martedì 17 febbraio 2026

Maratona di San Valentino

 

La Maratona di San Valentino a Terni, un poema di passi e di cuore

Terni, città che custodisce nella pietra e nella storia il cuore stesso di San Valentino, ha visto sorgere all’alba di domenica una fiumana di anime vibranti e scarpe consumate dai chilometri: così si è consumata la 15ª edizione della Maratona di San Valentino, evento che trasforma in poesia ogni passo, ogni respiro, ogni battito di gambe lungo le sue strade antiche e i sentieri della Valle. 

La giornata di gare ha celebrato non solo la velocità, ma l’essenza stessa dell’amore, quello per la corsa, per la sfida, per sé stessi,  intrecciando lungo il percorso l’intreccio di storia umbra e leggende di santi e corridori. Terni, patria del martire di amore e fedeltà, ha fatto da cornice a un dipinto di sudore e sorrisi, con il tracciato che si è snodato tra il profilo gotico della Basilica di San Valentino e i silenzi mossi della Valnerina, lambendo la maestosità naturale della Cascata delle Marmore, dove l’acqua sembra raccontare antiche storie di passi e destini intrecciati. 

21 km di emozioni: la mezza maratona
A fianco della gara regina, la mezza maratona da 21,097 km ha richiamato appassionati e concorrenti di ogni età, tra valli che profumano di storia e morbidi saliscendi che mettono alla prova cuore e gambe.

Tra i tanti corridori che hanno trasformato la loro domenica in un’epica personale c’è anche Mario Boarati   della Corriferrara, che ha vissuto la mezza maratona come un viaggio nell’anima, assaporando ogni curva e ogni respiro tra le mura che sanno di santi e di leggende.

Note di leggenda e cuore
Si narra, tra le viuzze di Terni, che chi corre con il cuore leggero sotto il cielo di San Valentino possa vedere riflettersi negli occhi della gente la propria storia d’amore con la vita stessa. Una leggenda che, per un giorno, assume forma concreta nei volti dei corridori all’arrivo in Piazza Europa, dove l’abbraccio dei tifosi è più forte di qualsiasi cronometro. Così si chiude questa pagina di sudore e poesia: non solo una gara, ma un’opera di umanità che, come il santo patrono degli innamorati, lascia nel cuore di ciascuno un seme di amore da coltivare, chilometro dopo chilometro. 







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