31 dicembre 2023. Era un ultimo giorno dell’anno qualsiasi quando all’improvviso, nel gruppo “Alle 7 è tardi” (di questo gruppo ne parleremo in un altro post), mentre tutti parlavano dei preparativi del cenone, il membro Ilaria Bonzi ha inviato un messaggio laconico che recitava circa così: “vi segnalo che a fine febbraio c’è la Terre di Siena Ultramarathon”. La replica del coach Max Saieva, in pieno stile Fantozziano “Io sono stato azzurro di sci” è arrivata 10 secondi dopo: “Quando ero giovane feci la 50km!!” A quel punto la sfida era lanciata e in meno di un mese abbiamo raccolto quasi 30 adesioni suddivise fra la 18 km, la 32 km e la 50 km.

Ci ritroviamo così al 24 febbraio 2024, il sabato pomeriggio prima della gara, ad occupare quasi un albergo intero a Siena fra partecipanti ed accompagnatori. Sabato sera lo trascorriamo tutti assieme in giro per Siena, città stupenda, per ritiro pettorale e pacco gara, aperitivo e cena (il menu pre-gara rimarrà segreto).

Domenica mattina sveglia alle 6.30 per ritrovarci nuovamente tutti assieme puntuali alle 7 davanti alla porta del ristorante dell’hotel per la colazione. Le partenze per le varie distanze sono scaglionate di 30 minuti l’una dall’altra, perciò alle 8.30 solo il primo gruppo formato da me, Luca Montagnini e Max Saieva lascia l’hotel per percorrere con una leggera corsetta gli 800 metri che ci separano da Piazza il Campo di Siena dove alle ore 9 partirà la 50 km. Il clima per essere una giornata di fine febbraio è fantastico, la piazza è già mezza illuminata dal sole e la temperatura è perfetta per correre in pantaloncini e maglietta.
Non solo è la mia prima ultramaratona, ma è anche passato più di un anno dall’ultima maratona e sono arrivato a questa gara senza una preparazione specifica. Non ho aspettative, perciò alla partenza non ho ansia e allo start parto come se dovessi fare uno dei tanti allenamenti collinari che con il gruppo “Alle 7 è tardi” facciamo spesso nel weekend.

I primi chilometri, all’interno della città storica di Siena, li faccio assieme a Luca, mentre Saieva è già un puntino lontano all’orizzonte. Alla prima discesa inizio a perdere di vista anche Luca, lui è molto più preparato di me e non voglio bruciarmi subito cercando di stargli dietro. Come nella maggior parte delle gare di lunga distanza i primi 30 km filano quasi lisci, con la differenza rispetto alle maratone in città che qui il paesaggio è un susseguirsi di colline verdi e vigne. Spettacolare.
Al passaggio del venticinquesimo, metà gara, mi sento bene, meglio di quanto avevo previsto, considerando soprattutto il dislivello già affrontato e il passo medio tenuto fino a quel momento. Ma dopo il trentesimo chilometro cambia tutto improvvisamente. La salita per raggiungere il castello di Monteriggioni mi spacca le gambe. Da quel momento iniziano 10 km di patimenti in cui faccio fatica a correre sia in salita che in discesa e persino in piano. Mi fermo più volte per scongiurare i crampi, mentre molti corridori, con il loro passo “lento” ma costante, mi sorpassano in scioltezza. I ristori, ben distribuiti ogni 5 km, sono una manna dal cielo e un’ottima scusa per fermarsi qualche secondo a riposare.
Verso il quarantesimo la sensazione di crampi si è attenuata e riesco a riprendere il ritmo nella corsa, anche se con passo molto lento e con la consapevolezza che negli ultimi 7 km di gara c’è un bel dislivello da affrontare. Gli ultimi chilometri sembrano infiniti, complice anche una salita noiosissima che porta a Siena vecchia. Nella mia testa è un susseguirsi di “ormai è fatta” e “non arriverò mai al traguardo”. Gli ultimi 2 km sono un sali scendi fra le stradine di Siena, piene di turisti che visitano la città e di profumi di cibo appena cucinato. Finalmente imbocco l’ultima discesa che porta a Piazza il Campo di Siena e in lontananza vedo mio figlio che mi aspetta, lo prendo per mano e corriamo insieme gli ultimi 50 metri. Traguardo tagliato con le braccia alzate! Prendo la medaglia. Esausto mi getto a terra in mezzo alla piazza circondato dai complimenti dei miei compagni. Sono appena diventato un ultramaratoneta!
Come scriverà poi Luca, la corsa è uno sport individuale, ma la compagnia durante queste gare è unica.
Grazie quindi al coach Max Saieva che mi ha spronato a tentare questa avventura, al gruppo “Alle 7 è tardi” per i CCC, i collinari e le risate durante i weekend e un grazie particolare a Ilaria e Orsola (loro sanno perché).
Simone Celli Marchi
Partenza e arrivo dalla piazza del palio di Siena, il percorso spazia dalle strade storiche della città alle vallate dell'intorno, caratteristica la salita impervia verso il borgo storico di Monteriggioni, poi passando tra casali rurali contornati da vigneti e uliveti riporta alle strade che conducono al centro città. Sicuramente un'altra bella esperienza da portarsi dentro nel cuore.
Luca Montagnini

Arrivo e partenza da piazza del Campo molto suggestivo. Percorso, me lo aspettavo più panoramico.
Ilaria Bonzi
Gruppissimo CorriFerrara in trasferta. Siena ci accoglie come scritto su Porta Camollia: "COR MAGIS TIBI SENA PANDIT" (Siena ti apre un cuore più grande della porta che stai attraversando).
Correre in salita partendo da Piazza del Campo, proseguendo per le vie del centro storico e proseguendo con vista sulla colline toscane sembra meno faticoso e così si torna a Ferrara con un Ultramaratoneta in più, tante belle prestazioni e qualche bottiglia di vino rosso.
Emanuela Lambertini
Bella gara, bella città, bella compagnia!!! La Trasferta in terra Toscana è stata una bella condivisione di sport e divertimento come piace a me!! Complimenti a tutti con menzione speciale ai due nuovi ultramaratoneti Simone e Luca!!! Che sia la prima di una lunga serie? Chissà!!
Max Saieva
CLASSIFICA https://www.endu.net/it/e