lunedì 2 febbraio 2026

Interporto Race 2026

 

Interporto Race 2026: rompere il ghiaccio, ritrovare il ritmo

Ci sono gare che non si corrono solo con le gambe, ma anche con la testa e con il cuore. L’Interporto Race 2026, andata in scena il 1° febbraio all’Interporto di Bologna, è stata una di quelle mattinate capaci di ricordarti perché ami correre. Un po’ come in Kafka sulla spiaggia, dove il viaggio non è solo movimento ma trasformazione, anche qui ogni passo sembrava portare più dentro che avanti.

L’evento ha proposto tre distanze:

  • 5 km regionale,

  • 10 km Internazionale maschile,

  • 5 km Internazionale femminile,

richiamando atleti, appassionati e semplici amanti dell’atletica leggera in un contesto organizzativo impeccabile.

Per la Corriferrara era presente Giovanni Simone,  impegnato nella 5 km regionale, la sua prima gara del 2026. Una scelta consapevole, quasi meditativa: partire piano, senza forzare, lasciando che il corpo ritrovasse da solo il suo linguaggio.

“Volevo iniziare il 2026 con calma e con allenamenti molto soft” racconta Giovanni.
“Decido di fare la mia prima gara dell’anno all’Interporto di Bologna. Parto veloce, ma dopo il primo giro capisco che chi è davanti è difficile da prendere. Allora controllo, tengo un ritmo costante senza esagerare. L’obiettivo era rompere il ghiaccio e ripartire.”

Una corsa gestita, lucida, quasi introspettiva. Come il protagonista di Murakami che cammina senza sapere esattamente dove arriverà, ma sa che ogni passo è necessario.

La gara regionale prende il via alle 10.15, mentre l’atmosfera cresce minuto dopo minuto. L’organizzazione è fluida, precisa, di quelle che ti fanno sentire parte di qualcosa che funziona. E c’è anche spazio per l’emozione: qualche foto e uno scambio di sorrisi con due campioni del passato, Stefano Mei e Laura Fogli, simboli di un’atletica che continua a ispirare.

Alle 11.30 è il momento della 10 km Internazionale maschile. Giovanni si ferma a guardare, da spettatore attento, respirando quell’aria speciale che solo le grandi gare sanno creare. All’arrivo è storia:
Amin Mohamed vola in 28’41”, abbattendo il record del percorso, davanti all’inossidabile Daniele Meucci, secondo classificato, eterno esempio di classe e continuità.

“Cosa dire… bella mattinata di sport che mi fa respirare aria di atletica leggera.”

E forse è proprio questo il senso della giornata: non il tempo, non la posizione, ma quella sensazione rara di essere nel posto giusto, al momento giusto, con le scarpe ai piedi e la mente libera. Un inizio d’anno senza clamore, ma pieno di significato.





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