Il richiamo della terra: la corsa campestre del Santuario del Poggetto
C’è qualcosa di primordiale nella corsa campestre. Niente asfalto, niente linee bianche, niente cronometri ossessivi: solo il respiro, il battito del cuore e il fango che ti risucchia i piedi come a ricordarti che, prima di tutto, sei parte della terra.
Domenica 9 novembre 2025, ai piedi del Santuario della Madonna del Poggetto (FE), quel richiamo antico ha risuonato forte. È stata la prima tappa del Trofeo Città di Ferrara, e il prato sacro che circonda il santuario si è trasformato in un’arena viva, piena di gambe, fiato e passione.
Una grande partecipazione ha animato la giornata: giovani promesse, veterani dal passo esperto, e un folto gruppo di atleti Corriferrara, capaci di portare i colori sociali sul podio in quasi ogni categoria.
I protagonisti Corriferrara
Il vento e la terra hanno premiato chi non ha avuto paura di sporcarsi, di spingere, di lasciare tutto là, tra le zolle e l’erba umida.
Ecco i nostri podisti sul podio:
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Patrizia Bigoni – 3ª assoluta, 2ª di categoria
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Aniello Sarno – 1° di categoria
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Alessandro Medri – 1° di categoria
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Denis Grandi – 2° di categoria
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Matteo Benetti – 2° di categoria
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Laura Garcia Gonzalez – 2ª di categoria
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Lucia Scagliarini – 3ª di categoria
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Alessio Zambrini – 3° di categoria
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Michele Longhi – 3° di categoria
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Valarini Leonardo – 2° di categoria esordienti
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Delli Gatti Marco – 3° di categoria ragazzi
Una squadra compatta, capace di lasciare il segno in ogni fascia d’età, a dimostrazione che la passione per la corsa non ha confini.
Le voci dal fango
«È stato bellissimo tornare nella mischia. Per migliorare ci sarà tempo...»
Così ha commentato il presidente della Corriferra Massimo Corà, sintetizzando in poche parole lo spirito della giornata: più che la prestazione, conta esserci, sentire di nuovo l’adrenalina e la comunità che solo una campestre sa creare.
Alessandro Medri, tornato a calcare i percorsi sterrati dopo una lunga pausa, ha raccontato:
«Ritorno alle campestri dopo molto tempo. Gara dura ma con belle sensazioni. Non vedo l’ora di fare le prossime due...»
E Denis Grandi ha aggiunto un pensiero che sa di speranza:
«Prima tappa di tre del Trofeo Città di Ferrara di corsa campestre con la classica apertura al Santuario del Poggetto ed una partecipazione soprattutto nelle categorie giovanili molto buona come ormai non si vedeva da qualche anno... Sicuramente un buon segnale di ripresa (si spera) per il movimento crossistico provinciale che nell’ultimo periodo stava faticando un pochino. Giornata bella e frizzante, mi sono divertito.»
Più che una corsa
La campestre non è solo una gara: è un ritorno all’essenza.
È correre con il fiato corto e la mente libera, affondare nella terra e sentirsi vivi. È ricordarsi che, prima di ogni podio, di ogni medaglia, di ogni tempo ufficiale, c’è la gioia pura del movimento.
Al Santuario del Poggetto, quella gioia è tornata a farsi sentire forte, mescolata al profumo dell’erba e alla voce dei ragazzi che si rincorrono.
Un segnale che il cross ferrarese è più vivo che mai e che la strada, anzi il sentiero, è tracciato.




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