giovedì 5 giugno 2025
49° Trofeo Liberazione. Corriferrara 1^ società per numero di iscritti.
mercoledì 4 giugno 2025
7ª Marcia di Pojana: presente anche Corriferrara con Vittorio Cavallini
Pojana Maggiore (VI), 1 giugno 2025 – Si è svolta con grande partecipazione la 7ª edizione della Marcia di Pojana, manifestazione podistica non competitiva organizzata nel cuore della pianura vicentina. L’evento, divenuto ormai una classica di inizio giugno, ha attirato centinaia di appassionati provenienti da tutto il Veneto e dalle regioni limitrofe, desiderosi di correre immersi nella natura e nell’atmosfera festosa del paese.
I partecipanti hanno potuto scegliere tra diversi percorsi, pensati per soddisfare ogni livello di preparazione: camminatori, famiglie, runner esperti. Tra i tracciati proposti, spiccava quello da 18 km, impegnativo ma ricco di fascino, che si è snodato tra strade sterrate, tratti asfaltati e suggestivi scorci di campagna.
A rappresentare i colori di Corriferrara c’era Vittorio Cavallini, che ha scelto proprio il tracciato più lungo, completandolo con entusiasmo e spirito sportivo. La sua partecipazione conferma ancora una volta la presenza costante del gruppo ferrarese anche fuori provincia, sempre pronto a valorizzare le iniziative podistiche locali e a condividerne i valori di inclusione e benessere.
La giornata si è conclusa con un ristoro conviviale e un clima di festa che ha coinvolto atleti, volontari e accompagnatori. Un plauso va agli organizzatori e ai tanti volontari che, come ogni anno, hanno reso possibile questa bella giornata di sport e condivisione.
Corriferrara continua così il suo viaggio tra le strade più belle del Nord Italia, portando con sé passione, amicizia e amore per la corsa.
Loch Trail
Loch Trail Run 2025: Corriferrara protagonista tra i monti di Roana
Nei giorni 1 e 2 giugno si è svolta a Roana, sull'Altopiano dei Sette Comuni, la spettacolare Loch Trail Run, un evento trail molto atteso dagli appassionati della corsa in natura. Tre i percorsi proposti, immersi nei paesaggi mozzafiato dell'altopiano vicentino, con distanze di 43, 24 e 13 chilometri, ciascuna caratterizzata da importanti dislivelli e passaggi tecnici.
Anche Corriferrara ha risposto presente all'appuntamento, con tre atleti che hanno affrontato le diverse distanze con grande determinazione e spirito trail.
Sulla distanza regina di 43 km con 2000 metri di dislivello positivo, a difendere i colori della società estense c’era Alessandro Fardella, che ha completato il durissimo percorso in 8 ore 40 minuti e 35 secondi. Una prova di grande resistenza e carattere su un tracciato che ha messo a dura prova anche i trailer più esperti.
Nella gara intermedia di 24 km con 1200 metri di dislivello, ottima prestazione per Cristian Chinaglia, che ha chiuso la prova in 3 ore 43 minuti e 24 secondi, affrontando con grinta i saliscendi boschivi e i passaggi panoramici tipici del trail vicentino.
Infine, sulla distanza corta di 13 km (con 500 metri di dislivello positivo), ha brillato Cosetta Brombin, che ha fermato il cronometro a 2 ore e 07 minuti, dimostrando ottima preparazione e spirito sportivo lungo i sentieri della competizione.
Una giornata all’insegna della natura, della fatica e delle soddisfazioni per Corriferrara, che ancora una volta ha saputo distinguersi anche fuori dai tradizionali percorsi cittadini, confermandosi realtà poliedrica del panorama podistico nazionale.
17^ CamminAdda. A Spino d'Adda, Michele Burgio
Grande partecipazione alla gara podistica di Spino d'Adda del 2 giugno 2025
Lunedì 2 giugno 2025, in occasione della Festa della Repubblica, si è svolta a Spino d'Adda una vivace gara podistica che ha attirato numerosi appassionati di corsa da tutta la Lombardia e regioni limitrofe. L'evento, organizzato con cura e passione, ha offerto ai partecipanti un percorso pianeggiante che si snodava tra le vie del paese e le campagne circostanti, creando un connubio perfetto tra sport e natura.
Tra i partecipanti, da segnalare la presenza dell'Atletica Corriferrara, che ha schierato un proprio rappresentante nella competizione. La società ferrarese, nota per la sua attiva partecipazione a eventi podistici in tutta Italia, ha dimostrato ancora una volta il suo impegno nel promuovere lo sport e la corsa a livello amatoriale e competitivo.
La giornata si è svolta all'insegna del divertimento e della condivisione, con un'ottima organizzazione che ha garantito la sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti. Il pubblico presente ha potuto godere di una manifestazione sportiva coinvolgente, che ha valorizzato lo spirito di comunità e la passione per la corsa.
In attesa dei risultati ufficiali e delle classifiche, l'evento di Spino d'Adda si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti del podismo, capace di unire sport, territorio e convivialità in un'unica esperienza.
Il racconto di Michele Burgio
Dopo la calda e intensa giornata podistica del 1° giugno a Fossanova San Marco, il weekend lungo di Michele Burgio, portacolori dell’Atletica Corriferrara, prosegue il 2 giugno con una suggestiva corsa campestre a Spino d’Adda, nel cuore del Parco Naturale del fiume Adda.
"Questa volta il clima è più benevolo," racconta Michele, "e si affronta la corsa con più serenità."
Il contesto è perfetto per chi ama coniugare sport e natura: un percorso immerso nel verde, accarezzato dal lento scorrere dell’Adda, con tratti ombreggiati che regalano refrigerio e bellezza paesaggistica ineguagliabile. La manifestazione proponeva una vasta scelta di distanze — dai 6 fino ai 25 km — permettendo a ogni partecipante di scegliere in base alle proprie condizioni e obiettivi.
"Avrei preferito fare un percorso più lungo," confessa Michele, "ma meglio non esagerare."
Nonostante la scelta di un tracciato più contenuto, la soddisfazione non è mancata: l’organizzazione si è rivelata impeccabile, con una logistica ben curata, ristori adeguati e volontari presenti e sorridenti. Tanta anche la partecipazione, soprattutto da parte dei podisti locali, segno che la corsa è ormai un appuntamento sentito e radicato nel territorio.
"Una manifestazione riuscitissima. La consiglio davvero a tutti," conclude Michele
Corriferrara alla Cortina-Dobbiaco Run 2025: tre atleti in gara tra le Dolomiti
Corriferrara alla Cortina-Dobbiaco Run 2025: tre atleti in gara tra le Dolomiti
Domenica 1 giugno 2025 si è svolta la Cortina-Dobbiaco Run, una delle gare di corsa più suggestive del panorama italiano. Lunga 30 km con un dislivello positivo di 350 metri, la gara parte dall'incantevole località di Cortina d'Ampezzo per arrivare fino a Dobbiaco, seguendo il tracciato della vecchia ferrovia, oggi trasformata in un magnifico percorso immerso nella natura dolomitica.
Corriferrara ha risposto presente con tre atleti che hanno portato i colori della squadra tra i paesaggi mozzafiato delle Dolomiti:
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Enrico Bonazza ha chiuso la gara con un eccellente tempo di 2h34’30”, confermandosi atleta solido e costante anche su distanze più lunghe e con dislivello.
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Marco Binatti, al suo esordio su una distanza superiore alla mezza maratona, ha concluso in 2h54’17”, superando brillantemente una sfida personale e sportiva.
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Emanuela Marangoni, sempre presente e combattiva, ha fermato il cronometro a 2h58’49”, regalando un'altra prova di determinazione e resistenza.
Il racconto di Marco Binatti, emozionato e soddisfatto al traguardo:
“Gara stupenda e ben organizzata. Prima volta per me che supero i 21 km in gara e il dislivello si è fatto sentire. Una bellissima esperienza con uno scenario impagabile. Alla partenza ho incontrato Manu, compagna di squadra, e insieme abbiamo atteso il via dopo la foto di rito.”
Per tutti e tre, la Cortina-Dobbiaco è stata non solo una gara, ma un’esperienza unica, fatta di fatica, panorami mozzafiato e spirito di squadra. Un’altra bella pagina scritta dagli atleti Corriferrara sui sentieri d’Italia.
Corriferrara all’Antico Trail del Contrabbandiere: emozioni e fatica sui sentieri di Pove del Grappa
Corriferrara all’Antico Trail del Contrabbandiere: emozioni e fatica sui sentieri di Pove del Grappa
Domenica 1° giugno i colori della Corriferrara hanno brillato tra i boschi e i sentieri dell’Antico Trail del Contrabbandiere, suggestiva gara di trail running disputata a Pove del Grappa (VI). A scendere in campo per la società ferrarese è stato un gruppo compatto di atleti, impegnati nella 24 km con 1200 metri di dislivello positivo.
La gara è organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Emme Running Team, affiliata F.I.D.A.L. e I.T.R.A., in collaborazione con i Comuni di Pove del Grappa, Bassano del Grappa, Valbrenta e Solagna.
Il percorso della 24 km si sviluppa lungo sentieri, mulattiere della Valbrenta e una parte dell'Alta Via del Tabacco, un itinerario storico che attraversa luoghi ricchi di storia e cultura.
Dietro di loro Marco Malaguti, che ha chiuso in 4h18'25", e Elisa Romani in 4h24'15". Più distaccati ma comunque determinati, hanno completato il percorso in 5h07'32" Elenia Paparella, Sara Previati, Alessandra Grazioso, Paola Ferrari e Renato Finco, dimostrando spirito di squadra e tenacia fino all’ultimo chilometro.
Un’altra prova di carattere per gli atleti Corriferrara, che continuano a portare in alto il nome della società anche sui tracciati più impegnativi del panorama trail nazionale.

TRAIL ADVENTURE: Emozioni tra la Vena del Gesso e il borgo di Montecalvo
TRAIL ADVENTURE: Emozioni tra la Vena del Gesso e il borgo di Montecalvo
Ponticella (BO), 30 maggio 2025
Venerdì 30 maggio, al calare del sole, oltre 40 appassionati di outdoor si sono ritrovati in Via Spipola a Ponticella per prendere parte al TRAIL ADVENTURE, un allenamento gratuito apertoa tutti i tesserati Atletica Corriferrara e agli allievi Runner's School Italia. L'iniziativa ha proposto due splendidi percorsi immersi nella natura, pensati per amanti del trail running e del trekking.
Due percorsi, una sola passione per la natura
Alle 19.15, dopo un breve briefing, i partecipanti si sono divisi in due gruppi:
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Il gruppo Trail, con oltre 20 iscritti, ha affrontato un impegnativo anello da 10,5 km con 450 metri di dislivello positivo, suddiviso in due sottogruppi: uno più veloce e uno più tranquillo, per permettere a tutti di vivere l’esperienza al proprio ritmo.
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Il gruppo Trekking, anch’esso con circa 20 partecipanti, ha seguito un percorso da 6,5 km e 280 metri di dislivello, godendosi i panorami e i profumi della natura con passo rilassato.
Entrambi i tracciati hanno attraversato alcuni dei punti più suggestivi del Parco dei Gessi Bolognesi: dalla maestosa Vena del Gesso alla suggestiva Dolina della Spipola, fino ad arrivare al caratteristico borgo di Montecalvo, incastonato tra le colline.
Spirito di gruppo e "terzo tempo"
A rendere ancora più speciale la serata è stato il clima di condivisione e amicizia che ha accompagnato tutto l’evento. Al termine dell’attività, i partecipanti si sono ritrovati per il classico terzo tempo, dove ognuno ha contribuito portando qualcosa da mangiare o da bere. Tra risate, racconti e brindisi, si è consolidato quello spirito di comunità che rende il mondo del trail e del trekking unico e autentico.
Un'esperienza da ripetere
Il successo di TRAIL ADVENTURE conferma la crescente voglia di sport all'aria aperta e la capacità di creare eventi coinvolgenti, accessibili e ricchi di contenuti. Un plauso a tutti i partecipanti, per aver saputo coniugare sport, natura e socialità in una serata davvero speciale.
Vesuvio Ultra Marathon Ion Coban 2° assoluto
Grandi emozioni sul Vesuvio: Atletica Corriferrara protagonista alla Ultramarathon 2025
Sabato 31 maggio 2025 si è svolta a Ottaviano (NA) la suggestiva Vesuvio Ultramarathon, un evento che ogni anno richiama centinaia di trail runner da tutta Italia e oltre, pronti a sfidare le pendici del vulcano più famoso del mondo tra panorami mozzafiato e dislivelli importanti.
In questa edizione, Atletica Corriferrara ha lasciato un segno indelebile grazie alle straordinarie prestazioni dei propri atleti nelle tre distanze previste: 50 km, 30 km e 18 km, tutte caratterizzate da percorsi tecnici, boschi fitti e viste spettacolari sul Golfo di Napoli.
Nella 50 km – 3500 m D+ un secondo posto assoluto per Ion Coban
Il grande protagonista di giornata è stato Ion Coban, che ha corso una gara magistrale nella 50 km, chiudendo in 6h21'16" e conquistando il 2° posto assoluto. Un risultato straordinario che testimonia la sua grande forma fisica e determinazione su un tracciato estremamente impegnativo, con ben 3500 metri di dislivello positivo.
30 km – 2040 m D+ per Giuseppe Vottari
Nella distanza intermedia di 30 km, anche Giuseppe Vottari ha portato a termine una vera impresa, tagliando il traguardo in 6h17'04". Un tempo che conferma la difficoltà del percorso e l’impegno richiesto per affrontare i 2040 metri di dislivello positivo in condizioni di caldo e sentieri tecnici.
Lilia Agachi chiude la 18 km – 1130 m D+ con determinazione
Infine, nella 18 km, la nostra atleta Lilia Agachi ha dimostrato grande costanza e tenacia, completando il percorso in 3h56'05", superando un dislivello positivo di 1130 metri. Una prestazione che vale tanto, soprattutto in una gara così selettiva fin dai primi chilometri.
Orgoglio Corriferrara
La Vesuvio Ultramarathon 2025 si è rivelata ancora una volta un banco di prova impegnativo ma affascinante. I nostri atleti hanno dimostrato di essere all’altezza della sfida, portando in alto i colori di Atletica Corriferrara in un contesto di altissimo livello.
Complimenti a Ion, Giuseppe e Lilia per averci rappresentato con grinta, passione e spirito di squadra.
#Corriferrara #TrailRunning #VesuvioUltramarathon #Worbas
(The great gig in the) Sky Trail Tre Cime del Covigliaio
Alessio Montanari ci porta nel mondo del trail con il bellissimo racconto della sua gara, fatta di momenti di fatica, gioia e soddisfazione, il tutto si racchiude in un :" ne è valsa la pena essere presente a questa manifestazione".
Quando andate al ristorante (non da “plumoni”) dopo un po’ arriva al tavolo il sommelier che vi consiglia il vino da abbinare al piatto, per esaltarne al massimo le caratteristiche e valorizzare al meglio la pietanza ed i sapori. Giusto? Ecco, io invece consiglio la musica da abbinare a questo racconto, per meglio assaporare il viaggio, ben al di là delle cinque ore e trenta di corsa. Ed essendo il trail (ed in particolare questo) una favola moderna con contorni splatter, un viaggio onirico fra profumo di felci, gelsomino, foglie in decomposizione e terra umida e di muschio, funghi, resina legno bagnato, rugiada che si asciuga al sole e quello ben più concreto del proprio sudore incrostato di sale in faccia, del sangue che ti cola fra le dita sporche ti terriccio e che ti ciucci via, perché così “disinfetta”.
Ed il brano in questione é “The great gig in the sky” (non intendo dirvi l’autore perché voglio mantenere inalterata la stima in voi, anonimi lettori).
Sì sì… hai capito bene ciò che ti sto consigliando: sospendi un istante la lettura e dí “Alexa! fammi ascoltare The great gig in the sky dei Pink Floyd” e poi attacca di nuovo a leggere.
Fidati. Prova.
Al massimo mi manderai a cagare. 😉
Dicevamo? Ah sì, la favola.. c’era una volta un principe con le scarpette da corsa, che vagava per le campagne in cerca della principessa da salvare. E gira e gira per le basse poi un giorno cominciò ad errar e correre su e giù per montagna e collina, che metti mai che la trovi fuori sede. Intanto però sul suo cammino e sui tanti sentieri prova cose nuove e trova pezzettini di sé stesso; e di questa gara ricorderà più di qualche dettaglio, per tanto tempo e per molti aspetti.
Ma che dire se lasciamo la parola al protagonista della favola?
“Nessun malessere all’orizzonte, vado proprio a fare un “piacevole scarico”, per una volta senza spirito di competitività dopo le due buone gare dei giorni precedenti: con la consueta gestione delle energie mi son fatto sabato sera la mezza maratona a Bellaria (e PB!) e domenica mattina il Trofeo Liberazione a Fossanova S.Marco; con 31 km sulle gambe (a ritmi piuttosto barzotti) mi sembra più che salutare un trail da 40 km con D+2100 metri il lunedì 2 giugno… praticamente un happy ending per le mie articolazioni!
Il viaggio versò Firenzuola (provincia di Firenze) é piacevole e con un clima che é un abbondante antipasto d’estate; si percorre un pezzo di Futa e Via degli Dei: quante moto e che scorci meravigliosi… e quella spia del motore nel quadro dell’auto: ce ne vorremo mica preoccupare?! ma no dai… é gialla… se fosse rossa capirei!
E fu così che un viaggio di due ore si trasformò in una bella via crucis con tanto di carroattrezzi e sosta dal meccanico: proviamo a prenderla con il giusto spirito e filosofia zen… e rende tutto grottesco il fatto che fuori dall’autofficina ci mettiamo a leggere poesie di Prévert mentre dall’interno il meccanico decanta poetiche ed inventive blasfemie con accento toscano (ma che sia comunque santificato, per essere venuto in soccorso il 1 giugno e per aver fatto l’intervento all’auto in un giorno festivo).
Arrivati a destinazione (con ovvio ritardo di molte ore) l’hotel é piccolino ma grazioso ed estremamente vitale, un brulicare di persone fra reception, segue e sala del ristorante. La camera ha un piccolo balcone che dà sulla piazzetta in una serata di festa paesana di Leopardiana memoria.
Crescentine e tigelle (sempre consigliato il fritto pre-gara) in piazza con musica dal vivo, luminarie e festoni; una bottiglia di Brunello di Montalcino (perché “abbiamo sconfitto la povertà”) poi un po’ di lettura, yoga, preparazione meticolosa del vestiario per la gara (spicca un nuovo paio di calze da autentico coglione), massaggi e a letto presto.
La mattina della gara sveglia alle 5:30 (partenza della 40km alle ore 7) e nel tragitto verso l’Oasi del Covigliaio il mental coach che mi disinnesca un po’: l’euforia dei giorni precedenti potrebbe rischiare di farmi partire a velocità sostenuta, ma in una gara lunga (e da inesperto del trail) devo saper dosare meglio le forze ed eventualmente gestire la batteria residua per fare una bella seconda parte di gara.
Alcune salite verso l’oasi sono tanto ripide che anche l’auto arranca; mi chiedo “ma io devo veramente salire pendenze come questa?!?” e in tutta risposta mi sento ribattere “probabile, ma immagina anche di scenderla a tutta birra!” Vabbè, grazie a dio c’è chi riesce a farmi vedere sempre il lato positivo di tutto…
L’aria in quota è veramente fredda e soprattutto tira un vento intensissimo e gelido; tutti con la giacca vento… io in canottiera Corriferrara: quando decido di indossare almeno l’antivento é già troppo tardi e l’intestino grida vendetta; alla procedura di punzonatura io sono in bagno impegnato in altre attività 😅
Fatto sta che riesco a presentarmi sulla linea di partenza pochi istanti prima del via, mentre stanno facendo briefing pregara: tutto bello, allestimento alla partenza emozionante, panorama che toglie il fiato, la natura che attraverso il vento urla tutta la sua potenza selvaggia. Stavolta allaccio per bene le scarpe con doppio nodo, mi spalmo la crema solare e prendo un gel pre-gara.
Si parte, e neanche il tempo di rendersene conto si comincia subito a salire; guardando la mappa altimetrica, la gara da 40 km divide in modo abbastanza omogeneo quattro salire (da qui “4 cime del Covigliaio”) circa ogni otto km, con le prime due salite un filo più impegnative delle seconde.
Due settimane fa ho corso il Bologna Marathon Trail ed anche se i due luoghi sono a poca distanza la differenza di paesaggio è sostanziale; inoltre questo é un “vero” trail (almeno per il mio modo di intendere il termine), quasi tutto in single track, molto impegnativo e soprattutto con appena 100/200 metri di asfalto in tutto; il resto é uno stupendo viaggio all’interno di boschi, a stare continuamente attenti ad ogni passo, a dove appoggi ogni impronta, alle radici le pietre, i rovi, guadare ruscelli e rivoli d’acqua e cercare il punto migliore per non affondare fino al ginocchio nel fango. E poi è una Sky Race, quindi con passaggi in altimetrie importanti, dove l’ossigenazione non è proprio l’ideale per le mie condizioni.
Fatto sta che viaggio bene e mi faccio la prima parte di gara con un gruppetto di runner, fra cui un atleta della Leopoldistica (che mi stacca ad ogni discesa e prende la paga in salita) e la seconda e terza donna.
Hanno tutti i bastoncini, ma io da bel fenomeno ed alieno a queste gare ancora non ci penso (e poi: lunghi? corti? telescopici? In che materiale? di che marca?… da perderci il sonno!) ma in salita andiamo più o meno allo stesso ritmo (ma io sono al piccolo trotto e in risparmio energetico).
La seconda salita è effettivamente piacevole come un ananas nel
sedere, e oserei dire che si trattasse più di una scalata; arrivo in cima un po’ provato ma ancora bello motivato, e perdo un paio di secondi di a bocca aperta ad ammirare il panorama di tutta la valle sotto (davvero: wow! Che artista che è Dio!) mentre gli altri tirano fuori tutti il cellulare per le foto; é vero che non sono qui a fare la gara della vita, ma nemmeno a far servizi fotografici per il National Geographics (e non vado per boschi ad andature da cercatore di funghi), mi stampo quella foto sul cuore e riparto di slancio giù per il monte ma poi nella fase di discesa più tecnica e complicata mi superano di nuovo TUTTI (e di questa cosa bisognerà parlarne col mio allenatore se mai vorrò continuare questa disciplina, perché sta diventando imbarazzante 😂). Ci sono persino le corde per tenersi in discesa, c’è fango e… uhhhh guarda quel cartello con scritto “attenti: discesa pericolosa” e SBAM! Neanche il tempo di finire di leggerlo e culo a terra, strisciata verso valle per qualche metro: non mi sono rotto niente, sanguino da un’unghia ma sti cazzi… non mi ferma mica questo! Sanguino da sempre in fondo e senza sangue non sono credibile, un po’ come John McClane in Die Hard.
Forse l’adrenalina per la caduta, forse il nuovo taglio modello Mark Renton o forse mi sale il Kilian Jornet, ma da quel momento c’è una trasformazione; supero 7-8 atleti, supero il cancello orario del 23º km (in abbondante e rassicurante anticipo) e poi mi regalo anche un’escursione out-track: ma quanto è bello perdersi nel bosco perché non vedi più fettucce e balisse? Mooolto… ma magari non durante una gara!
Vabbè, passano un paio di minuti in un’altra dimensione e finalmente ritrovo il mio posto nel mondo che mi hanno ripassato alcuni di quelli che avevo da poco sopravanzato; siamo vicini ai 30 km e si fa sentire il caldo di mezzogiorno; in quota il vento è ancora molto forte e fa respirare. Risupero per l’ennesima volta Simone che gentilmente mi lascia strada, ma gli dico che ho bisogno di compagnia e ci facciamo qualche km di chiacchiere: lui è un po’ in crisi, io sto meglio, lo porto per un po’ di km e poi al ristoro dei 32 km siamo un bel gruppetto, io mangio frutta come se non ci fosse un domani (da un rapido calcolo del valore delle ciliegie e delle albicocche, ho consumato almeno per 25€ ripagandomi abbondantemente l’iscrizione) e poi riparto. Passiamo a fianco ad una cava abbandonata e la maestosità del monte che ci sovrasta mi lascia senza parole. É evidente che a questo punto della gara sto meglio di chiunque perché anche nella salita più aspra io continuo a correre (in un modo credibile ed efficace!) sopravanzando avversari sdrenati dalla fatica.
Il corpo ha una memoria meccanica che non disimpara anche se non ripeti quell’attività per un lungo periodo, e le mie gambe ad un certo punto vanno da sole, senza sforzo; hanno appreso tanto dalle salite di due settimane fa e fatto tesoro di quella esperienza; ma anche il cuore evidentemente deve avere una sorta di memoria acquisitiva, un metodo ripetitivo di memorizzazione di sensazioni, immagini e sentimenti per cui basta un brevissimo pensiero per rigenerare un sorriso e moltiplicare le energie. C’è. Sempre.
Vado. Faccio l’ultima discesa senza senso, che nemmeno un muflone sardo; raggiungo alcuni runners e ne supero un altro paio e mi metto in scia a Luca Giovannoni che (mannaggia a lui) non si fa superare nonostante un ultimo chilometro sceso insieme a 4’00”/km. Ultima curva: arrivo! Non lo supero nemmeno in volata… Lo speaker chiama i nostri nomi e lo abbraccio stremato con un sorriso reciproco!
Stupendo! “Sì, stupendo (mi viene il vomito…)”: sforzo, gioia ed emozioni mi annebbiano la vista; una ragazzina mi mette la medaglia al collo… boh forse c’è raffigurato un muflone, forse un ariete…ho dato. Sono un filo annebbiato: mi stendo trenta secondi con la faccia sull’erba e i fiori, annuso la montagna e la vita nei suoi profumi; appena recupero un briciolo di lucidità riapro gli occhi e vedo un sorriso e quella mano tesa verso me ad offrirmi un bicchiere di birra fresca… nell’altra mano il dito fa da segnalibro a una determinata pagina di “storia di chi fugge e di chi resta - L’amica geniale”… il paradiso non è qui, ma é una rappresentazione molto verosimile. Semplicemente: grazie!
Arriva anche Simone una decina di minuti dopo me e lo applaudo come un vecchio amico con cui ho condiviso anni di corsa. Ci conosciamo da un’ora appena ma sono sinceramente felice di vederlo tagliare il traguardo.
Mi stendo un attimo e cerco una barretta nello zainetto da trail, scoprendo che la mia bimba mi ha nascosto dei piccoli ovetti di cioccolato in una tasca (“papà, quando hai bisogno di forza ti mangi i cioccolatini che ti regalo io”) e col calore del mio corpo e col sole battente sono diventati un’informe poltiglia di crema al cioccolato ed alluminio… lo zaino è un disastro ma mi scappa una risata fragorosa quando estraggo la mano dallo zaino e sembra che io l’abbia appena tirata fuori dal sedere di un elefante 🤣
Il post gara è un meraviglioso momento di festa dal sapore antico e paesano: il pacco gara é ricchissimo (due sacche di prodotti!), la t-shirt stupenda, la musica azzeccatissima; a dovergli cercare un difetto (oh ma proprio per far la punta ai chiodi eh?) c’è solo una doccia per uomini ed una per le donne: e salviette deumidificate sia…
Il pasta-party é un evento collettivo in cui tutti parlano con tutti di emozioni di corsa e progetti per il futuro; a tutti vengono servite svariate pietanze (“ah.. ma se tu sei vegetariano e non mangi carne, tieni: doppia razione di polenta e formaggio!”). Mi scofano tipo 3000 calorie di cibo buonissimo…E dulcis in fundo: le ciliegie!
Alle premiazioni ci sono ancora più di duecento persone e sorrisi e applausi. É una festa.
Questo non è solo sport. Questa é emozione. É fiaba. É vita.
Io mi preparo per il prossimo, un altro grande spettacolo, ancora di più”.
E visse(ro) per sempre (felici e contenti)”. Fine.
A proposito… é finito il brano dei Pink Floyd?
A Luca Poletto, un abbraccio ovunque tu sia. Manchi.
Il tuo amico “fine dicitore”
lunedì 2 giugno 2025
Maratonina dei Laghi: “com’é bello fare PB da Bellaria in giù”
Si è svolta sabato 31 maggio 2025 la 49ª edizione della maratonina dei laghi, tradizionale evento del podismo romagnolo, nonché una delle ultime mense maratone del calendario prima della pausa estiva.
Oltre1000 partecipanti all’evento in una calda e assolata giornata di fine maggio, gradevole anticipo d’estate che ha visto il termometro raggiungere i 30 °C in pieno pomeriggio; partenza alle ore 19:00 (con 24 °C) per gli atleti impegnati nella mezza maratona e per coloro che si sono cimentati nella distanza di10 km non competitiva.
Cinque i portacolori Corriferrara al via


















































