sabato 30 agosto 2025

17^ Enotturna di Soave. Paolo Callegari 1° di categoria, Patrizia Bigoni 3^ di categoria

 

La 17^ Enotturna di Soave: quando la corsa diventa poesia

Certe corse non si misurano solo in chilometri o in dislivelli. Certe corse si vivono con gli occhi, con il respiro e con il cuore. La 17^ Enotturna di Soave, disputata il 29 agosto 2025, è stata proprio questo: un intreccio di emozioni, storia e natura che ha trasformato una gara in un ricordo indimenticabile.

La partenza, avvolta dalle luci del tramonto, ha avuto il fascino di un dipinto. Il cielo che sfumava dal dorato al viola, le mura medievali che si accendevano di luce calda, i vigneti che respiravano ancora il profumo dell’estate: ogni passo sembrava già poesia.

La competizione principale, 9 km con 200 metri di dislivello, ha offerto un percorso capace di alternare fatica e meraviglia, mentre le distanze non competitive di 3 e 6 km hanno accolto chi desiderava semplicemente lasciarsi avvolgere dall’atmosfera.

L’ASD Valdalpone, con la consueta cura e passione, ha regalato ai partecipanti un’organizzazione impeccabile, trasformando la corsa in un vero e proprio viaggio dentro l’anima di Soave.

Indimenticabili i passaggi lungo le mura illuminate, che parevano sussurrare storie antiche a chi correva sulle loro pietre. Emozionante il transito sotto il suggestivo Arco, quasi fosse una porta simbolica che apriva a un tempo sospeso, in cui ogni respiro si univa al profumo del vino e al silenzio delle colline.

Per Corriferrara, la serata ha brillato di soddisfazioni: Paolo Callegari, che ha conquistato il primo posto di categoria, mentre Patrizia Bigoni, con tenacia e grazia, ha raggiunto il terzo gradino del podio di categoria. Due sorrisi che si sono aggiunti a quello collettivo di un’intera comunità di runner.

La 17^ Enotturna non è stata soltanto una gara: è stata una carezza della sera, un brindisi al tempo che scorre lento tra le colline, un incontro tra passato e presente. Un ricordo da custodire, come un buon vino che migliora con gli anni.




giovedì 28 agosto 2025

Riepilogo settimanale gare e punti .

 

Sfida all’OK Corral: Corriferrara in azione!

Settimana di fuoco per i nostri atleti, impegnati in 5 località diverse tra Veneto, Emilia-Romagna e Veneto, in gare che hanno visto di tutto: dai percorsi cittadini alle salite sterminate dei trail.
Il bilancio è da sceriffi del podismo: 34 atleti, 484,5 km percorsi, e soprattutto un dislivello totale da brividi, ben 13.400 metri!

Le tappe della settimana

  • Adria (RO) – Su e zo per i ponti – km 7

  • Verghereto (FC) – Verghereto trail – km 27/16

  • Lizzano in Belvedere (BO) – 5 passi in Val Carlina – km 18,5

  • Tonezza del Cimone (VI) – Strafexpedition – km 24/14

  • Conselve (PD) – Corri in Pra – km 18/7

Gli eroi del podio

Come in ogni duello western che si rispetti, ci sono stati protagonisti che hanno estratto più velocemente degli altri, portandosi a casa risultati da applausi:

  • Su e zo per i ponti (Adria)



    🥉 Rosanna Albertin – 3^ di categoria
    Paola Pantaleoni 5^  di categoria

  • 5 passi in Val Carlina (Lizzano in Belvedere)



    🥇 Paolo Callegari – 1° di categoria, 4° assoluto

  • Verghereto Trail
    🥇 Emanuela Lambertini – 1^ di categoria
    🥈 Romani Elisa – 2^ di categoria
     Agata Grazioso 5^  di categoria

Ultimo duello: domenica prossima!

Ora l’aria si fa densa come nella polvere dell’OK Corral. Domenica prossima, infatti, si chiude la stagione podistica Corriferrara: sarà l’ultima occasione per guadagnare punti preziosi per la classifica interna.
Chi avrà il sangue freddo di sfoderare l’ultima volata? Chi scriverà il proprio nome nella leggenda di quest’annata?

I giochi sono ancora aperti, e i nostri atleti sono pronti all’ultimo assalto. 🔥👟

lunedì 25 agosto 2025

Corri in Prà

 


Corri in Prà 2025: pioggia, sorrisi e tanta voglia di correre!

Domenica 24 agosto 2025 a Conselve (PD) si è svolta la tradizionale Corri in Prà, la corsa non competitiva organizzata dal gruppo podistico Conselve Corre in occasione della fiera cittadina. Una festa di sport e convivialità che, nonostante le abbondanti piogge della notte precedente, ha visto la partecipazione di tanti runner e camminatori, pronti a sfidare il terreno un po’ pesante ma reso suggestivo dai vigneti e dalle stradine immerse nella campagna.

Tra i protagonisti in maglia Corriferrara presenti sulla distanza di 18 km: Ottorino Malfatto, Franca Panagin, Raffaello Checchinato e Laura Marcone, mentre sulla distanza di 7 km ha portato i colori della squadra Valeria Zambon.

A raccontarci l’atmosfera è proprio Franca Panagin, che descrive così la giornata:

Anche quest’anno, in occasione della fiera di Conselve, il gruppo podistico Conselve Corre ha organizzato Corri in Prà: corsa non competitiva con tre percorsi tra i vigneti e non solo. Le abbondanti piogge della notte precedente non hanno scoraggiato i numerosi runner e camminatori, sempre presenti alle manifestazioni podistiche della zona. Bel percorso nonostante il terreno reso pesante dalla pioggia, ottima organizzazione e perfetto il luogo della partenza, il grande parco cittadino in centro al paese.”

Insomma, un’altra edizione da ricordare, con la gioia della corsa condivisa, il calore dell’accoglienza locale e la soddisfazione di aver fatto parte di un evento che ormai è un appuntamento fisso dell’estate conselvana.

Complimenti agli organizzatori e a tutti i partecipanti, perché ancora una volta lo sport ha unito sorrisi, fatica e divertimento! 




Strafexpedition: dove la corsa incontra la memoria

 

Tonezza del Cimone, 24 agosto 2025

Strafexpedition: dove la corsa incontra la memoria

C’è un silenzio particolare che accompagna i passi tra le montagne di Tonezza del Cimone. Un silenzio che sa di vento, di boschi e di storia. Domenica 24 agosto, quel silenzio è stato interrotto solo dal respiro affannato dei podisti e dal ritmo cadenzato dei loro passi, protagonisti della 14ª Strafexpedition, trail che più di ogni altro unisce sport e memoria.

Il nome non è casuale: la Strafexpedition richiama l’offensiva austro-ungarica del 1916, una delle pagine più dure della Grande Guerra. Qui, lungo i sentieri che serpeggiano tra ossari e trincee, correre non è soltanto competere, ma anche rendere omaggio a chi su queste stesse montagne ha conosciuto la fatica e la paura in ben altri contesti.

Per Corriferrara c’erano Michele Tuffanelli e Maria Letizia Milani, entrambi capaci di calarsi nello spirito della manifestazione.
Michele ha affrontato la prova competitiva di 24 km e 1200 metri di dislivello, un percorso che subito ha imposto rispetto:

L'originale Strafexpediton bellissimo Trail con una full immersion nella storia della grande guerraLa partenza da Tonezza ci ha portato subito verso il Monte Spitz, quota 1700. Attenzione, Spitz… non spritz!  racconta Michele. L’ultimo chilometro prima della croce è stato totalmente esposto, senza funi di sicurezza: adrenalina pura. Poi giù a rotta di collo verso il bosco,con sentieri e tornanti veloci e divertenti. Emozionante, quasi commovente, il passaggio all’ossario e nelle strette trincee: lì non potevo non immaginarmi la vita di allora, in quelle stesse ferite della roccia.”

Scelta diversa, ma altrettanto intensa, per Maria Letizia Milani, che ha preso parte alla non competitiva di 14 km con 300 metri di dislivello. Stessi passaggi evocativi, ad eccezione della salita allo Spitz, e una prova resa ancora più impegnativa dall’aggiunta, in questa edizione, di un’ultima salita sorpresa che ha fatto lievitare distanza e dislivello reali rispetto al programma ufficiale.

Alla fine, tra fatica e memoria, i due portacolori della Corriferrara hanno condiviso lo stesso spirito: la sensazione di aver vissuto una giornata che non è stata solo sport, ma un viaggio nel tempo, in quei luoghi dove un secolo fa si combatteva per la sopravvivenza e oggi si corre per la libertà, la passione e la vita.







5 Passi in Val Carlina, Paolo Callegari 1° di categoria, 4° assoluto.

                                                         

La leggenda dei “Cinque Passi” in Val Carlina

Nelle ombre fresche delle foreste che cingono l’Appennino bolognese, dove le nuvole


sembrano sfiorare le cime e i torrenti cantano da secoli la stessa melodia, il 25 agosto dell’anno 2025 si rinnovò un rito antico: la gara dei Cinque Passi in Val Carlina.

Non era soltanto una corsa di 18,5 chilometri, con 600 metri di ascesa


e discesa,

ma una prova iniziatica, degna di quei guerrieri che un tempo popolavano le foreste germaniche e che, secondo le leggende, misuravano la forza e il coraggio con la resistenza dei polmoni e la tenacia delle gambe.

I boschi di Lizzano in Belvedere accolsero i corridori come un anfiteatro sacro:


abeti e faggi, custodi secolari, piegavano i rami quasi a benedire il passaggio degli atleti. Il sentiero si snodava tra mulattiere pietrose, crinali che offrivano vedute vertiginose e salite che sembravano non avere fine. Ogni passo era una lotta:

contro la gravità, contro il fiato corto, contro l’eco dei propri dubbi che si perdeva tra le gole della valle.

In questo scenario mitico,


i vessilli Corriferra sventolavano fieri, portati da tre guerrieri della corsa: Vittorio Cavallini, Marco Benati e Paolo Callegari.

Fu quest’ultimo a scrivere la pagina più luminosa della leggenda: Callegari Paolo, con passo saldo e cuore ardente, domò i dislivelli e superò le insidie del tracciato, conquistando il 4° posto assoluto e il titolo di primo nella propria categoria. Un risultato che, narrato dai venti della valle, echeggerà a lungo tra le rocce e le radici.

I saggi delle foreste direbbero che chi affronta la Val Carlina non è più lo stesso al termine della corsa: le salite


temprano, le discese insegnano equilibrio, i panorami aprono l’anima.

Così, la gara dei Cinque Passi non è solo una prova sportiva, ma un rito di passaggio che unisce gli uomini moderni agli spiriti antichi delle montagne.


E quando il sole calò dietro i crinali, gli atleti si ritrovarono stanchi ma fieri, come guerrieri dopo la battaglia, con la consapevolezza di aver inciso il proprio nome in una leggenda che, di anno in anno, continua a vivere.







Verghereto Trail. Emanuela Lambertini 1^ di categoria.

 

Verghereto Trail 2025 – Dove corrono i lupi e veglia il mito del Monte Fumaiolo

Ci sono gare che non sono solo sport, ma racconti antichi che si intrecciano con il respiro della montagna. Il 23 agosto 2025, a Verghereto, ai piedi del Monte Fumaiolo, sorgente del Tevere e luogo che le leggende narrano abitato da spiriti silvani e custodi invisibili dei boschi, si è disputato il Verghereto Trail, prova che ha visto protagonisti gli atleti della Corriferrara.

Undici atleti hanno sfidato i sentieri dove, secondo gli anziani, si aggirano ancora le ombre del dio etrusco Tiberino, signore delle acque, e dove le notti limpide fanno udire l’eco del passo dei lupi appenninici, padroni ancestrali di quei crinali.

Sulla distanza di 27 km con 1650 metri di dislivello, hanno scolpito la propria leggenda:

  • Candelaresi Elfrida

  • Drimaco Sabina

  • Rocambole Cristiano

  • Finco Renato

  • Danieli Valentina

Mentre nella prova di 16 km con 850 metri di dislivello, sono scese in campo le amazzoni e i cavalieri leggeri della montagna:

  • Grazioso Agata

  • Lambertini Emanuela

  • Romani Elisa

  • Malaguti Marco

  • Previati Sara

  • Agachi Lilia

E proprio qui le stelle hanno brillato:

  • Emanuela Lambertini 1ª di categoria,

  • Elisa Romani 2ª di categoria,

  • Agata Grazioso 5ª di categoria.

Risultati che il vento porterà tra le vette, come canti di vittoria.

Ma le parole degli atleti sono quelle che meglio restituiscono la magia di questa sfida.
Renato Finco, con la forza del camoscio che conosce ogni sasso, ha dichiarato:
“Gara sempre emozionante sui calanchi dove passano lupi e caprioli. Per me risultato importante: ho abbassato di 27 minuti il tempo dello scorso anno. Devo ringraziare Massi e Pierre per il lavoro fatto e per gli insegnamenti ricevuti durante il campus al Rifugio Segantini. W la Corriferrara!”

Sabina Drimaco, con spirito guerriero, ha raccontato:


“Un ottimo allenamento sui sassi e test verifica sullo stato delle ginocchia.”

Lilia Agachi, con il cuore colmo di famiglia, ha invece lasciato parole di pura poesia:
“Bellissimo Trail in compagnia del marito Ion e dei figli Alessandro e Giulia Coban. Posto con sentieri meravigliosi e organizzazione ottima. Grazie Verghereto Trail.”

Così, mentre il sole tramontava dietro i profili degli Appennini, sembrava che le figure mitiche del passato, i fauni, le ninfe delle sorgenti, persino il leggendario Tiberino, applaudissero insieme ai volontari.
Perché il Verghereto Trail non è solo una gara: è un rito, un passaggio, un patto rinnovato con la montagna e con i suoi misteri.                                                                           













sabato 23 agosto 2025

Su e zo per i ponti


Adria by night: la Su e Zo diventa una festa tra canali, cigni e sopresse giganti

Adria, 22 agosto 2025 – Doveva essere “solo” una gara podistica di 7 km, e invece si è trasformata in una cartolina di Amsterdam trasportata nel Polesine. La Su e Zo per i Ponti, partita alle 19:30 in pieno tramonto, ha acceso le vie e le campagne intorno alla città come un lungo serpentone luminoso fatto di passi, risate e voglia di muoversi.

C’era la versione competitiva, quarta tappa del circuito Il Gabbiano, e c’era quella non competitiva, più libera e spensierata. In mezzo, la voglia di vivere una serata diversa, con l’aria tiepida di fine agosto e i riflessi rosa-arancio del sole sui canali adriesi.

La Corriferrara non ha mancato l’appuntamento, schierando 13 podisti. Applausi per Rosanna Albertin, terza di categoria, e Paola Pantaleoni, quinta, ma soprattutto applausi per la loro capacità di godersi la corsa come un viaggio notturno.

A raccontare l’atmosfera ci pensa Sara Mellonicon parole che valgono più di mille cronache sportive:

“Serata interessante in una cittadina che sembra Amsterdam. La gara, dicevano, era completamente su asfalto. Infatti, ci siamo ritrovati in mezza campagna con il sole che tramontava sui canali della città olandese, insieme ai cigni che sfioravano l’acqua, coordinati come olimpionici di nuoto sincronizzato. Saliscendi, clima caldo ma non rovente, bagni splendenti, vita notturna mondana in un locale per gggiovani per me e Rosi, che ha vinto una soppressa grande come un ragazzino di quinta elementare.”

E forse è proprio questo il senso della Su e Zo: non solo cronometro e posizioni, ma storie da raccontare, sudore che diventa vino al tavolo di un locale, premiazioni che finiscono con un salame gigante sotto il braccio. Adria, per una sera, è stata un piccolo festival di sport e movida, dove ogni passo aveva il ritmo di una città che sa divertirsi. Si narra che crearono una ballata per ricordare gli atleti Corriferrara che parteciparono all'evento.

Ballata della Su e Zo per i Ponti

Ascoltate gente, vi voglio cantar,
d’Adria e dei ponti al calar del chiar.
Era d’agosto, la sera d’estate,
la corsa partì tra vie illuminate.

Su e Zo per i Ponti, la sfida garbata,
sette chilometri, l’aria dorata.
Competitiva, non competitiva,
tra canali e campagna la folla festiva.

E giunse da Ferrara la compagnia,
bianco e blu in petto, che bella armonia!
Tredici forti col passo sicuro,
tra sogni e sudore, coraggio e futuro.

Rosanna Albertin sul podio arrivò,
terza di forza, la gente gridò.
Paola Pantaleoni la quinta fu poi,
con passo deciso, tra applausi e noi.

Ma il canto più dolce fu quello di Sara,
che rise e raccontò la corsa bizzarra:
“Dicevan asfalto, ma fu campagnola,
col sole che cala e l’acqua che vola.

Cigni danzanti sul fiume brillavano,
come atleti d’acqua si coordinavano.
E poi la movida, la notte in un balzo,
con Rosi regina e soppressa in regalo.”

Così vi ho narrato la fiaba d’Adria,
tra ponti e canali, la vita che varia.
Una notte olandese nel cuore veneto,
tra sport e sorriso, ricordo perenno.