La Pisanina, quando Pisa corre come un verso
Il 21 dicembre 2025 Pisa si è svegliata con un passo diverso. Non il consueto lento oscillare della Torre, ma il ritmo lieve e costante di migliaia di piedi che battevano l’asfalto come sillabe in una poesia. È stata La Pisanina, la mezza maratona che ogni inverno riannoda il respiro della città al suo fiume, l’Arno, e lo affida ai corridori come un segreto da portare lontano.
Si corre tra pietre che hanno memoria. Le mura medievali osservano in silenzio, come hanno sempre fatto, mentre il profilo della Torre pende, si dice, per ascoltare meglio il passaggio degli atleti. C’è chi giura che, nelle mattine fredde, Galileo sorrida ancora dai lungarni, compiaciuto di vedere il tempo misurato non solo dagli orologi, ma dai battiti del cuore. E forse è vero: Pisa ha questo dono antico, mescolare scienza e incanto, rigore e leggenda.
La Pisanina attraversa quartieri e scorci che sanno di sale e di pane caldo. Il profumo dei forni accompagna i primi chilometri, quello dei caffè scalda gli ultimi. Le strade diventano un abbraccio collettivo, fatto di incitamenti gentili e mani tese, mentre l’Arno riflette il cielo d’inverno come uno specchio paziente. Qui la corsa non è solo competizione: è racconto, è appartenenza.
E quando il traguardo si avvicina, si capisce che Pisa non ti lascia andare via senza averti regalato qualcosa. Un sorriso, un piatto condiviso, una parola buona. Lo ha riassunto con semplicità Laura Rinaldi, al termine della gara:
“Pisa è sempre bella, si mangia bene e sono tutti gentili. Da rifare ad oltranza!”
Forse è questo il segreto della Pisanina: non chiede solo gambe allenate, ma occhi aperti e cuore disponibile. Perché qui ogni chilometro è una storia, ogni passo un incontro. E quando si smette di correre, Pisa continua a camminarti accanto, lenta e fedele, come l’Arno che non smette mai di scorrere.


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