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mercoledì 20 maggio 2026

Camminata di Stellata

Tra argini, storie e silenzi del Po: la prima “Camminata di Stellata” conquista i partecipanti

Certe manifestazioni non hanno bisogno di grandi numeri per lasciare un ricordo. A volte bastano un paese affacciato sul Po, un pomeriggio di maggio e la voglia di camminare senza fretta. È quello che è successo domenica 17 maggio 2026 a Stellata, dove si è svolta la prima edizione della “Camminata di Stellata”, gara ludico-motoria non competitiva di 6 chilometri organizzata dalla locale sezione AVIS di AVIS Bondeno.

Una manifestazione semplice, genuina, quasi d’altri tempi, capace però di mostrare ai partecipanti uno degli angoli più suggestivi del territorio ferrarese. Stellata, del resto, non è un luogo qualunque: qui il Po rallenta e sembra raccontare storie antiche. È il paese della celebre Rocca Possente, fortezza rinascimentale che per secoli ha controllato traffici, commerci e passaggi lungo il grande fiume. Secondo alcune leggende popolari, nelle notti di nebbia si udirebbero ancora i richiami delle sentinelle e il rumore delle barche che un tempo attraccavano lungo le rive.

La camminata si è sviluppata proprio dentro questa atmosfera sospesa tra natura e memoria. Un percorso breve ma piacevole, capace di alternare scorci del centro storico agli ampi panorami dell’argine del Po, fino a un tratto finale sterrato e ombreggiato che ha regalato un po’ di fresco ai partecipanti in una giornata già pienamente primaverile.

Tra i presenti anche Denis Grandi, podista e appassionato frequentatore delle manifestazioni del territorio, che ha raccontato così la propria esperienza:

Con la gara di Cona annullata ho preferito a questo punto concedermi una giornata di relax partecipando a questa ludico-motoria organizzata dalla locale sezione AVIS di Bondeno che era alla prima edizione e a pochi chilometri da casa!!! Percorso breve ma molto carino con passaggio in centro poi argine del Po ed un tratto finale sterrato ed ombreggiato. Non particolarmente nutrita la partecipazione anche perché l'evento non è stato molto reclamizzato (tiratina d'orecchie all'organizzazione), io stesso pur abitando in zona l'ho scoperto per caso ma percorso e location meritano.

Parole sincere che fotografano bene il clima dell’evento. La partecipazione non è stata numerosa, probabilmente anche per una promozione limitata, ma proprio questa dimensione raccolta ha permesso ai presenti di vivere la manifestazione con serenità, quasi come una passeggiata tra amici.

E forse è proprio qui il fascino della “Camminata di Stellata”: nella sua autenticità. Nessuna esasperazione agonistica, nessun assalto ai cronometri. Solo persone, paesaggi e il piacere di riscoprire il territorio passo dopo passo.

Per una prima edizione, il bilancio appare comunque incoraggiante. Il percorso è piaciuto, la cornice naturale ha fatto il resto e Stellata ha confermato di possedere quel fascino discreto che conquista lentamente. Con qualche attenzione in più alla comunicazione, questa manifestazione potrebbe diventare un appuntamento fisso molto apprezzato dagli amanti delle camminate e delle corse non competitive.

Perché lungo il Po, tra argini silenziosi e storie che arrivano da lontano, anche sei chilometri possono trasformarsi in un piccolo viaggio.



martedì 19 maggio 2026

Rosolina Beach Run.

 

Tra mare, pineta e sorrisi: la magia della Rosolina Beach Run 2026

C’è qualcosa di speciale nelle corse che profumano di mare. Sarà il rumore delle onde che accompagna i passi, sarà la luce di maggio che accarezza la costa, oppure quella sensazione di libertà che solo la natura riesce a regalare. La Rosolina Beach Run, andata in scena il 17 maggio 2026 a Rosolina Mare, ha confermato ancora una volta tutto il suo fascino.

Da diversi anni questa manifestazione non competitiva richiama centinaia di appassionati, famiglie, runner e camminatori desiderosi di vivere una giornata diversa, fatta di sport, convivialità e panorami mozzafiato. Non è soltanto una corsa: è un’esperienza che unisce movimento, amicizia e scoperta del territorio.

Tre i percorsi proposti dagli organizzatori — 6, 12 e 15 chilometri — pensati per ogni tipo di partecipante. I nostri atleti, però, non hanno avuto dubbi: la scelta è ricaduta sul tracciato più lungo, il più impegnativo ma anche il più suggestivo.

A raccontare l’esperienza è stata Franca Panagin:

Rosolina Beach Run, corsa non competitiva che da vari anni si tiene a Rosolina Mare e che attira numerose persone, attirate dai bei percorsi e dal pacco gara (buono spiaggia omaggio, ombrellone e due lettini da usare principalmente in luglio).
La corsa/camminata offriva tre percorsi: 6, 12 e 15 km. Io e Otto abbiamo scelto il percorso più lungo, consapevoli della sua bellezza e particolarità.
Percorso vario e panoramico: sabbia, pineta, campeggio con vista mare. Siamo arrivati fino alla torretta della Lipu e, per non farci mancare niente, siamo saliti fino alla cima. Siamo stati ripagati dalla vista panoramica.
Percorso impegnativo; da rifare anche il prossimo anno. Correre in mezzo alla natura ripaga di ogni fatica.

Parole che raccontano perfettamente l’anima di questa manifestazione: fatica sì, ma sempre accompagnata dalla meraviglia del paesaggio.

E in effetti Rosolina Mare è una località capace di sorprendere. Situata nel cuore del Delta del Po, rappresenta uno dei tratti più affascinanti della costa veneta. La sua lunga pineta, le dune sabbiose e l’area naturalistica vicina alla foce del Po la rendono un piccolo paradiso per chi ama il turismo lento e la natura incontaminata.

Non tutti sanno che proprio queste zone sono considerate tra gli ecosistemi più ricchi d’Italia: qui convivono specie rare di uccelli, flora tipica delle dune e scorci che cambiano colore a seconda della luce del giorno. La torretta della LIPU, raggiunta dai partecipanti del percorso lungo, è uno dei punti privilegiati per osservare questo straordinario ambiente naturale dall’alto.

A rendere ancora più piacevole la giornata ci ha pensato anche il tradizionale pacco gara, ormai diventato un simbolo della manifestazione: oltre ai gadget, il graditissimo buono spiaggia con ombrellone e lettini ha aggiunto un ulteriore tocco vacanziero all’evento.

La Rosolina Beach Run si conferma così molto più di una semplice corsa: è un invito a rallentare, respirare il mare e vivere il territorio con occhi diversi. E, a giudicare dai sorrisi all’arrivo, il conto alla rovescia per l’edizione 2027 è già iniziato.






martedì 12 maggio 2026

StraFerrara la carica degli ottomila.

 

StraFerrara 2026, ottomila sorrisi tra le mura: Ferrara corre e cammina in festa 

Ferrara si è svegliata con il cielo incerto, qualche nuvola pronta a minacciare pioggia e quell’aria sospesa tipica delle grandi giornate. Ma bastava arrivare in Piazza Trento e Trieste per capire subito che nulla avrebbe fermato la StraFerrara 2026. Davanti al Duomo e con il Castello Estense a fare da maestosi testimoni, la città si è trasformata in un enorme abbraccio collettivo fatto di scarpe da running, sorrisi, famiglie, amici, cani al guinzaglio e tanta voglia di stare insieme.

Ottomila persone hanno preso parte alla manifestazione non competitiva andata in scena il 10 maggio, scegliendo tra i percorsi da 5 e 13 chilometri. Numeri importanti, ma soprattutto emozioni vere: la StraFerrara si è confermata ancora una volta molto più di una semplice corsa. È stata una festa popolare, colorata e coinvolgente, capace di mettere insieme sportivi esperti, camminatori della domenica e gruppi di amici pronti a condividere qualche chilometro tra chiacchiere e risate.

Prima della partenza, il riscaldamento muscolare a tempo di musica ha acceso subito l’atmosfera. In piazza si ballava, si saltava e ci si caricava a ritmo di musica, l'animatore trascinava il pubblico con entusiasmo, riempiendo l’attesa di energia e sorrisi. Poi il via, e il lungo serpentone umano ha iniziato a scorrere tra i luoghi più affascinanti della città.

Il fascino unico delle mura di Ferrara 

Il vero cuore della StraFerrara è stato il percorso immerso nel verde, sviluppato tra sotto mura e sopra mura. Correre o camminare lungo le antiche fortificazioni estensi significa attraversare secoli di storia respirando al tempo stesso la tranquillità di uno dei polmoni verdi più amati dai ferraresi.

Le mura di Ferrara, lunghe circa nove chilometri, rappresentano una delle cinta murarie rinascimentali meglio conservate d’Europa. Costruite tra il XV e il XVI secolo per difendere la città degli Estensi, oggi sono diventate un luogo di incontro, sport e relax. Un tempo presidio militare, oggi palestra a cielo aperto.

Curiosità e leggende delle mura 

Secondo una leggenda ferrarese, nelle notti di nebbia si aggirerebbe ancora il fantasma di un’antica sentinella estense, condannata a vegliare eternamente sulle mura per non aver dato l’allarme durante un’incursione nemica. Racconti popolari tramandati nel tempo che aggiungono fascino a un luogo già ricco di atmosfera.

E c’è anche una curiosità amata dai runners: il percorso delle mura viene spesso definito “la pista naturale dei ferraresi”, perché permette di correre quasi interamente immersi nel verde senza mai allontanarsi davvero dal centro storico. Un privilegio raro che rende Ferrara unica.

Durante la StraFerrara, questo scenario ha regalato ai partecipanti uno spettacolo speciale: prati, alberi, bastioni storici e scorci suggestivi accompagnavano passo dopo passo i partecipanti, rendendo i chilometri leggeri e piacevoli.

Una città intera al lavoro 

Dietro il successo della manifestazione c’è stato il contributo fondamentale dei volontari. Tantissime persone hanno lavorato con entusiasmo per garantire sicurezza, assistenza e organizzazione lungo tutto il percorso.

Molti volontari provenivano dalle società podistiche del territorio, ma accanto agli sportivi c’erano anche gli studenti del Carducci ,   protagonisti con il loro entusiasmo e il loro prezioso aiuto. Presenti anche la Protezione Civile, l’Associazione Carabinieri e numerose realtà locali che hanno collaborato per la riuscita dell’evento.

Determinante il supporto della Polizia Municipale per la sicurezza sul percorso, così come la presenza delle ambulanze, pronte a intervenire in caso di necessità. Immancabile anche lo stand AVIS,   sempre presente nelle grandi manifestazioni cittadine per sensibilizzare sull’importanza della donazione del sangue.

All’arrivo, ancora tanti sorrisi, e Daniele Trevisi pronto ad accogliere i primi partecipanti e raccogliere impressioni ed emozioni a caldo.

I commenti dei partecipanti

La soddisfazione dei partecipanti si è percepita chiaramente lungo tutto il percorso e soprattutto al termine della manifestazione. In tanti hanno già promesso di tornare il prossimo anno.

Giuseppina Santoro racconta così la sua esperienza: 

Molto carina come competizione forse alcuni punti un po troppo stretta ma cmq fattibile..punti ristori molto funzionali il primo è stato subito dopo 3 km...il ristoro molto ricco dolce/salato...
Ma è stato bellissimo cmq farla con le mie care compagne di avventura Sara e Samantha sono un' ottima compagnia abbiamo chiacchierato un sacco come fanno le vere donne. Da rifare l'anno prossimo.

Più sintetico ma altrettanto significativo il commento di Denis Grandi:

Sempre una bella festa!!!

Giuseppe Volta ha invece sottolineato la qualità del tracciato:

Manifestazione a tinte ludiche soprattutto a seguito mediatico ma che ha proposto un bel percorso sui 13 km. Un po' troppi camminatori davanti ma una volta passati si riusciva a tenere il passo.

Arrivederci al 2027

La StraFerrara si chiude così, tra applausi, stanchezza felice e la sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale. Una giornata dove il meteo non è riuscito a spegnere l’entusiasmo di una città intera, capace ancora una volta di trasformare una corsa in un momento autentico di condivisione.

Ferrara ha corso, camminato, sorriso. E lo ha fatto nel luogo più simbolico possibile: ai piedi delle sue mura, custodi silenziose di storia, leggende e adesso anche di migliaia di passi pieni di vita.
































14^ Passeggiata di primavera

 

Tra campi e quiete polesana: successo per la 14ª Passeggiata di Primavera a Fenil del Turco

Sabato 10 maggio 2026, la campagna polesana attorno a Fenil del Turco si è trasformata in un piacevole salotto all’aria aperta per la 14ª Passeggiata di Primavera, la tradizionale manifestazione podistica non competitiva che ogni anno richiama camminatori, famiglie e appassionati delle passeggiate tra natura e convivialità.

La giornata si era aperta con un cielo incerto e qualche nuvola minacciosa, ma il maltempo ha risparmiato l’evento, permettendo ai partecipanti di godersi appieno il percorso lungo da 12 chilometri immerso nella tranquillità della campagna. Un itinerario semplice ma suggestivo, tra stradine rurali, filari, fossati e scorci tipici del Polesine, terra dove il ritmo lento della natura accompagna ancora la vita quotidiana.

Fenil del Turco, piccola località alle porte di Rovigo, conserva infatti il fascino autentico delle frazioni agricole venete: casolari sparsi, strade silenziose e quell’orizzonte aperto che in primavera si colora di verde intenso. In queste settimane i campi mostrano tutta la vitalità della nuova stagione, mentre l’aria profuma di erba tagliata e terra bagnata.

Tra i partecipanti anche Ottorino Malfatto, che ha condiviso con entusiasmo la propria esperienza:

Alla Passeggiata di Primavera a due passi da casa il tempo era incerto ma la pioggia non è venuta. Io e Franca abbiamo fatto il lungo da 12 km in mezzo alla campagna, bel percorso. Al primo ristoro abbiamo trovato Graziella che faceva la volontaria.

Parole semplici che raccontano bene lo spirito della manifestazione: non una gara contro il tempo, ma un’occasione per stare insieme, camminare senza fretta e ritrovare il piacere delle cose genuine. Molto apprezzati anche i ristori lungo il tragitto, veri punti d’incontro dove volontari e partecipanti si scambiano sorrisi, battute e racconti.

Eventi come la Passeggiata di Primavera continuano a rappresentare un momento importante per il territorio, valorizzando le bellezze meno conosciute del Polesine e mantenendo vivo quel senso di comunità che nelle piccole realtà resta ancora un patrimonio prezioso.






martedì 5 maggio 2026

Camminata Avis

 

A Poggio Renatico, la mattina del 3 maggio 2026 si è accesa di passi, sorrisi e condivisione grazie alla tradizionale Camminata AVIS, un appuntamento che va ben oltre il semplice movimento fisico. È stata, ancora una volta, una festa della comunità.

L’evento, non competitivo e aperto a tutti, ha proposto due percorsi da 8 e 12 chilometri capaci di abbracciare esigenze diverse: famiglie, camminatori occasionali e appassionati più allenati. Il tracciato, snodandosi lungo l’argine del Reno, ha regalato ai partecipanti scorci suggestivi e quella quiete tipica della campagna ferrarese, dove il ritmo lento dei passi si fonde con i suoni della natura.

Come ha sottolineato Massimo Gozzo:
"Camminata non competitiva lungo l'argine del Reno con 2 percorsi di 8 km e 12 km."
Una descrizione semplice, ma che racchiude perfettamente lo spirito dell’iniziativa: accessibilità, benessere e condivisione.

Ma la Camminata AVIS non è solo un momento sportivo. È soprattutto un’occasione per ribadire il valore della solidarietà e dell’impegno civico. AVIS, da sempre, promuove la cultura della donazione del sangue, e manifestazioni come questa rappresentano un modo concreto e coinvolgente per sensibilizzare la cittadinanza, creando legami e rafforzando il senso di appartenenza.

Tra gruppi di amici, famiglie con bambini e volontari instancabili, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: semplice, autentica e profondamente umana. In un tempo in cui spesso si corre senza fermarsi, eventi come questo invitano a rallentare, a guardarsi intorno e a riscoprire il valore dello stare insieme.

E proprio lungo quell’argine, passo dopo passo, si è costruito qualcosa di più di una camminata: una comunità che si ritrova, che si riconosce e che cammina, letteralmente, nella stessa direzione.



La Camminà.

 

La Camminà 2026: passi, sorrisi e polvere di primavera a Grignano Polesine

C’è qualcosa di speciale nelle domeniche di inizio maggio, quando la campagna si sveglia davvero e invita tutti a uscire di casa. È proprio in questo spirito che, il 3 maggio 2026, si è svolta “La Camminà”, la tradizionale camminata non competitiva tra strade bianche, sentieri e scorci rurali nei dintorni di Grignano Polesine.

Un appuntamento semplice, genuino, di quelli che non chiedono cronometri ma regalano tempo: tempo per respirare, chiacchierare e magari scoprire angoli di territorio che spesso si danno per scontati.

Tra argini, sterrati e storie di campagna

I percorsi proposti 13 e 20 chilometri, hanno condotto i partecipanti lungo tratti per lo più sterrati (circa il 90%, come raccontano i presenti), tra argini, filari e campi già pronti a vestirsi d’estate. Qui, dove il Polesine si distende piano e silenzioso, ogni curva sembra raccontare qualcosa: vecchie case coloniche, capitelli votivi nascosti tra gli alberi, e quel senso di ruralità autentica che resiste al tempo.

Non mancano nemmeno le piccole leggende locali: si dice che in alcune notti d’estate, lungo certi argini, si possano ancora sentire i passi dei “camminanti invisibili”, anime di contadini che non hanno mai smesso di percorrere queste terre. Fantasia? Forse. Ma durante una camminata come questa, con il sole già alto e la polvere sotto le scarpe, viene quasi da crederci.

Una mattinata… decisamente calda

Il meteo non ha fatto sconti: già dalle prime ore, il caldo si è fatto sentire, trasformando la passeggiata in una piccola sfida personale. Ma proprio questo ha reso l’esperienza ancora più memorabile, tra ristori accolti come oasi e sorrisi condivisi sotto il sole.

Tra i partecipanti, anche Ottorino Malfatto, che ha raccontato con semplicità la sua esperienza:

Domenica io e Franca abbiamo partecipato a una corsa vicino a casa con tre percorsi, io ho fatto i 13 Km che alla fine erano 15 Km, Franca ha scelto la 20 Km, percorso al 90 per cento sterrato, una mattinata caldissima e nel complesso bella.

Parole che riassumono perfettamente lo spirito dell’evento: niente record, niente pressioni, solo il piacere di esserci.

Più di una camminata

“La Camminà” non è solo una manifestazione sportiva: è un piccolo rito collettivo. È il saluto tra sconosciuti che diventano compagni di strada per qualche chilometro, è la pausa all’ombra con una fetta d’arancia, è il ritorno a un ritmo più umano.

E mentre le scarpe si impolverano e il sole scalda la schiena, ci si accorge che queste giornate valgono più di qualsiasi medaglia: sono frammenti di memoria, da raccontare magari davanti a una tavola imbandita, con il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di semplice… ma autentico.






lunedì 4 maggio 2026

Malalbergo - San Luca. Il valore del camminare insieme

 

Dalla pianura al colle, passo dopo passo: il viaggio condiviso verso San Luca

C’è qualcosa di profondamente umano nel camminare insieme. Non è solo movimento, ma racconto, scoperta, ascolto. È un po’ lo spirito che attraversa le pagine del libro “Nessuno dei miei passi è stato inutile. L’uomo che voleva camminare sempre, ovunque e con qualsiasi tempo”: il passo lento diventa un modo per dare senso al tempo, per riconnettersi ai luoghi e alle persone. Ed è proprio questo che si è respirato nella lunga camminata del 3 maggio 2026, da Malalbergo fino al Santuario di San Luca, organizzata da Sara Sacchelli insieme ai ragazzi della Runner School di Altedo.

Un viaggio di 44 chilometri per Sara, 38 per gli altri partecipanti. Numeri che raccontano la fatica, certo, ma che da soli non bastano a descrivere l’essenza di una giornata così.


Il fascino della partenza: quando tutto è possibile

All’alba, con la luce ancora timida e la primavera che accarezza l’aria, il gruppo si è messo in cammino. C’è sempre un momento, all’inizio di ogni avventura, in cui tutto sembra sospeso: la strada davanti è lunga, ma anche piena di promesse.

Sara Sacchelli lo racconta con autenticità, lasciando spazio alle parole così come sono nate lungo il cammino:

Quando condividi un cammino così lungo devi essere pronto a lasciare andare i pensieri ovunque ti portino. L’avventura comincia alle 6 e qualcosa del mattino con la brezza della primavera e l’adrenalina di sapere che stai per affrontare un’impresa. Non è la prima volta per me la lo è per altri componenti del gruppo quindi metti nel tuo zaino anche la loro curiosità. Il percorso è semplice e immerso nella natura. Tutta la ciclabile che costeggia il navile è nel pieno della primavera e i piumini dei pioppi ci fanno assaggiare una magia di Natale anticipato (ma senza le temperature tipiche). Dopo svariati chilometri e ristori (tra gelati, schiscette e coca cola) siamo arrivati all’inizio della scalinata che porta alla basilica. Ognuno di noi la affronta come vuole. Chi in compagnia e chi in preghiera. Tutti nel rispetto del luogo che abbiamo raggiunto. Finalmente arrivati abbiamo ritrovato sorrisi e calzini puliti! Entrambe sensazioni meravigliose! Per quando mi riguarda ogni volta che percorro questo cammino mi porto a casa gratitudine e affetto, quindi sicuramente lo rifarò! Grazie a tutto il gruppo che mi ha accompagnato.

E così il cammino diventa subito condivisione. Non solo chilometri, ma emozioni, aspettative, piccoli silenzi e tante parole.


Attraverso la pianura: la bellezza nascosta

La pianura bolognese ha una poesia discreta. Non urla, ma si lascia scoprire lentamente. Campi aperti, strade che si allungano verso l’orizzonte, scorci che sembrano sempre uguali e invece cambiano a ogni passo.

Lungo la ciclabile che costeggia il Navile, la natura era nel pieno della sua energia primaverile. I piumini  dei pioppi nell’aria,   quasi una neve fuori stagione, hanno regalato al gruppo una sensazione sospesa, una magia semplice ma inattesa.

Sara Peccenini restituisce perfettamente questa scoperta:

Sara Sacchelli ha organizzato una meravigliosa avventura che ci ha portato, attraverso le campagne Bolognesi, a raggiungere San Luca, partendo da casa. E' stato bellissimo scoprire strade e luoghi che non avevo mai visto e la soddisfazione di raggiungere la fine dopo tanta fatica è stata immensa. Grazie ancora a Sara e tutti i compagni di viaggio per la splendida giornata!

È questo il dono del cammino lento: trasformare l’ordinario in straordinario.


La fatica che unisce

Dopo ore di strada, ristori improvvisati tra gelati, schiscette e Coca-Cola, la stanchezza si fa sentire. Ma è proprio lì che accade qualcosa di speciale: la fatica smette di essere un limite e diventa un legame.

Andrea Rubbini lo racconta senza filtri, lasciando che siano le sue parole a parlare:

Una giornata di cammino, dalla bassa, piano piano fino al Santuario, quella Chiesa che tutti i giorni fa bella mostra di sé in cima a quella collina da cui sorge il sole. Un viaggio per lo spirito, per il fisico, per la Pace, per un fioretto, per l'amicizia... ognuno con il proprio pensiero in testa per tante ore, con fatica si, ma che raggiunta la cima viene dimenticata in un attimo, pronti per la prossima avventura.

Ognuno cammina con i propri pensieri, ma mai davvero da solo.


L’ascesa e l’arrivo: dove tutto trova senso

L’arrivo alla salita verso il Santuario è un momento simbolico. Dopo tanti chilometri in pianura, la scalinata   diventa quasi un rito di passaggio.

C’è chi la affronta parlando, chi in silenzio, chi in preghiera. Ognuno con il proprio ritmo, nel rispetto del luogo e di sé stesso.

E poi, finalmente, la cima.

Il Santuario di San Luca si apre davanti, imponente e accogliente, come una meta che è anche un nuovo inizio.

Quando si arriva, la fatica svanisce. Restano i sorrisi, gli abbracci, quella leggerezza che solo certe esperienze sanno regalare.


Il valore del camminare insieme

Questa camminata non è stata solo un’impresa sportiva. È stata un viaggio condiviso, un piccolo esempio di come il tempo possa essere vissuto diversamente: più lento, più pieno, più umano.

Come nel libro citato all’inizio, ogni passo conta.  Nessuno è inutile. Ognuno costruisce qualcosa: un ricordo, un legame, una consapevolezza.

E forse è proprio questo il senso più profondo di giornate come questa: arrivare da qualche parte, sì… ma soprattutto arrivarci insieme.