Venezia, dove anche il passo diventa poesia: il Night Trail dei 51 ponti
Venezia, sospesa tra acqua e cielo, dove ogni passo risuona come un verso antico e ogni ponte racconta una storia. E sabato 28 marzo, quella storia si è fatta corsa, respiro, luce.
La Venezia Night Trail 51 ponti non è stata semplicemente una gara: è stata una piccola epopea contemporanea, un pellegrinaggio laico tra calli e campielli, lungo 16,6 chilometri e 114 metri di dislivello, dove la fatica si è mescolata alla meraviglia.
Un tempo fu la Repubblica di Venezia a dominare i mari per oltre mille anni, fino all’arrivo di Napoleone Bonaparte nel 1797.
Ma quella di sabato è stata una conquista diversa: pacifica, luminosa, gioiosa.
Migliaia di podisti hanno invaso la città non con armi, ma con scarpe dai colori accesi e lampade frontali che, come lucciole moderne, hanno illuminato i 51 ponti. Nessuna fiaccola, nessuna battaglia: solo il ritmo dei passi e il battito condiviso di chi corre.
Tra loro, una vera spedizione: 34 atleti Coriferrara, giunti nella Serenissima come ambasciatori del movimento e dell’entusiasmo. Una presenza viva, compatta, quasi una piccola flotta sportiva tra le acque silenziose della laguna.
E Venezia, dal canto suo, si è concessa.
Al tramonto, la laguna si è tinta di oro e porpora, come nei quadri dei maestri. Poi la notte ha avvolto tutto in un velo sottile, lasciando emergere solo luci, riflessi e respiri.
Si corre e ci si ferma.
Si accelera e si aspetta.
Perché Venezia non si lascia conquistare in fretta: ti costringe a rallentare, a stringerti nei vicoli stretti, ad attendere il tuo turno per attraversare un ponte. Ed è proprio lì che l’evento diventa esperienza.
Come racconta Caterina Maietti:
“6000 persone che corrono e camminano di sera a Venezia, uno spettacolo. Il passaggio in piazza San Marco vale la gara. In realtà non è corretto definirla gara: è più un evento, un’esperienza. Tanti stop di diversi minuti per incanalarsi in vicoli stretti o per attraversare alcuni ponti. Alla fine i km non sono 16 ma 16,6 e i 51 ponti si fanno sentire!!!”
E come darle torto. Attraversare Piazza San Marco di notte, con il passo leggero e il cuore pieno, è qualcosa che resta.
Renato Finco aggiunge una nota ancora più evocativa:
“Stupenda! Correre a Venezia in notturna è come un rondò musicale in un’atmosfera mistica ricca di fascino storico.”
E davvero, la città sembra suonare.
Ogni passo un accordo, ogni ponte una variazione, ogni riflesso sull’acqua una pausa sospesa.
Tra le curiosità, si dice che sotto alcuni ponti, nelle notti più silenziose, si possano ancora percepire i sussurri dei mercanti e dei viaggiatori di un tempo. E forse, sabato sera, tra il rumore lieve delle scarpe e il respiro dei podisti, quelle voci si sono mescolate al presente.
Così Venezia si è lasciata attraversare, ma non possedere.
Ha accolto, osservato, accompagnato.
E quando l’ultimo podista ha spento la luce frontale, è tornata a essere ciò che è sempre stata:
un sogno galleggiante, eterno, che al tramonto si accende e di notte si racconta solo a chi sa ascoltare.














































