Una prima edizione di questa gara che ha visto trionfare il nostro atleta Alessio Montanari, grande soddisfazione per lui. Ottima prestazione anche per Sabina Drimaco, complimenti ragazzi. Di seguito, il racconto e le emozioni di Alessio.
Questa gara è stata un’avventura fin dalla sua progettazione e preparazione: con la mia compagna d’avventure avevamo già inquadrato il Trail del Raviolo come possibile gara da correre per quel weekend, ma poi guardando il calendario podistico ho visto questa gara chiamata “il lunghissimo della Sabina” e in un impeto di ignoranza, abbiamo deciso di iscriverci a questa competitiva dell’omonima ultrarunner Drimaco.
Tre distanze disponibili: 11 km, mezza maratona o 31,5 km; noi ovviamente non ci muoviamo per meno di 21 km, e quindi ad eterna salvaguardia delle nostre giunture ed articolazioni ci buttiamo sulla distanza più lunga, 31,5 km.
Fra i dettagli del volantino la descrizione della gara riporta che il percorso è “ondulato ed impegnativo“, ma anche questo decidiamo di renderlo un dettaglio trascurabile.
Premettendo che il giorno precedente la gara ci siamo sfondati in vari ristoranti lungo il tragitto, anche la mattina della gara mi ha visto fare una doppia colazione con i buonissimi cornetti offerti dall’organizzazione della gara.
Cantalupo in Sabina è un piccolo comune ma con una piazzetta graziosa e tanta gente incuriosita dalla prima edizione di questa gara: i partecipanti non sono tanti, ma l’organizzazione è di altissimo livello (speaker, cronometraggio, dj set, colazione offerta e tanti altri dettagli che invogliano il runner a raggiungere questa bucolica location).
Partiamo tutti assieme e dal cucuzzolo della collina di Cantalupo scendiamo più verso valle verso Casperiq, quindi i primi chilometri volano via ad alta velocità: mi trovo da subito a lottare per la terza / quarta posizione, con i primi due che vanno ad un ritmo insostenibile per me, ed un altro podista che invece supero ad ogni salita, ma vengo regolarmente ripreso in discesa.
Al km 5,5 il colpo di scena: i due atleti davanti a me che mi avevano distanziato al giro di boa tornano verso il traguardo (erano quindi impegnati nella gara da 11 km!) mentre ho abbondantemente staccato l’altro runner: mi trovo primo, dietro l’auto apripista!
In questo momento il Dio del Running guarda verso la terra un po’ afflitto, pensando che sia il momento di mettere la parola fine a questo sport!
Fa una strana sensazione, e comincio a guardarmi indietro; a un certo punto vedo un atleta in lontananza, dapprima lo vedo distanziato di circa 30” e poi man mano recupera tutto lo svantaggio fino ad affiancarmi. Dentro di me penso “vabbè è stato bello sognare per 8 km, ma pazienza: sono pur sempre secondo in questo momento”, ma non faccio in tempo a finire il pensiero che l’altro podista, con voce molta affaticata mi dice “oh, non preoccuparti: io corro la 21 km!” e in quel momento realizzo di avere un importante vantaggio perché dietro noi due c’è il vuoto assoluto.
Corriamo assieme, sostenendoci e chiacchierando per i successivi 5/6 km finché lui non svolta per il giro di boa che lo riporta al traguardo, mentre io procedo verso Cottanello in un continuo saliscendi fino al km 15,5.
Il ritorno è per la stessa strada dell’andata, sulla carreggiata opposta, quindi dopo poco incrocio il secondo corridore impegnato sulla mia distanza, e con un calcolo approssimativo capisco di avere circa tre minuti di vantaggio.
Le gambe continuano a girare e mi trovo a correre anche dei tratti in salita ad un ritmo importante; nel frattempo il grigiore del mattino lascia spazio a un sole che scalda, e si apprezza meglio la bellezza del paesaggio e dei monti attorno a questa valle; al 25º km complice un punto strategico del percorso vedo un lungo tratto di strada dietro me, ma nessun podista in arrivo, quindi comincio a realizzare che sta succedendo qualcosa di inimmaginabile.
Ormai si è creato un rapporto di stima anche con il conducente dell’auto apripista, mi fermo con più calma agli ultimi ristori a bere e fare due chiacchiere, ed affronto le ultime due salite impegnative, l’ultima delle quali poco prima del rientro a Cantalupo in Sabina e comincio a trovare pubblico ai lati della strada che mi incita, ed alcune auto che mi incrociano suonando il clacson ed alzando il pugno in segno di vittoria.
L’ultima svolta a destra ed entro nella piazza del paese con tante persone che applaudono e lo speaker che grida al microfono “ ed ecco in arrivo Alessio Montanari di atletica Corriferrara, vincitore della prima edizione del lunghissimo della Sabina”!
Incredibile davvero! È vero che non eravamo tanti atleti, ma mai me lo sarei aspettato..
Addirittura vengo premiato dal sindaco e dall’assessore allo sport assieme alla prima classificata femminile: salame, olio d’oliva, e tanti altri prodotti alimentari locali, oltre a una medaglia molto preziosa per me!
Ciliegina sulla torta, il nono posto assoluto di Sabina, quarta assoluta fra le donne e prima della sua categoria!
Ce ne andiamo da Cantalupo con una bellissima esperienza, ricchi premi, una calda accoglienza da parte degli organizzatori e di tutto il paese, con la memoria di un evento irripetibile impressa nella mente!
31,5 km D+430 circa. Alessio Montanari
Bravissimi ragazzi 👏
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