Pagine

martedì 24 febbraio 2026

Ultramaratona del Conero. Vittorio Cavallini 100 Km, Sabina Drimaco 3^ di categoria

 

Ultramaratona del Conero 2026: vento, colori e cuore infinito

Il 22 febbraio 2026, a Porto Recanati, si è corsa l’attesa Ultramaratona del Conero, una gara che sa unire fatica e meraviglia in un equilibrio quasi poetico. Tra mare e colline, con lo sguardo che spazia dal blu dell’Adriatico al profilo elegante del Monte Conero, anche quest’anno la manifestazione ha regalato emozioni profonde a chi ha scelto di mettersi alla prova sulle lunghe distanze.

Per Corriferrara erano presenti sulla 50 km Sabina Drimaco, Marco Avanzi , Giuseppe Vottari e Luca Veronese, mentre Vittorio Cavallini ha affrontato la regina delle distanze, la 100 km.

La 50 Km: determinazione e sorriso

Sulla 50 chilometri, i nostri atleti hanno corso fianco a fianco con il mare come compagno di viaggio. Una gara resa impegnativa dal vento, ma proprio per questo ancora più epica.

Da sottolineare la splendida prestazione di Sabina Drimaco, che ha conquistato il 3° posto di categoria, confermando grinta, costanza e una crescita che parla di passione autentica. Un podio che vale doppio, perché ottenuto in una giornata tutt’altro che semplice.

La 100 Km: il racconto di Vittorio 

Sulla distanza più lunga, Vittorio Cavallini ha saputo trasformare la fatica in esperienza, raccontando così la sua gara:

Delle tre edizioni corse è stata sicuramente quella con i colori più belli, per via del vento che ha reso limpido il cielo, ma lo stesso vento l’ha resa anche l’edizione più dura!
Mare azzurro schiumeggiante al nostro fianco per almeno 40 km, per i rimanenti km vista sul Conero, su Loreto e su qualche borgo dei pendii delle colline.
Tramonto rosa sul mare e prima ocra, poi rosso sulle colline: il panorama e le sensazioni vincono contro la fatica aggiuntiva portata dal vento.
Ristori forniti di tutto: in primis volontari sorridenti e pronti a darti quello di cui avevi bisogno. Salato, dolce, frutta, acqua, sali, the caldo e coca cola non sono mai mancati.
Quest'anno pasta party finale in cui si poteva scegliere menù a base di pesce o di carne.

Le sue parole restituiscono l’essenza di questa ultramaratona: un dialogo continuo tra natura e resistenza, tra cielo e cuore.

Correre nel cuore delle Marche

L’Ultramaratona del Conero non è solo una gara, è un viaggio dentro un territorio straordinario. Porto Recanati, con il suo lungomare ampio e lineare, è punto di partenza ideale per una corsa che alterna il respiro del mare alle suggestioni dell’entroterra marchigiano.

Non lontano si scorge Loreto, meta di pellegrinaggi e luogo ricco di storia, mentre i borghi arroccati sulle colline sembrano osservare silenziosi il passaggio degli atleti. Una curiosità: il Conero è uno dei pochi promontori dell’Adriatico settentrionale, un “gigante verde” che interrompe la linearità della costa, regalando scorci che cambiano colore a ogni ora del giorno.

E quest’anno il vento, pur rendendo la gara più severa, ha dipinto il cielo con una limpidezza rara. Tramonto rosa sul mare, colline che dal giallo ocra si sono accese di rosso: immagini che restano negli occhi anche quando le gambe chiedono tregua.

Oltre la fatica

In gare come questa il cronometro conta, ma fino a un certo punto. Conta di più la capacità di restare dentro alla fatica, di ascoltare il proprio passo mentre il mare frange accanto per chilometri e chilometri.

I sorrisi dei volontari ai ristori, il calore del pasta party finale, la condivisione tra compagni di squadra: sono questi i dettagli che trasformano una competizione in un’esperienza da ricordare.

Complimenti a Sabina, Marco, Luca, Giuseppe e Vittorio per aver portato i colori di Corriferrara lungo le strade del Conero, in una giornata in cui il vento ha reso tutto più difficile… ma anche incredibilmente più bello.












Nessun commento:

Posta un commento