mercoledì 1 luglio 2026

Pistoia - Abetone

 

Pistoia-Abetone 2026: 50 chilometri verso il cielo, tra storia, calore e passione

Ci sono gare che si corrono. E poi ci sono gare che si aspettano per un anno intero, perché lasciano qualcosa che va ben oltre il cronometro. La Pistoia-Abetone appartiene a questa categoria: una delle ultramaratone in salita più iconiche d'Italia, capace di unire fatica, natura, storia e tradizione in un'unica, straordinaria esperienza. L'edizione del 28 giugno 2026 ha messo alla prova ogni atleta con i suoi 50 chilometri e 1.830 metri di dislivello positivo, ma soprattutto con un protagonista inatteso, o meglio annunciato: il caldo. Un caldo intenso, previsto da giorni, che ha accompagnato ogni passo dalla pianura pistoiese fino ai 1.388 metri dell'Abetone. Il percorso è un viaggio continuo tra il fascino delle colline toscane e l'Appennino. Si parte dal cuore di Pistoia, città che custodisce oltre duemila anni di storia e che, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata sulle ceneri dell'esercito di Catilina dopo la celebre battaglia del 62 a.C. Da qui la strada inizia lentamente a salire, attraversando borghi, castagneti e boschi dove il verde diventa il compagno più fedele dei runner. L'Abetone, oggi rinomata località montana, deve invece la sua nascita al volere del Granduca di Toscana nel Settecento, quando venne costruita la strada modenese che collegava Toscana ed Emilia. Il suo nome deriva proprio da un gigantesco abete che dovette essere abbattuto per consentire il passaggio della nuova via. Un gesto che, secondo una curiosa tradizione popolare, avrebbe dato origine anche al nome del passo. Negli anni la Pistoia-Abetone si è costruita una fama particolare tra gli ultramaratoneti: è una delle pochissime gare in cui la salita supera nettamente la discesa. Non concede tregua, non permette di "recuperare" negli ultimi chilometri, ma proprio per questo regala un traguardo che sa di conquista autentica. A raccontare perfettamente lo spirito della giornata è Vittorio Cavallini, che ha vissuto ancora una volta questa grande classica dell'ultradistanza:

"La Pistoia-Abetone fa parte di quelle corse che ti rimangono nel cuore e che attendi per un anno, vuoi per il percorso, praticamente tutto tra le colline in mezzo al verde, vuoi perché uno dei pochi in cui la salita è maggiore della discesa, vuoi per l'organizzazione sempre perfetta che non ti fa mancare niente.

Quella del 2026 si può riassumere in due parole: che caldo! Che faceva caldo lo sapevamo da prima della partenza, anzi lo sapevamo già dal momento dell'iscrizione, chi in aprile, chi la settimana prima. Ed eravamo tutti organizzati e pronti per questo.

Complimenti all'organizzazione che ha garantito un ristoro ogni 3 o 4 chilometri. Ristori sempre completi di acqua, sali, Coca-Cola, cibi solidi salati e dolci e frutta. Un plauso agli abitanti delle strade percorse: in tanti ci hanno atteso davanti casa bagnandoci con la loro acqua!"

Le sue parole raccontano una delle immagini più belle di questa edizione. Se il sole ha reso la sfida ancora più impegnativa, la risposta del territorio è stata straordinaria. Da una parte un'organizzazione impeccabile, che ha moltiplicato i punti di ristoro per garantire sicurezza e assistenza agli atleti; dall'altra gli abitanti dei paesi attraversati, trasformatisi in tifosi, volontari e angeli del percorso, armati di secchi, tubi dell'acqua e sorrisi. Sono questi gesti spontanei a rendere la Pistoia-Abetone qualcosa di diverso da una semplice competizione. Qui non si corre mai davvero da soli. Ogni chilometro è accompagnato dagli applausi, dall'incitamento di chi vive queste montagne e sente questa gara come parte della propria identità. Alla fine restano la fatica, il sudore e le gambe pesanti. Ma restano soprattutto le emozioni di un viaggio lungo cinquanta chilometri che attraversa una delle zone più belle dell'Appennino toscano, dove natura, storia e sport si fondono in un'unica grande impresa. Perché la Pistoia-Abetone non si conquista soltanto con l'allenamento. Si conquista con il cuore. Ed è proprio per questo che, una volta tagliato il traguardo, si inizia già a pensare alla prossima edizione.




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