Roma corre con Miguel: 10 chilometri di memoria, sport e condivisione
Roma, 18 gennaio 2026 – C’è qualcosa di profondamente umano ne La Corsa di Miguel, qualcosa che va oltre il cronometro e la classifica. Anche quest’anno, nella sua versione competitiva sui 10 chilometri, la manifestazione ha attraversato le strade della Capitale come un filo che unisce sport, memoria e impegno civile, regalando ai partecipanti un’esperienza intensa, fatta di fatica ma anche di emozioni autentiche.
Correre La Corsa di Miguel significa ricordare Miguel Sánchez, atleta e poeta argentino scomparso durante la dittatura militare, e con lui tutti coloro ai quali è stato negato il diritto alla libertà. È una gara che non dimentica, che invita a riflettere e che usa lo sport come linguaggio universale per parlare di diritti umani, inclusione e pace. Ogni passo diventa così un gesto simbolico, ogni respiro un atto di consapevolezza.
Il percorso, veloce e suggestivo, ha accompagnato gli atleti fino al momento più atteso e iconico: l’ingresso allo Stadio Olimpico. Un arrivo che, anno dopo anno, riesce sempre a sorprendere. Le tribune, la pista, la storia che si respira in quel luogo trasformano gli ultimi metri in qualcosa di indimenticabile. Non a caso Lorenzo Prini, all’arrivo, ha commentato con entusiasmo:
“SEMPRE BELLISSIMO L’ARRIVO ALL’OLIMPICO!”
Parole semplici, ma capaci di racchiudere l’emozione condivisa da tanti runner.
Tra agonismo e partecipazione, La Corsa di Miguel continua a dimostrare che una gara può essere competitiva senza perdere la propria anima. A Roma, il 18 gennaio, non si è corso solo per vincere o migliorare il proprio tempo: si è corso per ricordare, per sentirsi parte di una comunità e per ribadire, ancora una volta, che lo sport può e deve avere un significato più grande.



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