La Dolomitica, una mezza maratona con le Dolomiti negli occhi
Ci sono gare nelle quali si corre contro il cronometro.
E poi ci sono gare nelle quali, ogni tanto, il cronometro quasi si dimentica.
La Dolomitica Run Half Marathon Val Rendena appartiene decisamente alla seconda categoria.
Domenica 13 settembre 2026, cinque atleti della Corriferrara hanno indossato il pettorale a Pinzolo per affrontare i 21,097 km di questa mezza maratona che attraversa la Val Rendena, con un dislivello contenuto, circa 200 metri, ma con una quantità decisamente più abbondante di panorami capaci di far dimenticare la fatica.
La gara, giunta alla sua sesta edizione, è una competizione ufficiale FIDAL e parte da Pinzolo per arrivare al Centro Sportivo Sesena di Tione di Trento. Il percorso è interamente asfaltato e segue in gran parte la suggestiva ciclabile della Val Rendena, attraversando diversi paesi e scorci della valle.
Ma ridurre la Dolomitica a una semplice mezza maratona sarebbe quasi ingiusto.
Correre dentro una cartolina
Pinzolo è uno dei principali centri della Val Rendena, incastonato tra il gruppo dell’Adamello e quello delle Dolomiti di Brenta. Da queste parti la montagna non è semplicemente lo sfondo: è presenza costante, compagna di viaggio e, per chi corre, inevitabile oggetto di qualche occhiata laterale.
Il percorso porta gli atleti attraverso il verde della valle, passando tra la zona della Vetreria di Carisolo, la piana dei masi tra Giustino e Caderzone, Strembo, gli spazi aperti tra Spiazzo e Pelugo e quindi i tratti lungo il fiume Sarca, fino all'arrivo a Tione.
Insomma, una di quelle situazioni nelle quali il podista potrebbe tranquillamente rivolgersi a chi corre accanto e dire:
«Scusa, ma qui dobbiamo proprio andare forte? Non sarebbe meglio fermarsi un attimo a guardare?»
Naturalmente nessuno si ferma.
Al massimo rallenta quel tanto che basta per dare un'occhiata alle montagne.
Una valle con una storia da raccontare
E Pinzolo non offre soltanto bellezza naturale.
Nel cuore del paese si trova la storica chiesa di San Vigilio, celebre per la straordinaria Danza Macabra realizzata nel 1539 da Simone Baschenis. L'affresco, lungo circa 21 metri, raffigura scheletri che accompagnano nel loro macabro ballo personaggi appartenenti a ogni ceto sociale.
Un'opera che, con il suo messaggio sulla caducità della vita e sull'uguaglianza di tutti davanti alla morte, sembra quasi lanciare una provocazione anche ai podisti:
corri, insegui il tempo, cerca il tuo personale... ma ricordati che, alla fine, siamo tutti parte dello stesso grande viaggio.
E forse è proprio questa una delle lezioni più belle che può arrivare dalla montagna: il cronometro conta, ma non è tutto.
Una gara che convince... anche al ritorno
A rendere particolarmente piacevole la Dolomitica, secondo gli atleti Corriferrara, non è stato soltanto il paesaggio.
La gara ha raccolto apprezzamenti anche per la buona organizzazione, l'attenzione ai dettagli e, soprattutto, per la cortesia degli organizzatori, una caratteristica che per chi frequenta le manifestazioni podistiche diventa spesso uno dei motivi principali per tornare.
E proprio qui sta forse il complimento più significativo.
Alcuni degli atleti Corriferrara presenti a Pinzolo, infatti, sono tornati a correre la Dolomitica dopo averla già scelta negli anni precedenti.
Non è un caso.
Quando una gara ti lascia un bel ricordo, quando trovi un'organizzazione disponibile e sorridente, quando il percorso ti piace e quando alla fine della giornata ti porti a casa la sensazione di essere stato bene, allora l'appuntamento finisce inevitabilmente nell'agenda dell'anno successivo.
La Dolomitica, evidentemente, è una di quelle gare.
Corriferrara, cinque volte dentro la bellezza
Cinque atleti hanno dunque portato i colori Corriferrara lungo i 21,097 km della Val Rendena.
Cinque storie diverse, cinque ritmi diversi, cinque modi di vivere la stessa gara.
Qualcuno avrà inseguito il cronometro, qualcun altro avrà pensato soprattutto a gestire bene lo sforzo. Qualcuno avrà contato i chilometri rimanenti e qualcun altro avrà probabilmente guardato più volte verso le montagne.
Ma alla fine, come spesso accade quando si corre in luoghi così, il risultato più importante è forse quello di aver aggiunto un'altra bella pagina al proprio viaggio podistico.
La Dolomitica è una gara che piace per il percorso, conquista per i panorami e convince per l'organizzazione.
E quando una manifestazione riesce a mettere insieme questi ingredienti, il giudizio del podista è spesso semplice:
«Questa la rifacciamo.»
Per alcuni atleti Corriferrara, a quanto pare, non è nemmeno più una promessa.
È già una tradizione.
Perché ci sono gare che si corrono una volta.
E poi ci sono quelle che, anno dopo anno, diventano un appuntamento a cui si torna volentieri.
La Dolomitica sembra proprio appartenere alla seconda categoria.




















































