E come in certe pagine di Hermann Hesse, dove il cammino non è mai solo spostamento ma ascolto, incontro, trasformazione, anche “Corri in Villa” a Villa Estense (PD), il 1° febbraio 2026, ha ricordato a tutti che il senso del muoversi non sta tanto nella meta, quanto nel modo in cui si percorre la strada.
Non competitiva, sì. Ma tutt’altro che anonima.
Sette, dodici e mezzo, diciannove chilometri: tre distanze come tre possibilità dell’animo. Ognuno ha scelto la sua, senza fretta, senza confronti, con quella libertà lieve che nasce quando il cronometro resta in tasca e il respiro trova il suo ritmo naturale. Correre insieme, in questo contesto, diventa una forma di alleanza silenziosa: i passi si accordano, la fatica si diluisce nelle parole, e persino il silenzio, quando arriva, non pesa, ma accompagna.
Tra amici, la corsa smette di essere una prova individuale e diventa una piccola avventura condivisa. Qualcuno rallenta per aspettare, qualcun altro accelera solo per tornare indietro con una battuta. È in questa complicità che la stanchezza perde il suo volto severo e si trasforma in esperienza: qualcosa da attraversare, non da combattere. E quando il corpo chiede tregua, ecco i ristori, che sembrano più tappe di un viaggio che semplici pause. Calore, sapori, sorrisi. Un invito a restare, a godere, a sentirsi parte.
Il finale, poi, non è stato un traguardo ma un approdo: minestrone caldo, panini, bevande, e persino primule donate a sorteggio, come a dire che anche dopo la corsa qualcosa può continuare a fiorire. Perché la bellezza, quando è condivisa, pesa meno e resta più a lungo.
A raccontare lo spirito della giornata il commento di Gigi Medas
"Certe mattine non si corrono solo i chilometri, si corre insieme.
Oggi a Villa Estense (PD) c’erano tre strade possibili: 7, 12,5 e 19 km. Come nella vita. La maggior parte di noi ha scelto quella più lunga, ma la verità, direbbe forse Siddharta sorridendo, è che la gioia non stava nella distanza, bensì nel cammino condiviso.
In gruppo i passi diventano più leggeri, le fatiche si dimezzano e le risate raddoppiano. Tra una chiacchiera e una battuta, senza l’ansia del cronometro, i chilometri scorrono via quasi distratti. E quando pensi di essere stanco… ecco un ristoro. Anzi, i ristori: vin brulè per scaldare il corpo e l’anima, quello “abusivo” che ha saputo elevare lo spirito con spritz, pancetta grigliata e ogni ben di Dio (illuminazione compresa 🍷🥓). E poi il finale degno di un abbraccio: minestrone caldo, panini, bevande e persino primule regalate a sorteggio. Perché qualcuno ha pensato che anche la bellezza va condivisa.
È stata una corsa senza gara, un viaggio più che una prestazione. Con la compagnia giusta, anche la fatica diventa parte del divertimento… e quando arrivi, un po’ ti viene voglia di ripartire, solo per stare ancora insieme.
Complimenti sinceri agli organizzatori: per 2,50 € (gruppi) o 3,50 € (singoli) ci hanno regalato una giornata di sport e convivialità autentica, più ricca di tante competitive blasonate.
Da rifare. Perché, in fondo, la meta conta… ma è il camminare insieme che fa la differenza."
E forse è proprio questo che “Corri in Villa” ha insegnato, senza proclami: che correre, come camminare, è un atto semplice solo in apparenza. Se fatto insieme, diventa un modo gentile di stare nel mondo.

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