mercoledì 13 febbraio 2019

43ª Camminata di Viadagola: siamo in 50 a Granarolo



CLASSIFICHE QUI



Bella gara con un bel risultato 41’56”...sono soddisfatto anche se non sono riuscito a dare quello che mi ero prefissato.
Grazie a tutti ragazzi per l’ottima compagnia. Siete veramente fantastici, un abbraccio.
Sandro Prini


Non competitiva Km 8 punti 8
Ble' Angela
Bosi Angela
Robustelli Nadia
Salmi Alessandro








  









martedì 12 febbraio 2019

Le 5 ville -Bertinoro


Appuntamento fisso del mese di febbraio con questo bel collinare, percorso classico con bella discesona iniziale e poi su per la collina; solito passaggio per la cantina e bei ristori lungo il percorso e ultima salita finale che ti porta su per Bertinoro. Ottimo anche il dopo gara con pranzo interessante in un ristorante del posto insieme ai compagni di squadra. Bella giornata. Francesco Solina


Non competitiva km 13 D+260
Punti 13 + 2
Solina Francesco Gianantoni Marco Corà Massimo Fogli Morris Taddia Alberto Corli Loriana Bomben Rossana Brombin Cosetta

giovedì 7 febbraio 2019

Half marathon dei mille: a Bergamo c'è Ross


Domenica 3 Febbraio è andata in scena la settima edizione della mezza maratona di Bergamo, affiancata alla 10km, che ha visto oltre 1000 partecipanti tra le gare competitive e non.
Percorso nervoso che si è snodato tra la parte storica di Bergamo alta e quella più moderna di Bergamo bassa, in cui si è imposto Francesco Bona per l'Aeronautica Militare in 1:07:51, seguito da Giovanni Gualdi in 1:09:38 e Claudio Chiarini in 1:16:54. Al femminile trionfo di Eliana Patelli in 1:19:41, seguita da Giulia Montagnin in 1:20:09 e Giovanna Ricotta in 1:20:36.
Per noi al via Rossella, che giunge 23^ donna in 1:34:57, confermando l'ottimo stato di forma!!!

Classifiche QUI.

Pos. M/F
Atleta.
Pos. Cat.
Real Time
Punti
Ranking
23
BROCCHIERI ROSSELLA
ITA, ATLETICA CORRIFERRARA
5
SF35
1:34:57
21+24
930

martedì 5 febbraio 2019

5ª tappa trofeo 8 comuni, Mesola: ancora ottimi risultati, esordio boom per Ranaudo


Quinta tappa dell'8 Comuni, oggi ragazzi si va a Mesola, la tappa più lontano dalla città. Lo so lo so, lo dicono tutti, ma quel Castello li, piantato in riva al Po è una vera bellezza.
Come a Mezzogoro oggi siamo ospiti dei ragazzi dell' Atletica Delta ferrarese, quando arriviamo nella piazza sono già in fermento e fino alla fine l'organizzazione sarà davvero ottima (un salutino speciale a Max Benazzi).
A noi di Corriferrara non resta che guardare dove si sia insediato il solito fortino bianco azzurro e stavolta lo trovo nel bar che sta proprio a due passi dall'arco del traguardo.
Oggi siamo un po' meno del solito anche perché ci sono state spedizioni verso altre mete, ma non è un problema in quanti siamo...ci siamo e basta.
Il percorso è quello classico e ben collaudato (2 giri) e tocca tutti i punti vitali di Mesola: partenza sul viale che porta alla Romea, poi ci si addentra fra le case passando i due ponticelli sul Canal Bianco che taglia in due il paese, si sale sull'argine del Po e infine giù infilando il cancello che ci riporta nella Piazza lastricata del castello.
Tagliato il traguardo si da un occhiata al cronometro e si fa un primo bilancio della gara. Poi, come succede sempre, si scambia qualche parola con i podisti che conosci (praticamente tutti) mentre si da l'assalto all'ultimo bastione che resiste.....il ristoro.
Bene anche questa è andata, dopo aver rastrellato gli impavidi corridori della domenica con cui si è condivisa la trasferta in terra Mesolana, si torna verso casa.
No aspettate un attimo......click....ancora una... Ciao ed alla prossima.
Michele Bottoni

Da segnalare l'esordio in Corriferrara di Giovanni Mattia Ranaudo che centra subito un'ottima prestazione chiudendo in 22'25" con un passo di 03'48" per km, complimenti!


Articolo di Daniele Trevisi:
Podisti asciutti anche alla quinta tappa del trofeo uisp Otto comuni corsa a Mesola. 700 piedi hanno calpestato le poche pozzanghere a ricordo delle le piogge dei giorni precedenti che hanno graziato i podisti della tappa, perfettamente curata da Atletica Delta che si era precedentemente occupata anche di quella di Mezzogoro.
Lo scenario di partenza ed arrivi, nonché del passaggio al primo giro della gara da 6 km è stato ancora una volta il suggestivo castello estense e la piazza che lo circonda a due passi dal grande fiume.
Tra i tanti applausi dei genitori, dei compagni di squadra e del pubblico si sono svolte le due gare giovanili che sono state vinte da Pietro Bellemo e Eleonora Barcaro nei 500 metri e da Francesco Bigoni e Giada Marini nei 1500.
La gara da 6 km riservata al settore adulti ha fatto registrare la prima e meritata vittoria di Giovanni Luca Andreella: il comacchiese è sempre stato al comando della gara fin dai primi metri ed ha inflitto una trentina di secondi di distacco ad Adimasu Asado, ancora terzo come a Formignana il Rodigino Luca Favaro.
La gara Femminile ha avuto il “battesimo dell’otto comuni” della portacolori dell’Assindustria sport Padova Laura De Marco valida specialista dei 3000 siepi (finalista agli europei under 20 nel 2017), forse non al top della forma, ha dovuto cedere alla fortissima atleta di Bosco Mesola Caterina Mangolini, che, saggiamente, ha fatto la sua gara per nulla intimorita dalla forte avversaria a cui ha comunque inflitto 28 secondi, al terzo posto l’altra atleta di casa e di Atletica Delta Alessandra Avanzi che sta faticosamente e lentamente cercando di riprendere dopo una lunga assenza dalle gare. Cambia la classifica del giro degli Otto comuni maschile dove a causa dell’assenza di Daniele Di Fresco passa al comando Michele Mantovani, mentre la classifica femminile è rimasta invariata ed è ancora guidata da Ilaria Baraldi.
Prossimo appuntamento con il trofeo Otto comuni domenica 17 febbraio a Migliaro.
Classifiche
Metri 500 (primi 10 assoluti)
1 Pietro Bellemo - delfino triathlon
2 Kevin Dal Passo - faro Formignana
3 Eugenio Dondi - proethics
4 Cristian Pace - proethics
5 Eleonora Barcaro – Discobolo (RO)
6 Giulio Massarenti - proethics
7 Manuel Barcaro –Discobolo (RO)
8 Ivan Zerbinati - salcus
9 Federico Massarenti - proethics
10 Fanio Biolcati Rinaldi - atl. Delta
Metri 1500 (primi 10 assoluti)
1 Francesco Bigoni - atl. Delta
2 Luca Baraldi - centese
3 Ludovico Dondi - proethics
4 Daniele Maccaferri - centese
5 Nicholas Bellemo - delfino triathlon
6 Andrea Pedrazzi - proethics
7 Maicol Mozzato - avis taglio di Po
8 Giada Marini - faro Formignana
9 Simone Mantovani - atl. Delta
10 Melissa Pezzini - centese
Metri 6000
Allievi maschili
1 Francesco Mattia Macis - running Comacchio 23,53
2 Davide Fogli - running Comacchio 26,52
Allievi Femminili
1 Anna Mangolini - atl. Delta 26,36

Senior/ veterani Maschili
1 Giovanni Luca Andreella - running Comacchio 19,36
2 Adimasu Asado - pol Centese 20,03
3 Luca Favaro run it 20,11
4 Marco Piasentini - salcus 20,24
5 Michele Mantovani - quadrilatero 20,27
6 Mirco Zamboni - corriferrara 20,29
7 Federico Soriani _quadrilatero 20,38
8 Paolo Callegari - corriferrara 20,48
9 Alfredo Tartari - quadrilatero 20,52
10 Fabio Mangolini - atl. Delta 20,56
Senior/ veterani femminile
1 Caterina Mangolini - atl delta 21,42
2 Laura De Marco - assinfdustria /PD) 22,10
3 Alessandra Avanzi - atl deltta 23,44
4 Serena Guagliata - corriferrara 23,52
5 Erica Cazzadore - salcus 24,43
6 Ilaria Baraldi - Faro Formignana 24,44
7 Rosanna Albertin - corriferrara 24,57
8 Elisa Marchesini - invicta 25,12
9 Alice Cristofori - Ferrara Triathlon 26,06
10 Simonetta Siviero - salcus 26,23


lunedì 4 febbraio 2019

6 ORE PASTRENGO TRAIL: GARA EPICA, CORRIFERRARA C'E'!

Sembrerà strano che partiamo dai complimenti all'organizzazione, ma quelli del Verona Trail Running hanno realizzato un autentico miracolo organizzativo per far sì che si svolgesse la settima edizione della 6 Ore Pastrengo Trail, una gara epica e complicata già di per sé, resa ancora più dura dalle condizioni meteo. Che nessuno si sia poi fatto male in condizioni del genere, ha quasi del paranormale, ma certamente i responsabili di gara hanno minimizzato i rischi per gli atleti, facendo oltremodo il loro dovere.
Infatti sul veronese, come sulla maggior parte d'Italia è piovuto quasi ininterrottamente negli ultimi tre giorni, e soltanto la mattina della gara il cielo ha lasciato qualche spiraglio tra le nuvole; e qui sta il capolavoro perché la gara è un trail di quelli che non lasciano un metro all'asfalto, e ci sono tratti veramente impraticabili: solo il lavoro continuativo ed encomiabile di una cinquantina di volontari ha permesso che si potesse svolgere la manifestazione.
Gente con picconi e vanghe sul percorso, per creare quasi costantemente dei gradoni che permettessero la salita agli atleti nelle parti più ripide, e nelle discese più pericolose; volontari che rimangono per ore ed ore in mezzo al fango, ad incitare i runners ad ogni passaggio; le encomiabili volontarie al ristoro, che hanno dispensato enormi quantità di cibo, bevande e sorrisi per le oltre 6 ore di gara; spettacolari anche quelli dei ristori "abusivi", un bellissimo tocco di goliardia in una gara che ha messo a dura prova i runners accorsi: la musica, gli incitamenti, le loro birre, il vin brulé e persino la tequila, hanno concesso qualche momento di respiro e recupero di energie nei tratti più duri del percorso.

Poche regole, per una gara in cui serve più cuore che calcolo: il percorso misura 7,3 km per 350 mt di dislivello positivo ad ogni giro: 6 ore di gara, basta un giro per essere considerati finishers. Finché ne hai, vai: se passi sul traguardo entro le 5h30' hai diritto a provare di concludere un'altro giro, purché concluso entro le 6h30'. Essendo un tracciato di poco più di 7 km, succede più di una volta di venir doppiati dai più forti: ci si scansa un attimo e si fanno passare, incassando quasi sempre il loro "grazie".

La partenza e l'arrivo sono al Forte Degenfeld di Piovezzano di Pastrengo, situata tra Verona ed il Lago di Garda.
Il tracciato è sviluppato su promontori e colline tra i 100 e i 250 metri di quota. Il terreno di gara è vario: percorre stradelli, single trail nel bosco o sottobosco, radure prative, uliveti e vigneti oltre a brevissimi tratti su asfalto o pavè in prossimità della zona di arrivo/partenza.  Salite e discese sono distribuite lungo tutto lo sviluppo del percorso, ma le maggiori difficoltà altimetriche e tecniche si concentrano tra il 3° e il 5° km.
Il tracciato richiede adattamento al trail-running, propensione per terreni tecnici, fangosi da affrontare con piede sicuro e piglio deciso. La stagione invernale, e le incerte condizioni meteo delle giornate precedenti fanno sì che tutti i runners corrano debitamente protetti, in alcuni casi anche con keeway e altri indumenti idrorepellenti. 
Il percorso è meravigliosamente balisato con fettucce, bandierine arancioni, frecce ed altra segnaletica inequivocabile.
Il primo chilometro vede il passaggio all'interno del Forte Degenfeld, ed una breve discesa lineare a bordo strada su terreno sterrato fino a inserirsi nel bosco in single trail e scendere per ampi tornanti dal fondo sassoso: è la parte più godereccia di tutto il percorso, un piacevole saliscendi nella natura. L'idillio è spezzato da una ripida virata a destra per affrontare l’inedita salita detta “Tagliabosco”  (120 mt 60d+, pendenza max >30%).
Si supera questo primo "muro" di salita sterrata e si sale ancora fino a innestarsi nella cd “Pungitopaia” (capita di piantarci le mani e.. punge!), un saliscendi tortuoso nel sottobosco in pista mono-traccia piuttosto stretta e dal fondo irregolare: si scende con piccolo balzo su tratto corribile lungo stradello sterrato che lambisce campi e prati.
Si apre un po' l'orizzonte uscendo dal bosco, in un'alternanza tra vigneti e sentiero boscoso in lieve salita e si raggiunge il campetto da calcio alle spalle del Forte Nugent e poco dopo si scende tra gli ulivi appena potati fino a una repentina inversione a “U”: per la seconda volta si ha la sensazione di passare da un momento estremamente bucolico, ad un momento infernale; infatti, in ripida “direttissima” tra gli ulivi si percorre la salita conosciuta come “Getsemani”, molto impegnativa (200 mt 70d+ pendenza max > 30%): si sente musica in vetta ma non ci si arriva mai, man mano che passano i giri si fa un passo avanti e si scivola 20 cm indietro; per l'intera durata della gara sono un sollievo le grida di incitamento e i sorrisi dei volontari una volta in vetta... acqua.. birra... va giù tutto che è una meraviglia, prima di riprendere la corsa.
Si scollina e si respira un attimo: cominci a sperare che le salite più dure siano quelle appena affrontate quando arriva un altro muro detto "la Ripidissima": qui una delle trovate più belle degli organizzatori, che creano la "Devil Line" per chi vuole affrontare il muro dritto e in verticale, risparmiando qualche metro (20 metri ma con pendenze al 40%!!!) oppure aggirare questa difficoltà percorrendo la "Chicken line", più lunga ma più "leggera" (saremo attorno al 25% di pendenza!).
Si arriva in cima con le pulsazioni circa a 300 e la respirazione affannosa come mai avete avuto; non è un caso che vi sia un presidio medico arrivati in cima. Siamo solo al quinto chilometro, e si affronta una leggera salita su una radura (stupendo panorama con le nuvole basse tutto attorno!) e si entra nel bosco con sentiero downhill tecnico detto del “Vajo”. I primi 50 metri vanno affrontati con attenzione: fondo ripido e sassoso, che con l'aumentare della pioggia diventa sempre più scivoloso.
Si prosegue poi agevolmente tra discesa e brevi risalite fino a raggiungere il ponte del Canale Biffis: anche qui due volontari sempre pronti ad incitare il passaggio di ogni atleta.
Non si recupera il respiro che di nuovo si risale su un esile sentiero a mezza costa fino a incrociare il ciottolato della Via del sale che si percorre in discesa, ma i ciottoli sono grossi e nemmeno qui si può rilassare la mente: serve fare attenzione a dove si mette ogni singolo passo per non prendere storte, prima di un più gradevole tratto "mangia e bevi" nel bosco.
Siamo circa al 6° km quando in discesa si affronta un rapido cambio di direzione destra-sinistra (col passare dei giri il fango è talmente viscido che si fanno anche 3-4 metri scivolando con le scarpe, come sciatori, fortunatamente senza mai "sculare"); qui c'è la più energica e simpatica delle volontarie che fa un baccano infernale ma sostiene tutti con la sua allegria! Si passa in un tratto "lungovigneto" che dovrebbe essere veloce ma che in realtà fa attaccare chili di terra alle scarpe: un leggero tratto nel bosco e poi si sale per circa cinquanta metri su asfalto: è la cosiddetta “Betumen” cui segue una scalinata in pavè fino alla chiesa di Piovezzano (pendenza max 15%)  
Gradini in cemento, sentierino “lungomuro”, scalino e pertugio che conduce al promontorio della fortezza. Si circumnavigano le mura del Forte Degenfeld, si affronta un ultimo terrapieno prima di scendere ed entrare nel Forte, dove si passa per il punto cronometraggio; subito dietro a questo c'è la postazione dove si riconsegna il chip e si riceve la spilla ricordo, e va detto che l'abbandono è una forte tentazione ad ogni giro!), ma poi si prosegue per qualche metro fino a raggiungere l'abbondante ristoro: qui si "perde" con piacere qualche minuto per ristorarsi ad ogni giro, fra qualche chiacchiera con i volontari e gli altri atleti in gara. 

E così via per più volte, ripetutamente, fino alla sesta ora di gara!

Per Corriferrara, un esordiente totale: Alessio Montanari, alla sua prima esperienza in gare di questo genere.

"Devo dire che l'idea di correre per 6 ore continuative mi preoccupava un po' e ovviamente non si arriva nemmeno vicini ad allenarsi per una manifestazione del genere. Poi c'è la componente "trail": è un genere di gara che mi ha sempre preoccupato in qualche modo, perché ho sempre avuto paura di un infortunio in mezzo al bosco, molto distante dai soccorsi. 
Per questo motivo per la mia prima corsa di questo genere la mia scelta è caduta sul Pastrengo Trail: la tipologia di gara a giri, permette di ritirarsi in ogni momento; il circuito corto consente di essere sempre abbastanza vicino ai punti di soccorso, in caso di problemi. 
Come da tradizione il giorno prima della gara qualcosa non va per il verso giusto, non mi sento bene e metto in dubbio la partecipazione alla gara.
Mi presento al "Forte" circa novanta minuti prima della partenza (un po' difficile trovare la location esatta, anche col navigatore) e c'è un bellissimo clima, una splendida energia. Essendo un pivello del trail, seguo con estrema attenzione il briefing pre-gara: imparo che il tracciato è un po' più lungo del previsto, l'altimetria confermata di 350 metri. Viste le non ottimali condizioni fisiche, opto per una strategia coscienziosa: l'obiettivo principale è non farsi male e poi sogno di NON ARRIVARE ULTIMO, sperando inoltre che non si metta a piovere durante la gara; infatti il terreno è già sufficientemente scivoloso, e la pioggia aggraverebbe la situazione, dato che corro con un  normalissimo paio di scarpe da strada.
Sempre durante il briefing, gli organizzatori stimano che i top runners compiano ogni passaggio in circa 40 minuti, ma dicono anche che un buon atleta riuscirà a compiere un giro sotto l'ora: annoto questa informazione mentre ci dirigiamo sotto al gonfiabile della partenza. 300 atleti (sold out) partecipano alla gara singola, e circa una quindicina di coppie affrontano la gara in staffetta.
Il primo giro va via abbastanza piacevolmente, anche se ovviamente non è quasi mai possibile superare nei single-trail e si può solo seguire l'atleta davanti.. in altri tratti, specie in salita, la strada si allarga e si sale ognuno al suo passo. Concludo il primo giro in 59' e mi ricordo delle parole durante il briefing, ma vedo anche che molti atleti sfruttano a pieno il tempo per ristorarsi dopo il rilievo cronometrico: saggiamente decido di fermarmi anche io un paio di minuti e prendere fiato. 
Il secondo giro è infatti un po' più lento, ma come già detto ho dedicato qualche minuto al ristoro. 
Il terzo giro è forse il più lento di tutta la mia corsa, ma sono in attività da circa 3 ore, ed anche le funzioni fisiologiche richiedono il loro tempo. Vengo superato qualche volta dai runners più veloci, ma sono sempre cortesi e quando mi lascio sopravanzare non mancano mai di ringraziarmi.
Faccio il mio terzo passaggio al rilievo cronometrico con una notizia positiva ed una negativa: la positiva è che vedo già diversi atleti cambiati d'abito, che quindi hanno abbandonato la gara; non arriverò ultimo. La notizia negativa, è che comincia a piovere, sempre più intensamente; fortuna vuole che ho con me un invisibile quanto utilissimo poncho in plastica regalato dall'amico Sergio; lo indosso e quantomeno rimango asciutto. Il terreno di gara si fa infernale.
Alla fine del mio quarto giro sono passate circa 4 ore e 45', e sono abbastanza stanco: decido però di onorare la mia corsa fino in fondo e dopo un abbondante ristoro riparto. E' certamente il giro più faticoso, ed in un paio di salite mi fermo qualche secondo per riprendere fiato. Alla salita "Getsemani" ormai piove a dirotto, la musica ad alto volume è rimpiazzata dalle frequenze di Radio Maria, e l'ascesa scandita dal ritmo cantilenante degli "Ave Maria" rende tutto terribilmente mistico ed eroico. Si arriva in cima coscienti che sarà l'ultimo giro, si ringraziano i ragazzi che sono rimasti lì per oltre 6 ore a versare bevande per tutti, e si riparte. Mi meraviglio di me stesso che le gambe e soprattutto la testa mi dicono ancora di correre, in discesa e nei saliscendi del bosco che rimangono comunque le parti più gradevoli del percorso. Diluvia e si alza un forte vento che mi toglie sempre il cappuccio di plastica del poncho. Ultima "chicken line" per me, mentre un runner affronta la "Devil" con il terreno che ormai ha la consistenza della maionese: lo vedo scivolare per metri con la faccia sul fango come in una scena di Cliffanger. Siamo ormai in fondo e rientro a Pastrengo che scoccano le 6 ore; corro ancora, fiero di quello che ho appena fatto; il mio passo medio per molti è forse ridicolo ma sono arrivato al termine di una gara memorabile, con difficoltà sempre crescenti, e mi sono divertito e non mi sono fatto male!
Arrivo in 6 ore e 8 minuti, e c'è ancora gente che è lì sotto la pioggia in attesa per applaudirmi. Ci metto circa 5 minuti per slacciarmi il chip dalla gamba, e mi viene consegnata la spilla-ricordo: dispiace ma diventerà presto una medaglia... la fatica fatta lo richiede!

Mentre mi sto cambiando arriva il vincitore: in 6 ore e 22 minuti è riuscito a compiere 9 giri (contro i miei 5 giri..); la cosa più sconvolgente è che ringrazia e fa (lui..) i complimenti a tutti, sembra fresco e brillante come me dopo il secondo Long Island: mi chiedo come ci si debba allenare per arrivare a una condizione fisica del genere. Le mie domande però durano lo spazio di pochi minuti, prima dell'inizio del pasta-party, dove non mi risparmio sul primo (Amatriciana di alto livello), sul secondo (salumi e formaggi misti) e birra.
Per la cronaca, vince Christian Modena che conclude 9 giri in 06h22'56"; secondo posto per Stefano Maran che completa 8 giri in 06h08'51" e terzo posto per Andrea Offer: per lui 8 giri in 06h13'59"
Tra le donne la vincitrice è Ingrid Lanthaler che termina la sua gara con 6 giri in 05h45'33"; seconda piazza per Rossana More, anche lei con 6 giri completati, in 06h05'39"; terza classificata Stefania Fenner, che compie 6 giri in 06h12'41".
La coppia Lorenzi / Bonati vince la prova a staffetta completando i 9 giri in 6h05'48"; seconda la coppia Bongio / Bongio con 9 giri e terzo gradino del podio per il duo Vinco / Bonfante con 8 giri.

PS: alle mie spalle 95 atleti... non sono neanche arrivato ultimo! Ma l'esperienza vale più del risultato!

CLASSIFICHE COMPLETE: 

REGOLAMENTO E DETTAGLI:

PASTRENGO
D+1750
1° CLASSIFICATO
Km 63,9 - 6h22'56" - Media 5'59"
MONTANARI ALESSIO
5 giri Km 35,500 - 6h08'07" - Media 10'22"
Diff. 4'23"/km
Punti 35+17+1

Marcia dei Mulini, a Pontemanco una buona partecipazione dei nostri atleti.



Una bella mattinata di sport per i nostri atleti che hanno partecipato alla " Marcia dei Mulini". Una manifestazione non competitiva che proponeva 3 differenti percorsi.  La gara si snodava in uno scenario molto bello, con corsi d'acqua e mulini, i ristori sempre ben forniti sono stati apprezzati da tutti i partecipanti, ricco anche il ristoro finale. Pur essendo una non competitiva, l'organizzazione ha provveduto a fornire anche un servizio di pacers per le diverse andature della 21Km. In queste

manifestazioni ci si diverte sempre, non c'è l'ansia da risultato, si prendono queste occasioni come possibilità di fare un lungo simulando una gara, il prezzo di 2,50 euro è un altro incentivo a partecipare. 





Non competitiva 
Km 6 punti 6
Robustini Ilaria

Km 13 punti 13
Bellini Federico
Checchinato Raffaello
Maietti Caterina
Pantaleoni Paola
Robustini Mauro

Km 21 punti 21
Boarati Mario
Malfatto Ottorino
Medas Luigi
Panagin Franca
Romano Alejandro
Scabbia Daniele