lunedì 29 giugno 2026

Due passi ed una birra 🍺 sotto le stelle

 

Due passi e una birra sotto le stelle: a Malalbergo una serata di sport, amicizia e convivialità

Sport, sorrisi e tanta voglia di stare insieme hanno caratterizzato la serata di venerdì 26 giugno, quando a Malalbergo è andata in scena la camminata e corsa non competitiva "Due passi e una birra sotto le stelle", appuntamento apprezzato dagli amanti dell'attività all'aria aperta. Un percorso ad anello di 7,5 chilometri, immerso nella quiete della pianura bolognese, ha accompagnato i partecipanti lungo la ciclopedonale che collega Malalbergo a Pegola, regalando una piacevole esperienza tra natura e compagnia.

Malalbergo, terra attraversata dalle acque del fiume Reno e ricca di scorci rurali, custodisce anche una curiosità legata al suo nome: secondo la tradizione, deriverebbe da un'antica locanda poco accogliente, un "mal albergo", che nei secoli ha finito per identificare l'intero paese. Una leggenda che oggi fa sorridere, soprattutto pensando all'ospitalità che contraddistingue le manifestazioni organizzate dalla comunità locale.

A metà percorso i partecipanti hanno trovato un gradito punto di ristoro per rinfrescarsi, mentre all'arrivo li attendeva un ricco buffet, perfetto per recuperare le energie e condividere due chiacchiere in compagnia.

Tra i presenti anche Andrea Rubbini, che ha raccontato con entusiasmo il clima della serata:

"È sempre un piacere partecipare a manifestazioni locali, soprattutto quando ad organizzare sono in primis due compagni di squadra come Sara Sacchelli e Marco Giorio! Una sgambata ad anello sulla ciclopedonale tra Malalbergo e Pegola, un punto di bevuta a metà percorso ed un salutare rinfresco a fine giro in compagnia di amici: direi perfetto! E poi serata salsiccia e birra per festeggiare."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito dell'iniziativa: non una gara da cronometro, ma un'occasione per condividere la passione per il movimento, valorizzare il territorio e trascorrere una piacevole serata estiva sotto un cielo illuminato dalle stelle.

Perché, in fondo, bastano davvero due passi, una buona compagnia e una birra fresca per trasformare una semplice camminata in un ricordo da portare con sé.








domenica 28 giugno 2026

Corsa del pescatore

 

La Corsa del Pescatore, quando il cuore corre al ritmo della Sacca

Ci sono gare che si ricordano per il cronometro e altre che restano impresse nell'anima. La Corsa del Pescatore, disputata il 27 giugno 2026 a Scardovari sulla distanza di 8,5 chilometri, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Qui non si corre soltanto lungo un percorso. Si attraversa una terra che vive in simbiosi con l'acqua, dove il mare e la laguna hanno modellato il paesaggio e il carattere della sua gente. La Sacca di Scardovari, regno delle celebri cozze e delle ostriche del Delta del Po, è molto più di uno scenario: è una compagna di vita, una presenza silenziosa che accompagna generazioni di pescatori e famiglie, custode di racconti, sacrifici e tradizioni. Si narra che i tramonti sulla Sacca siano capaci di fermare il tempo e che il vento porti ancora le voci di chi, per secoli, ha affidato il proprio destino alle acque. Non stupisce, allora, che gli abitanti la chiamino con affetto la loro Regina.

In questo scenario unico sono arrivati anche i nostri atleti, protagonisti di una serata ricca di emozioni e di ottimi risultati. Da sottolineare soprattutto le prestazioni delle nostre donne, salite con merito sul podio di categoria: Rosanna Albertin ha conquistato il 1° posto di categoria, mentre Elisa Benini ha ottenuto uno splendido 3° posto di categoria, confermando ancora una volta il valore e la determinazione delle nostre atlete.

Ma ci sono giornate in cui la classifica racconta solo una parte della storia. Il resto lo scrivono i luoghi, gli incontri e le sensazioni che una corsa riesce a regalare.

Le parole di Sara Melloni   raccontano meglio di qualsiasi cronaca lo spirito della serata. E, soprattutto, ci riportano con dolcezza agli anni Ottanta quando tutto sembrava procedere con un ritmo più umano, le sere d'estate avevano il sapore delle feste di paese e ogni momento veniva vissuto senza fretta, assaporando il tempo e le cose semplici.

"Sulla pagina Instagram veniva definita "la corsa più bella del mondo", e credo non si siano allontanati tanto dalla realtà oggettiva. Quello che ho capito è che nel profondo Veneto le persone sono molto legate al loro territorio e quando, con quel poco fiato che avevo, ho detto ad una ragazza del posto che "il tramonto toglieva il fiato", 

  lei mi ha risposto che mi trovavo davanti alla loro Regina: la Sacca di Scardovari. È stata una serata bellissima. Rosi ha ottenuto un buon risultato e io anche, considerato che mi ero data come obiettivo la sopravvivenza. Poi, abbiamo fatto una gita negli anni Ottanta: fiera, autoscontro, calcinculo, zucchero filato, cagnolini da importunare e piadina una in due perché io non amo la silhouette della porchetta e Rosi predilige le proteine e le maltodestrine. Ho pensato a tante cose, ma soprattutto che la corsa continua a darmi belle esperienze, e che se un giorno avrò un innamorato, lo porterò lì."

Ed è proprio questo il fascino della Corsa del Pescatore: non soltanto una manifestazione sportiva, ma un piccolo viaggio dentro un territorio autentico, dove il tramonto sulla laguna sembra rallentare il tempo e ricordarci che le emozioni più vere hanno bisogno di essere vissute con calma.

Tra il profumo del mare, il sorriso della gente e la magia della Sacca, ogni passo diventa un ricordo. E forse è questo il segreto di Scardovari: farti sentire ospite per un giorno e, senza quasi accorgertene, lasciarti andare via con la voglia di tornare.

















giovedì 25 giugno 2026

Vienna track night, Carlo Barbieri conquista il suo primo nastro.

 

Vienna Track Night, una notte da sogno: Carlo Barbieri conquista Vienna e il suo primo nastro

Ci sono gare che regalano un tempo. E poi ci sono gare che regalano una storia.

La Vienna Track Night del 20 giugno 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una di quelle giornate che iniziano come una sfida e finiscono come un ricordo destinato a restare inciso nella memoria di un atleta. Sul prestigioso anello della capitale austriaca, città che da secoli vive di musica, arte e grandi emozioni, anche l'atletica ha trovato la sua melodia. E tra le note di questo speciale spartito sportivo c'era anche un portacolori di Corriferrara: Carlo Barbieri.

Vienna è la città dei valzer, delle sale imperiali e del Danubio che attraversa la storia d'Europa. Ma il 20 giugno, sotto un sole implacabile e un caldo che sembrava non concedere tregua, la musica era quella ritmica e incessante delle scarpe che battevano sul tartan.

La Vienna Track Night è uno degli eventi su pista più affascinanti del panorama europeo. Una giornata interamente dedicata alla corsa, con batterie suddivise per livello e tempi di accredito: nel pomeriggio gli amatori, la sera gli atleti élite. Un'organizzazione impeccabile, quasi maniacale nei dettagli, capace di trasformare ogni partecipante nel protagonista di un grande spettacolo.

Carlo si presenta al via della prova sui 5.000 metri con un range previsto tra i 17'45" e i 18'45". La temperatura, però, è quella delle giornate più dure. Di quelle che consumano energie ancor prima dello sparo dello starter.

La tensione cresce nella call room. I controlli, le ultime indicazioni, i pettorali verificati con precisione quasi professionistica. Poi arriva il momento.

"On your marks... GO!" 

La gara prende vita.

Come in un valzer che accelera progressivamente, il gruppo trova subito il proprio ritmo. Gli atleti si dispongono in fila indiana lungo il cordolo interno per non sprecare nemmeno un centimetro. Ogni metro risparmiato può fare la differenza.

Carlo si inserisce immediatamente nel gruppo di testa. Le scarpe chiodate scandiscono il ritmo come un metronomo. Un giro dopo l'altro il gruppo si assottiglia. Cinque atleti rimangono davanti, tutti aggrappati al pacer.

Poi la selezione continua.

Tre giri.

Quattro giri.

E Carlo si ritrova da solo alle spalle della lepre.

La gara sembra ormai un dialogo tra due persone e il cronometro. Ma proprio quando il copione pare scritto, arriva il colpo di scena.

Al secondo chilometro il pacer alza il braccio.

Rallenta.

Si ferma.

Troppo caldo.

Un gesto che racconta meglio di qualsiasi parola la durezza di quella giornata viennese. Carlo comprende immediatamente la situazione. Un pollice alzato per ringraziare chi lo aveva guidato fino a quel momento e poi avanti. Da solo.

Da lì in poi inizia qualcosa che va oltre il semplice risultato.

Ogni falcata diventa una scelta. Ogni giro una prova di volontà.

Sugli spalti il pubblico percepisce il momento. Gli applausi si trasformano in energia. Le voci si sovrappongono.

"You know you can do it!"

"C'mon man!"

"Let's go!"

Un centinaio di persone accompagna la sua corsa. Sul rettilineo opposto le urla coprono persino il rumore del respiro affannato. Carlo continua senza voltarsi mai. Non vuole sapere chi c'è dietro. Vuole soltanto continuare ad andare avanti.

La pista scorre sotto i piedi. 

Arrivano i doppiaggi.

Arriva la fatica.

Ma arriva anche la consapevolezza di stare costruendo qualcosa di speciale.

Quando la campanella annuncia l'ultimo giro, il cuore accelera ancora. Le gambe, invece, iniziano a presentare il conto. Gli ultimi quattrocento metri sembrano interminabili. La curva finale appare lontana.

Poi, finalmente, l'ultima svolta.

Mancano centocinquanta metri.

Per la prima volta Carlo si volta.

Dietro di lui non c'è nessuno.

È in quel momento che il sogno prende forma.

Davanti compare il nastro d'arrivo nero. Non più un miraggio, ma una realtà che si avvicina ad ogni passo.

Lo speaker annuncia il vincitore con il suo caratteristico accento tedesco:

"And the first one is... Carlooo Barbieri!"  

Sono attimi che valgono anni.

Il nastro viene spezzato.

Le braccia si alzano al cielo.

La canotta Corriferrara taglia il traguardo per prima.

Le gambe sono ormai vuote, prosciugate dalla fatica e dal caldo. Ma il cuore è pieno. Pieno di emozioni, di ricordi, di sacrifici, di allenamenti affrontati quando il traguardo sembrava ancora lontanissimo.

Carlo Barbieri chiude al primo posto della propria batteria e conquista il primo nastro della sua carriera.

Un'immagine che resterà impressa nella memoria di chi l'ha vissuta e di chi l'ha raccontata.

Perché a volte lo sport sa essere meravigliosamente semplice: una pista, un sogno e il coraggio di continuare a correre quando tutti gli altri si fermano.

E forse il messaggio più bello arriva proprio dalle parole finali di Carlo:

"Chi l'avrebbe mai detto tre anni fa che sarei arrivato a questo punto? Non smettete mai di sognare, perché se ci credete, prima o poi i sogni si avverano.

A Vienna, tra il caldo soffocante e l'entusiasmo di una folla internazionale, quel sogno è diventato realtà.











Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara – Il Giro d’Italia della Settimana in Scarpe da Trail

Settimana intensa per gli atleti Corriferrara, che hanno trasformato la penisola in una vera e propria pista a cielo aperto: 18 atleti impegnati, 249 chilometri percorsi e ben 8.700 metri di dislivello conquistati. Numeri che, messi insieme, raccontano una piccola impresa fatta di salite, sentieri, strade e panorami mozzafiato.

Le nostre maglie hanno fatto tappa in ben 6 località diverse, dal mare della Riviera ligure alle montagne del Friuli e del Cadore, passando per l’Emilia-Romagna e il Veneto.

Dalle Alpi al Mare

A Val Bruna (Tarvisio), lungo il suggestivo tracciato dell’Alpe Adria Trail, i corridori hanno affrontato il Pellarini Trail da 20 km. Qui la natura gioca in casa: boschi, torrenti e montagne che segnano il confine tra Italia, Austria e Slovenia. Una vera cartolina in movimento.

Ad Ariano Ferrarese, terra di confine tra il Po e il Delta, si è disputato il Trail dla Cavedagna da 10 km. Un percorso che racconta la tradizione rurale del territorio, tra argini, campagne e paesaggi che sembrano usciti da un vecchio almanacco contadino.

A San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, spazio alla velocità con la Sangio Run da 10 km. Curiosità: il paese deve il suo nome a San Giovanni Battista e al termine "Lupatoto", che secondo alcune interpretazioni richiama antichi insediamenti longobardi.

Da tutt’altra parte d’Italia, a Sanremo, i nostri atleti hanno corso la Run for the Whales, sulle distanze di 21,350 e 10 km. La città dei fiori e del Festival della Canzone ha regalato il fascino del mare e una gara dedicata alla sensibilizzazione per la tutela dei cetacei che popolano il vicino Santuario Pelagos.

A San Rigo, sulle colline reggiane, è andata in scena la Strachiviol da 10 km. Un appuntamento che attraversa la campagna emiliana tra sentieri e strade bianche, dove il vero avversario è spesso il continuo saliscendi.

Infine, riflettori puntati su Lorenzago di Cadore, per il Trail dei Maghe da 18 km. Nel cuore delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, si corre circondati da vette leggendarie. Il nome della gara richiama antiche storie e tradizioni popolari che popolano queste montagne.

Podi Corriferrara

La settimana porta anche ottime soddisfazioni ad Ariano Ferrarese, dove le nostre atlete hanno lasciato il segno:

🏆 Franca Panagin – 1ª di categoria
🥉 Stefania Bruschi – 3ª di categoria
🥉 Monica Fogli – 3ª di categoria

Tre piazzamenti che confermano la determinazione e la qualità del gruppo Corriferrara.

I Numeri della Settimana

  • Atleti impegnati: 18
  • Chilometri percorsi: 249
  • Dislivello totalizzato: 8.700 metri
  • Località raggiunte: 6

Una settimana da veri esploratori della corsa: tra montagne, mare, sentieri e strade cittadine, Corriferrara continua a collezionare chilometri, emozioni e nuovi ricordi. Appuntamento alla prossima avventura!









mercoledì 24 giugno 2026

Pellarini Trail, dove osano le aquile.

 

Pellarini Trail 2026, tra aquile, foreste e il fascino selvaggio delle Alpi Giulie

Ci sono luoghi che sembrano creati apposta per il trail running. Terre dove il sentiero non è soltanto una traccia nel bosco, ma un invito all'avventura, un viaggio dentro la natura più autentica. La Valbruna, nel cuore del comprensorio Alpe Adria di Tarvisio, è uno di questi luoghi.

Sabato 20 giugno 2026 il Pellarini Trail ha portato decine di appassionati a misurarsi con i suoi 20 chilometri e 1300 metri di dislivello positivo, in un percorso che ha saputo unire fatica, emozione e panorami capaci di lasciare il segno.

La gara prende il nome dal Rifugio Pellarini, storico presidio alpino dedicato all'esploratore e alpinista Domenico Pellarini, e si sviluppa tra alcune delle aree più suggestive delle Alpi Giulie. Montagne che raccontano storie di confine, dove si incontrano le culture italiana, slovena e austriaca, e dove la natura conserva ancora un carattere selvaggio e primordiale.

Fin dalle prime luci del mattino il sole ha fatto sentire la propria presenza. Con temperature che nel corso della giornata hanno superato i 30 gradi, gli atleti hanno dovuto gestire non solo le salite impegnative, ma anche il caldo intenso che ha accompagnato ogni passo. Eppure, tra le ombre delle grandi foreste di Tarvisio, il percorso ha regalato scorci e sensazioni che hanno reso ogni sforzo parte integrante dell'esperienza.

I sentieri si sono snodati tra abeti secolari, radure silenziose e valloni dominati dalle pareti rocciose delle Giulie. Qui la presenza della fauna è una realtà quotidiana: non è raro vedere un cervo muoversi tra gli alberi o osservare il volo maestoso delle aquile che sorvolano le creste più alte. Un ambiente che conserva intatto il suo fascino e che ogni anno richiama escursionisti e sportivi da tutta Europa.

Tra i protagonisti della giornata anche Renato Finco, che al termine della prova ha raccontato con entusiasmo le emozioni vissute lungo il percorso:

"Correre tra i sentieri della foresta di Tarvisio tra le vette dove osano le aquile e i cervi ti osservano dal bosco è impagabile. Giornata molto calda che superava i 30 gradi. Le Alpi Giulie hanno un fascino unico."

Parole che descrivono perfettamente lo spirito del Pellarini Trail. Una gara che non è soltanto competizione, ma immersione totale in uno degli angoli più affascinanti dell'arco alpino. Qui il cronometro conta, ma contano soprattutto le emozioni che si raccolgono lungo il cammino: il profumo del bosco, il rumore dell'acqua che scende dai versanti, il silenzio delle montagne e quella sensazione di libertà che solo il trail running sa regalare.

Quando gli ultimi concorrenti hanno tagliato il traguardo, il sole continuava a illuminare le cime delle Giulie. Restavano la stanchezza nelle gambe, il sorriso sul volto e la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il Pellarini Trail è una gara, certo, ma soprattutto un'avventura che permette di entrare in sintonia con la montagna più autentica, là dove le aquile dominano il cielo e la natura detta ancora il ritmo del tempo.










martedì 23 giugno 2026

Run for whales

 

Run for Whales 2026: sport, solidarietà e panorami mozzafiato per i portacolori di Corriferrara

Lo sport che incontra la solidarietà regala sempre emozioni particolari. È quanto accaduto sabato 20 giugno a Sanremo, in occasione della Run for Whales 2026, manifestazione podistica che ha saputo coniugare la passione per la corsa con un importante messaggio di tutela ambientale e salvaguardia dei cetacei che popolano il Santuario Pelagos, l'area marina protetta del Mar Ligure riconosciuta a livello internazionale.

L'evento ha richiamato oltre 2.500 partecipanti complessivi nelle diverse distanze previste, tra cui la mezza maratona e la 10 chilometri, trasformando la celebre Città dei Fiori in una grande festa dello sport. Sanremo, nota in tutto il mondo per il Festival della Canzone Italiana, offre infatti scenari unici per gli appassionati della corsa: il lungomare affacciato sul mare, le suggestive gallerie che attraversano il promontorio e i panorami che accompagnano gli atleti lungo il percorso.

Per Corriferrara erano presenti Giovanni Simone, impegnato nella mezza maratona, e Patrizia Papalia, al ritorno alle competizioni sulla distanza dei 10 chilometri.

La manifestazione ha preso il via nel tardo pomeriggio con le gare dedicate ai più piccoli e la Family Run, seguite dalla 10 km e dalla mezza maratona, disputate in condizioni climatiche particolarmente impegnative. Il caldo intenso ha rappresentato il principale avversario degli atleti, mettendo a dura prova resistenza e capacità di gestione dello sforzo.

Al termine della gara Giovanni Simone   ha raccontato la propria esperienza:

"La mia tabella per la Maratona di Ottobre prevedeva di allungare i km e quindi mi dico perché non abbinare week-end e corsa in un bel posto e fare qualcosa di buono a scopo benefico. Da qui l'idea della mezza di Sanremo per salvare le balene e l'ecosistema che le protegge. So già che visto il caldo dovrò gestire bene le forze e una volta ritirato il pettorale refrigerio in piscina e riposo. La partenza alle 19.05 non cambia il caldo che sembra essere quello del deserto del Sahara. Dopo i bambini e la family run delle 18.00 di 3,5km parte alle 19.00 la 10km non competitiva dove ritorna Patrizia e poi dopo 5 minuti noi della semi-Marathon ;cosi denominata visto l'arrivo nella pista d'atletica e Rugby di Pian di Poma da dove c'è anche la partenza quindi più lunga di 250mt per arrivare sotto il gonfiabile. Parto con l'idea di non stare male, dopo i primi 2 km di assestamento capisco che devo tenere un ritmo di crociera per gestire il troppo caldo. Cosa dire il passaggio sul lungomare stupendo e poi le gallerie sotto il monte. Spugnaggj e ristori aiutano anche se qualcuno si sente male, quindi corro in compagnia e arrivo chiacchierando non facendo mancare il solito sprint finale in pista. Cosa dire organizzazione top con spogliatoi, bagni, docce, deposito borse, dj-speaker e massaggiatore. I partecipanti totali tra le 3 distanze più di 2500 e quasi 1000 per la 21km.Pacco gara-medaglia e orchidea con ristoro sontuoso completano questo evento .Unica pecca che ha fatto stare male molti soccorsi dagli splendidi angeli del 118 il caldo con temperatura sopra la media .Contento di aver usato l'esperienza per arrivare bene e sicuramente la prossima mezza al fresco, essendo la prima della stagione e fatta come allenamento sono contento di stare bene. Dal vostro John Simon alla prossima."

Le parole di Giovanni testimoniano perfettamente lo spirito della manifestazione: vivere la corsa come esperienza sportiva, occasione di viaggio e strumento concreto per sostenere una causa ambientale di grande valore. Un impegno che assume ancora più significato in un territorio come quello ligure, dove il mare rappresenta una risorsa preziosa e dove la presenza dei cetacei costituisce un patrimonio naturale da proteggere.

Per Corriferrara arriva dunque un'altra positiva trasferta, impreziosita dalla partecipazione a un evento che ha saputo unire agonismo, promozione del territorio e sensibilizzazione ambientale. Una giornata intensa, resa ancora più impegnativa dalle alte temperature, ma capace di lasciare negli atleti il ricordo di una manifestazione organizzata con grande cura e animata da un importante obiettivo benefico.








lunedì 22 giugno 2026

5° Trail della Cavdagna

 

Trail della Cavedagna: tra polvere, caldo e Palio, le donne Corriferrara conquistano il podio

ARIANO FERRARESE – Quando il termometro sfiora i 36 gradi e il sole sembra non voler concedere tregua, c'è chi sceglie il divano e chi invece allaccia le scarpe da trail. Tra questi ultimi, sabato 20 giugno, c'erano i partecipanti al Trail della Cavedagna, una gara di 10 chilometri che ha saputo unire sport, tradizione e spirito di festa in una delle serate più animate dell'estate ferrarese.

Ma cos'è una cavedagna? A spiegarlo è Franca Panagin, protagonista della giornata con la vittoria nella propria categoria:

"La cavedagna è una strada di campagna sterrata, attraversata da trattori, a bordo di campi coltivati. Se a tutto questo abbini una corsa, in una calda serata d'estate, ottieni un bel Trail: pianeggiante ma ugualmente faticoso."

Un nome che racconta perfettamente il territorio e il carattere della manifestazione. Niente montagne o dislivelli alpini, ma sentieri rurali, strade bianche e terreni sconnessi che obbligano a mantenere alta l'attenzione. Perché anche nella pianura ferrarese si può soffrire... e parecchio.

La gara è stata inserita all'interno della tradizionale festa del Palio di Ariano Ferrarese, creando un suggestivo connubio tra sport e storia. Mentre i runner si sfidavano lungo il percorso, il paese si animava con sfilate in costume d'epoca, tamburi e sbandieratori. Due feste in una sola serata, capaci di coinvolgere residenti, famiglie e appassionati di corsa.

"Ad Ariano Ferrarese hanno abbinato il Trail alla festa del Palio del paese, con sfilata in abiti d'epoca e sbandieratori. Due feste in una sola serata, che ha coinvolto famiglie e runner temerari, non spaventati dalla calda serata", racconta ancora Panagin.

E di temerarietà ce n'è voluta davvero. Il percorso, completamente sterrato, ha rispettato le aspettative degli amanti del trail, alternando saliscendi, sentieri e tratti resi più impegnativi dal fondo irregolare. Una sfida resa ancora più dura dal caldo afoso, mitigato soltanto da un leggero venticello che ha evitato di trasformare la competizione in una vera prova di sopravvivenza.

La manifestazione prevedeva una gara competitiva di 10 chilometri e una camminata ludico-motoria di 5 chilometri, aperta a tutti, confermando la volontà degli organizzatori di coinvolgere sportivi di ogni livello.

Tra le portacolori della Corriferrara è andata in scena una piccola ma significativa "singolar tenzone" tutta al femminile. A spuntarla è stata Franca Panagin,   prima classificata nella propria categoria. Ottime prestazioni anche per Stefania Bruschi e Monica Fogli, entrambe salite sul terzo gradino del podio nelle rispettive categorie, contribuendo a una serata ricca di soddisfazioni per la società ferrarese.

Positivo anche il rientro alle competizioni di Antonio Margiotta, che ha commentato:

"Bella competizione per ricominciare dopo guai fisici. Per chi vuole iniziare a non fare solo asfalto è un buon inizio."

Un giudizio che sintetizza bene la filosofia della manifestazione: un trail accessibile ma autentico, ideale per chi desidera avvicinarsi ai percorsi naturali senza rinunciare al gusto della sfida.

A chiudere la serata, un'organizzazione particolarmente apprezzata dai partecipanti. Ricco il pacco gara e altrettanto graditi i premi in natura riservati ai vincitori, dettaglio che nel mondo podistico continua a essere sinonimo di attenzione e ospitalità.

Insomma, tra polvere, sudore, bandiere al vento e costumi d'epoca, il Trail della Cavedagna ha confermato che anche nelle terre del Delta la corsa può trasformarsi in una bella avventura. E le atlete Corriferrara hanno saputo ritagliarsi un ruolo da protagoniste in questa riuscita serata di sport e tradizione.




venerdì 19 giugno 2026

3° NOTTURNO A SANT'AGATA

 

Notturno a Sant’Agata: caldo, sport e convivialità nella terra della Lamborghini

Una serata d'estate, le luci della piazza, il calore del pubblico e la passione per la corsa. Sono stati questi gli ingredienti della terza edizione del "Notturno a Sant'Agata", gara podistica di 5 chilometri andata in scena mercoledì 17 giugno 2026 nel cuore di Sant'Agata Bolognese.

Il piccolo comune della pianura emiliana, celebre in tutto il mondo per ospitare la sede della Automobili Lamborghini, ha accolto atleti e appassionati in una serata tipicamente estiva, caratterizzata da temperature elevate ma rese più piacevoli dall'atmosfera festosa che ha animato il centro cittadino.

La manifestazione prevedeva la partenza e l'arrivo nella suggestiva piazza principale. Alle 20.15 hanno preso il via le categorie femminili e gli M55, mentre alle 21.00 è stata la volta di tutte le altre categorie maschili, dagli M50 fino agli assoluti. Un percorso veloce e tecnico, articolato su tre giri: il primo di 1.800 metri e i due successivi di 1.600 metri ciascuno.

Tra i protagonisti della serata anche Paolo Callegari, autore di un'ottima prestazione che gli è valsa il 3° posto di categoria, confermando il buon momento di forma e la costanza dei risultati ottenuti nelle gare del calendario estivo.

Positivo anche il bilancio di Giovanni Simone,   che ha vissuto la gara come un allenamento di qualità confrontandosi con atleti di alto livello.

"Correre con i top runner è sempre bello. Il mio obiettivo era un allenamento veloce e direi che, nonostante il caldo, è andata bene. Dopo il primo mille ho preso le misure e ho gestito la gara. Potevo arrivare con Alessio Guidi, ma gli ho lasciato la gloria del pubblico di casa per poi arrivare in solitaria con il solito sprint."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito della manifestazione: competizione sì, ma anche amicizia, divertimento e soddisfazione personale.

A rendere ancora più piacevole la serata ci hanno pensato il ristoro finale e il tradizionale momento conviviale che accompagna molte corse emiliane. Dopo il ritiro del pacco gara, per Giovanni Simone è arrivata la meritata ricompensa:

"Dopo il ristoro e il ritiro del pacco gara, una meritata birra media e piadina. Dal vostro John Simon è tutto, a presto."

Un finale perfetto per una gara che ha saputo unire sport, socialità e la bellezza delle serate estive emiliane. Il "Notturno a Sant'Agata" si conferma così un appuntamento sempre più apprezzato dagli appassionati della corsa su strada, capace di valorizzare il territorio e regalare emozioni tra le vie di uno dei borghi più dinamici della provincia bolognese.