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giovedì 21 maggio 2026

Riepilogo attività settimanale e punti che saranno assegnati.

 


I Corriferrara tra mare, lagune e antiche mura: il racconto di una settimana da irriducibili

Non è stata la settimana delle grandi armate.
Niente fiumane di canotte biancazzurre a invadere strade e argini, nessuna carica compatta lanciata verso il traguardo come nelle giornate leggendarie. Questa volta molti atleti  Corriferrara hanno scelto la via più silenziosa e sapiente dell’allenamento, custodendo energie e chilometri per le sfide che verranno.

Eppure, come accade nei racconti epici, basta un piccolo manipolo di irriducibili per tenere alto il vessillo della compagnia.

Ventidue atleti hanno raccolto la chiamata delle gare disseminate tra Veneto, Emilia-Romagna e perfino oltre i confini d’Italia, macinando complessivamente 368 chilometri in sette località diverse. Nessun dislivello da scalare questa volta, ma tanta strada divorata con la sola forza delle gambe e della volontà.

Rosolina, dove il mare accompagna il passo

A Rosolina, nella suggestiva cornice della Beach Run, i nostri portacolori hanno corso tra il profumo della salsedine e il respiro dell’Adriatico.
Le distanze da 6, 12 e 15 chilometri hanno trasformato il litorale polesano in una lunga striscia di fatica e vento, là dove la sabbia sembra voler trattenere ogni passo.

Jesolo e la magia della Moonlight Half Marathon

Jesolo, invece, ha regalato l’incanto della Moonlight Half Marathon.
Una gara che negli anni è diventata quasi leggendaria nel panorama podistico italiano: si parte al tramonto e si corre mentre il cielo si spegne lentamente sul mare. Le luci della città e il riflesso dell’acqua accompagnano gli atleti lungo i canonici 21,097 chilometri, trasformando la mezza maratona in un viaggio notturno carico di fascino.

Fino a Riga, nel cuore del Baltico

E mentre alcuni correvano accanto all’Adriatico, altri hanno spinto il nome dei Corriferrara fino a Riga, capitale della Lettonia.
Città elegante e nordica, famosa per le architetture Art Nouveau e per il suo centro storico patrimonio UNESCO, Riga ha accolto i partecipanti della mezza maratona in un’atmosfera ben diversa da quella italiana: strade ampie, aria baltica e un pubblico caloroso capace di trasformare la fatica in energia.

Stellata, tra il Po e la storia

Più raccolta ma sempre ricca di fascino la Camminata di Stellata, ai piedi della storica Rocca Possente che domina il Po.
Un luogo che profuma di storia ferrarese e di racconti fluviali, dove il ritmo della corsa sembra fondersi con quello lento del grande fiume.

Forlì e il podio di Giulia Bellini

Ma il momento di gloria più luminoso della settimana arriva da Forlì, alla StraForlì Half Marathon.

Tra le strade della città romagnola, da sempre terra di sport e passione podistica, Giulia Bellini conquista un magnifico primo posto di categoria nella distanza dei 21,097 chilometri.
Una prova di carattere, forza e determinazione, degna delle migliori cronache sportive.

Noventa Padovana e l’argento di Paolo Callegari

Applausi anche per Paolo Callegari, protagonista alla RuNoventa di Noventa Padovana.
Sui 7,3 chilometri della gara veneta conquista un prestigioso secondo posto di categoria, confermando solidità e grande continuità di rendimento.

Tra vino, tradizioni e passi condivisi

La settimana si è completata infine a Villanova di Bagnacavallo, nella Corsa del Burson.
Una gara che porta nel nome uno dei vini simbolo della Romagna e che unisce sport, convivialità e tradizione in un’atmosfera sempre genuina e calorosa.

Sette località, centinaia di chilometri, due podi e la solita inesauribile passione.
Perché anche nelle settimane più tranquille, quando molti scelgono di preparare in silenzio le battaglie future, gli atleti e le atlete Corriferrara continuano a lasciare tracce sulle strade. Come viandanti instancabili di un antico racconto, sempre pronti a rimettersi in cammino verso la prossima avventura.











giovedì 14 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Il canto della settimana Corriferrara

Come schiera antica sospinta dal favore dei venti e dalla volontà del cuore, gli atleti Corriferrara hanno attraversato strade, colline, pinete e argini, lasciando orme degne di memoria nei sentieri d’Italia.

Erano in 102, figli della corsa e della fatica gentile, capaci di sommare 1808 chilometri e conquistare 9048 metri di dislivello, quasi a voler sfidare le altezze degli dei. Undici le terre toccate dal loro passaggio, undici scenari trasformati in teatro d’impresa.

Da Ferrara, con la vivace Straferrara, dove il respiro del gruppo si è mescolato alle mura estensi, fino alle rive marine di Bibione, dove la “10mila del Faro” ha visto gli atleti correre tra il profumo dell’Adriatico e la luce che guida i naviganti nelle notti di tempesta.

A Comacchio, città sospesa fra acqua e ponti, la Half Marathon ha celebrato il fascino delle Valli e della laguna, mentre a Roma la “Race for the Cure” ha unito il passo sportivo alla nobiltà della solidarietà, sotto lo sguardo eterno dei monumenti imperiali.

Tra i filari e i profumi della Toscana, Mercatale in Val di Pesa ha accolto il duro e magnifico “Chianti Marathon Trail”, dove ogni salita sembrava un patto con la terra e ogni discesa un premio concesso dal destino.

Nel veronese, a Zimella, le “5 Miglia di Zimella” hanno visto il gruppo avanzare compatto come manipolo romano; a Mercato Saraceno il “Giro di Paderno” ha attraversato strade intrise di storia e fatica contadina.

Non meno valorosi i passi mossi a Fenil del Turco nella “Passeggiata di Primavera”, tra campagne già accese di verde, e a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei, dove “La Torregliana” ha richiesto gambe forti e spirito saldo.

E poi Dozza, borgo di mura dipinte e vino generoso, dove il “Dozza Wine Trail” ha unito arte, colline e sudore in un’unica epopea podistica.

Ma tra tutte le prove, una si staglia come leggenda destinata a essere narrata nelle sere future: la titanica avventura di Cesenatico, la “9 Colli Running”, ben 200 chilometri di resistenza e volontà, un viaggio più che una gara, un pellegrinaggio dell’anima attraverso la Romagna.

E come in ogni poema degno di gloria, non sono mancati gli eroi del podio.

Nella Half Marathon di Comacchio, Eleonora Malossi ha conquistato un magnifico 2° posto assoluto, impresa degna di chi sa trasformare la fatica in trionfo.

Alla Comacchio Dog Run, fra sorrisi e zampe leggere, la dolcissima Laila, fedele compagna a quattro zampe, ha saputo farsi onore con un brillante 3° posto di categoria, conquistando applausi e simpatia come vera mascotte epica del gruppo.

Nella 10 km di Comacchio, Cecilia Zocca ha dominato la propria categoria salendo sul gradino più alto del podio, mentre Carlo Barbieri ha ottenuto un prezioso 3° posto di categoria, testimoniando la costanza e il valore della squadra.

Infine, a Bibione, tra mare e vento, Paola Pantaleoni ha trionfato con uno splendido 1° posto di categoria, illuminando la giornata come il faro che dà nome alla gara.

Così si chiude una settimana degna d’essere tramandata: chilometri come versi, salite come battaglie, traguardi come approdi.
E Corriferrara, ancora una volta, ha dimostrato che la corsa non è soltanto sport: è viaggio, fratellanza e memoria condivisa lungo le strade del tempo.








giovedì 7 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara, una settimana di passi e orizzonti

C’è stato un vento speciale, questa settimana, a sospingere le maglie Corriferrara lungo strade, sentieri e mura antiche. Un vento fatto di fatica e sorrisi, di albe rubate al sonno e scarpe sporche di polvere, capace di attraversare città d’arte, pinete profumate, colline severe e capitali europee.

Sono stati 119 gli atleti impegnati, disseminati in 13 località, con un totale impressionante di 1655,4 chilometri percorsi e 9704 metri di dislivello affrontati: numeri che raccontano non solo sport, ma desiderio di scoperta e voglia di condividere il cammino.

A Ferrara, il fascino senza tempo del 52° Giro delle Mura ha accolto i runner sui 12 chilometri che abbracciano la città estense, dove ogni passo corre accanto alla storia rinascimentale e alle antiche fortificazioni illuminate dalla primavera.

Tra i boschi del Mugello, a Badia di Moscheta, gli atleti dell’Ultra Trail hanno affrontato sentieri selvaggi e silenzi profondi, tra castagneti e pietre antiche, in un viaggio di 24 e 12 chilometri dove la natura detta il ritmo e il cuore impara a resistere.

A Milano, la StraMilano ha portato il popolo della corsa nel cuore pulsante della metropoli, tra piazze monumentali e l’energia di una città che non rallenta mai, mentre a Porto Viro la “Correre in Pineta” ha regalato il profumo del mare e degli alberi mossi dalla brezza dell’Adriatico.

A Filo, nella suggestiva cornice della Tenuta Garusola, i partecipanti hanno corso tra strade di campagna e atmosfere autentiche, scegliendo i percorsi da 6 e 4,3 chilometri immersi nella tranquillità della pianura.

C’è stato chi ha sfidato la lunga distanza alla San Luca - Malalbergo, chi ha trovato il proprio limite tra le montagne del Malcesine Baldo Trail, sospeso tra lago e cielo, e chi ha respirato la bellezza elegante delle mura di Lucca durante la Half Marathon.

Da Lugo a San Mauro Pascoli, da Poggio Renatico fino a Grignano Polesine, ogni gara ha aggiunto una storia: quella di gambe stanche ma felici, di gruppi che si aspettano all’arrivo, di mani tese e pacche sulle spalle.

E poi Praga. La maratona nella città delle cento torri, tra ponti gotici e scorci da leggenda, dove i 42,195 chilometri diventano un viaggio dentro sé stessi oltre che tra le meraviglie boeme.

Un applauso speciale va agli atleti saliti sul podio, perché ogni medaglia è il riflesso di allenamenti silenziosi e sacrifici quotidiani.

Al Malcesine Baldo Trail, gara durissima da 52,6 chilometri con ben 3540 metri di dislivello, straordinaria impresa per Ion Coban, capace di conquistare il 2° posto di categoria dopo una prova di grande resistenza e coraggio lungo i sentieri spettacolari del Monte Baldo, tra rocce, salite infinite e panorami mozzafiato sul Lago di Garda.

Corriferrara continua così il suo viaggio: una comunità di passi che unisce pianure e montagne, città e sentieri, cronometri e amicizia. Perché alla fine, oltre ai chilometri, resta sempre ciò che la corsa sa regalare: libertà.










giovedì 30 aprile 2026

Riepilogo settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Nel volgere d’una settimana, come in un canto disteso tra aurora e vespro, la schiera degli atleti di Corriferrara ha solcato vie e sentieri, sospinta da virtù tenace e da quell’ardore che accende il passo e nobilita la fatica. Erano cinquanta, come un drappello ordinato sotto insegna invisibile, e undici furono le terre che accolsero il loro cimento.

Da Ozzano Emilia si levò il primo moto, nella Camminata della Resistenza, dove quindici chilometri parvero un inno alla perseveranza; e poi, tra i boschi e le pieghe montane di Serso di Pergine, il Trail del Drago si fece prova doppia, tra dieci e venti chilometri, quasi a misurare il coraggio su due bilance diverse.

A Castel Bolognese, la leggendaria 50 di Romagna si erse come impresa epica: cinquanta chilometri, degni d’un poema cavalleresco, ove il corpo cede e lo spirito comanda. E nelle contrade di San Venanzio di Galliera, tra le “vecchie borgate”, sedici chilometri e mezzo narrarono storie di passi antichi e memorie contadine.

Non mancò la solenne pianura di Padova, dove la Maratona,  nella sua interezza e nella mezza si offrì come rito classico, cifra perfetta di distanza e disciplina. E più oltre, nei rilievi umbri di Scheggia e Pascelupo, il Trail del Monte Cucco invitò a un’ascesa breve ma intensa, quindici chilometri di natura aspra e generosa.

Non fu trascurata Ferrara, dove la Camminata di San Giorgio, breve nei chilometri, ma larga nel cuore  raccolse i passi cittadini in sei chilometri e mezzo di condivisione. E poi l’Umbria, quasi una corona di tappe: Sigillo, Passignano sul Trasimeno, San Venanzo, Cannara ciascuna con le sue distanze, tra sette e undici chilometri, a comporre il Giro dell’Umbria, mosaico di colline e respiro.

Infine Cornuda accolse il Duerocche Prosecco Trail, ventidue chilometri tra vigne e saliscendi, ove la fatica si mescola al profumo della terra e al gusto dell’orizzonte.

Così si compie il computo: 15.550 metri di dislivello, come una scalata invisibile verso il cielo, e 1081,776 chilometri percorsi, cifra che pare smisurata e pure nasce da passi umili, uno dopo l’altro, come sillabe d’un poema.

E se Torquato Tasso avesse cantato tali gesta, forse avrebbe detto che non furono soltanto corse, ma imprese dell’animo: perché in ogni atleta vive un cavaliere moderno, che non brandisce spada ma volontà, e trova nel cammino non la fine, bensì il senso stesso del viaggio.








giovedì 23 aprile 2026

Riepilogo settimanale attività e punti che saranno assegnati.

 

Cronache di Corriferrara – Settimana di Vento, Sale e Polvere d’Oro

Nel cuore della pianura ferrarese, dove le nebbie si alzano lente come antichi spiriti e i fiumi custodiscono storie millenarie, la compagnia podistica di Corriferrara ha vissuto una settimana degna di essere cantata attorno al fuoco. Non una semplice serie di gare, ma un viaggio epico attraverso terre vicine e lontane, tra isole baciate dal sole e sentieri aspri come prove iniziatiche.

110 atleti, dispersi come scintille nel vento, hanno attraversato 9 località, accumulando 2,266 km e scalando un dislivello di 16.800 metri. Numeri, sì… ma dietro di essi si celano imprese.


🌊 Isole di luce e vento: Ibiza e Palma di Maiorca

Sulle rive incantate di Ibiza e Palma di Maiorca, dove il mare riflette il cielo come uno specchio degli dèi, due atlete di Corriferrara hanno scritto ancora una volta il loro nome tra le stelle.

  • Pantaleoni Paola, nella mezza maratona di Ibiza, ha dominato la sua categoria come una regina del vento.
  • Albertin Rosanna, a Magaluf, ha replicato l’incanto: prima di categoria, ancora.

Ormai non è più sorpresa, ma leggenda: ovunque gareggino, il podio sembra attenderle. Come se le isole stesse riconoscessero il loro passo.


🏛️ Tra città e pianure: Verona, Rimini e Baura

Dalle pietre antiche di Verona alle onde di Rimini, fino ai campi silenziosi di Baura, Corriferrara ha seminato passi e raccolto gloria.

Nella Corsa della Bonifica, tra canali e strade che raccontano la fatica dell’uomo e della terra:

  • Grandi Denis ha conquistato il 1° posto di categoria
  • Camanzi Ilaria ha ottenuto un prezioso 2° posto
  • Melloni Sara ha completato il podio con un 3° posto

Un trittico perfetto, come tre note di una stessa melodia.


⛰️ Sentieri e prove: Rocca Malatina, Valdagno e Sassuolo

Nei territori selvaggi di Rocca Malatina, tra le valli di Valdagno e le strade di Sassuolo, gli atleti hanno affrontato sentieri che sembrano usciti da antiche mappe.

Qui il tempo rallenta, il respiro si fa profondo, e ogni passo diventa una scelta. Non sempre ci sono podi… ma ogni arrivo è una conquista personale.


🏜️ L’impresa epica: Tuscany Crossing

Ma tra tutte le storie, una svetta come una torre nella nebbia.

A Castiglione d’Orcia, nella leggendaria Tuscany Crossing da 161 km, Ion Coban ha compiuto un’impresa che appartiene più ai miti che alle cronache:

👉 2° assoluto nella 100 miglia

Tra colline dorate e strade che sembrano non finire mai, ha corso contro il tempo, contro la fatica, contro sé stesso. E ha vinto tutto, anche senza il primo posto.


✨ Epilogo

Questa non è solo una settimana di sport.
È una mappa di emozioni, un racconto fatto di sudore e orizzonti lontani.

Corriferrara continua a correre…
non solo per arrivare, ma per trasformare ogni gara in leggenda.










giovedì 16 aprile 2026

Riepilogo settimanale attività podistica e punti assegnati.

 Nel volgere di una settimana che par sospesa tra il respiro della pianura e il richiamo aspro delle alture, la schiera della Corriferrara ha scritto, con passi ardenti e cuore saldo, un poema di fatica e armonia. 140 atleti, come stelle disseminate nel firmamento della corsa, hanno solcato otto diverse contrade, tessendo una trama di chilometri e dislivelli che parla di dedizione e spirito indomito.

Tra città e orizzonti lontani

Da Ferrara, ove le mura rinascimentali paiono ancora echeggiare il ritmo dei passi nella Vivicittà di 10 chilometri, fino ai sentieri selvaggi dell’Isola d'Elba, dove l’Elba Sky Race ha sfidato gambe e spirito su 28 chilometri di roccia e vento.

E ancora, il respiro cosmopolita di Milano, teatro della regina delle distanze, la maratona di 42,195 km; e le dolci, ma insidiose ondulazioni dei colli di Bologna, ove la mezza maratona si fa dialogo tra fatica e bellezza.

Non meno suggestivi i tracciati di Gubbio, città di pietra e silenzi antichi, e quelli di Russi, con la sua maratona del Lamone, dove la pianura si distende come un invito alla resistenza.

Tra le alture vicentine di Castelgomberto e le mura medievali di Montagnana, i nostri atleti hanno suggellato la loro presenza con passi decisi, tra natura e storia.

In totale, 1.141,99 chilometri percorsi e 11.806 metri di dislivello: numeri che, più che cifre, paiono versi di un’epopea moderna.

Gli allori del merito

E come in ogni poema degno di memoria, vi sono eroi che ascendono al podio, cinti d’alloro e di gloria.

Alla Vivicittà di Ferrara, tra i Primi Passi, la giovane e fulgida Zambrini Vittoria si erge prima nella sua categoria, quasi germoglio di futura grandezza. Tra gli Esordienti, è Valarini Leonardo a dominare la scena, primo tra pari con ardore limpido.

Sui 10 chilometri, un coro di eccellenze si leva:
Bellini Giulia, sovrana della sua categoria, seguita con nobile vigore da Scagliarini Lucia, seconda, e da Pantaleoni Paola, anch’ella prima tra le sue pari.
E ancora, come costellazione armoniosa, brillano Berghenti Lucrezia, Ferrari Elisa, Marangoni Emanuela, Mignardi Donatella e Grandi Denis, tutti terzi nelle rispettive categorie, testimoni di costanza e valore.

Nella Maratonina dei Colli Bolognesi, là dove la strada si fa pensiero e salita, Marangoni Matteo si incorona primo di categoria, elevando il proprio nome tra quelli che il tempo non cancella.


Così si chiude questa settimana di corsa e passione: non solo numeri, non solo risultati, ma un racconto corale di anime in movimento.
E se il passo si dissolve nella polvere del tempo, resta l’eco, lieve e potente, di chi ha osato andare oltre.















giovedì 9 aprile 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara: una settimana di passi, sorrisi e traguardi condivisi

Ci sono settimane che non si limitano a scorrere sul calendario, ma si trasformano in piccoli viaggi collettivi. Settimane fatte di partenze all’alba, scarpe allacciate con cura e quella sottile emozione che accompagna ogni gara, ogni allenamento, ogni incontro. La settimana di Corriferrara è stata proprio così: un mosaico di esperienze, chilometri e storie intrecciate.

Trentatré atleti, cinque località diverse, un unico spirito. Dalle suggestive atmosfere di Pedavena, tra i sentieri del Dolomiti Beer Trail ,dove la fatica si mescola alla bellezza della montagna, fino alla vitalità delle gare più brevi ma altrettanto intense, ogni corsa ha raccontato qualcosa di diverso. Non solo numeri, ma emozioni vissute passo dopo passo.

C’è chi ha sfidato sé stesso sulle lunghe distanze, tra i 55, 24 e 12 chilometri immersi nella natura, e chi ha trovato ritmo e soddisfazione nelle gare più veloci: i 7 km di Villanova di Ravenna, i 9,4 km di Castelmassa, i 10 km di Alfonsine o i 13 km di Montegrotto Terme. Percorsi diversi, ma un unico filo conduttore: il desiderio di mettersi in gioco.

In totale, 425 chilometri percorsi. Un numero che da solo racconta impegno, costanza e passione. Ma ancora più impressionante è il dislivello totalizzato: 14.100 metri. Come scalare più volte una montagna, insieme. Perché è questo il bello: ogni salita, ogni tratto più duro, diventa più leggero quando è condiviso.

E poi ci sono i podi, che arrivano come riconoscimento di un lavoro fatto con dedizione, ma anche come simbolo di un gruppo che cresce e si sostiene. A Villanova di Ravenna, Paolo Callegari conquista un meritatissimo secondo posto di categoria. A Castelmassa, Denis Grandi sale sul gradino più alto, insieme a Franca Panagin, prima di categoria, mentre Elisa Benini ed Elisa Ferrari portano a casa due splendidi secondi posti.

Ma al di là delle classifiche, ciò che resta davvero è il senso di appartenenza. Gli sguardi prima della partenza, gli incoraggiamenti lungo il percorso, le risate a fine gara. Correre diventa così molto più di uno sport: è un modo per ritrovarsi, per condividere obiettivi e per scoprire, ogni settimana, un po’ di più su sé stessi e sugli altri. Questa non è solo una somma di risultati. È il racconto di una comunità in movimento, che continua a inseguire sogni, chilometro dopo chilometro.