobre dell’anno 2025, la città di Parma si destava tra le prime brume d’autunno.
Il sole, ancora timido, illuminava le cupole e le pietre rosa del Battistero, mentre un fremito di vita correva per le vie: era l’ora della Maratona di Parma, la grande tenzone dei moderni cavalieri della corsa.

Quattro furono le prove, quattro i campi di battaglia dove i corridori misurarono la propria forza e la propria anima:

  • la Maratona di 41,195 chilometri,

  • la sfida dei 32 km,

  • la prova dei 24 km,

  • e la corsa dei 10 km, rapida come una lancia scoccata all’alba.

Tra la folla di guerrieri in scarpe leggere, i vessilli della Corriferrara si alzarono fieri, portati da atleti venuti dal grande fiume per conquistare Parma con il passo e con il cuore.


Le Dame della Corsa

Tra le figure più luminose del giorno, spiccarono tre eroine.

Trombini Sara, valorosa nella distanza dei 32 km, salda come una torre nella pianura padana;

Michela Guarise, impegnata nella prova dei 32 chilometri, levò parole di soddisfazione che sanno di verità e di riconoscenza:

Trenta e due: ottima organizzazione!”
Così parlò la dama ferrarese, rendendo omaggio alla cura e alla bellezza di una gara disegnata come un mosaico perfetto tra le vie e i ponti ducali."

E poi venne l’epopea di Chiara Rosignoli, chiamata dal destino a una prova più grande della misura umana.
Fino al quarantesimo chilometro, la corsa fu splendida come un sogno; ma un errore di percorso, crudele come un vento contrario, la condusse, insieme ad altri atleti, a percorrere due chilometri in più.
Eppure Chiara, come una paladina in armatura di volontà, non vacillò: corse, lottò, e alla fine trionfò.

Ella stessa raccontò la sua impresa con voce ferma e limpida:

“Bellissima gara… fino al quarantesimo, dove poi hanno fatto sbagliare strada a me e ad altri atleti, facendoci fare due chilometri in più.
Sono contenta ugualmente, perché ho raggiunto un PB in maratona, che purtroppo sa di ultramaratona: 44 km in 3:17.
Mi dispiace non avere la certificazione del tempo, ma felice di avere la certificazione del tempo sulle gambe: 3:09.

E così, nonostante l’inganno del destino, Chiara Rosignoli conquistò il 1° posto di categoria, scrivendo il proprio nome tra le leggende di Parma.


Il Canto dei Compagni d’Arme

Ma nessuna impresa è mai solitaria, e la gloria corre anche nei passi di chi condivide la via.
Con Trombini SaraGuarise Michela e Rosignoli Chiara, sventolarono i vessilli biancoblu di Corriferrara anche grazie a:

  • Casoni Lorenzo, cavaliere della 24 km, che affrontò la fatica con cuore saldo e passo costante;

  • Oliani Federico 


     che ottiene la sua migliore prestazione sulla distanza, racconta così: "Personale inaspettato mi sono iscritto a questa gara per fare riposare le gambe e per andare a mangiare con due mie colleghe di parma....mai mi sarei aspettato di fare il personale senza alcuna preparazione se non quella per la maratona di dicembre. 🤣🚀 Complici Un po' la mattinata fredda e un po' il percorso tecnico pieno di curve, salite e discese alla fine le gambe hanno girato bene e mi hanno regalo il mio personal time sui 10km! Organizzazione molto curata dall inizio alla fine, percorso di gara da rivedere (a metà gara ci siamo ritrovati in mezzo ad altre tre gare più lente e abbiamo dovuto fare lo slalom tra i runner)...però va bè...quando si fa il bp tutto il resto passa in secondo piano 🤣"

  • Danu Diana,  fiera nella prova dei 10 km, leggera e veloce come vento sul greto del Po.


Sotto un cielo di ottobre, tra profumo di tortelli e di foglie bagnate, Parma celebrò i suoi eroi della corsa.
E quando le strade tornarono silenziose, restò nell’aria il ricordo dei passi, del coraggio e di un’impresa che profuma di leggenda.

Così si chiuse la giornata, e così rimarrà scritta nei cuori: E fu gloria, e fu Parma.







19^ Marcia UN PAESAGGIO DA RISCOPRIRE

19ª Marcia “Un Paesaggio da Riscoprire” – Dovera (CR), 19 ottobre 2025
Una scampagnata allenante tra natura, sport e… un pizzico di adrenalina!

Domenica 19 ottobre, Dovera ha accolto centinaia di appassionati per la 19ª edizione della marcia non competitiva “Un Paesaggio da Riscoprire”, appuntamento ormai immancabile nel calendario podistico cremasco. L’aria frizzante d’autunno, il cielo terso e i colori dorati della campagna hanno offerto lo scenario ideale per una scampagnata allenante, dove sport e socialità si sono intrecciati in perfetta armonia.

Tra i vari percorsi proposti, il più impegnativo 21 chilometri tra strade sterrate, cascine e filari di pioppi, ha attirato i runner desiderosi di testare la propria condizione in vista delle mezze maratone autunnali della zona.

Tra loro anche Michele Burgio,  che ha condiviso la sua esperienza con tono ironico e appassionato:

In vista delle prossime due gare di mezza maratona del mio territorio, la Laus Half Marathon di Lodi e la Maratonina di Crema, mi alleno in queste manifestazioni sempre sentite localmente e dai grandi buffet a fine corsa. Organizzazione ottima con tre ristori per i 21 km. Unico neo il passaggio tra le campagne cremasche con in bella vista cacciatori intenti nelle loro attività, che non rendeva serena la corsa, però ha fatto decisamente aumentare il passo.”

Le parole di Burgio riassumono perfettamente lo spirito dell’evento: una corsa senza l’assillo del cronometro, ma con il gusto di condividere fatica e sorrisi lungo sentieri che raccontano l’identità rurale del territorio.

L’organizzazione, curata nei dettagli, ha garantito ristori ben forniti e un’accoglienza calorosa, tipica delle manifestazioni popolari che uniscono sportivi, famiglie e semplici amanti della natura.

Al traguardo, tra un piatto di torte casalinghe e una chiacchierata tra amici, la sensazione comune era quella di aver vissuto una giornata di sport genuino, dove il piacere del movimento si sposa con la scoperta o riscoperta di un paesaggio che continua a sorprendere per la sua quieta bellezza.

La marcia di Dovera si conferma così non solo un evento sportivo, ma anche un piccolo rito autunnale: un’occasione per allenarsi, divertirsi e sentire il territorio sotto i propri passi.



Trail del Marrone

 

Trail del Marrone 2025 – Castagne, salite e sorrisi tra i boschi di Castel del Rio 🍂🏃‍♂️

Sabato 18 ottobre 2025 Castel del Rio (BO) ha ospitato una delle gare più amate dagli appassionati di sentieri e castagne: il Trail del Marrone.
Un appuntamento che unisce natura, sport e tradizione, con due percorsi spettacolari immersi nei colori dell’autunno appenninico:

  • 22 km con 1200 metri di dislivello positivo, per chi cerca un vero test di gamba e resistenza;

  • 12 km con 550 metri di dislivello, perfetta per chi vuole assaporare il gusto del trail senza esagerare.

Quest’anno la giornata ha regalato sole e temperature ideali, con panorami mozzafiato e un foliage che ha incantato tutti i partecipanti.
Il tracciato, tecnico e vario, ha alternato salite decise nei primi 10 km a discese più scorrevoli nella seconda parte, con single track immersi nel bosco e qualche passaggio insidioso nascosto sotto il tappeto di foglie secche.

Le voci dal percorso 🎤

Tra i protagonisti, Vincenzo Fedozzi ha commentato con semplicità e soddisfazione:

Percorso molto bello.”

Poche parole, ma che dicono tutto: chi corre il Trail del Marrone sa che la bellezza del percorso parla da sé.

Più colorito, come sempre, il racconto di Michele Tuffanelli, accompagnato da Marco Gianantoni:

Il Giana: ‘Dai Tuffa, si va al Marrone che poi c’è la sagra e prendiamo le castagne!’ Peccato che quest’anno la gara è di sabato e la sagra c’è solo la domenica 😂 Vabbè fa niente, l’importante è correre un bel Trail! Quest’anno con il sole, i primi 10 km con salite importanti e impegnative, poi dal 13 si scende su single track belli correvoli… ma occhio a non esagerare, che con il foliage d’autunno l’insidia è sempre sotto le foglie! Ottimo tempo in preparazione del Cinghiale 💪⛰️🏃 Dopo un po’ di tempo si torna a viaggiare con Giana , mi mancavano i suoi ritardi di programma!

Un racconto che racchiude tutto lo spirito del trail running: fatica, amicizia, ironia e quell’amore profondo per la montagna che ti fa sorridere anche quando le gambe bruciano.

Un trail da vivere, non solo da correre

Il Trail del Marrone non è solo una gara: è un momento di incontro per la grande famiglia del trail.
Tra un ristoro, una battuta e un panorama che lascia senza fiato, ci si ricorda perché si corre: per stare bene, per condividere, per sentirsi parte dei boschi e delle montagne che amiamo.

E anche se quest’anno le castagne si potranno gustare solo la domenica, siamo certi che tutti i partecipanti siano tornati a casa con qualcosa di ancora più dolce: il sorriso di chi ha corso un gran bel trail. 🍁




lunedì 20 ottobre 2025

Maratona di Amsterdam

 

La Leggenda della Maratona di Amsterdam – Corriferrara tra vento, canali e gloria

Si narra che ad Amsterdam, quando il vento del Nord s’alza e il sole filtra tra i canali come oro liquido, i corridori sentano nel cuore l’antico spirito dei navigatori olandesi. Così è stato il 19 ottobre 2025, quando la città dei ponti e dei tulipani ha accolto migliaia di maratoneti provenienti da ogni parte del mondo per scrivere un nuovo capitolo della Maratona di Amsterdam.

La città, avvolta in una luce dorata d’autunno, ha fatto da cornice perfetta a una giornata di sport e poesia. I corridori hanno corso tra storia e modernità: dal Vondelpark al Rijksmuseum, tra applausi, cori e il suono lontano delle biciclette.

Tra i palazzi che si specchiano nell’acqua e il profumo di birra e waffles nell’aria, tre atleti della Corriferrara hanno lasciato la loro impronta nel mito della corsa.

Il primo a sfidare il tempo e il vento è stato Marangoni Matteo, che con animo indomito e passo da cavaliere del Nord ha fermato le lancette a 2:57:32.

Dietro di lui, come un compagno fedele di battaglia, Davi Rudy ha affrontato ogni curva e ogni soffio di vento, conquistando il traguardo in 3:00:12, a un respiro dal simbolico muro delle tre ore.
E infine Tieghi Mauro, che ha corso come chi attraversa una terra antica, spinto dalla forza silenziosa della determinazione, chiudendo in 3:23:32.

Tra le acque dell’Amstel e il calore del pubblico, la città ha vibrato come un’arpa nordica. Le voci degli spettatori si sono mischiate al canto dei gabbiani, mentre lo Stadio Olimpico, antico tempio della fatica e del trionfo, accoglieva i finisher come eroi di ritorno da un lungo viaggio.

E quando il sole ha iniziato a calare dietro i tetti storti e le finestre illuminate dei canali, Amsterdam ha sussurrato una nuova leggenda: quella dei tre uomini di Corriferrara che, con cuore e respiro, hanno corso contro il tempo, onorando la città dei venti e delle acque.

Perché nelle terre del Nord, ogni passo lascia un’eco e ogni corsa, se compiuta con anima e onore, diventa eterna





Giro dei Tre Monti Paolo Callegari 2° di categoria, Paola Pantaleoni 3^ di categoria

 

🏁 Giro dei Tre Monti: Corriferrara in pole position all’Autodromo di Imola! 🏁

Domenica, all’ombra dei box e delle tribune che hanno visto sfrecciare leggende della Formula 1, non si sono accesi i motori ma i cuori dei runner. L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ha ospitato una delle gare più affascinanti e amate del panorama podistico: il Giro dei Tre Monti, 15,3 chilometri di pura emozione, con 270 metri di dislivello tra salite, colline e panorami che tolgono il fiato. Dove solitamente rombano i bolidi, questa volta hanno rimbombato i passi dei corridori, in una partenza spettacolare direttamente dal rettilineo del circuito. Poi via, fuori dal tracciato, verso le colline imolesi, lungo un percorso che alterna fatica e bellezza, silenzio e applausi, con tre salite che mettono alla prova mente e gambe ma ripagano con viste mozzafiato sulla vallata. Corriferrara ha risposto presente in grande stile, con 34 atleti al via, un vero team da “scuderia vincente”. Tra di loro si sono distinti Paolo Callegari, splendido 2° di categoria, e Paola Pantaleoni, 3^ di categoria, protagonista di una gara indimenticabile.

🗣️ «Ogni anno partecipare a questa gara merita la levataccia domenicale! Sempre bello e tutto emozionante: partenza e arrivo all’Autodromo (location unica!), la fatica delle tre super salite e poi i panorami dalle cime delle colline. E quest’anno per me premiazione di categoria sul podio dei piloti!!! Da wow! Donne non mollate mai! Quest’anno sono stata più veloce di ogni volta (dal 2017 ormai…) in cui ho partecipato!»

Salire su quel podio, lo stesso dove hanno brindato Senna, Schumacher e Hamilton, è stato un momento magico: una celebrazione di sport e passione che ha reso ancora più speciale la giornata. Ma le emozioni non si fermano ai risultati. Come racconta Denis Grandi, la gara di Imola ha un fascino che si rinnova ogni anno:

🗣️ «Sempre bellissima e coinvolgente in un contesto unico!!! L'ho corsa varie volte ed ho avuto la fortuna di trovare sempre giornate stupende, ma soprattutto ogni volta l'emozione è sempre la stessa come fosse la prima volta.»

E ancora, Federica Beccari sintetizza in poche parole ciò che molti sentono al traguardo:

🗣️ «Bellissima gara, emozioni forti!»

A completare il quadro, il racconto di Caterina Maietti, che descrive con lucidità e gioia la propria esperienza:

🗣️ «Gara sempre bella e ben organizzata. In partenza la temperatura era freschina ma poi clima ideale per correre. Partita cauta senza spingere troppo per affrontare al meglio 😂 le 3 salite decisamente impegnative, poi tutti saliscendi fino all’arrivo all’interno dell’autodromo. Soddisfatta del tempo finale, per me il migliore che abbia mai fatto su questo circuito ma soprattutto mi sono divertita.»

Ecco allora il vero spirito del Giro dei Tre Monti: la fatica che diventa entusiasmo, la salita che si trasforma in conquista, la corsa che diventa ricordo. Sul tracciato di Imola, Corriferrara ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra affiatata, capace di unire passione e determinazione. Domenica non c’erano motori a rombare, ma l’energia era la stessa di un Gran Premio.

E quando i nostri atleti sono saliti sul podio dei campioni, per un momento sembrava davvero di sentire in sottofondo l’inno della vittoria.

🏆 Corriferrara, sempre a tutta!







Wizz Air Roma Half Marathon

 

Roma Half Marathon 2025 – La corsa che attraversa l’eternità

Roma, 19 ottobre 2025 . C’è un’alba diversa, quando Roma si prepara ad accogliere i suoi corridori. L’aria è intrisa di attesa e di storia, il cielo si specchia sulle cupole e le strade sembrano svegliarsi al ritmo dei passi che stanno per animarle. Così è iniziata la Wizz Air Roma Half Marathon, una sinfonia di corpi in movimento dentro un museo che non ha pareti, ma orizzonti.

Dal Circo Massimo parte un fiume umano che scorre tra epoche e meraviglie. Ogni chilometro è un battito che si intreccia con il respiro della città: la Basilica di San Paolo che appare come una promessa, il lungo Tevere che accompagna come un vecchio compagno di viaggio, il riflesso dorato di Castel Sant’Angelo che benedice il passaggio dei corridori.

Poi Roma si fa poesia visibile: Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Navona, nomi che da soli basterebbero a raccontare un mondo. Qui la corsa non è più fatica, ma danza, sospesa tra la luce del mattino e il profumo della storia.

E quando il percorso conduce verso l’Altare della Patria, la via dei Fori Imperiali si apre come un sipario. Lì, dove il tempo sembra fermarsi, il Colosseo attende i corridori come un custode d’eternità. Ogni traguardo diventa un frammento di sogno, ogni volto una testimonianza di bellezza vissuta.

Tra i tanti che hanno corso, Luca Mingozzi ha trovato le parole per raccontare ciò che molti hanno solo sentito nel cuore:

“Roma Half Marathon, una bellissima gara ed un’esperienza da rivivere!
21 km, più della metà vissuta nel museo a cielo aperto che solo Roma ti può dare.
Partenza al Circo Massimo, una decina di km ad anello che ti portano fino alla Basilica di San Paolo per poi andare sul lungo Tevere, passaggi davanti a Castel Sant’Angelo e la Corte di Cassazione. Poi via fino a Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e Piazza Navona.
A quel punto passi davanti all’Altare della Patria, percorri la via dei Fori Imperiali con lo sfondo del Colosseo dove c’è l’arrivo!
Cosa aggiungere? L’emozione di aver incontrato un disponibilissimo  

Sir Mo Farah in partenza!”

Parole semplici e vere, come il passo che diventa respiro e il respiro che diventa emozione. Roma, in quel giorno, non è stata solo una città: è stata compagna, ispirazione, culla di un’esperienza che appartiene a chi ama correre ma soprattutto a chi sa guardare la bellezza con il cuore.

E mentre il sole tramonta sui sampietrini e il Tevere si tinge d’oro, resta una certezza: correre a Roma non è mai soltanto correre. È vivere l’eternità, un passo alla volta.








Drago Vaia Trail

 

Il Drago che Rinacque tra i Boschi di Lavarone

Ci fu un tempo, non troppo lontano, in cui il vento urlò tra le montagne come un gigante furioso.
Era l’autunno del 2018, e la tempesta Vaia spazzò via milioni di alberi, ferendo il cuore verde delle Dolomiti. Ma la natura, che conosce la pazienza e la rinascita, non si arrese. Da quei tronchi abbattuti, da quel dolore silenzioso, nacque un simbolo di forza e speranza: il Drago Vaia.
Una scultura imponente, fatta del legno degli alberi caduti, eretta per ricordare che anche dopo la distruzione, la vita può rinascere più potente di prima.

C’era una volta, sull’altopiano incantato di Lavarone, quel Drago di Legno che dominava le valli, custode silenzioso dei boschi e dei venti. Le sue scaglie non erano di fuoco, ma di corteccia; i suoi occhi, non di brace, ma di luce che filtrava tra i rami dei faggi.
Ma un giorno l’uomo, cieco alla magia del creato, lo distrusse. Il Drago cadde, e con lui parve spegnersi un respiro antico della foresta.

Eppure, come ogni vera creatura di leggenda, il Drago Vaia non poteva morire davvero. Dal legno caduto, dalle mani sapienti degli artisti e dall’amore della gente, rinacque più bello di prima. Ora le sue ali sembrano abbracciare l’altopiano, e chi sale fin lassù giura di sentire il suo sussurro tra le foglie: “Io sono tornato.”

È in questo regno di meraviglia che, il 19 ottobre 2025, si è disputata la Drago Vaia Trail, una gara che più che una corsa è un viaggio tra miti, colori e respiro.
Due distanze, 22 km con 700 metri di dislivello e 12 km con 312 metri , si sono snodate tra i sentieri cimbri, dove l’autunno tinge di oro e rame ogni ramo di faggio, e il cielo sembra un lago d’azzurro sospeso sopra i monti.

Tra i protagonisti di questa fiaba sportiva, anche i  dieci atleti Corriferrara, che hanno sfidato la fatica con il sorriso e lo stupore di chi sa che la bellezza vale ogni passo.

Sara Previati racconta entusiasta:

"Bellissimo percorso, facile senza troppo dislivello, da ammirare e fotografare i colori della natura e le sculture create dagli artisti della zona."

Emanuela Lambertini ha detto, con occhi che brillavano come stelle:

Il Drago è rinato più bello di prima. Solo uno stolto poteva pensare di uccidere un Drago.

Renato Finco ha raccontato la magia del luogo con parole che sanno di poesia:

I paesaggi dell'altipiano di Lavarone sono stupendi in autunno, con i mille colori delle foglie di faggio che contrastano con l’azzurro del cielo e il verde degli abeti. Domina la scultura del Drago Vaia. Ho ritrovato emozioni e sensazioni bellissime che riconciliano con la natura, grazie a chi ha condiviso con me la fatica.”

E infine, Andrea Sattin, al suo battesimo nella gara lunga, ha sussurrato con la gratitudine di chi ha toccato la magia:

Gara molto suggestiva negli altipiani cimbri, immersi nella natura del bosco. I colori del foliage sono splendidi… 20 km con 700 metri di dislivello, la mia prima volta. Molto contento del risultato.”

Così, tra i passi degli atleti e il silenzio dei boschi, il Drago ha sorriso di nuovo.

Perché finché qualcuno correrà tra le sue ali di legno e vento,  la sua leggenda non morirà mai.

E forse è proprio questo il segreto del Drago Vaia Trail: non una sfida, ma un abbraccio.
Ogni passo è un battito della terra che rinasce, ogni respiro un canto di gratitudine verso la natura.
Correre in questi luoghi significa diventare parte della loro storia  un filo d’erba, una foglia, una scintilla del Drago che continua a vivere in chi ama la montagna e il silenzio del bosco.

Perché, in fondo, ogni corsa è una rinascita, e ogni Drago che cade,   se c’è cuore, può sempre tornare a volare.