1ª Tortellino Run: quando la corsa profuma di Emilia
Ci sono gare in cui il traguardo non è soltanto una linea da attraversare. È un luogo da raggiungere, una storia da incontrare, una tradizione da assaporare. E poi ci sono gare in cui, arrivati al traguardo, il premio sembra quasi suggerire che la fatica abbia avuto un senso ancora più speciale.
È il caso della 1ª Tortellino Run, disputata domenica 20 settembre 2026 a Castelfranco Emilia, sulla distanza di 16,6 chilometri.
Una prima edizione che porta già nel nome tutta l'identità del territorio: Castelfranco Emilia, infatti, è da sempre legata alla tradizione del tortellino, tanto da essere indicata come la sua "culla". Una storia nella quale si intrecciano gastronomia, rivalità cittadine e, soprattutto, leggenda.
Correre pensando alla maratona
Tra i partecipanti c'era Andrea Anselmini, che ha scelto la Tortellino Run come importante tappa di preparazione in vista della Maratona di Ravenna.
Per Andrea non era dunque soltanto una domenica di corsa, ma un allenamento con un obiettivo preciso: affrontare i 16,6 chilometri mantenendo il proprio ritmo maratona.
"1^ Tortellino Run, gara in programma per la preparazione alla Maratona di Ravenna. Impostata sul mio ritmo maratona gara andata via liscia, anche se il caldo ed il percorso hanno reso la corsa impegnativa. Ottimo il piatto di tortellini finale come premio."
Parole semplici, ma che raccontano bene cosa significhi utilizzare una gara come parte di un percorso più ampio. Nessuna ricerca esasperata del risultato, nessuna necessità di forzare: passo regolare, attenzione alle sensazioni e la consapevolezza che ogni chilometro può diventare un mattone verso l'obiettivo principale.
Il caldo e le caratteristiche del percorso hanno aggiunto un pizzico di difficoltà, ma Andrea ha portato a termine la prova secondo il programma. E, in fondo, quando si corre pensando a una maratona, anche una gara di 16,6 chilometri può diventare un piccolo test importante sulla strada che conduce ai 42,195.
A Castelfranco, però, il traguardo ha un sapore speciale
Se la corsa ha dato energia alle gambe, il territorio ha pensato al resto.
Il premio finale della Tortellino Run è stato infatti un bel piatto di tortellini, una scelta che più emiliana non si potrebbe immaginare.
Castelfranco Emilia è profondamente legata a questa pasta ripiena: in Piazza Aldo Moro è presente persino un monumento dedicato al tortellino, con una grande scultura in bronzo che richiama proprio la leggenda della sua nascita.
E qui arriva una delle storie più curiose che accompagnano questo piccolo capolavoro della cucina italiana.
L'ombelico di Venere e il tortellino
La leggenda racconta che, durante il Medioevo, un oste dell'Osteria Corona di Castelfranco sarebbe rimasto colpito dalla bellezza dell'ombelico di una sua ospite. Secondo una delle versioni più famose, quella splendida donna sarebbe stata addirittura Venere.
L'oste, ispirato da quella visione, sarebbe tornato in cucina e avrebbe cercato di riprodurne la forma attraverso una sottile sfoglia di pasta: nasceva così, secondo la leggenda, il tortellino.
Una storia naturalmente da prendere come leggenda e non come certezza storica: la stessa Dotta Confraternita del Tortellino sottolinea che non esiste un inventore certo documentato.
Ma forse è proprio questo il bello delle leggende: non devono necessariamente essere vere per diventare parte dell'identità di un luogo.
E così, tra Bologna e Modena, Castelfranco Emilia è diventata una sorta di territorio di mezzo, dove la storia e la tradizione hanno trovato un curioso punto d'incontro. La disputa sulla paternità del tortellino ha infatti accompagnato per lungo tempo le due città, mentre Castelfranco, geograficamente collocata fra le due, è stata indicata come luogo simbolico della nascita di questa specialità.
Dalla sfoglia alle scarpe da running
Ed è forse proprio questo il dettaglio più bello della 1ª Tortellino Run: una gara che sembra aver capito che correre non significa soltanto cronometro, chilometri e classifiche.
Significa anche conoscere luoghi, incontrare persone, scoprire tradizioni e portarsi a casa un ricordo.
Andrea Anselmini lo ha fatto con un obiettivo preciso in testa: Ravenna e la maratona. Ma al termine dei 16,6 chilometri ha trovato anche una ricompensa capace di raccontare perfettamente il territorio che lo aveva ospitato.
Perché dopo aver consumato calorie, qualche tortellino ci stava proprio bene.
E allora possiamo immaginare la scena: scarpe da running ancora impolverate, gambe stanche per il caldo e per i chilometri, e davanti un fumante piatto di tortellini.
A Castelfranco Emilia, evidentemente, hanno trovato un modo molto emiliano per ricordarci che la corsa può farci arrivare lontano, ma sono spesso i sapori e le storie dei luoghi a farci venire voglia di tornare.
E la Tortellino Run, alla sua prima edizione, sembra aver già trovato la sua personale ricetta: 16,6 chilometri di corsa, un pizzico di fatica, tanta Emilia e… un meritato finale al tortellino.

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