4° PUNTATA – DA UNA BIRRA AD UN
CALENDARIO
Per la quarta puntata
de “Corriferrara a spasso nel tempo”, partiamo come sempre dal
nostro covo, il
Bar Diamante, dove, tra una birra, qualche stuzzichino e tante
chiacchiere, ad un certo punto, l'occhio cade sul calendario...... il
giorno 4 novembre.
Da
diversi anni, questa giornata non è più evidenziata in rosso sul
calendario, e questo è probabilmente anche la causa per cui da
molti, è stata dimenticata, ma il 4 novembre rimane tutt'ora la
giornata di commemorazione delle Forze Armate, a ricordo della
conclusione del primo conflitto mondiale, avvenuto con la firma
dell'armistizio di Villa Giusti, con il quale si sancì la vittoria
italiana e la relativa fine dell'impero austro ungarico (in realtà
la firma avvenne il giorno prima, 3 novembre, ma solo il 4 ne venne
dato l'annuncio ed i combattimenti terminarono).
Partiamo
quindi per un piccolo giro per la città a ricercare qualcosa a
memoria della Grande Guerra.
Il
primo pensiero, anche a causa dell'età forse, va alla Caserma
Pozzuolo del Friuli,
che, se anche ora rappresenta una delle pagine più buie di Ferrara,
a causa del completo abbandono in cui versa ormai dal 1993 (e
parliamo di 30.000 mq!!!!), deve il suo nome ad un piccolo comune in
provincia di Udine, che fu teatro, alla fine dell'ottobre 1917,
dell'omonima battaglia tra l'esercito italiano e le truppe
dell'impero austro-ungarico.
La
caserma, sede del 4° Reggimento di cavalleria ed artiglieria
leggera, proprio in occasione del 4 novembre, veniva aperta ogni anno
ai ferraresi, e specialmente per i bambini (ed io ero tra questi),
era un luogo quasi di gioco, visto che rappresentava quel giorno,
l'unica opportunità di vedere dal vivo tanti mezzi militari, ed in
alcuni casi, di poterci anche salire e fantasticare.
Da
una caserma abbandonata passiamo ad una torre che ogni giorno vigila
sulla nostra piazza.
A
Ferrara, il vero monumento a ricordo del primo grande conflitto
mondiale, è la Torre
della
Vittoria,
o meglio, la scultura posta al suo interno.
La
bella costruzione, tra Via Cortevecchia e Piazza della Cattedrale,
anche se dall'aspetto ricorda un edificio medioevale, è in realtà
abbastanza recente, fu costruita a partire dai primi anni 20 per
essere poi inaugurata nel 1928, cercando di riproporre la medesima
costruzione che qui già esisteva, denominata Torre del Rigobello,
che venne distrutta da un fulmine nel '600.
Nella
parte inferiore della torre, sotto un ampio arco a sesto acuto, vi è
l'entrata, ed al suo interno, oltre a foto e nomi dei tanti caduti
ferraresi, è presente un’opera bronzea, dello scultore ferrarese
Arrigo Minerbi, costituita da una donna alata (rappresentante la
vittoria sul Piave) ma con le braccia chiuse sull’addome e
trattenuta nel balzo per spiccare il volo, ad un basamento che
ricorda un pilone del fiume Piave. Questo contrasto nell’opera, fu
pensato per ricordare una vittoria in realtà incompleta, a causa
delle enormi perdite subite dall’Italia, sia umane che
territoriali, con il passaggio definitivo, allo stato slavo,
dell’Istria e della Dalmazia.
Dal
pieno centro ci spostiamo più a ovest, nel tratto di città
delimitato dalla stazione ferroviaria e lo storico Stadio Paolo
Mazza, il Quartiere
Giardino.
A partire dagli anni 30
del ‘900, con la costruzione dell’acquedotto monumentale, tutta
l’area subì un profondo cambiamento, vennero erette abitazioni in
stile liberty, ma anche palazzine dalle dimensioni più disparate, e
l’ufficio di toponomastica del comune di Ferrara, optò per
assegnare alle vie di questa zona, nomi, di luoghi e persone in
memoria proprio, del primo conflitto.
Se facciamo 4 passi tra
queste strade, ci imbattiamo, fra le altre, in:
- VIA VITTORIO VENETO = che è un comune in provincia di Treviso, ma in questo caso il ricordo va all'omonima battaglia che pose fine alla Grande Guerra, con la vittoria italiana sull'impero austro-ungarico.
- CORSO PIAVE = Piave fiume che nasce sulle Alpi Carniche e sfocia nell'Adriatico, ma diventato famoso come il “FIUME SACRO ALLA PATRIA”; furono ben 3 le battaglie che si combatterono nelle sue vicinanze.
- VIA ORTIGARA = a ricordo della battaglia sul Monte Ortigara sull'altipiano di Asiago.
- VIA FIUME = città dell'attuale Croazia (in croato Rijeka) diventata famosa per essere stata occupata al termine del conflitto mondiale dal poeta Gabriele D'annunzio.
- VIALE IV NOVEMBRE = il 4 novembre alle ore 12, il Generale Armando Diaz, comandante supremo delle forze italiane, lesse il bollettino della nostra vittoria a chiusura della guerra.
- VIA MONTEGRAPPA = il Monte Grappa, fu sede di durissime battaglie nel primo conflitto, al temine della quale, sulla sommità, fu eretto un enorme sacrario che contiene i resti di migliaia di militi, italiani e austroungarici, caduti in guerra.
- CORSO ISONZO = fiume tra il Friuli e la Slovenia, anche questo sede di duri scontri tra gli eserciti nemici, inoltre esso attraversa Caporetto, che fu teatro della peggiore disfatta dell'esercito italiano.
- VIA PASUBIO = altro monte che vide duri scontri tra le opposte fazioni.
- VIA GORIZIA = la cittadina friulana, nel primo conflitto mondiale, proprio in forza della sua posizione geografica, ai confini tra l'Italia ed i territori sloveni, fu sede di numerosi scontri. I primi combattimenti si ebbero prima dell'entrata in guerra del regno italico, nel 1914, poi con la disfatta di Caporetto del 1917, passò al nemico, e nel 1918 ritornò definitivamente territorio italiano.
Alcune via poi, furono
intitolate ad alcuni uomini che si distinsero in quei terribili anni;
nello stesso quartiere abbiamo fra le altre:
- VIA NAZARIO SAURO = Volontario nella Regia Marina Italiana, uno dei più grandi eroi del mare per le sue innumerevoli incursioni, finché, nel 1916, venne arrestato dalla guardie austriache per subire l'impiccagione.
- PIAZZETTA ENRICO TOTI = Il Toti divenne famoso, perché nonostante un handicap fisico (gli venne amputata una gamba causa infortunio sul lavoro) che gli impedì di essere regolarmente arruolato nelle forze armate italiane, decise lo stesso di recarsi al fronte, e dopo innumerevoli tentativi, riuscì a farsi accettare come “volontario civile”, ed il 6 agosto 1916, durante un attacco nella zona di Monfalcone, venne più volte ferito, ma prima di morire ebbe la forza di scagliare la gruccia con cui si muoveva, contro il nemico.
- VIA MARIO POLEDRELLI = un argentano di San Niccolò, grande sostenitore dell'intervento dell'Italia in guerra, perì nel 1917 a seguito di un combattimento con il nemico ed il suo corpo non venne mai ritrovato.
- VIA ARTURO CASSOLI = nato a Ferrara, fu Colonnello del Regio esercito italiano che combatté sul Carso dove morì nel 1915, al quale venne conferita alla memoria la medaglia d'oro al valor militare.
Dopo tanti nomi a ricordo
di soli eventi bellici, in quel periodo Ferrara, diede anche la luce
a personaggi, che negli anni successivi, diedero lustro alla nostra
città, ed in alcuni casi, all'Italia intera.
Nel 1915 nacque Lanfranco
Carretti, filologo e critico letterario; nel 1916, Arnoldo Foà,
grande attore di cinema e teatro, Ferruccio Lamborghini, celebre
costruttore di trattori, prima, e auto sportive poi; nel 1918 Gaetano
Tumiati, giornalista scrittore (il suo libro, “Il Busto di gesso”,
vinse il premio Campiello) e, lasciatemi una divagazione strettamente
personale, nel 1917 nacque anche il mio amato nonno Cesare.
E lo sport in quegli
anni? In quel periodo buio, caratterizzato da tante difficoltà,
praticamente tutte le manifestazioni sportive si presero una lunga
pausa.
E per chiudere questa
quarta puntata con un filo di ironia, visto che anche la stessa Spal
(la sezione calcio nacque nel 1913) sospese ogni attività in quegli
anni, per riprendere solamente nel maggio del 1919, viene da
chiedersi come farebbero ora i nostri Paolo Callegari, Andrea Ricci
ed il maratoneta giramondo Fardella, se dovessero rinunciare ad
alcuni anni di domeniche al Mazza senza la Spal....
Alla prossima
Alessandro Polesinanti
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La Vittoria Alata |
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Lanfranco Carretti |