lunedì 11 agosto 2025

Alpago Sky Super 3

 

Alpago Sky Super 3 – Lamosano (BL), 10 agosto: una sfida per pochi eletti

Ventuno chilometri e trecento metri, quasi duemila metri di dislivello positivo, un terreno che alterna salite interminabili, creste esposte e discese tecniche su ghiaioni: la Alpago Sky Super 3 non è una gara per tutti. Sabato 10 agosto, a Lamosano, si è disputata una delle prove più dure e spettacolari del circuito Sky, capace di mettere alla prova anche i trail runner più esperti.

Lo sa bene Michele Tuffanelli, che descrive così l’esperienza:

«Da dove si può partire per rendere l'idea di che tipo di gara è? Sicuramente non un Trail, perché di corribile per noi umani c’è ben poco, se non gli ultimi 5/6 km. Quindi la mettiamo nel circuito Sky: prendiamo Monte Civetta, Monte Pelmo e altre gare Dolomitiche, mettiamo tutto in un frullatore e il risultato è questa Alpago Sky Super 3.
Si parte da Lamosano e, da quest’anno, subito in salita. Poi per 10 km si sale soltanto, tra rocce e tratti attrezzati con fune fissa su traversi esposti. Raggiunta Cima Venal a 2212 metri, si scende – per dire – fino al bivacco Toffolan, ma tutto su ghiaione, in stile sciata. Gli ultimi 5 km sono veramente corribili… se le gambe sono ancora vive. Sono contentissimo del mio tempo: ho migliorato di 30 minuti rispetto al 2023.»

Una descrizione che restituisce tutta l’essenza della gara: un mix di durezza tecnica, bellezza selvaggia e soddisfazione estrema all’arrivo. La Alpago Sky Super 3 non è soltanto una corsa, ma un viaggio verticale nelle Dolomiti Bellunesi, dove la fatica si misura in passi lenti in salita, in concentrazione sui tratti più esposti e in coraggio nelle discese su terreni mobili.

In un panorama dove le gare “corribili” abbondano, questa prova si distingue per autenticità e per la capacità di mettere ogni atleta di fronte ai propri limiti. E superarli, come ha fatto Tuffanelli, è forse la vittoria più grande.









58ª Corsa di Ferragosto, Rudy Magagnoli 1° assoluto, Chiara Rosignoli 2^ assoluta, Sabina Drimaco 3^ assoluta

 

La Corsa del Sole di Mezzogiorno. Si narra che, in un tempo non lontano, quando l’estate infuocava la pianura del grande fiume Po, nella terra di Zampine, il Sole decise di mettere alla prova il coraggio degli uomini e delle donne corridori. Era il 10º giorno del mese che i bianchi chiamano Agosto, e la distanza da percorrere misurava 5,15 miglia del fiume, ma gli anziani dicevano che il calore la faceva sembrare doppia.

Quella giornata, la terra ardeva come il Deserto del Mojave, dimora degli antichi Cahuilla, Chemehuevi, Mojave e Paiute. I loro spiriti, dicono, vegliavano sulle ombre che correvano nella polvere.

Tra i guerrieri della tribù Corriferrara, molti si prepararono per la sfida.

Il vento racconta ancora di Rudy Magagnoli, il più veloce tra tutti, che tagliò per primo il traguardo e si guadagnò il canto del Sole.

Dietro di lui, Chiara Rosignoliseconda tra le donne, come un’antilope d’argento che corre libera tra le dune. Il suo commento: Gara  caldissima 35/36 gradi percepiti 50... al sesto km.calo di zuccheri ... ma sono arrivata al traguardo in seconda posizione  assoluta .. dopo Nadia che mi ha distaccato di 4 minuti ... va bene ugualmente ... mai mollare e arrivare sempre con il sorriso...

E Sabina Drimaco,


che dalle fresche montagne è tornata a correre sulla calda pianura. Il suo passo, terzo assoluto, era come quello di un cervo che conosce sia l’ombra dei boschi che il riverbero delle sabbie.

Tra le donne guerriere, Sara Mellonisi presentò con un bandana dai colori dell’arcobaleno: simbolo per gli antichi di ponte tra la terra e il cielo, promessa di pace dopo la tempesta e richiamo agli spiriti protettori delle acque e dell’aria. Con quel segno, ella corse come se un raggio di luce la guidasse. Terza nella sua stirpe, portò il messaggio che il coraggio ha molti colori, e ognuno brilla quando incontra il sole.


Al suo fianco, Serena Chiarini, quarta della sua gente, avanzò leggera come una foglia sospinta dal vento.

E poi vi fu Elisa Benini,


che tornava alla corsa dopo molti cicli di luna di silenzio e riposo. Alla sua prima battaglia dopo mesi di inattività, il suo passo aveva il sapore del ritorno e della rinascita. Quarta nella sua categoria, portò con sé la lezione che il guerriero non è colui che non cade, ma colui che trova la forza di tornare sul sentiero.

Tra i guerrieri uomini, Denis Grandi fu quarto nella sua schiera, correndo con il cuore di chi conosce il silenzio del deserto e la freschezza dell’acqua nascosta.

Tra le voci del villaggio si levava anche quella di Massimo Gozzo,


guerriero che nonostante la durezza della prova: “Una gara disputata con una temperatura elevata che ha messo a dura prova tutti i concorrenti, specialmente il sottoscritto,  racconta, comunque arrivato a premio (per la bontà dell’organizzazione) che ha permesso a me e Mariano Mariani (che ringrazio per avermi aspettato e spronato), piazzati 11° e 12°, di essere ripagati della grande fatica che la gara ci ha richiesto! Alla prossima.

Quel giorno, il calore del Sole non piegò gli spiriti. Al contrario, li temprò. E quando la corsa finì, il popolo di Corriferrara portò a casa non solo trofei, ma storie di resistenza, velocità e fratellanza.

E così, ogni volta che il vento del Po soffia caldo, qualcuno ricorda: “Nel deserto di Zampine, i figli del fiume hanno corso come guerrieri del Mojave”.























Caminada dei 3 Archi

 

Albaredo d’Adige (VR) – Caminada dei 3 Archi, 18 km di natura e convivialità

Domenica 10 agosto 2025, Albaredo d’Adige ha accolto podisti e camminatori per la tradizionale Caminada dei 3 Archi, manifestazione non competitiva che, con i suoi percorsi immersi nel verde, ha regalato ai partecipanti un’esperienza all’insegna della natura e del piacere di muoversi senza cronometro.

Per il gruppo Corriferrara era presente Franca Panagin, che ha scelto il tracciato lungo di 18 km, attraversando paesaggi tipici della pianura veneta: distese di vigneti e frutteti, campi in piena estate e strade bianche che conducono verso l’Adige.

Particolarmente affascinante il tratto all’interno dell’oasi naturalistica ALBA, dove il silenzio e la frescura del fiume accompagnano il passo, offrendo scorci suggestivi e momenti di autentico contatto con l’ambiente.

Franca racconta così la sua esperienza:
«Una bella corsa immersa nel verde, tra vigneti e frutteti, senza preoccuparsi dei tempi, come piace a me. Non da meno suggestivo il passaggio nella oasi naturalistica ALBA, costeggiando l’Adige. Ottima organizzazione, 5 ristori nel percorso lungo e ristoro finale con ghiaccioli, anguria e spritz. Da rifare».

L’organizzazione ha previsto cinque ristori lungo il tracciato principale, tutti ben forniti e gestiti con cordialità, e un ristoro finale dal sapore estivo, tra dolce freschezza di ghiaccioli e anguria e un brindisi conviviale a base di spritz.





domenica 10 agosto 2025

7 Borgate Macianesi

 


Maciano e la “7 Borgate”: quando lo sport incontra la solidarietà

Maciano (RN), 10 agosto 2025 – Nel cuore dell’estate romagnola, il piccolo borgo di Maciano di Pennabilli si è riempito di energia, sorrisi e fatica buona con la XXVIII edizione della “7 Borgate Macianesi”, gara podistica che quest’anno ha celebrato anche il 5° Memorial Giacomo Rossi.

La manifestazione ha confermato il suo spirito unico: sport, natura e comunità in un mix che solo Maciano sa offrire. Dal 2015 il tracciato della competitiva è stato portato a 12 km con un impegnativo dislivello di 513 metri, grazie alla riapertura, dopo oltre trent’anni, di antiche stradine di campagna. Un lavoro possibile solo grazie alla passione e alla collaborazione dei macianesi, veri custodi del territorio, che con il loro volontariato mantengono vivo un percorso tanto duro quanto spettacolare.

Il circuito, definito da molti come le “Montagne russe della Romagna”, regala emozioni forti: salite al 20%, discese tecniche e passaggi suggestivi tra le borgate di Villa, Carraie di Piancerbaia, Monticello, Aia Marcucci, Pantaneto, Marinelli, Castello e Aia di Bartolo. Un saliscendi che non lascia tregua ma ripaga con panorami mozzafiato e un contatto diretto con la storia del luogo.

Alla partenza, due distanze:

  • Competitiva: 12 km – 513 m di dislivello

  • Non competitiva: 6 km

Per Corriferrara erano presenti Giovanni Simone, impegnato nella competitiva, e Patrizia Papalia, che ha scelto la camminata non competitiva.

Giovanni Simone ha raccontato così la sua esperienza:

5° MEMORIAL GIACOMO ROSSI

Domenica 10 Agosto 2025 è in calendario a Maciano di Pennabilli (RN) la XXVIII° edizione della gara podistica “7 Borgate Macianesi”. Dall’edizione del 2015 è stato modificato il percorso: al posto degli storici 8,2 km il tracciato è stato allungato a 12 km inserendo alcune stradine di campagna riaperte dopo 30 anni grazie al volontariato di tutti i macianesi. Un percorso unico nel suo genere tra natura e storia, da correre tutto di un fiato su un percorso impegnativo di 6 km da ripetere due volte, su e giù per le 7 borgate, con punte di salita di oltre il 20%: partendo dal Campo Polivalente si percorrono Villa, Carraie di Piancerbaia, Monticello, Aia Marcucci, Pantaneto, Marinelli, Castello, Aia di Bartolo. E’ proprio questo uno dei segreti del successo di questa manifestazione: nell’ambiente del podismo tutti conoscono Maciano e le sue salite, qualcuno ha definito la “7 Borgate Macianesi” come le “Montagne russe della Romagna”...salite ripide e discese tecniche, un percorso tanto duro quanto bello, immerso nella natura e nella storia, che regala a tutti emozioni incredibili e spezza la monotonia delle gare podistiche.Mi sono proprio divertito e l'ho corsa in modalità allenamento,12 km sulle montagne russe.Patrizia Papalia ha fatto invece la camminata di 6km.Organizzazione impeccabile. Dal vostro John Simon è tutto CIAO”

Patrizia Papalia ha invece goduto del tracciato corto, immergendosi nei paesaggi e nell’atmosfera accogliente che solo un paese come Maciano sa offrire.

La giornata si è chiusa tra applausi, ristori e strette di mano, con la consapevolezza che qui la corsa è molto più di una gara: è un abbraccio collettivo tra sportivi e comunità, un evento in cui il traguardo non è solo il gonfiabile d’arrivo, ma la conferma che la solidarietà e l’amore per la propria terra possono far correre tutti… più lontano.







sabato 9 agosto 2025

24ª Corsa di San Osvaldo. Paolo Callegari 3° di categoria

 

24ª Corsa di San Osvaldo – Cima Sappada (UD), 8 agosto 2025

Un anello di fatica e bellezza tra le montagne friulane

Nella splendida cornice di Cima Sappada, dove le Dolomiti friulane si mostrano nella loro veste più maestosa, si è corsa l’8 agosto 2025 la 24ª Corsa di San Osvaldo, appuntamento podistico che unisce tradizione, passione sportiva e paesaggi da cartolina.

Il tracciato, lungo 5,950 km suddivisi in 5 giri collinari per un dislivello complessivo di 150 metri, ha messo a dura prova gambe e fiato, offrendo al tempo stesso scorci spettacolari sulle vette e sui prati alpini. L’atmosfera, tipicamente di festa, era arricchita da una particolarità : il pettorale di gara


richiamava quelli delle competizioni sciistiche, un simpatico tributo alla vocazione invernale di questa località.

Per Corriferrara era presente Paolo Callegari, che ha saputo domare pendenze e discese con determinazione, chiudendo la prova in 25’45” e conquistando un prestigioso 3° posto di categoria. Una prestazione di grande valore, considerando il percorso tecnico e l’altitudine, che ha visto il nostro portacolori battagliare spalla a spalla con avversari agguerriti.

La Corsa di San Osvaldo si conferma così non solo come una gara impegnativa, ma come una vera e propria esperienza: correre tra le case in legno, sentire il profumo dei boschi e percepire la frescura dei torrenti rende ogni metro speciale. Un evento che resta nel cuore, dove sport e natura si fondono in un unico, indimenticabile respiro.



giovedì 7 agosto 2025

Ricordando Giancarlo Corà.

 

"Ciao Giancarlo, corri ancora con noi"

Oggi, 7 agosto, ricorre l’undicesimo anniversario della scomparsa di Giancarlo Corà, fondatore dell’Atletica Corriferrara, anima instancabile e cuore pulsante di un progetto che ha saputo trasformare la passione per la corsa in una vera e propria comunità.

Molti degli atleti che oggi vestono con orgoglio la maglia della Corriferrara non hanno avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Eppure, il suo spirito continua a vivere in ogni allenamento condiviso, in ogni corsa organizzata, in ogni gesto di entusiasmo e partecipazione. Chi invece ha avuto il privilegio di stargli accanto, lo ricorda con affetto sincero, con un sorriso, con quella gioia che solo i grandi sanno lasciare in eredità.

Per diversi anni, proprio in questa data, si è tenuta una corsa all’alba di circa 6 km per ricordarlo nel modo più autentico: correndo insieme, come lui amava fare. Un rito semplice, ma ricco di significato, seguito da un ristoro "non troppo piccolo", come vuole la tradizione, vissuto sempre con il sorriso, perché ricordare una persona con gioia è il modo più bello per tenerla viva nel cuore.

Anche oggi, chi ha potuto ha dedicato a Giancarlo una corsa, un pensiero, un gesto. Tra questi, ci sono parole che vale la pena condividere, perché testimoniano quanto ancora sia presente tra noi, quanto la sua figura sia impressa nella memoria collettiva di chi corre, pedala, cammina o semplicemente si sente parte della famiglia Corriferrara.

Massimo Corà, figlio di Giancarlo e suo primo erede spirituale, scrive con emozione:

Oggi, 11 anni fa ci ha lasciato Giancarlo Corà, mio padre e soprattutto colui che ha creato e portato avanti l'Atletica Corriferrara per più di 20 anni. Fino a qualche anno fa facevamo una corsa all'alba tutti insieme per ricordarlo, ma ora siamo rimasti in pochi ad averlo conosciuto di persona. Se oggi correte, dedicategli un pensiero. Un saluto speciale a mio papà e al Presidente! ♥️”

Nino lo ricorda con rispetto e libertà:

“Oggi non correrò, ma uscirò in bici. Quello che conta è fare quello che ti senti, questo era il suo spirito. Era una persona che non ha mai avuto paura di dire e fare ciò che pensava. Molto generoso. ❤️”

Pierluigi, con semplicità, racconta:

È stato un grande piacere correre all’alba per ricordare Giancarlo. E anche oggi lo ricordo con grandissimo affetto.”

Massimo, con ammirazione:

Ricordo anche io con piacere Giancarlo. Ha fatto tanto per l’associazione. Grande persona. ❤️❤️❤️”

Maurizio, che non lo ha mai conosciuto, ma lo sente vicino:

Interrompo la mia corsetta perché Giancarlo merita anche questo. Sono nella sua grande famiglia dal 2017 e lo sento in tutto quello che ha creato. Grazie Giancarlo, corriamo tutti insieme.

Infine, il ricordo vivido e affettuoso di Morris:

Io stamattina, causa turno di lavoro, non sono riuscito a correre, ma lo farò stasera con la maglia commemorativa, come ogni anno. Ho avuto la fortuna di conoscerlo… era un fiume in piena, pieno di entusiasmo e quella giusta incoscienza per creare qualsiasi cosa gli venisse in mente. Poco prima che venisse a mancare, voleva organizzare una maratona a Comacchio. Uomo di altri tempi. Ciao Giancarlo ❤️❤️”


Giancarlo Corà non è solo un nome nella storia dell’Atletica Corriferrara: è la radice, il seme da cui tutto è nato. È presente nei volti sorridenti dei nuovi iscritti, nei chilometri macinati insieme, negli eventi che uniscono sport, amicizia e passione.

Oggi lo ricordiamo così, con riconoscenza e affetto.
Perché finché ci sarà qualcuno che correrà pensando a lui, Giancarlo continuerà a correre con noi. 🧡

Foto di repertorio delle corse in suo onore.
Scatti all’alba, sorrisi, strette di mano,  ristori: immagini di un ricordo vivo, condiviso, collettivo. Un grazie a chi ogni anno immortala e custodisce questi momenti preziosi.