giovedì 14 agosto 2025

17^ Assieme a Franco e Luciano

 


Memorial Sandro Zaia – 17ª edizione della gara podistica “Assieme a Franco e Luciano”

6,5 km a Donada (Porto Viro), 13 agosto 2025


Il contesto: Donada e il suo fascino tra storia e natura(fonti web)

La gara si è svolta nella caratteristica frazione di Donada, oggi parte del comune di Porto Viro, incastonata nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po, terra sospesa tra acqua e terra, ricca di valori ambientali, storici e culturali.

Una delle sue meraviglie naturali sono le dune fossili di Donada: rare testimonianze dell’antico litorale adriatico, isolate nella campagna per l’evoluzione del Delta. Considerate oasi di biodiversità, queste dune sono protette e attrezzate con sentieri didattici che raccontano un paesaggio antico di migliaia di anni.

Donada prende il nome dalla nobile famiglia Donà, stanziatasi qui alla fine del ‘700 sulle terre emerse dopo il Taglio di Porto Viro, l’opera idraulica del 1604 che cambiò per sempre il corso del Po. Successivamente, nel 1995, Donada si fuse con Contarina per formare l’attuale comune di Porto Viro.

Elemento di riferimento per la comunità è la Chiesa della Visitazione di Maria Santissima, con facciata neoclassica e un prezioso San Giovanni Evangelista seicentesco dello scultore veronese Guido del Moro.


Un percorso ricco di atmosfera

I 6,5 km si sono snodati tra stradine tranquille, profumo di pini e scorci sulle dune fossili, con l’orizzonte spezzato dal campanile di Donada.
Il passaggio più amato? La pineta: fresca, profumata e dal fondo morbido. Qui, come ha raccontato Sara Melloni, “mi è piaciuta la pineta, con le radici evidenziate per non farsi male. Nonostante il mio imbarazzante posto di categoria unica, ho vinto una ricca sporta piena di legumi. Graditissimo il premio di partecipazione (una bottiglietta di olio d’oliva). Bella organizzazione: ci hanno preparato la pizza e la cocomera, non sono riuscita ad approfittarne, ma ho apprezzato lo stesso.”

Renato Finco ha sottolineato la velocità del tracciato: “Gara calda ma veloce con bel passaggio in pineta.” E in effetti, tra ombra e tratti aperti, il percorso ha alternato freschezza e sole cocente, regalando un mix di difficoltà e fascino.


Aneddoti e leggende locali(fonti web)

  • Il “cammello” del Po: una leggenda popolare racconta che una particolare ansa del fiume, vista dall’alto, ricordi la gobba di un cammello. Qualcuno giura di averla riconosciuta anche correndo, intravedendo il profilo sinuoso tra canneti e acqua.

  • Il porto del “viero”: il nome Porto Viro, secondo tradizione, deriverebbe dal “viero”, un cestello di vimini usato per allevare anguille. Durante la gara, passando vicino a un vecchio canale, i più anziani hanno ricordato quando qui l’anguilla era regina delle tavole.

  • Il campanile luminoso: non è solo un punto di riferimento per i corridori, ma anche un simbolo di comunità. Nei mesi invernali diventa il cuore di un presepe all’aperto, visibile da lontano e carico di suggestione.


Lasciando andare la fantasia...

Inseriamo gli atleti nelle leggende legate all’acqua, al vento o alla terra del Delta.

  • Rosanna AlbertinLa Dama Bianca del Po: si narra che nelle notti di nebbia una figura femminile elegante compaia sulla riva per guidare i naviganti. Rosanna, con il suo 4° posto assoluto, è apparsa in gara con la stessa grazia e decisione, guidando idealmente gli altri verso il traguardo.

  • Paolo CallegariIl Guardiano delle Correnti: leggenda vuole che un vecchio pescatore conoscesse ogni mulinello e corrente del Po, salvando barche in difficoltà. Paolo, 10° assoluto, ha corso come se sapesse leggere ogni “corrente” del percorso, gestendo energie e ritmo con maestria.

  • Sara MelloniLa Custode delle Provviste: nel folklore si racconta di una donna che donava viveri ai viaggiatori del fiume. Sara, felice del premio di legumi e dell’olio d’oliva, ha portato con sé lo spirito di questa generosità, godendosi la bellezza della pineta “con radici evidenziate per non farsi male”.

  • Sabina DrimacoLa Guerriera della Duna: un’antica storia parla di una giovane che difese le dune fossili dalle mareggiate grazie alla sua forza e resistenza. Sabina ha corso con quello stesso coraggio, mantenendo un passo deciso fino al premio.

  • Tatiana GnitkoLa Sirena del Delta: leggenda vuole che, al tramonto, una sirena canti tra le canne palustri per incantare i pescatori. Tatiana ha affrontato la gara con un’andatura fluida e armoniosa, come se seguisse un canto segreto del fiume.

  • Renato FincoIl Corridore del Vento: i vecchi marinai raccontano di un giovane che riusciva a correre più veloce delle folate di bora lungo gli argini. Renato, “gara calda ma veloce”, ha trovato nella pineta il suo tratto preferito, quasi spinto dal vento stesso.

Risultati e premi

Questa 17ª edizione ha visto ottime prestazioni:

  • Rosanna Albertin 4ª assoluta

  • Paolo Callegari 10° assoluto

  • Premiate Sara Melloni, Sabina Drimaco e Tatiana Gnitko

  • Renato Finco tra i premiati di categoria

Premi genuini e dal sapore locale, dalle sporte di legumi all’olio d’oliva, fino ai ristori finali con pizza e anguria, hanno sottolineato l’anima conviviale dell’evento.


Conclusione

La 17ª edizione del Memorial Sandro Zaia “Assieme a Franco e Luciano” è stata molto più di una corsa:
un incontro tra sport e comunità, immerso nel verde e nella storia di Donada.
Le voci dei partecipanti, tra sorrisi e sudore, hanno reso evidente come questa gara riesca, anno dopo anno, a unire la memoria di un amico alla gioia semplice dello stare insieme, correndo tra il profumo dei pini e la brezza del Delta del Po.













mercoledì 13 agosto 2025

Riepilogo settimanale gare.

 

Corriferrara – Settimana d’agosto tra vacanze, montagne e podi

Settimana di Ferragosto: le spiagge si riempiono, le città si svuotano… ma per i nostri irriducibili della Corriferrara il richiamo della corsa è più forte di qualsiasi ombrellone. Mentre molti atleti si godono il meritato relax, un manipolo di appassionati ha portato i nostri colori in giro per l’Italia, tra montagne, borghi storici e serate illuminate solo dalle stelle.

Ben 28 atleti hanno infilato le scarpe da running in questa settimana, dimostrando che, con la passione, non esistono stagioni di pausa.

Sappada (UD) – 24ª Corsa di San Osvaldo – Km 5,950
Tra le verdi vallate carniche e il profumo di legno delle baite alpine, Paolo Callegari si è fatto largo tra i concorrenti, conquistando un ottimo 3° posto di categoria. Una corsa breve ma intensa, con scorci di montagna che avrebbero fatto venire voglia di rallentare… se non fosse stata una gara.

Zampine di Stienta (RO) – 58ª Corsa di Ferragosto – Km 8,3
Un’atmosfera di festa e aria di paese hanno accolto i nostri atleti nella tradizionale corsa ferragostana. Rudy Magagnoli è stato imprendibile, tagliando il traguardo da 1° assoluto. Sul podio anche Chiara Rosignoli (2^ assoluta) e Sabina Drimaco (3^ assoluta), a dimostrazione che la velocità non va in vacanza. Non da meno Denis Grandi (4° categoria), Sara Melloni (3^ categoria), Serena Chiarini (4^ categoria) ed Elisa Benini (4^ categoria), tutti protagonisti di una serata di sudore e applausi.

Albaredo d’Adige (VR) – Caminada dei 3 Archi – Km 18
Tra vigne e fiumi, una corsa che profuma di storia e di vino buono. Un tracciato più lungo, ideale per chi voleva mettere chilometri nelle gambe senza rinunciare a paesaggi da cartolina.

Maciano (RN) – 7 Borgate Macianesi – Km 12/6
Sette borgate, sette salite, sette discese: un percorso che alterna fatica e scorci pittoreschi. Perfetto per chi ama il podismo come scoperta del territorio.

Rovigo – Saint Lorenz Night Trail – Km 10
Luci frontali, sentieri e silenzio interrotto solo dal rumore dei passi: il fascino del trail notturno ha portato alcuni dei nostri lungo i percorsi immersi nella natura polesana, con la magia delle stelle come spettatrici.

Lamosano (BL) – Alpago Sky Super 3 – Km 21,300
Chiudiamo con l’alta quota: un vero e proprio viaggio tra cielo e terra, con salite mozzafiato e discese che fanno volare. La fatica qui si misura non solo in chilometri, ma anche nei 2.650 metri di dislivello totale che i nostri hanno totalizzato nell’arco della settimana.

In totale, il gruppo Corriferrara ha percorso 262,35 chilometri, dimostrando che, anche in pieno agosto, la passione per la corsa non conosce sosta.

E mentre molti rincorrevano l’ombra sotto l’ombrellone, i nostri hanno rincorso traguardi, emozioni e podi: perché il vero spirito estivo, per un corridore, è avere sabbia nelle scarpe… ma di un sentiero di montagna! 🏃‍♂️🏔️🌞

martedì 12 agosto 2025

Saint Lorenz Night Trail

 

Saint Lorenz Night Trail – Sotto un cielo di stelle e desideri

Rovigo, 10 agosto 2025 – C’era una dolcezza particolare nell’aria quella sera, un respiro tiepido d’estate che sembrava portare con sé promesse antiche. La città si preparava ad accogliere la Saint Lorenz Night Trail, dieci chilometri non competitivi che, più che una corsa, somigliavano a un racconto, a una fiaba scritta sotto il cielo della notte di San Lorenzo.

Quando il sole si è ritirato lasciando spazio alla penombra, il serpentone di podisti si è messo in movimento. Alla luce tremolante delle lampade frontali, i corridori apparivano come lucciole danzanti,


piccole scintille che si rincorrevano tra strade e sentieri, creando un fiume di luce che scorreva silenzioso nella notte.

E, di tanto in tanto, il passo rallentava, lo sguardo si alzava, il cuore sperava. Una stella cadente poteva esaudire il desiderio di un personal best, di una maratona in una città lontana, o di un’avventura ancora sconosciuta. In quella notte, ogni sogno era concesso, ogni battito di cuore era un inizio.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la RUNIT e l’instancabile lavoro dei volontari, presenze discrete e preziose, custodi della sicurezza e dell’atmosfera magica di questa serata. A loro va un applauso lungo quanto il percorso stesso, e forse anche di più.

La Saint Lorenz Night Trail non è stata soltanto una corsa. È stata una carezza alla città, un momento sospeso, in cui i passi si sono fusi con il respiro dell’estate e il buio si è riempito di luci, desideri e silenzi pieni di significato. In quella notte di agosto, a Rovigo, qualcuno ha corso… e qualcuno ha sognato.



lunedì 11 agosto 2025

Alpago Sky Super 3

 

Alpago Sky Super 3 – Lamosano (BL), 10 agosto: una sfida per pochi eletti

Ventuno chilometri e trecento metri, quasi duemila metri di dislivello positivo, un terreno che alterna salite interminabili, creste esposte e discese tecniche su ghiaioni: la Alpago Sky Super 3 non è una gara per tutti. Sabato 10 agosto, a Lamosano, si è disputata una delle prove più dure e spettacolari del circuito Sky, capace di mettere alla prova anche i trail runner più esperti.

Lo sa bene Michele Tuffanelli, che descrive così l’esperienza:

«Da dove si può partire per rendere l'idea di che tipo di gara è? Sicuramente non un Trail, perché di corribile per noi umani c’è ben poco, se non gli ultimi 5/6 km. Quindi la mettiamo nel circuito Sky: prendiamo Monte Civetta, Monte Pelmo e altre gare Dolomitiche, mettiamo tutto in un frullatore e il risultato è questa Alpago Sky Super 3.
Si parte da Lamosano e, da quest’anno, subito in salita. Poi per 10 km si sale soltanto, tra rocce e tratti attrezzati con fune fissa su traversi esposti. Raggiunta Cima Venal a 2212 metri, si scende – per dire – fino al bivacco Toffolan, ma tutto su ghiaione, in stile sciata. Gli ultimi 5 km sono veramente corribili… se le gambe sono ancora vive. Sono contentissimo del mio tempo: ho migliorato di 30 minuti rispetto al 2023.»

Una descrizione che restituisce tutta l’essenza della gara: un mix di durezza tecnica, bellezza selvaggia e soddisfazione estrema all’arrivo. La Alpago Sky Super 3 non è soltanto una corsa, ma un viaggio verticale nelle Dolomiti Bellunesi, dove la fatica si misura in passi lenti in salita, in concentrazione sui tratti più esposti e in coraggio nelle discese su terreni mobili.

In un panorama dove le gare “corribili” abbondano, questa prova si distingue per autenticità e per la capacità di mettere ogni atleta di fronte ai propri limiti. E superarli, come ha fatto Tuffanelli, è forse la vittoria più grande.









58ª Corsa di Ferragosto, Rudy Magagnoli 1° assoluto, Chiara Rosignoli 2^ assoluta, Sabina Drimaco 3^ assoluta

 

La Corsa del Sole di Mezzogiorno. Si narra che, in un tempo non lontano, quando l’estate infuocava la pianura del grande fiume Po, nella terra di Zampine, il Sole decise di mettere alla prova il coraggio degli uomini e delle donne corridori. Era il 10º giorno del mese che i bianchi chiamano Agosto, e la distanza da percorrere misurava 5,15 miglia del fiume, ma gli anziani dicevano che il calore la faceva sembrare doppia.

Quella giornata, la terra ardeva come il Deserto del Mojave, dimora degli antichi Cahuilla, Chemehuevi, Mojave e Paiute. I loro spiriti, dicono, vegliavano sulle ombre che correvano nella polvere.

Tra i guerrieri della tribù Corriferrara, molti si prepararono per la sfida.

Il vento racconta ancora di Rudy Magagnoli, il più veloce tra tutti, che tagliò per primo il traguardo e si guadagnò il canto del Sole.

Dietro di lui, Chiara Rosignoliseconda tra le donne, come un’antilope d’argento che corre libera tra le dune. Il suo commento: Gara  caldissima 35/36 gradi percepiti 50... al sesto km.calo di zuccheri ... ma sono arrivata al traguardo in seconda posizione  assoluta .. dopo Nadia che mi ha distaccato di 4 minuti ... va bene ugualmente ... mai mollare e arrivare sempre con il sorriso...

E Sabina Drimaco,


che dalle fresche montagne è tornata a correre sulla calda pianura. Il suo passo, terzo assoluto, era come quello di un cervo che conosce sia l’ombra dei boschi che il riverbero delle sabbie.

Tra le donne guerriere, Sara Mellonisi presentò con un bandana dai colori dell’arcobaleno: simbolo per gli antichi di ponte tra la terra e il cielo, promessa di pace dopo la tempesta e richiamo agli spiriti protettori delle acque e dell’aria. Con quel segno, ella corse come se un raggio di luce la guidasse. Terza nella sua stirpe, portò il messaggio che il coraggio ha molti colori, e ognuno brilla quando incontra il sole.


Al suo fianco, Serena Chiarini, quarta della sua gente, avanzò leggera come una foglia sospinta dal vento.

E poi vi fu Elisa Benini,


che tornava alla corsa dopo molti cicli di luna di silenzio e riposo. Alla sua prima battaglia dopo mesi di inattività, il suo passo aveva il sapore del ritorno e della rinascita. Quarta nella sua categoria, portò con sé la lezione che il guerriero non è colui che non cade, ma colui che trova la forza di tornare sul sentiero.

Tra i guerrieri uomini, Denis Grandi fu quarto nella sua schiera, correndo con il cuore di chi conosce il silenzio del deserto e la freschezza dell’acqua nascosta.

Tra le voci del villaggio si levava anche quella di Massimo Gozzo,


guerriero che nonostante la durezza della prova: “Una gara disputata con una temperatura elevata che ha messo a dura prova tutti i concorrenti, specialmente il sottoscritto,  racconta, comunque arrivato a premio (per la bontà dell’organizzazione) che ha permesso a me e Mariano Mariani (che ringrazio per avermi aspettato e spronato), piazzati 11° e 12°, di essere ripagati della grande fatica che la gara ci ha richiesto! Alla prossima.

Quel giorno, il calore del Sole non piegò gli spiriti. Al contrario, li temprò. E quando la corsa finì, il popolo di Corriferrara portò a casa non solo trofei, ma storie di resistenza, velocità e fratellanza.

E così, ogni volta che il vento del Po soffia caldo, qualcuno ricorda: “Nel deserto di Zampine, i figli del fiume hanno corso come guerrieri del Mojave”.























Caminada dei 3 Archi

 

Albaredo d’Adige (VR) – Caminada dei 3 Archi, 18 km di natura e convivialità

Domenica 10 agosto 2025, Albaredo d’Adige ha accolto podisti e camminatori per la tradizionale Caminada dei 3 Archi, manifestazione non competitiva che, con i suoi percorsi immersi nel verde, ha regalato ai partecipanti un’esperienza all’insegna della natura e del piacere di muoversi senza cronometro.

Per il gruppo Corriferrara era presente Franca Panagin, che ha scelto il tracciato lungo di 18 km, attraversando paesaggi tipici della pianura veneta: distese di vigneti e frutteti, campi in piena estate e strade bianche che conducono verso l’Adige.

Particolarmente affascinante il tratto all’interno dell’oasi naturalistica ALBA, dove il silenzio e la frescura del fiume accompagnano il passo, offrendo scorci suggestivi e momenti di autentico contatto con l’ambiente.

Franca racconta così la sua esperienza:
«Una bella corsa immersa nel verde, tra vigneti e frutteti, senza preoccuparsi dei tempi, come piace a me. Non da meno suggestivo il passaggio nella oasi naturalistica ALBA, costeggiando l’Adige. Ottima organizzazione, 5 ristori nel percorso lungo e ristoro finale con ghiaccioli, anguria e spritz. Da rifare».

L’organizzazione ha previsto cinque ristori lungo il tracciato principale, tutti ben forniti e gestiti con cordialità, e un ristoro finale dal sapore estivo, tra dolce freschezza di ghiaccioli e anguria e un brindisi conviviale a base di spritz.





domenica 10 agosto 2025

7 Borgate Macianesi

 


Maciano e la “7 Borgate”: quando lo sport incontra la solidarietà

Maciano (RN), 10 agosto 2025 – Nel cuore dell’estate romagnola, il piccolo borgo di Maciano di Pennabilli si è riempito di energia, sorrisi e fatica buona con la XXVIII edizione della “7 Borgate Macianesi”, gara podistica che quest’anno ha celebrato anche il 5° Memorial Giacomo Rossi.

La manifestazione ha confermato il suo spirito unico: sport, natura e comunità in un mix che solo Maciano sa offrire. Dal 2015 il tracciato della competitiva è stato portato a 12 km con un impegnativo dislivello di 513 metri, grazie alla riapertura, dopo oltre trent’anni, di antiche stradine di campagna. Un lavoro possibile solo grazie alla passione e alla collaborazione dei macianesi, veri custodi del territorio, che con il loro volontariato mantengono vivo un percorso tanto duro quanto spettacolare.

Il circuito, definito da molti come le “Montagne russe della Romagna”, regala emozioni forti: salite al 20%, discese tecniche e passaggi suggestivi tra le borgate di Villa, Carraie di Piancerbaia, Monticello, Aia Marcucci, Pantaneto, Marinelli, Castello e Aia di Bartolo. Un saliscendi che non lascia tregua ma ripaga con panorami mozzafiato e un contatto diretto con la storia del luogo.

Alla partenza, due distanze:

  • Competitiva: 12 km – 513 m di dislivello

  • Non competitiva: 6 km

Per Corriferrara erano presenti Giovanni Simone, impegnato nella competitiva, e Patrizia Papalia, che ha scelto la camminata non competitiva.

Giovanni Simone ha raccontato così la sua esperienza:

5° MEMORIAL GIACOMO ROSSI

Domenica 10 Agosto 2025 è in calendario a Maciano di Pennabilli (RN) la XXVIII° edizione della gara podistica “7 Borgate Macianesi”. Dall’edizione del 2015 è stato modificato il percorso: al posto degli storici 8,2 km il tracciato è stato allungato a 12 km inserendo alcune stradine di campagna riaperte dopo 30 anni grazie al volontariato di tutti i macianesi. Un percorso unico nel suo genere tra natura e storia, da correre tutto di un fiato su un percorso impegnativo di 6 km da ripetere due volte, su e giù per le 7 borgate, con punte di salita di oltre il 20%: partendo dal Campo Polivalente si percorrono Villa, Carraie di Piancerbaia, Monticello, Aia Marcucci, Pantaneto, Marinelli, Castello, Aia di Bartolo. E’ proprio questo uno dei segreti del successo di questa manifestazione: nell’ambiente del podismo tutti conoscono Maciano e le sue salite, qualcuno ha definito la “7 Borgate Macianesi” come le “Montagne russe della Romagna”...salite ripide e discese tecniche, un percorso tanto duro quanto bello, immerso nella natura e nella storia, che regala a tutti emozioni incredibili e spezza la monotonia delle gare podistiche.Mi sono proprio divertito e l'ho corsa in modalità allenamento,12 km sulle montagne russe.Patrizia Papalia ha fatto invece la camminata di 6km.Organizzazione impeccabile. Dal vostro John Simon è tutto CIAO”

Patrizia Papalia ha invece goduto del tracciato corto, immergendosi nei paesaggi e nell’atmosfera accogliente che solo un paese come Maciano sa offrire.

La giornata si è chiusa tra applausi, ristori e strette di mano, con la consapevolezza che qui la corsa è molto più di una gara: è un abbraccio collettivo tra sportivi e comunità, un evento in cui il traguardo non è solo il gonfiabile d’arrivo, ma la conferma che la solidarietà e l’amore per la propria terra possono far correre tutti… più lontano.