martedì 25 novembre 2014

LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 7

7° PUNTATA – TRA PASTA, CAFFE' E STORIA



 
Il grande fiume si è tranquillizzato, le temperature si sono fatte un po’ più rigide ed i primi nebbioni ferraresi hanno fatto capolino in città, e visto, che la stagione podistica agonistica, almeno nelle nostre zone, si prende qualche pausa, inforco il mio bolide a due ruote e mi dirigo in piazza; iniziare una domenica con una pasta, caffè e giornale, in un bar del centro, è sempre un inizio molto rilassante della giornata.
Ricciola mangiata, caffè macchiato bevuto, le ultime sulla Spal lette, rapido sguardo alla cronaca locale e poi via, due passi per il centro sono di rigore (chiaro, ho anche pagato prima di uscire!).
Lascio la bicicletta nella rastrelliera di Via Scienze, e decido di partire da via Saraceno con in mano, “casualmente”, la mia Nikon (il presidente, Massimo Corà, si sta facendo esigente, mi richiede sempre più foto!!).
Via Saraceno, una antica via di Ferrara, da sempre, con vocazione commerciale, oggi ricca di bar e pizzerie, mentre nel passato le attività erano più variegate.
Secondo Gualtiero Medri, il nome di questa strada deriva dall'antica famiglia dei Saraceni, un nobile casato che sul finire del '300, lasciata la Toscana, si trasferirono a Ferrara, prendendo residenza nel palazzo in angolo con Via Terranuova, ma altre teorie sussistono su questa origine, lo Scalabrini ad esempio, sosteneva che il nome deriverebbe dall'esistenza di una insegna di bottega raffigurante un Saraceno, e per ultimo il Melchiorri farebbe derivare il nome dai dei giochi, “corse del saracino”, che nel periodo estense si sarebbero tenuti in queste zone; insomma, che abbia ragione uno o l'altro, poco importa, meglio proseguire.
La prima sosta è al civico 58, davanti la chiesa di Sant'Antonio Abate. Oggi desolatamente chiusa al pubblico, prima per crisi di vocazioni, poi il terremoto del 2012 gli ha dato un'ulteriore “botta”. La chiesa risale al secolo XIV, ma nel susseguirsi del tempo ha subito vari rifacimenti e, fortunatamente, vari restauri. Con l'arrivo delle truppe napoleoniche, come molte altre in città, subì la chiusura (anno 1796), per poi essere riaperta il 20 settembre 1866.
 
Chiesa di S.Antonio Abate

La chiesa è una della poche in città che possiede un abside esagonale, e lo si può notare solo da via Cavedone. Da rimarcare ancora, il crocefisso dipinto nella parete esterna in angolo via Cavedone/Saraceno, restaurato nel 2001, ma da parecchi anni chiuso da due ante in legno, ma si possono ancora leggere le lapidi che sono poste in basso al dipinto; questo era un luogo di raccolta e di venerazione durante le epidemie.
 
Edicola con Crocefissione




  
Lapide 1 - primo piano

Lapide 2 - primo piano


Lapide 3 - primo piano

Ora abbandono la chiesa e proseguo, faccio qualche decina di metri, ed un'altra piccola sosta è di rigore davanti al grande palazzo del civico 95. Questa imponente costruzione, da anni nota casa di riposo, nel medioevo fu dimora della famiglia degli Obizzi, alcuni dei quali furono valenti diplomatici e militari degli Estensi.
Fino ai primi del '900, l'entrata principale era in Via Paglia (su quello che è l'attuale retro del palazzo).
Il passeggio per via Saraceno riprende, ma per pochi secondi, le mie Nike, arrivate all'altezza di Orsucci, si vogliono fermare, in questo caso, per ricordare un film, proprio tra la pizzeria e l'attuale ristorante “Il Sorpasso” (ma per tanti anni fu il “Bar Ferrara” e ancora prima “Caffè Tripoli”) venne girata una delle scene principali del film “Ossessione”.
Ferrara N° 1 anche nel cinema quindi, siamo nel 1942 ed il grande regista italiano, Luchino Visconti, gira nella nostra città scene di questo film che è considerato il lungometraggio che ha dato vita al movimento del Neorealismo, oltre ad essere uno dei primi 100 film del cinema italiano da salvare.

Per Porta San Pietro sono passato la settimana scorsa, quindi oggi svolto in Via Fondobanchetto.

La via attuale non ha molto, se non la facciata dell'antica chiesa di San Martino (ora ridotta a garage), anch’essa chiusa, come tante, nel periodo napoleonico. Dopo l’uscita dei francesi, ebbe una “vita movimentata”, per passare definitivamente in mani private a partire dalla fine dell’800. Negli anni ’60 fu sede del laboratorio del pittore Leone Caravita. 
+
Ex Chiesa di San Martino

Di questa strada è comunque curioso il suo nome.
Fondo Banchetto...... siamo nel 1240, Ferrara è assediata da vari mesi da Azzo VII d'Este, ma i Salinguerra (la famiglia più potente all'epoca in città) resistono tenacemente, ma per evitare ulteriori spargimenti di sangue, le opposte fazioni decidono di sancire una tregua durante una cena (un banchetto appunto) in uno dei palazzi dei Salinguerra (probabilmente negli attuali civici 43-45), ma come nelle migliori spy story hollywoodiane, sul finir della cena (in fondo al banchetto appunto), anziché chiudere la serata a tarallucci e vino, Salinguerra II viene rapito dagli Este e fatto portare a Venezia, dove morirà 5 anni dopo e gli Estensi avranno così campo libero nella conquista della città.

Lascio Fondobanchetto e continuo ad inoltrarmi in questa parte della città, una zona poco trafficata, dove il silenzio in ogni parte della giornata la fa da padrone. Forse, ma devi essere proprio fortunato, quando passeggi per queste viuzze, puoi incontrare qualche gatto e qualche bicicletta, è un peccato che questa zona sia fuori dai normali itinerari turistici o forse, è anche la sua salvezza…chissà.
Giunto in Via Coperta mi dirigo verso Via Ghisiglieri, la via che ricorda una antica famiglia di origine bolognese ma, come sostiene il Melchiorri, il nome potrebbe derivare anche da una storpiatura del termine “consiglieri”, visto che nel periodo medioevale, in queste zone esisteva il Palazzo della Ragione.
A metà strada, verso via Borgo di Sotto, una lapide ricorda l’esistenza dell’antica chiesa di Sant’Apollinare, anche in questo caso, la sua fine iniziò, con l’arrivo a Ferrara, degli antenati di Sarkozy e Hollande.

Giungo alla fine di Ghisiglieri e con mia grande sorpresa, un paio di operai, stanno scaricando del materiale edile nel cortile dell’Oratorio dell’Annunziata o chiesa della Buona Morte; l’occhio immediatamente va all’edificio, finalmente sono iniziati i lavori di manutenzione. 


Oratorio dell'Annunziata

Siamo davanti ad uno stabile del XIV secolo, poco conosciuto e da sempre fuori dai normali percorsi turistici, ma nonostante sia chiuso da tempo e quindi con evidenti segni che il tempo lascia, chi ha avuto la fortuna di vederlo aperto, come il sottoscritto (fino a prima del terremoto del 2012, grazie all’opera di volontari, si facevano periodicamente delle visite guidate), è rimasto colpito dalla magnificenza del luogo. Il soffitto è a cassettoni, tutti riccamente colorati, alle pareti un ciclo di affreschi (fra gli altri, anche dai membri della famiglia Filippi), con tema la Leggenda del Legno della Santissima Croce.
L’oratorio, faceva parte di un gruppo di locali, che identificavano l’Ospedale dei Battuti Neri.
Questi erano una confraternita caratterizzata da tonache completamente nere, la loro missione consisteva nel portare sollievo a pellegrini, a moribondi indigenti e successivamente, furono anche coloro che seguivano i condannati a morte nelle ultime ore e fino a tumulazione avvenuta. La zona era così “sinistra” che nei pressi esistevano le vie della Morte e dei Lacci (per ricordare i lacci dei condannati a morte).
Speriamo solo che questi lavori siano corposi e non un semplice rattoppo, il luogo merita, questo è un piccolo gioiello della città.

Ed ora? Santa Maria in Vado o il Monastero del Corpus Domini?

Vista l'ora torno alla bici e la prossima domenica ripartirò da qui, tanto la canotta Corriferrara la lascio ancora tranquillamente nel cassetto, le campestri non fanno per me, le lascio ai nostri top runners, Paolo Callegari in testa.

Alessandro Polesinanti





lunedì 24 novembre 2014

12° "Cross del Delta": FOGLI country a TAGLIO di PO


dal sito: www.podistitagliolesi.it

Taglio di Po (Ro), domenica 23 novembre 2014
Una bella mattinata di sole ha accolto gli atleti che si sono ritrovati, presso la sede del Museo della Bonifica di Cà Vendramin, nel comune di Taglio di Po, per il “ritorno” del “Cross del Delta”. La bella corsa campestre nei prati attorno la suggestiva ex-idrovora non si disputava, infatti, dal 2010: oltre 120 atleti nelle varie gare sono sicuramente un numero di partecipanti soddisfacente visto che questa è una delle specialità più impegnative e tecniche dell’atletica leggera. Il circuito è preparato alla perfezione, molti brevi saliscendi e qualche breve tratto fangoso a rendere difficile la prova: un chilometro per i ragazzi, 1400 metri per gli adulti da ripetere più volte in base alle categorie. Partono per primi i più giovani ed i primi a tagliare il traguardo sono Giovanni Suman e Giorgia Fantinati, entrambi dell’Assindustria Rovigo. Nelle varie categorie da annotare i primi posti per Giovanni Girardi (AM, Rhodigium Team), Manuel Altafini (CM) e Giulia Gennari (DF). Alle 9,20 il via di tutte le categorie femminili e di quelle Master maschili dagli SM60 in poi: il circuito si ripete 4 volte per un totale di 5600 metri ma al primo passaggio a condurre il gruppetto c’è addirittura la padovana Daria Legnaro. Nella seconda tornata, però, innesta la quarta Ubaldo Zanetti, dell’AVIS Taglio di Po, che fa il vuoto davanti al compagno di squadra Adriano Liviero. I due tagliano il traguardo nell’ordine con Zanetti primo in 23’,53”, Liviero secondo con 24’14”, mentre il bronzo va a Giuliano Ferro, sempre per l’AVIS, in 24’,24”. Tra le donne successo netto per la Legnaro (Turristi Montegrotto) con 24’,27”, a precedere la ravennate Monica Casadio e Sara Fusetti (AVIS Taglio di Po) autrice di una bella gara a precedere di poco la compagna di squadra Monia Panfilio. Ultima partenza, la più numerosa, alle 10,00, con tutte le rimanenti categorie maschili ad affrontarsi su 5 giri per 7 km complessivi. Si staccano subito dal gruppo il molisano di stanza a Rovigo, Angelo Marchetta, ed il marocchino dell’Assindustria Rovigo, Said El Bouhali. Nel prosieguo della gara, Marchetta continua di buon passo, mentre El Bouhali inizia a cedere terreno, mentre dalle retrovie sale prepotentemente Luca Favaro: il finale vede Marchetta trionfare in 24’,29”, ma a Favaro (Salcus) riesce la rimonta che lo porta al secondo posto in 25’,05”. Bronzo per El Bouhali (25’,18”) poi nella combattuta gara delle posizioni di rincalzo di piazzano Riccardo Tosi ed Enrico Rossato dell’Assindustria Rovigo, e l’ultra maratoneta dell’AVIS Taglio di Po Nicola Zuccarello. Presenti alle premiazioni finali l’assessore allo sport di Taglio di Po, Doriano Moschini ed il presidente della FIDAL di Rovigo, Sergio Pascucci. Bene l’organizzazione complessiva: il presidente del gruppo podistico AVIS, Daniele Paesante, sentito al termine della manifestazione, si dichiara soddisfatto della buona riuscita della manifestazione e vuole ringraziare la Fondazione Cà Vendramin per aver di nuovo offerto tutta la struttura ed i locali del Museo della Bonifica e la FIDAL provinciale con il delegato tecnico Giorgio Ferro, per la fondamentale collaborazione per il campionato provinciale di corsa campestre. Il calendario podistico polesano si avvia verso la sua naturale conclusione: domenica prossima camminata non competitiva ad Arre, nel padovano, poi sabato 6 dicembre “Corri con Babbo Natale” a Porto Viro, e lunedì 8 la “Adria Run” a scopo benefico.
Michele Veronese


CLASSIFICHE

Per l'Atletica Corriferrara era presente solamente il nostro MORRIS FOGLI che dopo la maratona di domenica scorsa ha preferito restare in zona rispetto alla più lontana Bondeno: "percorso divertente, a tratti abbastanza impegnativo specie senza scarpe chiodate".

Cross del Delta km 7
32°
FOGLI MORRIS
31’04”
4’26”/km
7+2

(Paolo Callegari)

giovedì 20 novembre 2014

MARATONA DI PALERMO - NELLA MEZZA MALVERTI (2°) E MENGHINI (21°) CORRIFERRARA IN EVIDENZA





In una caldissima giornata di metà novembre con una temperatura che sfiorava i 26 gradi, si è svolta la XX^ edizione della maratona di Palermo.
Quasi 1.600  atleti al via, suddivisi tra maratona e mezza maratona, hanno affrontato un percorso tutt'altro che semplice e veloce ( per la maratona 450 metri di dislivello per un totale di 42,800 km e per la mezza 225 metri di dislivello e 21,400 ). La partenza e l'arrivo erano situati presso lo stadio "La Favorita" e il percorso, che comprendeva un giro di pista iniziale ed uno finale, si snodava tra le vie principali della citta' attraversando e sfiorando le principali  bellezze architettoniche per poi riavvicinarsi all'arrivo, passando per il bellissimo parco della Favorita.

La maratona è stata vinta in campo maschile da Buccilli Carmine ( atletica Casone Noceto di Parma ) in 2 h 24'58" e in campo femminile da Chiolo Giuseppina ( Atletica Mazzarino ) in
3 h 13' 25". 

Nella mezza maratona maschile ha trionfato Terrasi Alessio del Cus Paceco in 1 h 10'36" e in campo femminile Giudici Gloria della Atletica Rovellasca in 1 h 25' 00"

Per i nostri colori ottimo 2^ posto assoluto, e 1^ di categoria, per Malverti Raffaella in 1 h 29'53". In campo maschile 21^ posto assoluto e 6^ di categoria per Menghini Franco in 1 h 24'57" 






















 CLASSIFICHE

VIDEO

MEZZA MARATONA DI PALERMO -  21,097 - D+225
21° ASS
6° CAT
MENGHINI FRANCO
1.24’57”
4’01”/KM
21+4+15
2° ASS
1° CAT.
RAFFAELLA MALVERTI
1.29’53”
4’15”/KM
21+4+19


LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 6

6° PUNTATA – FERRARA NASCE

Via Porta San Pietro

La gara di Ravenna è terminata da poco più di una settimana, ma il ricordo è ancora vivo.
Graziati dal tempo, con tanta gente alla partenza, un percorso immerso nella storia, correndo ai piedi del Mausoleo di Teodorico, Galla Placidia, S. Apollinare Nuovo, è stata veramente una bella domenica.


Il fatto curioso è che, nonostante i pochi km che dividono Ferrara da Ravenna, nell’antica capitale dell’Impero Bizantino, non c’ero mai stato, e pensare che Ravenna e Ferrara sono legate fin dall’antichità.


Se portiamo indietro il calendario, dal 2014 indietro fino al VII VIII secolo d.c.; Ferrara, come città, non esiste ancora ed il nostro territorio, è solo un dedalo di acque, dove il Po (in quell'epoca all'incirca tra l'attuale Po di Volano e Piazza Travaglio) la fa da padrone.
In mezzo a tanta acqua, sono due i punti abitati; il borgo di San Giorgio, che nasce attorno alla basilica che raccoglie i religiosi provenienti dall'ormai decaduta Abbazia di Voghenza e, sull'altro lato del Po, un fortilizio, un castrum, che l'Imperatore di Ravenna (il nostro territorio all'epoca, fa parte dell'esarcato di Ravenna), fa erigere, per presidiare la navigazione sul fiume, e come avamposto, viste le continue lotte tra Longobardi e Bizantini.


Il luogo di cui stiamo parlando, equivaleva più o meno, a quella zona che ora è compresa nelle vie:
  • Coperta;
  • Belfiore;
  • Cammello;
  • Carmelino;
  • Saraceno;
  • Fondobanchetto;
  • Salinguerra;
  • Voltacasotto;
  • Fossato dei Buoi.


Questo piccolo lembo di terra venne scelto come avamposto, anche perché in quei tempi, era la punta più alta della zona e quindi, più difendibile dalla esondazioni del grande fiume.
Ancora oggi, questa piccola elevazione è visibile, se ci fermiamo tra l'incrocio tra Via Fondobanchetto e Porta San Pietro e buttiamo l'occhio verso Via Carlo Mayr, ma specialmente, la sentiamo se, in bicicletta, lasciando il centro cittadino e da Via Saraceno ci dirigiamo verso Porta San Pietro, prima impercettibilmente poi sempre più forte, la pedalata si fa pesante e questo non solo per i pedalatori della domenica, ma anche per dei top bikers come la nostra coppia volante Manuel Di Barbora e Alessandra Ferrari.


Nel 774, con la caduta del regno longobardo, si consolidò il dominio ravennate su Ferrara, ma per i decenni successivi, e fino al X secolo circa, fu un susseguirsi di influenze su Ferrara dello Stato Pontificio e dell'Impero di Ravenna.


IL CASTRUM OGGI


Oggi il castrum è perfettamente integrato nel centro cittadino e ad un normale passante, che calpesta per la prima volta questo asfalto, sarà come calpestare un qualsiasi altro pezzo di cemento ed è difficile immaginare che invece siamo nel cuore della città.


Però, anche se all'apparenza non c'è nulla che balza agli occhi in queste strette strade, se non forse la calma che le governa in qualsiasi ora della giornata, vi sono alcune cose che meritano di essere menzionate.
Prendiamo Via Cammello. Al civico 22 è presente un bel palazzo, ora probabilmente al suo interno suddiviso in vari appartamenti, ma questo fu il palazzo della famiglia dei Da Novara, cioè la casa di Bartolino Da Novara, l'architetto del Castello Estense e del Castello di San Giorgio di Mantova. 


 
Sul Palazzo Ex Da Novara
 
A pochi metri dal palazzo abbiamo la chiesa di San Gregorio, che nel tempo ha subito numerosi rifacimenti ma la cui origine risale al X secolo; il campanile è la più antica torre di Ferrara, siamo nel 1092, e se la guardiamo dal lato di via Carmelino, presenta una cosa molta curiosa, vi è fissata una macina.



Campanile ed in basso a sx la macina

Al N° 15 abbiamo invece la casa di Stella dell'Assassino (attualmente sede della contrada del Palio di Santa Maria in Vado), cioè Stella dei Tolomei, amante di Nicolò III d'Este e madre di Ugo, Leonello e Borso (il primo Duca di Ferrara) d'Este.


Casa di Stella dell'Assassino


In Via Belfiore n.17 abbiamo la piccola chiesa dei Santi Simone e Giuda, edificata nei primi decenni del XII secolo, un piccolo gioiello completamente restaurato tra il 2000 ed il 2003 ma da quel momento mai aperta.

Chiesa de SS. Simone e Giuda


Al 116 di Via Saraceno, troviamo invece una chicca tutta ferrarese, relativamente recente, legata alla gastronomia locale, La Pizzeria Orsucci. Fondata nel 1936 da Armando Orsucci, iscritta nell'albo delle botteghe storiche di Ferrara nel 2010, dove tutto è unico, quindi nessuna descrizione ed un unico consiglio: PROVATELA!!!! Dimenticavo.... nel periodo estivo, tra i tre tavoli all'aperto, non è difficile individuare la nostra Bamby, alias Angela Leonardi!!!
Ed ora, per concludere, un unicum mondiale di Ferrara.... tra storia e goliardia, tra arte e storia, tra la Settima Arte e Storia sacra, Ferrara è l'unica città che ha un cinema pornografico all'interno di una chiesa sconsacrata; già questo è curioso ma lo diventa ancor di più se quella ex chiesa non è una delle tante sconsacrate nella città, ma è l'antica Basilica di San Pietro, il luogo di culto più importante della città entro le mura, quando ancora l'attuale duomo non era stato costruito. Solo con la nuova cattedrale, perse parte del suo prestigio ma rimase comunque un importante luogo religioso e questo fino all'arrivo delle truppe Napoleoniche che la sconsacrarono. Negli anni successivi fu principalmente un magazzino, ma fu anche una sala da ballo. A partire dagli anni '40 divenne definitivamente cinema, prima per film di seconda visione e dai primi anni '80 di film pornografici.
La storia di questa luogo è così curiosa che un giovane studente napoletano dell'Università di Ferrara, Massimo Ali' Mohammad, ne ricostruì la storia e nel 2012 realizzò un documentario.


Ex Chiesa di San Pietro



Alla prossima


Alessandro Polesinanti


mercoledì 19 novembre 2014

MARATONINA DEI 6 COMUNI: A TEOLO ESORDIO PER DAVIDE TALMELLI



Domenica a Marano vicentino si è tenuta la 7^ edizione della mezza Maratona dei 6 comuni
E' il primo anno che il comune di Marano ospita la partenza, il percorso poi attraverserà i territori di Thiene, Malo, Marano Vicentino e Villaverla.
Vittoria per l'atleta di casa Riccardo De Bortoli min 1.14'09" mentre fra le donne successo per Chiara renso in 1.22'50". Ottimo il numero degli atleti arrivati, 730.
Per l'Atletica Corriferrara al via un esordiente con i nostri colori, Davide Talmelli che centra una buona prestazione chiudendo la gara in 1.41'19" al 359° posto.
Non troppo soddisfatto Davide nel post gara: " La mia giornata e partita benissimo, bel tempo 14 gradi le mie donne al seguito... Non potevo chiedere di meglio... Se non appunto quello di fare un po' meglio...1.41'19" finale, avrei voluto fare un cicinin meglio...ma per quello ci sarà tempo..."
Ne siamo sicuri davide! Per ora comunque i nostri più sinceri complimenti!!
MEZZA MARATONA DEI 6 COMUNI TEOLO
359°
TALMELLI DAVIDE
1.41'19"
4'48"
21+8

TURIN MARATHON: UN WEEK END DI DIVERTIMENTO PER I NOSTRI RUNNERS



Una Maratona offre sempre emozioni davvero uniche, affrontarla in compagnia di tanti amici rende l'esperienza sicuramente ancora più suggestiva.
E così 8 dei nostri ragazzi insieme all'amico dell'Atletica Delta Alberto Mantovani, sotto l'ottima organizzazione logistica di Erica, si sono recati a a Torino dove era in programma la TURIN MARATHON.
Qualcuno è arrivato nel capoluogo piemontese il venerdì gli altri il sabato, c'è chi  ne ha approfittato per alcune tappe classiche che la città offre come il Museo Egizio, la Mole Antonelliana o il Museo dell'Automobile, altri hanno omaggiato gli Eroi del Grande Torino sulla basilica di Superga ma tutti sono passati ovviamente per Piazza Castello per ritirare il pettorale e visionare il Villaggio Maratona, compito non facile per via della pioggia battente caduta per tutta la giornata di sabato.
Il meteo fortunatamente ha voluto risparmiare i runners e così domenica mattina la città si è svegliata sotto un timido sole coperto da una leggera foschia, clima comunque decisamente favorevole alla corsa.
La situazione in partenza non si è presentata fra le più semplici con le griglie non rispettate e grande confusione...
Dopo attimi interminabili scatta finalmente l'ora della partenza ed ognuno interpreta la gara secondo quello che mesi e mesi di allenamento hanno decretato.
Nino Sarno nonostante il problema agli aduttori
che ne ha rallentato la preparazione nelle ultime settimane, è il migliore dei nostri con il tempo di 2.54'46" che sarebbe un sogno per quasi tutti noi ma che risulta almeno di 10' più alto rispetto a quello che avrebbe potuto fare al meglio della condizione.
Dopo Nino arriva un ottimo Matteo Benetti che all'esordio sulla distanza di 42,195 km sfiora l'impresa di chiudere sotto le 3 ore sfuggito soltanto  per un leggero calo negli ultimi km. 3.00'42" il suo tempo.
Ottima anche la prova di Massimo Corà che dopo una preparazione tribolata riesce, insieme ad Alberto

Mantovani a centrare un ottima maratona chiudendo in 3.10'37".
Dopo di che arrivano 3 grandi Personal Best, sono quelli di
Morris Fogli, che chiude con un grande 3.22'14", Vincenzo Di Giacomo 3.39'01", una sorprendente e bravissima Katia De Giorgio 3.49'41". Centra il personale anche Mario Mengoni, nonostante un problema all'anca che lo ha limitato negli ultimi 5 km, abbatte il muro delle 4 ore chiudendo in 3.58.02".
Chiude il gruppo un altra esordiente, Danila Toigo che rispetta in pieno l'obbiettivo prefissato chiudendo la sua prima maratona in 4.20'40".
Hanno partecipato invece alla Kid's Run Marco Mantovani inseme a mamma Sandra Gianella e i gemelli Diego e Alberto Corà insieme a mamma Erica Cavalieri.
Un fine settimana di grande sport e all'insegna del divertimento per il nostro gruppo, un esperienza che sicuramente resterà fra i nostri ricordi più cari.
Viva la corsa e Viva la maratona!

LA CLASSIFICA










TURIN MARATHON 42,195 KM
164°
SARNO NINO
2.54'46"
4'09"
42+22
294°
BENETTI MATTEO
3.00'42"
4'17"
42+20
503°
CORÀ MASSIMO
3.10'37"
4'31"
42+18
862°
FOGLI MORRIS
3.22'14"
4'48"
42+16
1588°
DIGIACOMO VINCENZO
3.39'01"
5'11"
42+14
2027^
DE GIORGIO KATIA
3.49'41"
5'27"
42+16
2358°
MENGONI MARIO
3.59'02"
5'40"
42+10
2966^
TOIGO DANILA
4'20'40"
6'11"
42+10

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