lunedì 30 marzo 2026

Camminata di Lovoleto e Bentivoglio

 

Camminata di Lovoleto e Bentivoglio 2026: una domenica di passi, sorrisi e tradizione

C’è qualcosa di speciale nelle corse di paese. Non serve il cronometro per renderle memorabili, né una classifica per dare valore a ogni passo. Basta una mattina di primavera, un gruppo di persone con la voglia di stare insieme e un percorso che racconta il territorio. È esattamente quello che è successo domenica 29 marzo 2026, in occasione della 30ª edizione della Camminata di Lovoleto e Bentivoglio, una “garetta” non competitiva che, anno dopo anno, si conferma una piccola grande festa della bassa bolognese.

Tra campi, strade di campagna e storie di pianura

Lovoleto, con le sue strade tranquille e l’aria che profuma di campagna, è il punto di partenza e di ritorno di un percorso di circa 10 km che si snoda tra le terre di Bentivoglio. Qui il paesaggio è fatto di orizzonti aperti, filari di alberi e casolari che sembrano custodire storie di altri tempi.

Si racconta che queste campagne, soprattutto nelle prime ore del mattino, siano attraversate da una quiete quasi sospesa, come se il tempo scorresse più lentamente. Non è raro sentire gli abitanti parlare di nebbie “vive”, che avvolgono tutto e trasformano ogni camminata in un piccolo viaggio dentro una dimensione più intima e silenziosa. E forse è proprio questo uno dei segreti del fascino della manifestazione.

Una partecipazione da grande evento

Già dalle 8:30, al momento delle iscrizioni, si percepiva l’atmosfera delle grandi occasioni. Pettorali distribuiti con il sorriso, strette di mano, gruppi di amici pronti a partire insieme. Il numero 555 indossato da Andrea Rubbini è diventato simbolo di una partecipazione ampia e calorosa: si stima infatti la presenza di almeno 600 persone, tra runner e camminatori di ogni età. Famiglie con bambini, appassionati di corsa, gruppi organizzati e semplici amanti delle passeggiate: tutti uniti dallo stesso spirito leggero e conviviale.

Il racconto di Andrea Rubbini 

Tra i protagonisti della giornata, Andrea Rubbini ha condiviso un’esperienza che racchiude perfettamente l’essenza dell’evento:

Un'altra classica (già alla 30ª edizione) ‘garetta’ di campagna, un giro che parte e torna a Lovoleto per le strade della bassa. Pettorale 555 con iscrizione alle 8:30, quindi direi almeno 600 persone tra runners e camminatori di ogni età. Parto abbastanza forte per il mio ritmo e con un passo costante chiudo con il secondo tempo sulla distanza minore, pronto per un ristoro finale con ciambella e tè bollente.

Il suo racconto è quello di tanti: una partenza decisa, il ritmo che si stabilizza, il piacere di correre immersi nella natura e, infine, la soddisfazione dell’arrivo.

Il vero traguardo: il ristoro

Perché, diciamolo, in queste manifestazioni il ristoro finale è quasi sacro. Dopo la fatica (più o meno intensa), ad aspettare i partecipanti c’era un momento di pura semplicità: ciambella e tè bollente. Un piccolo rito che sa di casa, di tradizione, di comunità. Qui si condividono impressioni, si ride, si commenta la gara e si promette di tornare l’anno prossimo.

Una tradizione che continua

Arrivare alla 30ª edizione non è un traguardo da poco. Significa che questa camminata è diventata parte della vita del territorio, un appuntamento atteso e sentito. E mentre i passi dei partecipanti si disperdono lentamente tra le strade della bassa, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico: non solo una corsa, ma una storia fatta di persone, luoghi e piccoli momenti che, messi insieme, diventano ricordi. E forse è proprio questo il vero spirito della Camminata di Lovoleto e Bentivoglio: non importa quanto veloce vai, ma quanto ti godi il percorso.








Nessun commento:

Posta un commento