lunedì 23 marzo 2026

Ultra Trail Chianti. Ion Coban 2° di categoria nella 120 km.

 

Tra le colline ondulate del Chianti, dove i filari disegnano geometrie antiche e i borghi sembrano sospesi nel tempo, il 21 marzo 2026 si è corsa una delle sfide più dure e affascinanti del calendario trail: l’Ultra Trail Chianti, con partenza da Radda in Chianti. Centoventi chilometri. Cinquemiladuecento metri di dislivello. Numeri che non sono semplici cifre, ma soglie da attraversare, prove da accettare, dialoghi silenziosi tra corpo e volontà. In questo scenario di bellezza quasi irreale, Corriferrara ha scritto una pagina intensa grazie a Ion Coban La sua gara è stata un viaggio dentro la fatica: quella vera, quella che arriva presto, troppo presto, e si insinua nei muscoli come un dubbio. Già dal 40° chilometro i quadricipiti hanno iniziato a protestare, rendendo ogni discesa una sfida e ogni tratto pianeggiante un compromesso. Eppure, nei trail lunghi, la grandezza non sta solo nella velocità, ma nella capacità di restare. Restare dentro la gara, dentro il dolore, dentro il proprio obiettivo. Ion lo ha fatto, chilometro dopo chilometro, fino a tagliare il traguardo con un eccellente 31° posto assoluto e un prezioso 2° di categoria, un risultato che, alla vigilia, sembrava poco più di un sogno. Le sue parole raccontano meglio di qualsiasi cronaca il senso di questa esperienza:

"Gara molto bella con posti stupendi e atleti di livello mondiale. Peccato per i problemi prematuri ai quadricipiti (già dal 40° chilometro) che non mi hanno consentito di aumentare il passo in discesa e di accelerare in piano ma nonostante questo mi porto a casa un ottimo 31° posto nella classifica generale e il secondo posto per categoria che prima della partenza era un sogno. Organizzazione impeccabile ma non poteva essere diversamente visto che la gara fa parte del circuito UTMB.
Sono molto contento, inoltre, di esser riuscito il giorno dopo a correre insieme a mia moglie la gara Chianti Half Trail da 21K. Le faccio i complimenti per la sua gara e ci tengo a ringraziarla per il supporto continuo e per la sua assistenza nella base vita. Grazie mille amore."

E proprio come nei racconti più autentici, questa non è solo la storia di una prestazione individuale. Il giorno successivo, tra sentieri ancora intrisi di fatica e profumo di terra, anche Lilia Agachi  ha preso parte alla Chianti Half Trail: 21,2 chilometri e 982 metri di dislivello, una distanza più breve ma non meno intensa, dove ogni salita chiede rispetto e ogni discesa pretende lucidità.

C’è qualcosa di profondamente umano nell’ultra trail: non è solo competizione, è condivisione. È assistenza data e ricevuta, è uno sguardo alla base vita che vale più di mille parole, è correre insieme anche quando le gambe non ne vogliono sapere. Nel cuore del Chianti, tra vigneti secolari e strade bianche che raccontano storie di passaggi antichi, Ion e Lilia hanno vissuto due giorni che vanno oltre la classifica. Due giorni fatti di fatica, bellezza e amore per la corsa. E forse è proprio questo il segreto dell’ultra trail: arrivare stanchi, sì, ma con qualcosa in più dentro.










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