6 Ore Pastrengo Trail: polvere, storia e sorrisi sotto il cielo di Pastrengo
Il 28 febbraio, sui sentieri che abbracciano le colline moreniche veronesi, è andata in scena la 6 Ore Pastrengo Trail, una sfida che sa di resistenza, natura e spirito di comunità. A fare da cornice, il borgo di Pastrengo, terra che profuma di vigneti e memoria, dove ogni passo sembra riecheggiare la storica Battaglia di Pastrengo.
Proprio qui, nel 1848, i Carabinieri Reali si distinsero in una carica rimasta nella storia del Risorgimento. E mentre oggi non si brandiscono sciabole ma bastoncini da trail, lo spirito è lo stesso: coraggio, tenacia e cuore.
Corriferrara c’è, e lascia il segno
Tra i protagonisti in maglia Corriferrara, due atleti hanno affrontato il circuito con determinazione e sorriso.
Ion Coban ha macinato chilometri con passo costante e grinta da ultrarunner, chiudendo la sua prova con 56 km e un impressionante dislivello positivo di 2890 metri. Un saliscendi continuo, tecnico e muscolare, dove non basta avere gambe: serve testa, ritmo e la capacità di ascoltare il sentiero. Ion ha interpretato la gara con intelligenza, gestendo energie e rilanciando nei tratti corribili, domando le rampe più arcigne come un veterano delle colline.
Lilia Agachi, invece, ha percorso una distanza più breve ma non meno intensa, completando 21 km con 965 metri di dislivello positivo. Una prova tosta, nervosa, dove ogni salita chiede conto del fiato e ogni discesa pretende lucidità. Il suo racconto restituisce l’anima autentica del trail:
“Organizzazione impeccabile dalla consegna pettorali al terzo tempo. Un grazie speciale ai volontari e staff con il loro sorriso e incoraggiamento lungo il percorso. Ristori fantastici e super riforniti, con prodotti locali (birra, gin tonic e Spritz 😅) che hanno reso la fatica più dolce.”
Parole che raccontano molto più di una classifica. Perché se è vero che il cronometro misura il tempo, sono i dettagli a misurare la qualità di un evento.
Trail è comunità (e anche un po’ brindisi)
La 6 Ore Pastrengo Trail non è solo gara: è spirito trail allo stato puro. È l’urlo liberatorio in cima a una salita, il cinque dato a uno sconosciuto che diventa compagno di fatica, è il ristoro che profuma di territorio. E quando al tavolo trovi birra artigianale o uno Spritz fresco, capisci che qui si corre seriamente… ma senza prendersi troppo sul serio.
Dalla consegna pettorali fino al “terzo tempo”, l’organizzazione ha dimostrato cura e passione, trasformando la competizione in una festa condivisa. I volontari, presenza silenziosa ma fondamentale, hanno illuminato il percorso con sorrisi e parole giuste al momento giusto — e chi corre sa quanto valgano, soprattutto dopo l’ennesimo strappo in salita.
Tra storia e sentieri
Correre a Pastrengo significa attraversare un territorio dove natura e storia si intrecciano. I trail runner hanno solcato colline che un tempo videro ben altre battaglie. Oggi, al posto dei cavalli, scarpe infangate; al posto delle divise, maglie tecniche colorate. Ma lo spirito combattivo resta intatto.
Ion e Lilia tornano a casa con chilometri nelle gambe, dislivello nel cuore e un bagaglio di emozioni che solo il trail sa regalare. Perché alla fine, in una 6 ore, non si vince solo contro il tempo: si stringe un patto con la fatica, si ascolta il bosco, si brinda alla vita.
E Corriferrara, ancora una volta, c’era. Con orgoglio, passione e quello spirito trail che non si misura in chilometri, ma in sorrisi.








